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domenica 4 febbraio 2018

Intermission 40 - Anno nuovo, vecchie abitudini.

Siamo a inizio Febbraio, e la mia riserva di "joie de vivre" per il 2018 si è già completamente prosciugata . Ma se sul fronte "real life" non ci sono stati grandi miglioramenti rispetto alla fine del 2017, almeno sul fronte letture e visioni la situazione è decisamente migliorata. 
Quindi ehi, ciao 2018! Che ne dici di un ennesimo intermission sconclusionato, giusto per non perdere le cattive abitudini?

Prima di cominciare ci tengo a dire una cosa: ringrazio tutte le persone che anche quest'anno hanno partecipato al premio My Cup of Tea. Si tratta di uno stupido giochino, me ne rendo conto, ma ci tengo tantissimo. E ringrazio anche le persone che mi hanno gentilmente detto di non poter partecipare, e quelle che ho taggato su facebook e mi hanno completamente ignorato (li ringrazio perché mi hanno fatto capire che, evidentemente,  i loro blog sono troppo importanti per partecipare). Speriamo in un 2018 altrettanto ricco di sorprese e tazzine!

Uh-oh.


Vi ricordate il mio blocco del lettore, di cui mi lagno da praticamente un anno? Ecco, finalmente sono riuscito a leggere un libro dall'inizio alla fine, e voglio parlarvene.

Si tratta di The Long Way - Il lungo viaggio di Becky Chambers, uscito qualche settimana fa per Fanucci Editore. E' un romanzo di genere sci-fi, che ha per protagonista l'equipaggio della Wayfarer,  navicella costruita per creare tunnel spaziali che consentono il passaggio immediato da un capo all'altro della galassia. Già vedo l'espressione scocciata delle persone che non amano il genere fantascientifico, ma credetemi, questo romanzo è molto insolito perché si tratta praticamente di uno slice of life ambientato nello spazio, dove la storia è quasi completamente focalizzata sui rapporti fra i vari membri dell'equipaggio. Un equipaggio composto da numerose specie, culturalmente e fisicamente molto diverse fra loro, ma che nonostante tutto riescono a convivere ed a volersi bene. 
Nonostante la presenza di una trama principale di fondo (la costruzione di un tunnel che collega lo spazio centrale ad un pianeta abitato da una specie decisamente bellicosa) , i vari capitoli hanno quasi il sapore delle storie brevi: ogni personaggio ha infatti il suo momento di gloria, e ci sono delle splendide riflessioni su  politica,  guerra, sul concetto di famiglia e di genere. 
Lo stile della Chambers è spigliato e divertente, e confermo quello che molte recensioni hanno fatto notare : è uno di quei romanzi che ti lascia, a fine lettura, completamente appagato, e con un sorriso sulle labbra. Consigliatissimo!

Avete visto Devilman Crybaby su Netflix?
Come ho già detto in altre occasioni, Go Nagai è uno di quegli autori che non ho mai particolarmente amato , ma Devilman è un'opera iconica e quando ho sentito che Masaaki Yuasa si sarebbe occupato di questa nuova incarnazione animata, beh, l'hype è salito alle stelle. Ebbene, il giorno dell'uscita ho visto tutti e dieci gli episodi di fila, e mi è piaciuto moltissimo. Che splendido adattamento! Una versione moderna che non  snatura minimamente il manga, e che anzi, enfatizza ed attualizza molti temi che nel manga erano solamente accennati. Anche l'animazione - che mescola uno stile moderno e sincopato a quello stilizzato dei mostri di Nagai- l'ho trovata perfetta, e davvero, se non avete visto le altre opere di quel genio di Yuasa (come Kaiba e Tatami Galaxy) non so davvero cosa aspettate. 

Visto che abbiamo tirato in ballo Netflix, mi sembra giusto passare alle serie tv che sto seguendo in questo periodo. Sia chiaro, ce ne sono sempre troppe da vedere (e molte le ho messe pure in pausa in attesa di tempi migliori), ma due o tre riesco a seguirle pure io.
Al momento, quella che mi incuriosisce di più è The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story , di "nostro signore del trash" Ryan Murphy. La prima stagione dedicata al processo di  O.J. Simpson mi aveva molto colpito per la sua sobrietà e accuratezza nei fatti narrati (senza contare  un paio di interpretazioni memorabili). Questa seconda su Versace è altrettanto interessante, anche se i momenti dedicati alla famiglia dello stilista -almeno nei tre episodi che ho visto- li ho trovati un filo kitsch. Grande sorpresa, invece, per l'Andrew Cunanan interpretato da Darren Criss : ruba lo schermo in ogni sua apparizione, e mi sembra chiaro che è lui il protagonista indiscusso della serie. Il terzo episodio in special modo , che si discosta leggermente dai primi due, focalizzandosi su una delle vittime meno conosciute di Cunanan, mi ha molto colpito per la sua asciutta crudezza e per l'interpretazione straordinaria di Judith Light. Insomma, è una serie promettente (piccola curiosità: la sceneggiatura è opera dello scrittore  Tom Rob Smith, già sceneggiatore della miniserie London Spy). 

Un'altra serie uscita recentemente per TNT, e che sto seguendo con grande  curiosità, è The Alienist. Il romanzo di Caleb Carr l'ho letto un'estate di cinque o sei anni fa, e mi piacque moltissimo. Non ricordo tutto alla perfezione, ma rimasi molto colpito dal carisma dei personaggi, e dal fascino dell'ambientazione newyorkese di inizio 900. La serie tv -almeno per i due episodi che ho visto- è estremamente ambiziosa: la ricostruzione degli interni e degli esterni è magistrale, e sia la regia che la fotografia lasciano veramente sbalorditi (alcune scene hanno il nitore di veri e propri dipinti). Il cast, purtroppo, è meno entusiasmante: Daniel Brühl è bravo e convincente nei panni del Dottor Laszlo Kreizler , ma Dakota Fanning è algida e inespressiva e Luke Evans non sempre sembra a suo agio nel personaggio. Insomma, almeno per ora sembra prevalere la forma alla sostanza, ma mi auguro che la situazione migliori via via che entreremo nel vivo della storia.

Qualche giorno fa è approdata su Netflix la prima stagione di Altered Carbon, tratta dai romanzi di Richard K. Morgan (se volete una bella recensione andate QUI) . Ho visto solamente tre episodi, e ancora non sono riuscito a farmi un'idea chiara di questa serie. Da una parte ha elementi, per quanto non originalissimi, molto interessanti. Dall'altra ho notato un po' di piattume nei dialoghi, ed anche nella messa in scena (insomma, davvero nel 2018 abbiamo ancora bisogno di mettere gli ologrammi sui palazzi alla Blade Runner? Superiamola questa cosa, vi prego!). L'attore protagonista non mi dispiace (ha una buona presenza scenica, e mi sembra adatto al personaggio), il resto del cast direi che è abbastanza noiosetto (a parte l'adorabile Poe e il buon vecchio James Purefoy, che alla sua seconda apparizione ci regala un nudo integrale in onore dei vecchi tempi della serie tv Roma). Insomma, al momento non mi sta proprio entusiasmando, ma vi terrò aggiornati. 

Vi ricordate la mia maratona di "un film al giorno" di qualche anno fa? Bene, non sono tornato a quei livelli, ma sicuramente, nel mese di Gennaio ho visto parecchie cosine interessanti.
Impossibile parlare di tutto quello che ho visto, ma un po' di menzioni d'onore le devo fare:

On Body and Soul: Film ungherese candidato all'oscar come miglior film straniero. Diretto benissimo, visivamente straordinario, è la storia di due anime gemelle che prima ancora di incontrarsi, si sognano. Il tutto ambientato nell'asettica brutalità di un mattatoio. 

God's own Country: Definito dalla critica come "Yorkshire Brokeback Mountain", è la storia del giovane e ombroso allevatore Johnny Saxby, che in seguito alla malattia del padre si ritrova a farsi carico tutto da solo dell'azienza di famiglia (sacrificando i suoi sogni). Sarà l'arrivo del giovane bracciante rumeno Gheorghe a far breccia nella corazza di solitudine di  Johnny.  Vera sorpresa Queer del 2017, è un film adorabile, pieno di agnellini carini. 

Elle: Non avevo ancora visto questo film di Paul Verhoeven (regista che adoro), ma in molti me l'avevano consigliato, tirando in ballo il mio amore per Brian de Palma e Patricia Highsmith. Beh, mi è piaciuto moltissimo, e Isabelle Huppert è immensa (tanto per cambiare). 

Chiamami col tuo nome : Tratto dal romanzo di André Aciman, parla della breve ma intensa storia d'amore fra il giovane diciassettenne Elio e lo studente universitario Oliver (che collabora ad alcune ricerche con il padre di Elio, che è un professore universitario). Coming of age raffinato e Bertolucciano (passatemi il termine), pur non avendomi coinvolto al 100%, mi è piaciuto. 

The Killing of a Sacred Deer : Un dottore, il figlio di un paziente morto, una famiglia perfetta e una strana maledizione dal sapore biblico... Yorgos Lanthimos si conferma il maestro del disagio e dell'angoscia. 

Three Billboards Outside Ebbing, Missouri: storia di una madre rabbiosa che cerca la verità sull'omicidio della figlia. Un film pieno di personaggi sgradevoli e con un finale tutt'altro che conciliatorio e rassicurante. Devo ancora capire se l'ho amato o odiato, ma la McDormand è tostissima.

Una mujer fantástica (Una donna fantastica):  parla di una giovane donna transessuale che si vede crollare il mondo addosso in seguito alla morte del compagno. Vittima dell' ostilità e delle cattiverie della famiglia di quest'ultimo, soffrirà molto prima di ritrovare un suo equilibrio. L'attrice protagonista (Daniela Vega) è sublime. Candidato come miglior film straniero (Cile) agli Oscar . 



Sul fronte fumetti non ho novità particolarmente rilevanti. Sto continuando a leggere con grande interesse Children of the Whales, e non vedo l'ora che arrivi l'anime su Netflix! 

Alla prossima! 


domenica 24 dicembre 2017

Intermission 39 - Renne ninfomani e vecchi panzoni vestiti di rosso.


L'ultimo post è dell'otto dicembre, ma mi sembra una vita che non aggiorno il blog!
Forse perché è dalla fine dell'estate che cerco di riprendermi da un periodo non proprio brillante, e anche al momento ho questo... come chiamarlo?  Diciamo "blocco generale" che tiene la mia voglia di leggere ed aggiornare Say Adieu sotto lo zero.
Ma conto di riprendermi al più presto , quindi basta con le scuse e avanti con il solito Intermission , che - come da tradizione degli ultimi giorni dell'anno - conterrà un po' di bilanci sul 2017.

Film: A dire il vero, quest'anno sono usciti un sacco di film interessanti (la mia lista di titoli da recuperare è impressionante), ma purtroppo ne ho visti pochi, e non c'è stato niente che mi abbia particolarmente impressionato. In compenso, di bruttissimi ne ho beccati un sacco : Alien: Covenant - che è comunque migliore di Prometheus-  si merita sicuramente il premio "ciofeca dell'anno", ma anche l'inutilissimo live-action di  Ghost in The Shell svetta sopra gli altri.
I film "evento" dell'anno non mi hanno entusiasmato: Dunkirk è stilisticamente meraviglioso, ma nel complesso non mi ha folgorato. Blade Runner 2049 mi ha molto sorpreso -in positivo, perché io mi aspettavo un altro senile disastro by Ridley Scott -, ma l'ho trovato un po' freddino. Star Wars - The Last Jedi  mi è piaciuto decisamente di più del film precedente (che è IMO tremendo), ma nonostante il disperato tentativo di "correggere il tiro" su tante cose , e di dare un filo di spessore ai nuovi personaggi, rimane piuttosto deboluccio.
Sul fronte "sequel", ho visto sia Paddington 2 che Kingsman: The Golden Circle: carini, ma a mio parere inferiori ai primi film.
Un film decisamente bello visto a inizio anno è stato Arrival (ne ho già parlato sul blog), ed ho apprezzato anche Baby Driver , anche se è ben lontano dall'essere un film perfetto.
Molto carino Get Out: Una delle poche, vere sorprese del 2017! Se amate "Ai Confini della Realtà", lo dovete vedere assolutamente. Ah, ieri ho visto Atomica Bionda, e devo dire che questo gioco di spie che si menano nella Berlino degli anni 80 l'ho trovato incredibilmente piacevole.
Per il resto, i rarissimi film veramente belli sono stati tutti recuperi degli anni passati, quindi basta.

Serie Tv: Anche in questa sezione regna la desolazione più assoluta. Ho visto la seconda stagione di Stranger Things, e sì, è carina, ma ha molto meno mordente della prima, ed i nuovi personaggi inseriti solo assolutamente inutili (a parte un certo bulletto, che io shippo tantissimo con un altro ex bullo XD) . Ho iniziato a vedere sia la seconda stagione di The Exorcist che  la settima di American Horror Story (Cult), ma ancora non sono riuscito a finirle, ed anzi, vado parecchio a rilento (anche se sono entrambe molto piacevoli, soprattutto Cult, che si riprende alla grande dopo quella schifezza di Roanoke). La mia serie preferita dell'anno è senza dubbio Alias Grace: vi ho già ammorbato con il mio amore per il libro, ma anche la serie è bellissima! Sarah Polley ha fatto un adattamento perfetto, ed il cast non ha deluso (la Gadon è magnifica) . Recuperatela, se potete!
Al secondo posto metto il piacevolissimo American Gods, anche se la prima stagione è veramente troppo corta, e la notizia dell'abbandono di Bryan Fuller mi ha rattristato enormemente. (e mi fa seriamente preoccupare sulla qualità della seconda stagione).
Come dite? Come mai non ho citato la terza stagione di Twin Peaks? Ma TP sta su un altro piano, non è nemmeno paragonabile a tutto il resto (e poi non la considero nemmeno una serie, ma un lunghissimo film).

Libri: Ah, ehm, possiamo saltare questa categoria? Perché quest'anno ho fatto VERAMENTE SCHIFO. Ho letto pochissimo, e con poca soddisfazione, tranne rare eccezioni. Una di queste è la bellissima serie Gormenghast : mi sono follemente innamorato dello stile unico e dei personaggi bizzarri di Mervyn Peake! Ma forse il libro più bello letto quest'anno è stato Miss Pym di Josephine Tey: ho sempre avuto un debole per le storie ambientate in scuole femminili , e questo bel romanzo (etichettato superficialmente come giallo) si è rivelato una lettura appassionante e sorprendente, con uno splendido studio di caratteri. Menzione d'onore anche allo splendido Una pagina d'amore di Emile Zola, autore che mi da sempre grandi soddisfazioni.

Fumetti: Our Little Sister e Come dopo la pioggia restano i miei manga preferiti attualmente in corso. Ho molto apprezzato L'età della Convivenza, di Kazuo Kamimura , ed ho letteralmente adorato Cigarette Girl di Masahiko Matsumoto , volume di storie brevi consigliatomi da un caro amico dai gusti raffinatissimi. Ho apprezzato molto anche il volume con tutte le storie di Tomie, di Junji Ito, e soprattutto Cat Eyed Boy di Kazuo Umezu: adoro il protagonista che si rivolge ai lettori dicendo "Ehi, stanotte verrò a dormire a casa tua!"XD. Anche Aula alla deriva è bello, ma l'ho dovuto rileggere più volte per entrare a pieno nella storia (che è esageratissima, ma anche appassionante). Altre piacevoli sorprese in campo manga: Children of the Whales e Plinivs!
Fra i volumi italiani, devo citare assolutamente Un anno senza te e La giusta Mezura :entrambi bellissimi e sorprendenti. La mia più grande delusione fumettistica del 2017 riguarda proprio un fumetto italiano, ma ancora non me la sento di svelare il titolo.

Bene, per stavolta è tutto, e ne approfitto pure per augurare a tutti voi un Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo! A presto!




P.S: Ricordatevi che a breve dobbiamo assegnare le Tazzine!

mercoledì 28 giugno 2017

Intermission 38 - Meanwhile



No, tranquilli, questo blog non verrà aggiornato fra 25 anni. Ma mi ritrovo a postare sempre meno spesso, quindi sì, anche stavolta si tratta di un intermission di robe a caso. E credetemi, questa cosa mi crea un fortissimo complesso di inferiorità, soprattutto se guardo a tutti i bei post dei miei amici blogger usciti a Giugno. Non so, ma mai come in questi giorni ho pensato di farla finita una volta per tutte, con Say Adieu. Credo proprio che non sarebbe una gran perdita.

*si toglie la tiara da Drama Queen*

Bene, stavolta cominciamo dalle serie tv: Sense8 è stato cancellato.
Noi fan, abbiamo ammorbato l'internet per settimane, ma nonostante le raccolte di firme, i #renewsense8 e i piagnistei vari praticamente ovunque, è ufficiale: non ci sarà una terza stagione, ne un episodio speciale per chiudere le varie storie.
La delusione è immensa, lo ammetto, soprattutto considerando l'ambizione degli autori e gli enormi costi di produzione. Ma sapete che vi dico? Questo "sentore di morte" l'ho avuto fin dall'inizio della seconda stagione: il cambio di registro è palese , ed è impossibile non notare un' accelerata nelle varie storyline. con tanta carne al fuoco . Secondo me questo cambiamento è stato imposto dall'alto, proprio in virtù del successo , a quanto pare sotto le aspettative, della prima stagione. Ma insomma, al di là di tutti questi discorsi resta solamente una grande amarezza. Mi hanno segato la mia serie guilty pleasure preferita...Come farò, adesso? EDIT :E' stato annunciato uno speciale di due ore, che concluderà la serie!



Per una serie che finisce, una che comincia: American Gods. Non ho mai amato particolarmente il Neil Gaiman scrittore, quindi mi sono avvicinato a questa serie (tratta appunto dal suo romanzo più famoso) attirato più che altro dall'affetto che provo per Bryan Fuller, visionario showrunner di serie da me amatissime come Hannibal e Pushing Daisies. Gli otto episodi sono letteralmente volati, e questa storia di divinità vecchie e nuove mi è piaciuta molto: Il tocco geniale di Bryan è onnipresente, e non mancano le scene fottutamente memorabili (molte delle quali hanno per protagonista una straordinaria Gillian Anderson). Certo, otto episodi sono veramente pochi, ed il finale di stagione non è così esplosivo come uno si aspetterebbe. Ma almeno hanno già confermato la seconda stagione, e speriamo di non dover attendere troppo. Ah, dimenticavo, adoro la opening!




Ladies and Gentlemen, ma la terza stagione di Twin Peaks? Prima di dire qualsiasi cosa, una dovuta premessa: amo questa serie, ma con grande serenità. Non sono di quelli che sanno tutti gli episodi a memoria e fanno le tre di notte leggendo le fan theories su ogni minimo dettaglio, no. E anzi, ho recuperato la serie piuttosto tardi, dopo aver visto ed amato praticamente tutti i film di David Lynch. Quindi il mio approccio alla terza stagione è più da Lynchiano che da Twinpeaksaro , ed episodi come l'ottavo...Lo dico? Mi fanno impazzire! ❤
Alle persone che stanno trovando deludente e assurda questa stagione mi verrebbe da chiedere "Ma avete seguito David Lynch in questi 27 anni? Davvero vi aspettavate qualcosa di stilisticamente simile alle prime due? E' come chiedere ad un disegnatore nel pieno della sua maturità artistica di tornare a disegnare come ai suoi esordi. E' assurdo!
Voi lo state seguendo? Cosa ne pensate?



Bene, è tutto per quanto riguarda le serie tv. Passiamo ad un paio di commenti brevi su alcune recenti letture: Avete preso il primo volume di Come dopo la pioggia? A me è piaciuto un sacco. Ha quell'eleganza delle vecchie commedie romantiche, ed i protagonisti sono molto interessanti e insoliti: per una volta, non abbiamo una studentessa timida e disagiata, ma una splendida atleta, che si dichiara praticamente subito! Ed anche il protagonista maschile (il mite e gentile direttore di un family restaurant) suscita immediatamente curiosità e simpatia.
Sono proprio curioso di scoprire quali binari seguirà la storia (ci sarà davvero la svolta romantica fra due persone così diverse e lontane per età?), e so già che la bimestralità mi ucciderà lentamente.

Ho letto anche "Un anno senza te", di Giopota e Luca Vanzella, e pure questo mi è piaciuto da morire . La storia, in realtà, è piuttosto semplice (rientra a pieno nel genere "delicato coming of age sentimentale"), ma è la sua esecuzione sia narrativa che stilistica ad avermi colpito, per la sua originalità e intensità: come dice il proverbio (?) non è importante il "cosa" si racconta, ma il "come".
Personaggi adorabili, una Bologna reale e immaginaria al tempo stesso e un sottofondo di realismo magico , fra episodi con soffici coniglietti che cadono dal cielo e altri che sembrano diretti da Jean-Pierre Jeunet. Insomma, un volume in tutto e per tutto sorprendente.
Se volete approfondire, vi consiglio vivamente la recensione di Orlando su Fumetti di Carta .

Anche per stavolta è tutto. Alla prossima! (forse).


  

sabato 1 aprile 2017

Intermission 36 - What Ever Happened to Yue?

La nostra inviata Helda Fopper [*] ha intervistato in esclusiva il celebre blogger Yue Lung, che da più di un mese -con grande preoccupazione dei suoi fan -non aggiorna il suo blog. 

H.F: Yue, il tuo ultimo post è datato 12 Febbraio. Cosa è successo? Perché questo allarmante silenzio che dura da più di un mese?

Yue: Una vecchia strega come te penserà che lo faccio apposta per farmi desiderare, ma in realtà questo mio "silenzio"ha una motivazione molto semplice: la mancanza di tempo. 
Queste ultime settimane sono state molto stancanti e impegnative, e a dirla tutta non ho letto ne visto cose particolarmente sconvolgenti, tanto da farmi gridare "devo parlarne sul blog!". Prima c'erano le rubriche mensili (i Preferiti prima e i Best & Worst poi) , ma ogni volta -soprattutto nei mesi più "magri"- era molto faticoso scriverle, quindi ho deciso di comune accordo con Masha di eliminarle. Di conseguenza, questa maggiore libertà e mancanza di scadenze ha un po' tolto vitalità al blog. Pazienza, l'importante è che non sia morto, e vi assicuro che Say Adieu to Yue non lo è!



H.F: Grazie per la"vecchia strega". Ma non possiamo frustrare la sete di conoscenza dei tuoi fan! Che fumetti stai leggendo in questo periodo? 

Yue: Sul fronte manga non molto a dire il vero. Qualche settimana fa ho preso il secondo volume di storie brevi di Yoshihiro Tatsumi, Le lacrime della bestia, ma pur riconoscendone il valore non mi ha colpito particolarmente. Temo di non essere molto in sintonia con Tatsumi, o almeno non quanto speravo. Il genere Gekiga continua ad affascinarmi moltissimo, ma al momento sono curioso di leggere altri autori come Yoshiharu Tsuge, che a breve uscirà per Canicola con L'uomo senza talento. 
Qualche giorno fa ho preso il primo volume di Unlucky Young Man di Fujiwara/Otsuka : un ottimo thriller politicometropolitano ambientato alla fine degli anni 60 e con personaggi ispirati a varie personalità del cinema e della letteratura giapponese. Bello, peccato per le controversie sull'edizione italiana (pagina mancante e ambiguità sulla traduzione). E non dimentichiamoci di Buffalo 5 Girls, di Moyoko Anno! Per quanto riguarda i fumetti di altre nazionalità, devo ammettere che il mio guilty pleasure del momento è Tintin di Hergé: sto prendendo la collana in uscita in edicola e ormai mi sono affezionato al piccolo reporter, senza contare che da quando è arrivato il capitano Haddock la serie ha fatto un salto di qualità! Questo pomeriggio ho letto Francis, la nuova opera di Loputyn: è una specie di coming of age che ha per protagonista una streghetta, che dopo aver evocato uno spirito della foresta  parecchio birbantello (il Francis del titolo) comincerà ad abbracciare lati di se che fino a quel momento aveva ignorato . Carino, soprattutto graficamente!
Al momento non mi viene in mente altro.



H.F: In passato, su questo blog, hai parlato di serie tv e film: Hai segnalazioni da fare?
Al momento seguo due serie tv -e credetemi, visto il periodo di magra degli ultimi mesi non è poco per me - ovvero Feud e Big Little Lies. Il primo è il mio preferito, perché ha per protagoniste Bette Davis e Joan Crawford , ritratte durante il periodo delle riprese e della promozione di "Che fine ha fatto Baby Jane?" . Il mio amore per la Davis è cosa nota, e Susan Sarandon la interpreta in modo magistrale: La voce, la gestualità e le espressioni del volto la rendono davvero identica a Bette! Jessica Lange (nei panni della Crawford) ha una presenza scenica notevole, ma la somiglianza è molto inferiore, anche se è pur compensata dalla sua bravura. E poi la vecchia Hollywood, e Robert Aldrich! Io ho un vero e proprio feticismo per questo regista, ve l'ho mai detto?
Big Little Lies è invece ambientato ai giorni nostri, e direi che rientra a pieno nel genere "bianche ricche sfondate con qualche segretuccio ", anche se in questo caso sono più i personaggi maschili a nascondere gravi turbe mentali. La serie si apre con un omicidio durante una festa, ma la vittima non viene svelata e la trama si sviluppa a partire da un lungo flashback, che inizia con l'arrivo di una scalcinata  mamma single nella sciccosissima cittadina di Monterey. Regia di un certo livello (Jean Marc Vallée, quello di C.R.A.Z.Y e Dallas Buyers Club) , attrici di un certo livello (Nicole Kidman, Reese Witherspoon e una Laura Dern che ruba lo show con la sua nevrotica Renata) e case bellissime e ultracostose. Sono rimasto un po' indietro con gli episodi, ma per ora mi piace!
Cara Helda, di film invece ne ho visti pochi! Segnalo solamente il bellissimo About Elly , dolente thriller del regista iraniano Asghar Farhadi.



H.F: Molto bene. Un'ultima domanda per concludere degnamente questa elettrizzante intervista :Sul tuo profilo instagram non fai che fotografare libri. Oltre a fotografarli li leggi? 

Yue: Nell'ultimo mese ne ho letti pochi.O meglio, mi sono dedicato completamente a opere decisamente lunghette e impegnative , come Middlemarch di George Eliot e a riletture, come Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh. Ma ogni volta che entro in una libreria mi ritrovo sempre a comprare qualcosa, quindi la mia riserva aumenta sempre di più! E tenete conto che vivo in una casa piccolina, quindi potete immaginare le pile di libri nei luoghi più assurdi. Diciamo che fra fumetti e libri sono ad un passo dal finire su Real Time nel programma Sepolti in casa.
Visto che abbiamo toccato l'argomento Instagram, voglio fare un annuncio: a partire da oggi, sul mio profilo , smetterò di postare foto di libri, sostituendole con mie foto sexy. E' tutto! Il tuo tempo è scaduto Helda, quindi fuori dalle scatole!



[fine intervista]

[*] Helda Fopper è l'inviata di punta della nota rivista "Uncinetto ed Evocazioni Sataniche" edita da Zoccolo Edizioni. A lato una sua foto.

domenica 12 febbraio 2017

Intermission 35 - Sciocchezzuole.

All'inizio di Febbraio sono uscite tante cose carine (in generale), quindi ecco l'ennesimo intermission cumulativo, dove parlo brevemente un po' di tutto.

Qualche giorno fa è uscito L'uomo montagna del duo Amélie Fléchais e Séverine Gauthier. Come sapete, amo molto la Fléchais (già autrice di Lupetto Rosso e Il sentiero Smarrito) ed anche questo volume è graziosissimo: una poetica e delicata riflessione sul ciclo della vita, sulle proprie "radici" e le esperienze che ci forgiano. I disegni sono splendidi, ma che ve lo dico a fare? (vedere per credere QUI).  Costo:14 euro, Collana Tipitondi di Tunué (quella con gli angoletti arrotondati) . Ho notato un piccolo refuso, ma nel complesso è un' edizione molto carina. Consigliato!


A inizio Febbraio è uscito anche Soppy, dell'autrice inglese Philippa Rice (che vi consiglio di scoprire QUI). In questo libricino, che alterna illustrazioni a veri e propri fumettini (rigorosamente in bicromia rosso e nero) viene narrata la tenerissima storia d'amore dell'autrice con l'adorabile  Luke Pearson (l'autore della saga di Hilda, edita da BaoPublishing).  Come suggerisce il titolo, sono ritratti quotidiani molto semplici e sciocchini, ma il volume ha un suo perché, e si arriva a fine lettura con il sorriso sulle labbra. L'edizione by Edizioni BD costa 12 euro e nel complesso è un po' mediocre: hanno usato una carta che non tiene bene il colore, e spesso il rosso traspare anche nel retro della pagina, andando a creare un effetto pigmentato in trasparenza fastidiosissimo . Non è un volume imperdibile, ma se amate il genere potrebbe rivelarsi, ad esempio, un graziosissimo regalo di San Valentino (ed esiste pure un seguito: chissà se arriverà mai da noi?).

Febbraio è iniziato bene anche sul fronte film: finalmente infatti sono riuscito a vedere il tanto chiacchierato Arrival di Denis Villeneuve. 
Raffinatissimo film di fantascienza "da camera", tratto da un racconto altrettanto stupendo di Ted Chiang, mi ha veramente sorpreso e commosso, come non mi accadeva da tempo. La storia è lontanissima da quella tipica dei film muscolari di fantascienza, con gli alieni cattivi e gli eroi pronti al sacrificio: qui è più concettuale, ed ha come fulcro il "first contact" e la comprensione di un linguaggio scritto alieno. Non voglio spoilerare altro ,dico solo che la regia quasi pudica e cristallina di Villeneuve è un valore aggiunto ad un film che va assolutamente visto.


Altro film bellissimo visto in questi giorni è Moonlight di Barry Jenkins, coming of age story in tre parti che narra l'infanzia, l'adolescenza e l'età adulta di Chiron, ragazzo di colore nato in un quartiere malfamato di Miami. Da bambino vessato dalla madre dipendente dal crack, a ragazzo bullizzato a scuola e tormentato dal suo orientamento sessuale fino a spacciatore di successo glaciale e solitario , la storia di Chiron, nonostante il contesto duro e spesso squallido  viene narrata con una grazia e asciuttezza incredibile, grazie anche alla bella regia di Jenkins, che omaggia palesemente Wong Kar-wai.
Tratto da un'opera teatrale (derivazione che traspare nei momenti più lirici), è un film intenso e recitato benissimo, vera sorpresa di questo inizio 2017. Lo consiglio a tutti? Non a cuor leggero: mi sembra un'opera parecchio divisiva, ma cavolo, provateci, magari potrebbe piacervi!

Per la cronaca no, non ho visto La La Land: ne state parlando tutti troppo bene, e 'sti capolavori strombazzati all'unanimità mi inquietano e disturbano allo stesso tempo. Lo vedrò, con calma, prima o poi.
In compenso, ho visto The Lego Batman Movie ed è assolutamente brillante e divertente, come già il primo film e forse addirittura di più! Lo consiglio a tutti, anche se c'è una nota dolente: Geppi Cucciari è tanto brava, ma non come doppiatrice. Lo rivedrò sicuramente in lingua originale, appena disponibile. E voglio Robin Lego NOW.


P.S: Non vi siete accorti di niente? Evidentemente no, ma i Best & Worst sono stati sospesi a tempo indeterminato. Forse ritorneranno, forse no, chissà! Alla prossima.

martedì 31 gennaio 2017

Intermission 34 - E se c'è un limite lo voglio spostare.

Preparatevi un tè e prendete in braccio i vostri gatti perché questo intermission sarà lunghetto . No, no, tranquilli, non ci sarà nessuno sfogo personale o pippone vario, anche se a forza di post pieni di cose a caso questo blog si sta trasformando in quello che sembra un diario segreto di una tredicenne un po' scema. Credetemi, io ci provo a fare il blogger serio che argomenta meticolosamente tutto quello che legge e che evita di parlare di mille cose insieme, ma... *guarda un punto indefinito e inizia a fischiettare*

Prima di tutto, voglio ringraziare gli amici e le amiche che, prendendosi poco sul serio,  hanno partecipato al premio My Cup of Tea : Le vostre "tazzine" sono state illuminanti, ed ho scoperto tante nuove cose (fumetti, film, serie tv, bevande e perfino app!). Come dice Meryl :


Bene. Dopo il discorso di ringraziamento stile Academy Awards passiamo alle cose serie: cosa state leggendo di bello?

Sul finire del 2016 sono apparse un sacco di belle liste/bilanci sui libri preferiti dell'anno (vedi QUI e QUI) ma nonostante i moltissimi spunti ammetto di essere un po' "bloccato". Ma come accade sempre in questi periodi (dove inizio mille libri senza continuarne uno) ho rivalutato un autore che fino ad oggi avevo evitato come la peste (forse a causa di alcune reminiscenze scolastiche non proprio esaltanti): sto parlando di Emile Zola. In poco più di due settimane ho letto Il paradiso delle Signore e Thérèse Raquin, e mi sono piaciuti moltissimo.

Amo le sue descrizioni : sono così vivide  e delicate che sembra di avere davanti un quadro, e non un libro. E i suoi personaggi sono talmente ben descritti  e caratterizzati che pare di sentirli respirare e di vedere il sangue pulsargli nelle vene . Thérèse Raquin in particolar modo mi ha molto colpito: la seconda parte è decisamente orrorifica e grottesca (e un po' troppo lunga) , ma la prima, con la nascita di questa passione travolgente fra Thérèse e Laurent è assolutamente magnifica e perturbante . A proposito, avete visto Thirst di Park Chan-wook? E' un geniale adattamento in chiave vampiresca proprio di questo romanzo!

Sul fronte fumetti, ecco un paio di aggiornamenti: Ho letto il primo volume di Cat Eyed Boy di Kazuo Umezz e mi è piaciuto molto! Sono storielle horror autoconclusive (più o meno lunghe) che hanno come filo conduttore un giovane ragazzo/mostro, dagli occhi di gatto.
Il bricconcello è testimone involontario di numerose vicende misteriose, e spesso e volentieri si ritrova lui stesso nei guai. Non mancano nemmeno episodi sul suo passato e le sue origini, e insomma, mi è piaciuto un sacco, e lo stile di Umezz è sempre piacevolissimo a vedersi. L'ho preso su Amazon, e mi è stato spedito (in tempi record) dalla stessa casa editrice. L'edizione è davvero bella e curata, e mi pare proprio un' iniziativa editoriale degna di essere sostenuta. Se amate gli yokai ed i fumetti simil Kitaro dei Cimiteri, Compratelo!

Ho letto anche gli ultimi tre numeri usciti di Erased: questa serie continua a piacermi e ad intrigarmi molto, anche se il colpevole degli omicidi lo avevo intuito già da un po' (ma sarà lui? non ci metto la mano sul fuoco). I continui salti temporali -che all'inizio mi lasciavano perplesso- devo dire che sono ottimamente gestiti e servono ad aumentare la suspense. Non vedo l'ora di leggere il sesto volume!
Il secondo volume di Requiem of the rose king mi è piaciuto leggermente di più del primo: chiaramente la Kanno ha una visione tutta sua della storia e dei personaggi, ma continua a non convincermi del tutto. Richard è senza dubbio il personaggio più riuscito, ma Henry mi pare proprio un idiota!
Sul fronte novità, ho letto il primo volume di Bugie d'Aprile: un buon inizio, con personaggi interessanti, anche se ho come la vaga impressione che il dramma sia dietro l'angolo. Graficamente non mi fa impazzire, ma prenderò sicuramente il secondo volume. Staremo a vedere!

L'avete vista la prima stagione di Una serie di sfortunati eventi? A tanti miei amici non è piaciuta, ma nel complesso l'ho trovata piacevole e divertente. I libri (soprattutto i primi, ovvero quelli coperti dalla prima stagione) hanno una struttura molto ripetitiva, ma nella serie tv sono riusciti ad aggiungere carne al fuoco, con un paio di trovate a dir poco geniali (non voglio spoilerare ma... genitori) . La "messa in scena" è molto più bella e curata di quella che traspare dal trailer e gli attori sono in stato di grazia (fatta eccezione, forse, per i più giovani , ancora un po' acerbi ma comunque bravini). Certo, non mancano i difetti (il non proprio brillante uso della CG su Sunny , personaggio fra l'altro molto ridimensionato rispetto ai libri), ma come ho detto sopra, gli otto episodi sono volati. Se avete Netflix vi consiglio di dargli un'occhiata!


Bene, arrivati a questo punto, visto che stiamo parlando di serie tv, dovrei dire la mia sulla quarta stagione di Sherlock... Beh, la posso riassumere in una sola parola: cheap. Denunciatemi pure, ma per me Sherlock poteva tranquillamente finire con la seconda stagione. La terza e la quarta sono state  un'ottimo intrattenimento, ma quel brividino di piacere che provavo all'inizio  non è più tornato.
"The Six Thatchers" è un episodio insulso e noiosetto, che pure con il colpo di scena finale  mi ha lasciato piuttosto indifferente.  "The Lying Detective" invece è il più bello di questa stagione, sia per le dinamiche che si vengono a creare fra Sherlock e Watson, e sia grazie al carisma di Toby Jones, nei panni di un villain irresistibile. "The Final Problem" è semplicemente troppo. TROPPO. E mi chiedo: "Ho davvero voglia di vedere altre stagioni di questa serie?". Mi sa di no.




Da grande amante delle sorelle Bronte, ho visto anche To Walk Invisible, film tv che ci mostra la lenta autodistruzione del fratello Branwell, e la nascita delle loro prime ambizioni letterarie. Come tutti i prodotti U.K. è squisitamente confezionato, ed ha sicuramente i suoi momenti anche se avrei preferito un maggior approfondimento della figura di Anne, che anche qui passa per la sorella più insipida delle tre (quando invece fu forse la più devastata dalla morte di Branwell e la più coraggiosa nel pubblicare un romanzo all'epoca scandaloso come The Tenant of Wildfell Hall ). 




Per finire, due parole su alcuni film di animazione visti nel mese di Gennaio: La tartaruga rossa e
Ethel & Ernest . Il primo (diretto da Michaël Dudok de Wit e co-prodotto, fra gli altri , dallo Studio Ghibli) mi ha lasciato freddino: graficamente è bellissimo (adoro la linea chiara), ma il resto -fatta eccezione per alcuni passaggi simbolici e poetici- non mi ha entusiasmato. Il secondo è tratto da un memoir a fumetti del grande autore/illustratore Raymond Briggs, e non è altro che la storia dei suoi genitori: dal loro primo incontro nel 1920 fino alla morte negli anni 70. In mezzo, la nascita di Raymond, la seconda guerra mondiale, gioie delusioni e malattie. Di solito non amo i memoir, ma questo è veramente dolce e commovente. Tecnicamente è ben fatto, e piacevole alla vista: Ok, i disegni di Briggs hanno sicuramente più carattere, ma non si può avere tutto dalla vita.




Bene, anche per questa volta è tutto (e se siete arrivati a leggere fino a qui vi faccio i miei complimenti) . Alla prossima!

martedì 13 dicembre 2016

Kurisumasu Time - Cosa regalare a Natale ?


Ciao. Sono Yue, e il Natale mi mette ansia.

Mancano tipo due settimane, ma sono già entrato nel panico "bigliettini, regali, siamo tutti più buoni". Lo devo dire: lo spirito natalizio non ha mai albergato in me, e non appena vedo spuntare  lucine , presepi, ed alberi tutti illuminati, una vaga pesantezza mista a depressione mi avvolge.  
Però non mi dispiace fare piccoli regali alle persone amate, e come sapete adoro dare consigli non richiesti. Quindi , anche per quest'anno, ecco una listina con idee su cosa regalare: più che altro libri, ma anche qualche fumetto e film. Spero di darvi qualche spunto!

Romanzi:

La Valle dell' Eden di John Steinbeck
Un po' southern gothic, un po' romanzo d'appendice, questo moderno retelling della storia di Caino e Abele è una delle saghe familiari più belle e appassionanti mai scritte.


Il cavaliere d'Harmental di A. Dumas
Prima collaborazione fra Alexandre Dumas e Auguste Maquet, il cavaliere è un romanzo storico avventuroso e divertente, con una graziosa storia d'amore e personaggi adorabili (già si intravedono alcuni "caratteri" che verranno poi ripresi ne I tre moschettieri). 

L'altra Grace di Margaret Atwood
Storia di un'assassina? No, storia di una giovane cameriera irlandese e acuta e modernissima riflessione sulla condizione femminile (soprattutto dei ceti più bassi) nell'era Vittoriana.


L'ospite di Sarah Waters
Una storia di ossessioni travestite da fantasmi, dove il vero antagonista (e il senso di tutto il romanzo) viene svelato solamente nell'ultima pagina.


Nel bosco di Thomas Hardy
Fra le numerose storie d'amore infelici di Hardy questa è sicuramente la più struggente. Per romantici masochisti amanti delle zone boscose.


Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith
Francie e i Nolan lottano per sopravvivere nella sgangherata Brooklyn di inizio novecento. Un romanzo di formazione che ha 73 anni sulle spalle, ma che continua ad emozionare ed a far sorridere.



Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh
Uno fra i più bei romanzi in lingua inglese del 900. Una storia che parla di famiglie nobili più o meno decadute, di fede e di affinità elettive. Sarcastico e crudele, come tutti i romanzi di Waugh.


Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood
In un futuro dove il tasso di natalità è vicino a zero, in seguito all'instaurazione di un regime totalitario di ispirazione biblica, le donne vengono private di tutti i loro diritti e asservite all'unico scopo riproduttivo. Romanzo distopico inquietante e disturbante, ennesima prova della bravura della Atwood.

Fumetti:

Una gru infreddolita di Kamimura Kazuo
Un volume crudo, malinconico e struggente, che anche nei momenti più divertenti e leggeri cela una sotterranea tristezza. Lo stile soffuso di erotismo di Kamimura incanta più che mai: è il manga imperdibile del 2016.

Nimona di Noelle Stevenson
Un volume subdolo, che vi colpirà al cuore quando meno ve l'aspettate. Inizia come una storiella fantasy molto divertente e con personaggi volutamente stereotipati ma a fine volume vi renderete conto di essere stati ingannati: dietro la frivolezza si cela infatti un capolavoro. Miglior volume del 2016!

Il porto proibito - Artist Edition di Stefano Turconi e Teresa Radice
Una storia di mare, di amore, di redenzione . Un volume che gronda parole, e che proprio per questo ha il respiro dei grandi romanzi del diciannovesimo secolo. La Artist Edition è bellissima e perfetta per essere regalata a Natale! 

Film:


La canzone del mare di Tomm Moore
E' uscito in italiano, e il dvd costa pochissimo: è un regalo perfetto per grandi e piccini, ed è una buona occasione per far scoprire alle persone care l'immenso talento di Tomm Moore e dello studio Cartoon Saloon. Speriamo che prima o poi arrivi in italiano anche The secret of Kells!



Cofanetti di Yasujiro Ozu
La Tucker Film ha distribuito al cinema sei capolavori restaurati di Yasujiro Ozu (Tarda primavera, Viaggio a Tokyo, Fiori d’equinozio, Buon giorno, Tardo autunno, Il gusto del sake), e da poco sono usciti nel formato DVD e Blu-ray. Sono uno più bello dell'altro; perfetti come regalo natalizio!


Weekend di Andrew Haigh
Amo le storie d'amore brevi, intense e in certo qual modo "impossibili", e questa è una delle mie preferite (per la cronaca: al primo posto c'è  In the mood for love). In Italia è arrivato con cinque anni di ritardo (e con un inutile strascico di polemiche), ma meglio tardi che mai!
Per me è da recuperare assolutamente, insieme allo straordinario 45 Years  (sempre di Haigh).

E' tutto!




giovedì 13 ottobre 2016

Intermission 33 - Un po' di chiacchiere.

Ed eccoci arrivati ad un intermission di totale cazzeggio, dove parlerò di mille cose senza un comprensibile ordine logico. 

Come state, pasticcini miei? Spero non troppo rilassati, visto che mancano solamente tredici giorni al Lucca Comics & Games. E a tal proposito, voglio rassicurare un paio di amici che sono rimasti sconvolti dal mio silenzio a riguardo: Sì, lo so che Kaoru Mori è fra gli ospiti di quest'anno. E lo so che vi aspettavate da parte mia post isterici e progetti vari per un eventuale raduno "Molestiamo la Kaoru Foresta", ma ahimè *melodia triste suonata col violino* a Lucca quest'anno molto probabilmente non ci sarò. Che beffa del destino! Saranno tipo vent'anni che non mi perdo un'edizione, e dover saltare proprio l'anno in cui è presente uno dei miei idoli fumettistici è veramente da bestemmie. Mi raccomando: se siete in fiera e partecipate alla sua sessione di autografi, fate tante foto (e mendatemele, così rosico ancora di più) , e soprattutto chiedete ai tizi j-pop se hanno i nuovi Scribbles! Insomma, quale migliore occasione per portarli? Se poi fate anche un raduno (why not?) voglio comunque tutti i dettagli, che la speranza è l'ultima a morire.

Il 15 Ottobre verranno inaugurate le mostre a Palazzo Ducale, fra le quali quella dedicata a Kazuo Kamimura, intitolata "La semplicità della bellezza". Almeno questa non voglio perdermela, anche se non so a che ora riuscirò ad arrivare -non ho ben capito se ci sarà una presentazione o cosa, e come orario viene indicato un generico 13:00-16:00 -. Fra l'altro, in mostra, ci sono pure i lavori di Frank Cho e del mio amato Joan Cornellà , quindi sono proprio contento (e magari farò un mini-reportage... *yue, adesso non esagerare*).

Ma torniamo a parlare dell'argomento principale di questo blog -anche se dagli ultimi post non si direbbe -, ovvero i fumetti: in questi ultimi mesi non ho letto tantissimo, di conseguenza non ho molto da segnalare. L'unica serie che continuo a seguire con regolarità e grande passione è Thorgal 
di Rosinki e Van Hamme . Questa serie fantasy (che pesca a piene mani dalla mitologia norrena , con addirittura qualche incursione nel genere fantascientifico) mi ha rapito fin dal primo albo, e pur non avendo dubbi sulla bravura di Van Hamme -uno dei più grandi sceneggiatori viventi- non pensavo proprio mi sarei appassionato così tanto ai suoi personaggi e alle loro avventure! Attualmente sta uscendo in edicola in comodi albetti a colori a 2,99 euro : siamo al ventesimo volume , su cinquanta pianificati.  Consigliatissimo!

Ultimamente ho avuto anche la possibilità di leggere Smile di Raina Telgemeier (edito in italia da Il
Castoro). Sono decisamente fuori target (di circa 23 anni), ma questo volume a fumetti autobiografico l'ho trovato grazioso.  La trama ruota intorno al rapporto problematico fra Raina e i suoi denti, che caratterizzerà un po' tutta la sua adolescenza, fra amori non corrisposti, terremoti e amici un po' stronzetti. Quest'opera ha vinto l'Eisner Awards come Best Publication for Teens ed è stata seguita dal volume Sisters, dove Raina parla del suo rapporto con la sorella Amara.
Una piccola curiosità riguardante l'autrice: il suo volume Drama (ambientato nel mondo del teatro) è stato inserito nella lista dei libri proibiti dalle scuole elementari in Texas , per via di misteriosi contenuti "sessualmente espliciti", ovvero (tenetevi forte) : ci sono due ragazzi delle medie che si dichiarano castissimamente il loro amore! Che orrore! Che concupiscenza! *sviene*
Stendiamo un velo pietoso sul Texas , che è meglio.

Sullo specifico fronte dei manga, la situazione è ancora più deprimente: le case editrici sembrano congiurare fra di loro per farmi smettere.
 L'unica nuova opera decente letta in questi ultimi mesi è stata Erased : lo stile grafico di Kei Sanbe non mi piace per niente, lo ammetto, ma mi sembra comunque un buon thriller e voglio vedere come verrà sviluppata la trama gialla. Ieri ho letto pure Requiem of the Rose King : Aya Kanno è
un'autrice che ho sempre apprezzato molto, e l'idea di un Riccardo III intersessuale (invece che fisicamente deforme) mi intriga moltissimo. Ma almeno in questo primo volume, la trama mi è parsa gestita piuttosto ingenuamente e in modo confuso, ed anche lo stile dell'autrice spesso non mi è sembrato adatto al tipo di storia storia narrata. Sicuramente prenderò anche il secondo volume, per vedere se l'autrice riuscirà a calibrare meglio tutti gli elementi della storia.

Sulla bellezza di Otherworld Barbara mi sono già espresso qualche post fa, mente ci tengo a farvi sapere che  My Brother's Husband di Gengoroh Tagame verrà pubblicato in inglese la prossima estate, da Pantheon Books. Leggere questo manga vi renderà degli esseri umani migliori, quindi non perdetevelo! E per chiudere in bellezza questa parentesi sui manga, vi annuncio anche che la Hazard Edizioni ricomincerà a pubblicare Osamu Tezuka, con il primo volume di Ikki Mandala a Lucca, e in seguito Sarutobi, Alabaster e -anche se ancora non è ufficiale- La canzone di Apollo. Evviva!

Anche cinematograficamente parlando non sono stato molto attivo, però l'ultimo film visto al cinema mi è piaciuto parecchio: sto parlando di Frantz, di François Ozon. Pur essendo un regista parecchio discontinuo, Ozon in quest'ultimo periodo ha tirato fuori opere molto interessanti, e questo melodramma postbellico , diviso in due parti quasi speculari, arriva dritto al cuore come una coltellata. Non ci provo nemmeno a scrivere una recensione più dettagliata, ma vi linko questa su Gerundiopresente, che rispecchia perfettamente il mio pensiero. Temo che al momento non sia più in programmazione, ma appena esce in dvd prendetelo! Fra i film usciti in questo periodo -e che purtroppo non sono riuscito a vedere!- c'è anche Quand on a 17 ans (titolo italiano: Se hai 17 anni), diretto da André Téchiné e sceneggiato dalla mia amata Céline Sciamma (regista e scrittrice del delizioso Tomboy). Mai avrei immaginato una sua distribuzione in lingua italiana, e spero di poterlo recuperare in qualche modo.

Lo state guardando The Exorcist? La serie tv FOX tratta dal famoso film del 1973?
Io sì, e non potete capire le risate che mi sto facendo (e non solo il solo, vero Caroline-chan?). Il prete protagonista è una vecchia conoscenza per tutti i fan di Sense8 (dove interpreta il tutt'altro che casto Hernando), e nel cast c'è pure una sempre più plastificata e stralunata Geena Davis (in un ruolo, fra l'altro, assolutamente scialbo) . Gli ascolti in America sono abbastanza disastrosi, quindi mi pare arduo il rinnovo per una seconda stagione: peccato, perché diventa più folle di episodio in episodio, e una tale fonte di trash dove la troviamo?

A proposito di trash: la nuova stagione di American Horror Story (Roanoke) è pallosissima. La struttura stile "documentario"sarà anche originale, ma la trama comincia a ripetersi (sembra un po' la versione redneck di Murder House). A detta degli autori, nel sesto episodio ci sarà una rivoluzione che scombinerà tutte le carte in tavola: staremo a vedere.

Ho visto anche i primi due episodi di Westworld e mi sono piaciuti tantissimo! Non voglio gridare al capolavoro (è veramente troppo presto), ma se continua su questi livelli sarà una bomba!

Per quanto riguarda i libri, le uniche vere sorprese le ho avute con Alias Grace (come potete leggere dal post dedicato) e con i racconti di Roal Dahl, che sono né più né meno dei capolavori di cattiveria (leggete L'ascesa al cielo e ditemi se non è la storia breve più bella  e perfetta mai scritta)  .


Un mese fa ho letto anche La guardia, il poeta e l'investigatore di Jung-myung Lee, ma questa specie di mistery ambientato in una prigione giapponese, all'insegna dell "Ah! Il potere salvifico della poesia, dei libri e della lettura!" mi ha lasciato incredibilmente freddo (e mi sento un po' in colpa vista la media di recensioni entusiastiche). Ah, una dovuta segnalazione: Beat ha pubblicato in una nuova traduzione Jamaica Inn di Daphne Du Maurier. Non sarà un capolavoro al pari di Rebecca o Mia cugina Rachele, ma resta comunque un ottimo thriller storico con un tocco di romance.
Purtroppo in questo periodo ho pochissimo tempo per leggere, ma a fine mese uscirà la traduzione italiana del tanto chiacchierato melodrammone gay A Little Life di Hanya Yanagihara e non vedo l'ora di leggerlo.
Per chiudere con i libri: ma quanto è caruccia la nuova rubrica letteraria della Mariaste? Seguite il suo blog, che ultimamente sta leggendo un sacco di libri belli.

Bene, ho parlato praticamente di tutto: Fumetti, manga, cinema, serie tv, libri... Manca la musica! Mentre scrivevo questo post, navigando a caso su youtube ho riscoperto un gruppo che mi piaceva molto, ovvero i Moloko: li ricordate? Questa e quest'altra erano le mie preferite. Ma questo intermission è decisamente lungo, quindi ho ascoltato parecchie altre canzoni di: Everything But The Girl, Cosmo (ma quanto è bravo?), Sweeney Todd (il mio musical preferito),e la meravigliosa Fairuz.

Se ce l'avete fatta a leggere tutto il post  , allora mi amate veramente, e come premio vi manderò una ciocca dei miei capelli, da conservare in un medaglione in stile memento vittoriano.

A presto!




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