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sabato 15 febbraio 2014

Blacksad vol.5: Amarillo


Di Blacksad ho parlato abbondantemente QUI, però in questi giorni è uscito il nuovo volume (il quinto), intitolato Amarillo, e mi sembra giusto lasciare un breve commento.

Questa è la bella copertina:


E questa è l'introduzione al volume rilasciata dalla casa editrice (Rizzoli Lizard):

Dopo tre anni di attesa, la quinta avventura del detective Blacksad, tra atmosfere da road-movie e richiami alla beat generation.  Scenari mozzafiato e trame apertamente ispirate ai classici del giallo hardboiled e del cinema noir americano: questo, per quattro volumi, è stato Blacksad, una serie che mescola alla forza di uno stile quasi disneyano la suspense di un buon poliziesco, di quelli che hai sempre voglia di leggere. In questo attesissimo nuovo episodio, il quinto, il roccioso e disincantato detective John Blacksad veleggia verso Amarillo, Texas, alla ricerca del poeta beatnik Chad Lowell e del suo compare, scappati a bordo di un’auto rubata. Le tracce dei due malviventi condurranno Blacksad fino al circo Sunflower, dove gli artisti non si mostreranno particolarmente inclini ad agevolare le indagini… Ma non vogliamo svelarvi altro. Se non forse questo: il quinto volume di Blacksad somiglia più a On the road che a un noir vero e proprio. Contiene un genuino desiderio di avventura, e ha un tono più solare. Giallo. Come la Cadillac in copertina. E poi, non crediamo di aver bisogno di aggiungerlo. I disegni di Juanjo Guarnido sono sempre uno spettacolo.

Tutto molto bello (pare), ma a fine lettura -e mi piange il cuore a dirlo- questo quinto volume mi ha lasciato veramente amareggiato. La storia non mi ha minimamente coinvolto: è banale e tirata via, e i personaggi principali -Chad fra tutti, ma anche l'insulsa Luanne- sono abbastanza anonimi e scontati. Gli unici momenti interessanti -ed emozionanti- sono quelli dedicati a Blacksad: il suo dialogo con Weekly all'aeroporto, e l'incontro con la sorella e il nipotino. Per il resto, è davvero impossibile provare empatia per i personaggi. A dire il vero l'avvocato Neal poteva essere un personaggio interessante da aggiungere a quelli ricorrenti nella saga, ma quella cosa sul finale (e non dico altro per evitare spoiler) mi ha fatto cadere le braccia. 

Nella bella introduzione si parla di genuino desiderio di avventura, e di un tono più solare, ed in effetti si nota questo desiderio di leggerezza rispetto alle atmosfere cupe dei volumi precedenti, ma il risultato...Boh? Non mi ha convinto. Non mi aspettavo certo un on the road tragicomico alla fratelli Coen, ma nemmeno un piattume del genere.

Anche i disegni  mi sono sembrati di qualità leggermente inferiore, e la stessa cosa per i colori, meno belli del solito. 

Insomma, per me è stata una cocente delusione. Continuo ad amare molto questa serie, ma spero in una decisa ripresa nel sesto volume.


sabato 27 ottobre 2012

No Words Needed 3 - Blacksad









Blacksad di Juan Díaz Canales (testi) e Juanjo Guarnido (disegni).
Ve ne parlerò a breve. Siete curiosi? L'avete letto?
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