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venerdì 19 aprile 2013

The Swordsman


Titolo: The Swordsman ( è conosciuto anche con i titolo  Honorable Baek Dong Soo)

Info varie: E' un manwha composto da 9 volumi scritto da Lee Jae-Heon e disegnato da Hong Ki-Woo . In Corea ha avuto un grande apprezzamento, che ha portato alla realizzazione di un drama in 29 episodi, anch'esso di enorme successo (per più info e sottotitoli DIC).

Fino al 17 Maggio il primo volume di questo manwha è in promozione a 1,90 euro!


Trama fornita dalla casa editrice: Versione romanzata di un episodio storico realmente accaduto in Corea nel bel mezzo dell epoca Jeosen, The Swordsman narra le vicende del giovane principe ereditario Sado, insignito del titolo di successore al trono dopo la morte del fratello nonostante fosse figlio di una concubina. Annoiato dalla vita di corte e dal continuo tramare della politica, evade dalla reggia senza permesso, recandosi presso un forte di confine per allenarsi con i migliori maestri nell'arte della spada , ma , a causa della sua prolungata assenza , alcuni alti ufficiali del governo imbastiscono una congiura e lo accusano di alto tradimento. L'imperatore, che a questo gruppo di potere deve la corona si trova così con le mani legate e ordina l'esecuzione del proprio figlio. Tuttavia, successivamente, insieme al fidato Yim Soon-ung , capo istruttore dello Hunryeondogam , escogita un piano: attuare uno scambio di persona per far giustiziare un uomo qualsiasi al posto del Principe Sado, e permettere a quest'ultimo di fuggire in attesa di poter dimostrare la propria innocenza. Sado viene dunque affidato ai migliori e più fedeli spadaccini, tra cui, una volta fiutata la fuga in atto dal loro capo istruttore, i giovani e promettenti Baek Dong-soo e  Hong Guk-yeong.
Ben presto, però, il trucco viene scoperto, e salvare o uccidere il principe diventeranno così gli opposti obbiettivi di una lotta al potere che mieterà numerose vittime.

Commeno di Yue: Devo fare una piccola premessa: io sono un grande appassionato di film storici coreani, e devo dire che questo genere è molto apprezzato anche in patria, dove i risultati sono quasi sempre ottimi (mi viene in mente l'ultimo film "in costume" da me visto, ovvero l'ottimo Masquerade).

Questo The Swordsman all'inizio mi ha lasciato un po' dubbioso, ma approfittando della promozione ho deciso di prenderlo e, beh, ho fatto proprio bene! 
La trama parte subito in quarta, ed il lettore si trova immediatamente immerso nella vicenda, senza inutili spiegoni o pesanti introduzioni. Il ritmo della narrazione è sempre serrato, ma mai frettoloso, anzi: nel suo essere veloce ma ottimamente calibrato è molto "cinematografico". I personaggi sono ben definiti, e la vicenda ha quel gusto epico che ho sempre apprezzato in questo tipo di storie.
Certo, una persona completamente digiuna di storia coreana potrebbe trovare alcuni elementi abbastanza strani (vedi le numerose figure politiche del palazzo reale) o un filino bizzarri (fra tutti, i copricapi che io trovo sempre buffissimi XD), ma la storia di questo paese è veramente affascinante, e merita un approfondimento.

Visto che si parla di un manwha storico di arti marziali, è necessario spendere due parole sulle scene di combattimento e sui disegni: le prime -grazie al cielo- sono molto chiare e facili da seguire, i secondi sono buonissimi, soprattutto tenendo conto che l'autore è praticamente un esordiente! In appendice viene anche citato dagli autori l'antico Manuale Illustrato di Arti Marziali Muyedobotongji, ed infatti, nel retro copertina di ogni volume ci sono armi diverse con relativa descrizione (per più info su questo manuale andate QUI).

Sul serio, io non ho riscontrato difetti degni di nota in questo primo volume, e me lo sono goduto proprio tanto. Quindi se questo commento vi ha un minimo incuriosito, tirate fuori un euro e novanta centesimi e provatelo!


martedì 20 marzo 2012

Late Blossom di Chang-min Chu





Oggi vi voglio parlare di Late Blossom , un film coreano uscito nel 2010.

Di solito non amo parlare di film su questo blog , ma in questo

caso farò una piccola eccezione, visto che quest'opera è tratta da un manwha in tre volumi di Kang Full (o Kang Pool) . Questo nome non dovrebbe esservi nuovo, infatti di suo è stato pubblicato in italiano L'idiota ( 4 volumi, per Planeta de Agostini ), ed il primo volume de L'appartamento (mai concluso dalla Planeta, maledetti!). E' un autore molto noto e amato in Corea, ed anche in Francia dove alcune sue opere sono state pubblicate dalla casa editrice Casterman.

Ma torniamo al film: i protagonisti sono quattro persone anziane, che vivono in una non ben identificata cittadina di periferia.
Kim Man-Suk è un vedovo un po' burbero che consegna il latte a domicilio con un malmesso motorino. Sua moglie è morta anni prima, e adesso vive insieme ai figli e la nipote. Una mattina, incontra per strada la signora Song, donna sola e amareggiata dalla vita che tira a campare vendendo e raccogliendo vecchie scatole di cartone. Fra i due nasce un'immediata simpatia , che ben presto si trasforma in qualcosa di più (e la delicatezza con cui viene mostrato lo sbocciare di questo amore "tardivo" è commovente: questi due vecchietti tornano ad essere dei ragazzini impacciati!).
Sul loro cammino incontreranno un' altra coppia di innamorati non più giovanissimi, ovvero Jang Kun-Bong (che possiede un posteggio per auto) e la moglie, gravemente malata di alzheimer.
Jang Kun-Bong è un uomo mite e timido, che accudisce la moglie con un amore e una dedizione totale. Nonostante il suo temperamento sia l'esatto opposto di quello di Kim Man-Suk, i due diventeranno molto amici. E non voglio aggiungere altro, ho già spoilerato troppo!

Ora, non avendo letto il manwha dal quale è tratto, non posso dire se questo film gli è fedele o meno, ma mi è sembrato lo stesso di cogliere molti degli elementi cari a Kang Full: tanto per cominciare il coraggio di parlare (con grazia sì, ma anche con crudezza) di cose spesso sgradevoli, come in questo caso la morte, la vecchiaia, l'abbandono e la malattia. E soprattutto ho ritrovato alcune sfumature già presenti in altre sue opere: niente è mai tutto nero o tutto bianco. Niente è scontato. Avrei tante cose da dire sul finale. Ma proprio TANTE. Ma ho deciso di tenerle per me. Dopotutto, questa è un introduzione, e non una recensione. E non voglio rovinarvi la visione di questo piccolo gioiellino.

Tecnicamente parlando, il film e nella media. Gli attori son tutti dei veterani, quindi piuttosto bravi. La regista dirige con un tocco delicato, quasi mesto, ma che nei punti di maggior pathos diventa sognante e fiabesco. Piacevole anche la colonna sonora.

In definitiva un buon film, tutt'altro che scontato e le due ore filano via che è una meraviglia. Nonostante la tematica non indulge troppo nel dramma, quindi non cominciate a dire "Ma sarà tristissimo!!!", altrimenti vi prendo a testate. E vi giuro che sono tanti i momenti in cui ho riso di gusto.

Se siete interessati lo trovate sottotitolato in inglese, e se abitate a Firenze, potete vederlo al Korea Film Fest Domenica 25 Marzo alle 15.00, al cinema Odeon.


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