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mercoledì 8 dicembre 2021

I manga che non leggeremo mai in Italia 38 - Pygmalio di Shinji Wada




Titolo: Pygmalio (ピグマリオ) 

Info: E' un manga serializzato sulla rivista a target shoujo Hana to Yume a partire dal 1978. E' composto da 27 volumi ,  in seguito ristampati in un' edizione bunko da 12. Nel 1990 , anno della conclusione del manga, è uscito un anime di 39 episodi.

AutoreShinji Wada è stato un autore prolifico e amato, che a partire dagli anni 70 (e fino alla sua morte avvenuta nel 2011) ha sempre disegnato opere per un target femminile , caratterizzate però da trame ricche di azione, con ambientazioni insolite e con diverse incursioni nell'horror e nel mistero. La sua serie più famosa (che ha generato un franchise tutt'ora molto solido e vitale ) è Sukeban Deka , storia di una giovane studentessa chiusa in riformatorio che viene assoldata dal governo come "agente sotto copertura" : il suo compito sarà quello di infiltrarsi nelle scuole superiori di tutto il Giappone , per indagare su vari crimini e abusi di potere, e sopratutto, per poter salvare la madre chiusa nel braccio della morte. 
Attivo anche come sceneggiatore, è venuto a mancare improvvisamente nel 2011, lasciando incompiuta la sua ultima opera Kugutsushi Lin . In Italia , ahimè, è stata pubblicata solamente un'opera da lui sceneggiata , ovvero la mediocre miniserie White Dragon , su disegni di Yu Kinutani.


Alcune fra le opere più famose di Shinji Wada



Trama: Il protagonista di Pygmalio è il principe Kurt, un terribile monello che nonostane le nobili origini e gli impegni scolastici passa gran parte del suo tempo a giocare con gli altri bambini del villaggio. Ma Kurt è diverso dai suoi amici: per prima cosa, ha una forza sovraumana e soprattutto, non ha una mamma. La mancanza di questa importante figura lo rattrista molto, ed il re suo padre, si è sempre rifiutato di parlargli di lei prima della cerimonia per il suo ottavo compleanno.
A pochi giorni da quella fatidica data, Kurt scopre una stanza segreta con una statua bellissima , e con il proseguire della storia piano piano il mistero si svela: la madre Galatea era in realtà la dea guardiana del villaggio, figlia del dio della luce Agnus, che per amore del re decise di abbandonare la sua immortalità, pur continuando a fare del bene per il suo popolo. Ma la figlia del dio malevolo Elzo, la crudele Medusa, per contrastare questo bene  la trasformò in pietrà, insieme a gran parte degli abitanti del villaggio. Al Re concesse otto anni di tregua, quindi durante la cerimonia per il suo compleanno Kurt deve fare una scelta: piegarsi a Medusa e mantenere la pace o ribellarsi mettendo a rischio la vita di tutti? Kurt sceglie di ribellarsi, e dopo aver sconfitto gli emissari di Medusa decide di partire alla sua ricerca, con il solo scopo di sconfiggerla e liberare la madre dalla sua prigione di pietra. 





Commento di Yue: Ho letto questo manga in uno stato di totale rapimento. 
E' possibile rimanere sopresi e coinvolti da un' opera dalle premesse così blande e per certi versi già viste (per un lettore del 2021) ? La risposta è "Sì, perché Shinji Wada è un grande maestro".
A vedere il suo stile così pulito, elegante, e rispettoso dei canoni estetici dello shoujo classico  uno si aspetterebbe una storia garbata, fiabesca e mai troppo violenta o complessa . E invece Pygmalio è una sopresa continua: un manga calibratissimo nel ritmo (nonostante il numero di volumi fila via che è un piacere) , con personaggi carismatici e in continua crescita e con scene talmente forti e inaspettate da lasciare completamente spiazzati. Il viaggio di Kurt, i personaggi che incontra (ce ne sono di controversi e bellissimi) , i suoi numerosi conflitti e dilemmi morali contribuiscono a dare una profondita tutta particolare alla storia , rendendola emozionante e appassionante. Fra l'altro, io non sono mai stato un grande fan del genere fantasy, ma Pygmalio, con la sua estetica che pesca un poco dall' antica Grecia e dall'europa medievale , concettualmente assomiglia di più a un RPG che a un fantasy duro e puro. 
Vorrei davvero tanto venisse pubblicato in Italia. La composizione perfetta delle sue tavole , le scene d'azione super dinamiche ed il suo desiderio di osare sempre e comunque a dispetto del target (o forse grazie ad esso, visto che il target shoujo e sempre stato più permissivo rispetto a quello shounen) rendono Shinji Wada un mangaka straordinario, degno di rientrare fra i grandi. 

Ve lo consiglio. Sì, proprio a tutti.




Si trova in lingue comprensibili ?: Sì, si trova tutto su WingtipCafe Scans

domenica 15 dicembre 2019

I manga che non leggeremo mai in Italia 36 - Ikoku Nikki (Journal with Witch) *EDITO DA FLASHBOOK*



Edit 10/10/2021: Questo grazioso josei è stato annunciato da Flashbook Edizioni, che ha gia pubblicato i primi due volumi. Compratelo e sostenete la casa editrice, mi raccomando!

Titolo: Ikoku Nikki - Journal with witch (違国日記). 

Informazioni varie: E' un josei serializzato sulla prestigiosa rivista Feel Young di Shodensha. Al momento in cui scrivo sono usciti cinque volumi, ed è in corso. 

Autrice: Colpevolmente inedita in Italia, Tomoko Yamashita è una mangaka che in pochissimi anni è riuscita a farsi amare da pubblico e critica , grazie alla sua grande versatilità (si è cimentata nei generi più disparati, dal josei, al BL fino al seinen ) e soprattutto alla sua scrittura matura, raffinata e di altissima qualità. 



Commento di Yue: Takumi Asa ha quindici anni, e perde entrambi i genitori in un incidente stradale. La sua unica parente in vita è la zia, Takumi Makio, una scrittrice di romanzi che ha visto pochissime volte e che, fra l'altro, ha sempre avuto un pessimo rapporto con sua madre. Ma a differenza di quello che lascia intuire il titolo, Makio non è una "strega", e pur essendo una persona schiva e introversa (e brutalmente sincera) , decide di accogliere Asa sotto il suo stesso tetto, chiarendo subito :"non so se riuscirò mai ad amarti, ma hai 15 anni, sei sola al mondo e ti meriti qualcosa di meglio dell'essere sballottolata in giro fra persone che non ti vogliono". 

"Un film che ho già visto" penserete voi, ed in effetti l'ho pensato anch'io -inizialmente- leggendo la trama. Ma qui siamo nelle sapienti mani della Yamashita, che riesce a trasformare una storia che parte da un espediente narrativo stra-abusato (quello della convivenza forzata) in uno dei josei più interessanti degli ultimi anni. 

Il primo capitolo è all'apparenza quasi banale: ci viene mostrata subito la vita in comune fra zia e nipote, e le due se la cavano piuttosto bene. Ma poi l'autrice è come se dicesse"Ehi, questo è quello che succede qualche anno dopo. Adesso vi mostro come è inziata!", ed inizia così, nei capitoli successivi, a narrare il loro  incontro, che avviene poco dopo la morte dei genitori di Asa.  La cosa che mi ha colpito di più è la grande maturità con cui viene raccontata l'elaborazione del lutto: all'inizio Asa  -che è una quindicenne socievole e chiacchierona- è quasi stordita dalla repentina e improvvisa morte dei genitori, che la rende come anestetizzata e più preoccupata per il suo destino che per la perdita di per se. Ed anche Makio sembra del tutto indifferente alla morte della sorella. Ma sarà proprio quest'ultima a dire alla nipote che "non ci sono modi giusti o sbagliati per elaborare un lutto", e nel secondo volume -quando andranno insieme a svuotare l'appartamento dei defunti, e in seguito durante la consegna dei diplomi- diventa lampante quanto siano in realtà provate dalla perdita. 

Chiaramente, il rapporto più importante in quest'opera è proprio quello fra Makio e Asa. Ma a differenza di altri manga su "covivenze improbabili"  dove l'idillio scoppia quasi immediatamente, fra le due resta sempre un po' di distanza: a frenare Makio dal volere genuinamente bene alla nipote è il fatto che sia figlia di sua sorella. Non ci è dato sapere a cosa sia dovuta la rottura fra Makio e la sorella, ma è chiaro che ha generato una ferita durissima da rimarginare, che continua ad avere degli echi sulla sua vita. Sicuramente, questo aspetto del passato di Makio verrà affrontato nei prossimi volumi, e sono proprio curioso di saperne di più (se ancora non l'avete capito, adoro Makio!). Non mancano nemmeno altri personaggi interessanti, (come Kasamachi, vecchia fiamma di Makio) ma non voglio spoilerare troppo!

Una delle caratteristiche che trovo più spesso nelle opere della Yamashita è la brillantezza dei dialoghi: i suoi sono manga molto "parlati", ed anche le conversazioni più banali - ad esempio sulla preparazione del bento- generano riflessioni più profonde ed acute, che vanno a definire i personaggi  in modi inaspettati.  I momenti più squisitamente slice of life sono spesso legati al tema del cibo e della preparazione del pasto, e ci sono anche momenti dedicati all'importanza delle parole e dei termini della lingua giapponese (dopotutto Makio è una scrittrice, e consiglia quasi immediatamente alla nipote di tenere un diario dove poter scrivere tutto quello che vuole). 

Sul fronte disegni ho poco da dire: lo stile della Yamashita è immediatamente riconoscibile, e lo apprezzo tantissimo.

In definitiva, un josei adulto e appassionante come pochi ne arrivano in Italia. Consigliatissimo








domenica 6 ottobre 2019

I manga che non leggeremo mai in Italia 34 - Satoko to Nada (Satoko and Nada).





Titolo: Satoko to Nada (サトコとナダ), traducibile semplicemente come "Satoko e Nada". 

Informazioni varie: E' un manga 4-koma [1] in quattro volumi, scritto e disegnato da Yupechika con la consulenza di Marie Nishimori (giornalista, autrice e traduttrice di religione musulmana). E' stato serializzato sulla rivista (online?) Twi4, della casa editrice Seikaisha

Commento di Yue: Satoko è una ragazza giapponese goffa e un po' sprovveduta che si è trasferita in america per frequentare l'università. All'inizio del manga ci viene mostrata mentre sta per andare a conoscere la sua compagna di stanza al college  , e potete immaginare la sua sopresa quando si ritrova davanti Nada, una ragazza musulmana proveniente dall'Arabia Saudita che l'accoglie con indosso il suo niquab [2]. 
Potranno mai andare d'accordo due ragazze all'apparenza così diverse? 

Non ricordo dove ho visto per la prima volta le copertine di quest'opera (forse nella classifica  Kono Manga ga Sugoi! , che esce ogni anno in Giappone), ma le due protagoniste mi hanno immediatamente incuriosito. Quando ho saputo che era un manga umoristico, in formato 4-koma il mio entusiasmo è un po' scemato, ma alla fine ho scacciato le mie perplessità ed ho acquistato l'edizione inglese (by Seven Seas). Ebbene, non me ne sono pentito, perché è un manga graziosissimo! 

Tanto per cominciare il termine "umoristico" potrebbe risultare fuorviante: la narrazione è sempre leggera e divertente, questo sì, e gran parte delle gag presenti gioca  sulle peculiarità delle protagoniste e sul loro venirsi incontro dall'alto di due culture diversissime, ma è un umorismo molto dolce e garbato e mai troppo caustico o offensivo. E anzi, in sottofondo c'è sempre come una nota malinconica, rappresentata dal fatto che comunque, sia Nada che Satoko sono bersaglio dei numerosi pregiudizi (talmente radicati da risultare quasi involontari) degli altri, in quanto straniere e "diverse". 



Lo ammetto, per certi versi ho trovato quest'opera perfino illuminante: Satoko infatti ha molte curiosità su Nada e la sua religione: su quali cibi sono halal [3], sul ramadan, sui matrimoni combinati, sul perché le donne del suo paese non possono guidare e, in generale, la condizione femminile in Arabia Saudita ... e spesso le risposte di Nada sono sorprendenti nella loro semplicità, e fanno riflettere sul fatto che molto spesso giudichiamo queste cose da un solo punto di vista. 

Insomma, un' opera non solo divertente, ma per certi versi anche istruttiva.

I disegni di Yupechika sono abbastanza stilizzati, e tavolta un po' sgraziati, ma nel complesso non li ho trovati sgradevoli, e anzi, dopo un po' ho finito per apprezzare la loro semplicità. 

Si trova in lingue comprensibili?: Sì. Ma vi dico subito che l'edizione by Seven Seas è bruttarella e cara. 


NOTE:
[1] Un manga yonkoma (4-koma) è quello tipicamente formato da tante strisce a fumetti composte da quattro vignette, solitamente adottato per storie umoristiche (nei manga a struttura "classica" e talvolta utilizzato a fine volume per brevi siparietti comici). 

[2] Il niquab è il velo che lascia scoperti solamente gli occhi. 

[3] Halal è un termine che contraddistingue tutte le cose "permesse" dalla religione islamica. 


mercoledì 2 ottobre 2019

I manga che non leggeremo mai in Italia 33 - Zassoutachi yo Taishi o Idake (Ambitious Ordinary Girls)



Titolo: Zassoutachi yo Taishi o Idake (雑草たちよ 大志を抱け) , traducibile più o meno come "Erbacce! Siate ambiziose" . Con erbacce si intende "ragazze ordinarie" (per non dire sfigate). 

Informazioni varie: E' un josei (volume unico) pubblicato sulla rivista Feel Young di Shodensha. L'autrice è Aoi Ikebe , conosciuta in Italia per il bel volume Mamma, edito da Dynit.  

Commento di Yue: Che siano delle suore in un convento, le sorelle March di Piccole Donne o delle studentesse delle superiori non fa differenza : la Ikebe infatti, ha una vera e propria predilezione per questi piccoli universi femminili, ed anche in quest'opera esplora i legami fra un ristretto gruppo di ragazzine che affrontano i primi affanni della vita.
Come si può intuire dal titolo, le nostre protagoniste non spiccano particolarmente fra le altre studentesse, ed anzi, sono piuttosto ordinarie ad occhi esterni e superficiali. Ma la Ikebe, con delicatezza e humour, ce le mostra in vari momenti della giornata (nelle loro interazioni con i genitori, durante una corsa campestre,  nel loro fantasticare su giovani idol o nel commentare il loro telefilm di samurai preferito)  , dipingendone un ritratto buffo e dolce (e soprattutto realistico) .  Fra queste ragazze spiccano soprattutto Gan-chan , una ragazza bruttina e dormigliona innamorata di un suo compagno di classe (ovviamente non corrisposta), e Hi-chan, una spilungona di poche parole che in passato è stata vittima di bullismo. Il rapporto fra loro due è quello più complesso e interessante, fra inespresse gelosie e piccoli tradimenti del passato che ancora gettano la propria ombra . Oltre a loro, degne di nota sono la vulcanica Beeps (dalla lingua tagliente, e sempre a "spippolare" sul cellulare, tablets e  console portatili) , la solitaria Okuhira (una ragazza adulta e posata che si è trasferita da poco )  e la fangirl Hisako: ognuna di loro ha il suo "momento", ed a fine lettura è davvero impossibile non immedesimarsi un po' in ognuna di loro ( a me è successo).


In definitiva, Zassoutachi yo Taishi o Idake è , ancor più che un manga sull'amicizia, un manga sulla giovinezza , dove tutti i sentimenti e i dolori sono amplificati dalla purezza e l'ingenuità. Un bellissimo volume che vedrei molto volentieri sulla collana Showcase di Dynit, ma che dubito arriverà mai (visto che Mamma non mi pare abbia avuto vendite stratosferiche, SIGH).

Due parole sui disegni: Lo stile della Ikebe (sempre molto minimal) in quest'opera è ancora più stilizzato,  sia per quanto riguarda i fondali (quasi del tutto assenti), sia per quanto riguarda i personaggi. Ma l'autrice ha quella rara capacità di trasmettere emozioni al lettore anche solamente con una figura abbozzata , che di spalle guarda desolata in lontananza.

Si trova in lingue comprensibili? E' fra i progetti di un gruppo che amo moltissimo, ovvero Lovely Strange Dark.





venerdì 27 settembre 2019

I manga che non leggeremo mai in Italia 32 - Hokuhokusei ni Kumo to Ike (Go with the Clouds, North by Northwest) . *ANNUNCIATO DA JPOP*



Titolo: Hokuhokusei ni Kumo to Ike (北北西に曇と往け ), anche se è conosciuto in lingua inglese con il titolo Go with the Clouds, North by Northwest.

Informazioni varie: E' stato serializzato sulla rivista Harta (Kadokawa), è in corso di pubblicazione sulla rivista Aoi Kishi, ed al momento conta cinque volumi.


Commento di Yue : Aki Irie, come sapete, è l'autrice di Il mondo di Ran, una serie pubblicata da JPOP che ho amato moltissimo e che ritengo uno fra i manga più belli ed originali pubblicati negli ultimi anni. Questa sua nuova opera, che fra l'altro è pubblicata in inglese da Vertical [1], è totalmente ambientata in Islanda, e questa magica isola non solo fa da palcoscenico alla vicenda, ma ne diventa proprio parte integrante. Il protagonista si chiama Kei Miyama, ed è un giovane giapponese che vive in Islanda facendo piccoli lavoretti diciamo "investigativi" (cose molto semplici e basiliari e niente di particolarmente complesso). All'inizio sembra un personaggio solitario e scostante, ma ben presto veniamo a conoscere il suo passato: orfano di entrambi i genitori e una discreta testa calda, ha vissuto per qualche anno insieme al fratellino ed agli zii, per poi finire sotto l'ala protettrice del nonno Jacques (un affascinante e donnaiolo professore universitario)  che vive appunto in  Islanda.  Ma Kei nasconde anche un altro segreto: fin da piccolo infatti, ha sempre avuto una particolare affinità con gli oggetti inanimati dai meccanismi complessi (dalle auto fino ai piccoli elettrodomestici) . Una sorta di non ben definito "potere" che fa sì che lui possa dialogare con loro, arrivando perfino a vedere i loro "ricordi" (vi dico solo che il suo compare più fidato è una Suzuki Jimny, con la quale chiacchiera solcando le strade quasi lunari della terra del ghiaccio). In realtà questo tipo di bizzarri doni non sono estranei alla famiglia di Kei, e infatti, anche Jacques ha la capacità di parlare con gli uccelli, e sembra proprio che questi poteri si tramandino di nonno in nipote. Insomma, non sarebbe un manga della Irie senza una ventata di realismo magico no?

La bella Lilja


Ora, come sapete , nei miei commenti cerco sempre di evitare il più possibile gli spoiler, ma in questo caso, per inquadrare meglio quest'opera così particolare devo svelare un po' di cose, quindi SE PROSEGUITE FATELO A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO

Come avrete intuito dal mio riassunto, il primo volume si apre come una sorta di slice-of life, con i piccoli casi investigativi di Kei e i personaggi che ruotano intorno a lui. Fra un caso e l'altro sono inseriti alcuni flashback sulla sua infanzia, ed è così che veniamo a sapere dell'esistenza di Michitaka, il fratellino minore di Kei: un ragazzino dalla faccia d'angelo, ma che sembra nascondere oscure pulsioni sotterranee. La misteriosa scomparsa nel nulla di quest'ultimo riporterà Kei in Giappone, dove scoprirà che gli zii sono morti nell'arco di pochi mesi (la zia per un incidente, lo zio per una malattia) e che Michitaka era diretto in Islanda, per raggiungerlo.  E i due infatti, si ritroveranno sull'isola, poco dopo l'incontro di Kei con un misterioso e violento investigatore giapponese, che sostiene che Michitaka sia un sadico assassino. Una trama bella ingarbugliata direte voi, ed avete ragione. E non vi ho parlato nemmeno del personaggio di Lilja, una bellissima ragazza che spesso incrocia il cammino con quello di Kei e che all'inizio sembra quasi una fata o una creatura ultraterrena. 
Ma il fatto è che con il secondo volume...tutto cambia! O meglio, e come se la Irie aprisse un enorme parentesi lunga un intero volume. Infatti, a partire dalla prima pagina , vediamo Kei in attesa del suo migliore amico Kiyoshi, genio informatico che è venuto in Islanda a trovarlo. Dov'è andato a finire l'ambiguo Michitaka? Durante una conversazione si capisce che è stato "cacciato di casa da Jacques", ma non viene detto altro. 
Ecco, l'intero secondo volume è come un enorme e bellissima cartolina dell'Islanda: vengono descritte le sue bellezze naturali , il suo ecosistema , il cibo,  gli approvigionamenti energetici e tante altre piccole curiosità, che oltre ad affascinare il turista Kiyoshi , affascinano anche il lettore. Leggendolo mi sono detto più volte, "Eh, si vede che è un manga di Harta. Queste parti quasi documentaristiche sono presenti anche ne I giorni della sposa!". Ci tengo a precisare, però,  che la Irie non è mai didascalica , ed anzi, il secondo volume fila via ancora meglio del primo. Però questa messa "in pausa" di tutto l'elemento mistery presente nei primi dieci capitoli mi ha completamente spiazzato , anche se Michitaka fa qualche brevissima apparizione (dove si comporta come un folletto malevolo). [FINE SPOILER]

Nel complesso, questi due volumi letti -per quanto disorganici fra di loro- mi sono piaciuti molto, e confermano il talento innato dell'autrice. I personaggi sono superintriganti, e sono proprio curioso di vedere dove la storia andrà a parare, anche se mi sembra ormai chiaro che questo manga è nato come dichiarazione dia amore da parte dell'autrice per l'Islanda!  Consigliatissimo!

Ah, dimenticavo! I disegni della Irie sono splendidi, se non meravigliosi (ma che ve lo dico a fare).

NOTE:
[1]L'edizione Vertical è molto carina, con buona carta e immagini a colori.


domenica 19 agosto 2018

I manga che non leggeremo mai in italia 31 - Houseki no Kuni ( Land of the Lustrous ) *Annunciato da J-Pop!*



Titolo: Houseki no Kuni (宝石の国) anche se è più conosciuto con il titolo internazionale "Land of the Lustrous".

Informazioni varie: E' un seinen pubblicato sulla rivista Afternoon (Kodansha) ed al momento in cui scrivo  è in corso, e conta otto volumi . E' edito in lingua inglese dalla casa editrice  Kodansha Comics, che è arrivata al sesto volume (il settimo uscirà a Novembre). 
Nel 2017 è stata prodotta una serie anime dallo studio Orange, che con i suoi 12 episodi copre i primi cinque volumi . 

Autrice: E' Haruko Ichikawa (classe 1980), che si è imposta sul mercato e sulla critica grazie ai suoi racconti brevi pubblicati su Afternoon,  raccolti poi nei due volumi  Mushi to Uta (Insects and Songs) 25-Ji no Vacances (25-Hour Vacation)

Trama: Oh beh, riassumere la trama di quest'opera può essere semplice e complesso allo stesso tempo. Diciamo che cercherò di spoilerare il meno possibile, cercando comunque di incuriosirvi un minimo.

Houseki no Kuni è ambientato in  un mondo quasi completamnte disabitato: che sia la terra del futuro? O del passato? Non ci è dato saperlo, ma gli unici abitanti che si muovono indisturbati in mezzo a tanta desolazione sono le "gemme". Queste creature, asessuate ed immortali, vivono insieme in una sorta di scuola gestita dal misterioso sensei Kongo: vestito come un monaco buddista, il sensei è colui che si prende cura delle gemme, alla stregua di un amorevole padre. All'interno della scuola, ogni gemma ha il suo compito ben preciso , ma lo scopo principale che scandisce le loro vite immortali è quello di difendersi dai Lunariani (gli abitanti della luna) [1], che da millenni cacciano le gemme per farne degli ornamenti. Sono molte le gemme cadute in mano a questi ultimi, e all'inizio della storia ne sono rimaste solamente 28. Fosfofillite è la più giovane [2] e viziata , e ancora non ha trovato il suo "ruolo" all'interno della scuola: la sua massima ambizione sarebbe quella di combattere, ma la sua estrema fragilità (3.5 nella scala di Mohs [3] ) la rendono del tutto inadatta allo scopo. Considerata fastidiosa e inutile dalle sue sorelle, il sensei le darà il compito di redigere un enciclopedia naturalistica, lavoro che la porterà ad incontrare la solitaria Cinabro, che vive da sola in riva al mare. Quest'ultima vive isolata da tutti per via della sua natura tossica: questa gemma, infatti, rilascia mercurio durante i combattimenti, andando ad inquinare l'ambiente e risultanto pericolosa persino per le altre gemme. E' per questo che ha scelto di "vivere nella notte", facendo cioè le ronde notturne (pur sapendo che è un lavoro inutile, visto che i Lunariani non hanno mai attaccato di notte). Durante una delle sue esplorazioni "naturalistiche" , Fos viene attaccata dai Lunariani  e verrà salvata proprio da Cinabro, che in preda alla disperazione le rivela di desiderare di essere presa dagli abitanti della Luna, che forse farebbero un uso migliore del suo corpo. Fos rimane molto colpita e addolorata da queste parole, e così promette a Cinabro che riuscirà a trovarle un lavoro più utile e divertente, in modo da non farle desiderare più di finire sulla Luna. 

In effetti, vomitare mercurio non è una cosa simpaticissima.


Questo è più o meno l'incipit , ma nei cinque volumi che ho letto la trama si sviluppa su molti fronti: verrà esplorata l'origine delle gemme e dei Lunariani, e i numerosi personaggi avranno tutti (o quasi) il loro momento di gloria, anche se lo scopo finale sembra rimanere questo: riuscirà l'inetta Fos a cambiare, ed a salvare Cinabro dal suo triste destino?

Commento di Yue: Houseki no Kuni è un'opera che, almeno all'inizio, si regge tutta sui suoi personaggi. Durante la lettura sono tantissime le domande che si fa il lettore, ma le risposte arrivano molto avanti nella storia: quel che ha priorità per la Ichikawa , è infatti il mostrare i delicati rapporti che intercorrono fra le varie gemme. Quelle combattenti, ad esempio, lavorano sempre in coppia e il dipendere dal proprio partner, nel bene e nel male, suscita sentimenti  molto contrastanti. Una delle parti più interessanti, a tale riguardo, è quella dedicata alla coppia formata da Dia(mante) e da Bort: entrambe diamanti dalla durezza 10, sono in realtà molto diverse caratterialmente, e come approccio alla battaglia. E tale diversità si ripercuote nel loro rapporto, squilibrandolo sì , ma allo stesso tempo rendendolo molto intenso. Perchè forse non l'ho detto ma i Lunariani sono sempre più forti, ed anche perdere un braccio o una gamba è grave (infatti, una gemma che perde definitivamente dei pezzi del suo corpo perde anche i ricordi contenuti in essi) [4]. 

Una delle parti che più mi ha colpito è quella in cui Euclase e Rutilo riflettono sul fatto che l'immortalità le stia rendendo, con il passare degli anni, sempre più insensibili e avventate . Sono molte le riflessioni di questo genere in quest'opera, e vi assicuro che sono tutt'altro che scontate. 

E' dopo aver descritto come vivono queste misteriose creature che la Ichikawa comincia a rivelare qualcosa del mondo in cui si svolge la storia, ed il personaggio chiave di queste scoperte è proprio Fos , che nel corso di cinque volumi cambia tantissimo (sia fisicamente che caratterialmente), spesso in seguito a dolorose perdite (come quella di Antarcticite, nel bellissimo terzo volume).Ogni volume ha un suo punto di climax, ed arrivati al quinto la sete di conoscenza di Fos la porterà perfino a dubitare di Kongo-Sensei, che sembra tenere nascosti alcuni rapporti con i lunariani...

Graficamente parlando, la Ichikawa ha uno stile davvero unico: le tavole hanno una composizione molto elegante, e a dispetto dello stile minimale ci sono pagine di grande impatto, con trovate grafiche geniali (vedi ad esempio la visione frammentata che ha Fos quando viene fatta a pezzi) . Le scene di combattimento sono talvolta un po' confuse, ma il senso generale è sempre ben chiaro e pulito, quindi non lo considero un difetto. All'inizio di ogni volume c'è una specie di illustrazione di gruppo dove sono descritti tutti i personaggi...e sapete cosa mi ha ricordato? Questo:

Ebbene sì, lo stile della Ichikawa mi ricorda TANTISSIMO quello di Mamoru Nagano: le sue figure magre e filiformi, e il modo in cui disegna i volti. Come dite? Sono un po' fissato con Nagano? E' vero. 


Anime: Sono sempre un po' scettico nei confronti degli anime tratti dalle mie serie manga preferite, ma in questo caso devo dire che lo studio Orange ha fatto un buon lavoro. La fedeltà al manga è assoluta: non ho notato nessun cambiamento nella storia, se non un lieve ampliamento delle scene d'azione, che - va detto- nel manga sono talvolta un po' confuse. Certo, uno dei punti forti della Ichikawa è la composizione delle tavole , sempre molto evocative ed eleganti, e nell'anime le stesse scene non sempre sono rese con lo stesso effetto del manga . Ma ripeto, sono sottigliezze, e nel complesso mi sento di promuoverlo a pieni voti. 

La Ichikawa ha davvero uno stile unico.



Curiosità: In questa intervista ad Haruko Ichikawa (che presenta qualche spoiler) , l'autrice spiega l'immaginario buddista (e la sua correlazione con le pietre preziose) che ha ispirato il manga, e soprattutto come l'idea di un "paradiso delle gemme" sia nata leggendo gli scritti del monaco giapponese Shinran. Infatti, come potete leggere in questa pagina nel Buddismo, i Sette tesori sono un insieme di sette valori spirituali dell'individuo e, contemporaneamente, un elenco di sette gioielli che li rappresentano.

NOTE:

[1] I Lunariani hanno l'aspetto tipico delle creature celesti dell'immaginario buddista , quelle che si vedono, ad esempio, alla fine del film d'animazione Kaguya-hime no monogatari, quando Kaguya torna sulla luna

[2] Come ho già detto, le gemme sono asessuate. Nell'anime i traduttori hanno optato per il genere maschile, io invece opterò per il femminile. 

[3] La scala di Mohs viene utilizzata per la valutazione della durezza dei minerali: il talco, ad esempio, è valutato 1 mentre il diamante 10. 

[4] Le gemme, in questo manga, vengono spessissimo fatte a pezzi durante i combattimenti. Ma se questi pezzi vengono recuperati e ricomposti, esse tornano come prima. Se invece dei pezzi sono persi per sempre (o vengono presi dai lunariani), la gemma perde le memorie e in casi gravi può anche rimanere dormiente. 

mercoledì 24 maggio 2017

I manga che non leggeremo mai in Italia 30 - Shouwa Genroku Rakugo Shinjuu



TitoloShouwa Genroku Rakugo Shinjuu  (昭和元禄落語心中) , conosciuto anche con il titolo internazionale  Descending Stories: Shōwa Genroku Rakugo Shinjū. 

Informazioni varie: E' una serie composta da 10 volumi, ed è stata serializzata sulla rivista josei Itan, della casa editrice Kodansha. Da questa serie è stato tratto un anime di grande successo, che in due stagioni copre la storia di tutti e dieci i volumi. 

Autrice: E' Haruko Kumota, talentuosa e versatile autrice che ha esordito otto anni fa nel genere BL , raggiungendo il successo con la serie Itoshi no Nekokke.  


Trama: Anni 70. Il bel tomo Kyōji è appena uscito di galera , e pur essendo ancora senza lavoro, e senza un posto dove stare il suo primo pensiero è quello di andare in un Yosa, per assistere ad una delle performance del maestro rakugoka Yakumo. Il maestro, tempo prima, si era esibito nella prigione dove era detenuto il protagonista, e da quel momento, il più grande desiderio di Kyōji è diventare suo apprendista. Ebbene, i due riescono ad incontrarsi e, cosa incredibile, Yakumo accetta di prenderlo con se, anche se non sembra molto serio nelle intenzioni (lo tratta più che altro come un buffo animaletto domestico, da sfruttare come portaborse/servitore durante i suoi viaggi e le sue performance) . Il maestro Yakumo, fra l'altro, ha una situazione familiare complicata: vive infatti con Konatsu, una giovane donna figlia di un suo carissimo amico e collega rakugoka , morto molti anni prima in circostanze drammatiche insieme alla moglie . Da quel momento, il maestro Yakumo è diventato tutore legale di Konatsu, ma il rapporto fra i due è molto delicato e conflittuale, infatti quest'ultima accusa il maestro di essere l'assassino dei suoi genitori. Konatsu, fra l'altro, è molto appassionata di Rakugo (e fiera del padre defunto, ai suoi tempi un grande innovatore), e soffre non poco per il fatto di non poter far parte di questo mondo (il Rakugo è precluso alle donne). Sarà proprio lei ad aiutare Kyōji -che nel frattempo è stato ribattezzato "Yotaro", come il caratteristico personaggio folle e un po' scemo dei racconti rakugo- nei primi rudimenti di questa arte. Anche se la strada sarà lunga e piena di ostacoli!


Curiosità: Alcuni di voi si chiederanno: Si, ok, ma cosa diavolo è 'sto Rakugo? Ok, io non sono un esperto, ma cercherò di spiegarvelo in poche parole . Il Rakugo è un genere teatrale giapponese che consiste in monologhi di stampo comico, dove il narratore (rakugoka) interpreta tutti i personaggi della storia che racconta (restando rigorosamente seduto sul palco e con l'ausilio di un solo ventaglio e di un fazzoletto). Ovviamente, se ho scritto cavolate e volete aggiungere o correggere qualcosa a riguardo, aspetto vostri commenti. 

Commento di Yue: Ammetto che in questi ultimi anni, raramente il primo volume di una serie mi ha entusiasmato così tanto. Una buona parte di questa mia esaltazione credo sia dovuta allo stile di Haruko Kumota: mi fanno impazzire i suoi disegni dal tocco vagamente retrò, e i suoi personaggi super espressivi! Ci sono dettagli nelle sue tavole (anatomici o degli sfondi) che non mi stancherei mai di guardare, ed avete visto le sue illustrazioni? E' bravissima anche con i colori (cercatemi copertine più pucciose di quelle di Itoshi no Nekokke : impossibile trovarne). 

Una mia amica, quando le ho parlato del fatto che si trattava di un manga sul Rakugo mi ha detto immediatamente "wow, deve essere un fumetto pieno di dialoghi!", ma in realtà non è così, perché nonostante l'idea del Rakugo faccia subito pensare ad un qualcosa di statico e fitto di dialoghi, in questo manga le varie esibizioni sono ritratte in modo molto spigliato, senza eccessiva focalizzazione sulla storia narrata, ma con più attenzione su alcuni passaggi "significativi" della recitazione, che definiscono le particolari abilità del rakugoka (ad esempio, il maestro Yakumo ha un modo di recitare molto classico ed elegante, quasi sensuale, mentre il suo amico e collega Sukeroku era l'esatto opposto). Quindi il ritmo del manga è sempre scorrevole e piacevole. 
Chiaramente, una buona parte del fascino di quest'opera deriva anche dai personaggi, che hanno tutti un interessante e complesso background: paradossalmente, almeno in questo primo volume, il personaggio meno interessante è proprio il protagonista Yotaro, anche se piano piano, si riesce ad intravedere la sua "stoffa" sotto la patina di personaggio burlone e sempre allegro. Yakumo è il classico sensei severo ed esigente, ma con parecchie sfaccettature insolite (e divertenti) . Konatsu invece è una donna burbera e inizialmente poco amabile, ma dimostra grande forza e buon cuore e soprattutto, il suo rapporto di amore e odio con il maestro Yakumo è una delle cose più interessanti del manga.
Il tono generale di questo primo volume e nel complesso piuttosto "allegro", ma chiaramente, ci sono eventi del passato molto tragici, che hanno segnato i vari personaggi.  E da quel poco che ho visto dell'anime la storia si svilupperà in un lungo arco di tempo (non si diventa maestro rakugoka in un giorno), quindi nell'evenienza preparo di fazzolettini.

In definitiva, mai avrei pensato di trovare appassionante un manga sul Rakugo, quindi lo consiglio anche agli scettici! Non vi deluderà.


Si trova in lingue comprensibili? : Il primo volume in inglese è uscito da poco per Kodansha Comics. Nonostante il prezzo non proprio basso è un'edizione un po' cheap, anche se ha un formato  bello grande e mi sembra tradotto più che bene. Io l'ho preso su Bookdepository

venerdì 23 dicembre 2016

I manga che non leggeremo mai in Italia 29 - The Girl From the Other Side: Siúil, a Rún verrà pubblicato da JPOP!




Titolo: Totsukuni no Shoujo (とつくにの少女) , conosciuto in inglese come The Girl From the Other Side . Il sottotitolo Siúil, a Rún  significa "Và, amore mio", ed è il titolo di una notissima canzone tradizionale irlandese (che potete ascoltare in questa bella versione dei Clannad). 

Informazioni varie: Serializzato sulla rivista ibrida shounen-seinen Comic Blade di MAG Garden , ha all'attivo due volumi (il terzo è in uscita il prossimo Aprile). 


Autore: Non sappiamo con sicurezza se sotto lo pseudonimo Nagabe si cela un uomo o una donna (Dopo la sua ospitata in Francia, abbiamo capito che è un uomo) , ma fin dal suo esordio sulla rivista BL Opera (Akane Shinsha)  ha fatto degli animali antropomorfi il suo marchio di fabbrica. Attualmente lavora anche per Futabasha, con il manga Nivawa to Saitou. Questa è la sua pagina Tumblr e QUI potete trovare una bella intervista! 

Trama: Siúil, a Rún  è ambientato in un mondo che ha il sapore stilizzato e crudele di una fiaba: esistono infatti due regni, vicini ma divisi da un immenso muro. In quello interno vivono le persone "sane", mentre in quello esterno dimorano le persone "maledette", riconoscibili dal loro aspetto vagamente simile a quello di un wendigo. I contatti fra di loro vengono proibiti nel modo più assoluto (anche con l'utilizzo della forza) , infatti basta solamente il tocco di una persona maledetta per contagiare una  persona sana.
Proprio al confine fra questi due mondi divisi ed ostili, in una sorta di ecotono isolato e intimo, vivono il Maestro [1] e Shiva, ovvero un "maledetto" e una bambina. I due non potrebbero essere più diversi, eppure , pur non potendosi nemmeno toccare, fra di loro si instaura un rapporto di fiducia e affetto.


Commento di Yue: Il mio primo contatto con questo slice of life dai toni fiabeschi l'ho avuto qualche mese fa, quando su tumblr ho notato la cover del primo volume (che personalmente reputo bellissima). Lo stile di Nagabe, che in quest'opera sembra quasi omaggiare quello di Edward Gorey, mi ha immediatamente conquistato! Ed anche se ho potuto leggerne solamente sette capitoli, devo ammettere che mi ha lasciato delle piacevolissime impressioni.
Certo, ultimamente vanno molto di moda, in Giappone, queste storie di convivenza fra creature diverse, e negli ultimi anni i racconti che hanno al loro centro il rapporto fra un adulto ed un bambino sono stati moltissimi in campo manga. Ma pur non brillando per originalità, questo Siúil, a Rún mi ha coinvolto, perché pur possedendo il ritmo dolce e quotidiano di molti slice of life, non mancano momenti più misteriosi, e addirittura spaventosi (vedi la fine del quinto capitolo, che mi ha lasciato senza fiato) .
Shiva e il Maestro sono infatti due creature molto peculiari, temute dai loro stessi simili e per questo ancora più isolate. Il loro bizzarro rapporto destabilizza le persone che hanno contatti con loro, e questo lascia intendere misteri ben più profondi, soprattutto per quando riguarda la piccola Shiva.

In definitiva, è un'opera che consiglio a tutte le persone che amano le atmosfere fiabesche e sottilmente inquietanti, i toni pacati ed i misteri svelati lentamente.

CuriositàSiúil, a Rún è serializzato sulla stessa rivista di The Ancient Magus Bride (edito in Italia da Starcomics), ed è impossibile non notare una vaga somiglianza fra i due cornuti personaggi maschili!
Però devo fare un'amara confessione: sulla carta, aveva tutti gli elementi per piacermi, ma in concreto The Ancient Magus Bride mi ha lasciato freddo, e non ho proseguito la lettura oltre il primo volume. Ha sicuramente una trama più strutturata di Siúil, a Rún  , ma le varie storie più o meno autoconclusive le ho trovate piuttosto blande e noiose. Insomma, fra i due preferisco il titolo meno noto, pur avendo una trama più lineare e rarefatta.


Si trova in lingue comprensibili?: A Gennaio (2017) uscirà il primo volume in inglese per la casa editrice  Seven Seas Entertainment. JPOP ha annunciato la sua pubblicazione nel 2019.


NOTE:

[1] In originale, il protagonista si chiama Sense, che in effetti suona un po' come sensei (ovvero Maestro). La scelta dei traduttori delle scan di  trasformare il nome Sense in Teacher è un po' azzardata, ma sono curioso di vedere come si comporteranno i traduttori della Seven Sea.

mercoledì 15 giugno 2016

I manga che non leggeremo mai in Italia 28 - Senrei (Baptism) di Kazuo Umezu *Annunciato da Star Comics*



Senrei (洗礼) di Kazuo Umezu

Informazioni varie: Quest'opera  è stata serializzata dal 1974 al 1976 sulla rivista shoujo Sho-comi, della casa editrice Shogakukan. In originale conta sei volumi, e nel corso degli anni  è stata ristampata svariate volte (qui sopra potete ammirare le copertine della bella edizione in tre volumi del 2009). 


Autore
: E' l'indiscusso padre del fumetto horror giapponese , ovvero Kazuo Umezu (UMEZZ per gli amici). Ha debuttato ben sessantuno anni fa, e le sue opere sono state tradotte in inglese e francese. Ad oggi è ancora vergognosamente inedito in Italia, ma recentemente la casa editrice In your face comics/ Latitudine 42 ha annunciato la pubblicazione di una delle sue opere più famose, ovvero Cat Eyed Boy . Non c'è ancora una data d'uscita, ma vi terrò aggiornati.


Trama (attenzione spoiler!) : Wakakusa Izumi è un'attrice bella come Vivien Leight e idolatrata dal pubblico. Ma le prime , perturbanti pagine ci mostrano una triste verità: sotto al trucco cela infatti un volto ormai provato da un invecchiamento precoce e da un'orribile malattia della pelle . 

Come può vivere senza la sua bellezza Wakakusa Izumi, che ha sacrificato perfino l'amore per  consacrarsi completamente al cinema ? In preda alla più nera disperazione, chiede aiuto ad un misterioso medico (un amico di famiglia che la segue fin da piccola) che le propone un'operazione incredibile e raccapricciante. 
Poco tempo dopo , la donna resta incinta di una bambina, e nel suo momento di maggior successo decide di ritirarsi dalle scene per dedicarsi alla figlia. Da star del cinema diventa una vera e propria leggenda.
La ritroviamo (in incognito) a distanza di anni ormai vecchia e sfigurata: la bellissima figlioletta di nove anni (che  si chiama Sakura e le somiglia moltissimo) è diventata la sua nuova ragione di vita. Ma il suo attaccamento morboso e ossessivo , sopratutto per quanto riguarda l'aspetto della bambina, lascia intuire piani oscuri.
Sakura -che è mortalmente spaventata dal misterioso medico che adesso vive isolato nella loro casa- comincia a farsi delle domande, ma quando scoprirà il perché della sua nascita, sarà ormai troppo tardi e una spirale di orrore avrà inizio!

Commento di Yue: Ho cercato di rivelare il meno possibile della trama (e così squisitamente orrorifica e grottesca che è un peccato svelare troppo), ma qualcosa si intuisce comunque , e se leggendola vi siete chiesti: "No, dai, ma veramente succede quella cosa?"

La tipica faccia sconvolta alla UMEZZ

Ebbene sì, succede. Non vi dico come, ma alla fine del primo volume un certo piano ha successo, e nei rimanenti la vera protagonista (e fonte primaria di tutto l'orrore) sarà la "nuova Sakura": una mente adulta e deviata nel corpo innocente di una bambina.

Quest'opera viene comunemente inserita nella produzione horror del maestro. Ma non sono del tutto d'accordo : è vero che fin dall'inizio richiede al lettore una sospensione dell'incredulità (come spesso avviene in questo genere), ma a partire dal secondo volume ha atmosfere più vicine al thriller psicologico ( sebbene con uno spiccato gusto per il macabro ed il grottesco), dove l'orrore è "strisciante" e deriva principalmente dai comportamenti malati e subdoli della protagonista e non da elementi paranormali o legati al folklore (come spesso accade nelle altre sue opere). Inoltre è importante anche il fatto che sia uno shoujo: sembra incredibile, ma gli elementi di questo genere, oltre a ritrovarsi nei disegni dell'autore (le sue giovani protagoniste hanno davvero, graficamente parlando, tutti gli elementi tipici dello shoujo classico , anche se i loro graziosi volti sono spesso deturpati da espressioni grottesche o spaventose) si ritrovano anche nella storia: Sakura, ad esempio, si innamora del suo insegnante, e una parte importante è giocata dalla sue compagne di classe , anch'esse molto giovani (sono bambine delle elementari).

Io ho letto solamente i primi due volumi (di quattro) , e mi sono piaciuti molto: il primo è decisamente più movimentato ed esplicitamente horror , con la "genesi" di Sakura e l'inizio della su nuova vita. Il secondo -come ho già detto- è più thriller e meno sincopato, ma paradossalmente molto ma molto più disturbante del primo: oltre ad alcuni atti di crudeltà e terrorismo psicologico degni di "Che fine ha fatto Baby Jane?" grande spazio ha anche l'ossessione amorosa di Sakura per l'insegnante, che risulta disturbante per ovvi motivi.



Insomma, Umezu è davvero un autore completo, capace di turbare, spaventare e divertire i suoi lettori con opere che a distanza di anni non hanno minimamente perso il loro smalto. Se amate i manga un po' malati  e contorti ma scritti e disegnati con grande abilità, questo Baptism potrebbe piacervi molto! Ed è soprattutto un titolo ottimo per riscoprire il genere shoujo "a tinte fosche", che con il passare degli anni sta completamente scomparendo (o quasi).




Curiosità: Da questo manga, nel 1996, è stato tratto un mediocre film (conosciuto con il titolo internazionale Baptism of Blood ) , per la regia di Kenichi Yoshihara.

Si trova in lingue comprensibili?: In Francia è edito dalla casa editrice Glénat, mentre in inglese si trovano i primi due volumi grazie al gruppo HappyScans! (vol.1, vol.2).


giovedì 4 febbraio 2016

I manga che non leggeremo mai in Italia 27 - Musume no Iede di Takako Shimura


Musume no Iede - I'm a Runaway Girl (娘の家出) di Takako Shimura

Informazioni varie: Seinen serializzato sulla rivista Miracle Jump di Shueisha , con all'attivo tre volumi (il quarto uscirà a Marzo). La sua storia editoriale è piuttosto travagliata: nato come storia breve, in seguito è proseguito come one-shot in tre parti sulla rivista Jump X. Conseguentemente alla chiusura di quest'ultima è approdato su Miracle Jump, dove è stato promosso a serie regolare. 

Autrice: E' Takako Shimura, nota in Italia e nel resto del mondo per Aoi Hana (Sweet Blue Flowers) e Hourou Musuko (Wandering Son). Autrice incredibilmente versatile, attentissima a tematiche come l'identità di genere e la sessualità negli adolescenti  , nel corso della sua carriera ha spaziato in più generi e sempre con grande successo. Vi dico solamente che le tre sue opere più recenti sono un seinen (il Musume no Iede di cui vi sto parlando) , un boy's love (Okite Saisho ni Suru Koto wa ) ed un josei (Koiiji). In Italia Aoi Hana è edito da Renbooks

Trama: In questo primo volume buona parte delle narrazione è dedicata a Mayuko, una studentessa che vive una situazione familiare decisamente complessa: i suoi genitori sono separati, e mentre la madre si è risposata con il suo datore di lavoro, il padre adesso vive con il suo amante, un giovane fioraio. Mayuko ha preso abbastanza bene questa situazione familiare, ma all'inizio non è stato facile: infatti, la sua passione per gli uomini cicciottelli, le ha creato non pochi problemi, facendola prima innamorare del del compagno del padre, e poi addirittura del futuro patrigno! (cosa che ha portato ad una sua fuga da casa, da qui il titolo del manga). Ovviamente si tratta di cottarelle senza senso , e ben presto la nostra Mayuko troverà un giovane della sua età (sempre cicciotto) su cui dirigere le sue attenzioni.

Commento di Yue: Pur avendo un inizio dedicato quasi interamente a Mayuko ed ai suoi familiari (bellissimo il capitolo raccontato dal punto di vista della madre) questa serie, negli ultimi capitoli del primo volume e nei successivi si sviluppa in modo decisamente corale e racconta le storie di un gruppo di ragazze (fra le quali, appunto, Mayuko) unite dall'amicizia e dal fatto che sono tutte figlie di genitori divorziati. Ognuna di loro vive situazioni non sempre facili nelle loro famiglie allargate, ed il desiderio di fuggire di casa  è sempre presente (anche se raramente viene messo in atto, fatta eccezione per qualche timida fuga-gitarella di gruppo in montagna). La Shimura si sofferma a raccontare le loro storie con la sua consueta grazia : ormai è una vera e propria esperta nel parlare di giovani ragazze alle prese con l'amicizia,  i rapporti familiari,  l'amore e il sesso (perché sì, se c'è un'autrice che riesce a parlare di sesso con assoluta naturalezza e senza malizia è proprio la Shimura). Ormai questa autrice utilizza sempre la stessa formula: creare slice of life realistici e gradevoli , con personaggi ai quali si vuole bene immediatamente e toccando tematiche tutt'altro che scontate . Formula, lasciatemelo dire, del tutto vincente .
Leggetelo!

Si trova in lingue comprensibili?: Il primo volume è stato tradotto dal gruppo mugeSlowScans, che però non so se è ancora attivo :(




Le protagoniste di questa serie.


giovedì 31 dicembre 2015

I manga che non leggeremo mai in Italia 26 - My Brother's Husband di Gengoroh Tagame




Otouto no Otto (弟の夫) di Gengoroh Tagame

Informazioni Varie: Seinen serializzato sulla rivista Gekkan Action di Futabasha. Conosciuto col il titolo internazionale di My Brother's Husband, è composto in tutto da quattro volumi. . Quest'opera ha vinto un Excellence Awards nella categoria manga dei diciannovesimi Japan Media Arts Festival , ed è stato inserito all'undicesima posizione  della classifica dei 50 migliori manga per ragazzi/uomini per il 2016 secondo la rivista Kono Manga ga Sugoi  (potete leggere l'intera classifica sul sempre consigliatissimo MangaBaseApha). 

Autore: E' Gengoroh Tagame, maestro indiscusso del fumetto erotico a tematica gay e BDSM, qui alle prese per la prima volta con un manga "per tutti" serializzato su una rivista di ampio target. 
In Italia, Renbooks ha pubblicato in questi ultimi anni i suoi Virtus e L'inverno del pescatore , mentre la defunta Black Velvet ha pubblicato nel 2009 il volume Racconti Estremi . 

Trama: La tranquilla routine quotidiana di Yaichi e di sua figlia Kana viene sconvolta dall'arrivo di Mike Flanagan, un gigantesco "orso" canadese che altri non è che il marito del fratello gemello di Yaichi, Ryoji, che da tempo viveva in Canada . Ryoji è morto qualche mese prima, e Mike ha deciso di visitare i luoghi dell'infanzia del suo amato . Dopo un iniziale imbarazzo, -e con un forte aiuto da parte di Kana, entusiasta di avere un nuovo zio!- Yaichi decide di ospitare l'uomo durante il suo soggiorno in Giappone, ed inizia così una buffa convivenza fra i tre.



Commento di Yue: L'annuncio di Otouto no Otto ha sorpreso un po' tutti , generando molta curiosità sia nei fan di vecchia data di Tagame, sia nelle persone che lo conoscevano solamente per fama. Ebbene, dopo aver letto questo primo volume posso subito dire, senza tanti giri di parole, che l'ho trovato adorabile, e che siamo davanti ad uno dei manga più interessanti del 2015.
Come sapete, non impazzisco per gli slice of life che parlano di persone adulte che si ritrovano a dover accudire dei bambini : certo, ci sono delle eccezioni come il divertentissimo Yotsuba &, ma il fiorire di manga di questo genere negli ultimi anni mi ha alla lunga un po' stancato. Ma un manga dove un padre e la sua bimba si ritrovano a dover convivere con un grosso e barbuto canadese, beh, mi mancava! Detta così, può sembrare una situazione abbastanza comica, ma in realtà lo è fino a un certo punto: non dimentichiamo che Mike ha perso la persona amata, e Yaichi un fratello, quindi in mezzo a tante scenette divertenti c'è sempre un sottofondo di tristezza . Senza contare che , volume dopo volume, fra vicini bacchettoni , insegnanti apprensivi e gli stessi scrupoli di Yaichi i nodi verranno inevitabilmente al pettine.
Il grande pregio di Otouto no Otto , che lo eleva al di sopra di tanti slice of life di questo genere, è quello di avere personaggi assolutamente realistici. Kana, ad esempio, è una bambina molto spontanea e curiosa, che accetta immediatamente il fatto di avere uno zio sposato con un altro uomo, pur non capendo esattamente che tipo di rapporto esistesse fra loro (almeno all'inizio) . Anche Yaichi è molto credibile come personaggio : è il classico uomo eterosessuale giapponese, educato ma quietamente omofobico , che in cuor suo non ha mai accettato (o meglio, considerato) l'omosessualità del fratello, cosa che a lungo andare ha creato un muro di incomunicabilità fra di loro  . E poi, finalmente, c'è Mike : raramente ho visto in un manga un personaggio gay così ben delineato e credibile (non è una cosa così frequente se tenete conto che nella maggior parte dei seinen, quando va bene, gli uomini gay sono rappresentati come dei culturisti mal rasati vestiti da Marilyn).
Il continuo evolversi dei personaggi è tangibile fin dal primo volume, e con grazia e semplicità, Tagame riesce a raccontare una buffa convivenza che genera tantissime riflessioni, tutt'altro che banali.

Sul fronte grafico ho poco da dire: Tagame utilizza uno stile solido e pulito, con una grande attenzione per le anatomie (soprattutto quelle maschili: e l'autore non ce la fa a non fare un po' di fanservice ). E poi Kana, con quei codini e la faccetta buffa e espressiva sembra proprio uscita da un kodomo manga (non vi pare che somigli a Shizuka di Doraemon?) e fa immediatamente tenerezza!

Insomma, oltre ad essere un manga importantissimo per la comunità GLTB, proprio per il suo realismo nel rappresentare un personaggio gay e sposato con un altro uomo, è proprio un manga bello e tenero, che mi sento di consigliare a tutti. Tagame è noto ed edito nel mondo principalmente con i suoi lavori più estremi ed erotici, ma un edizione inglese di quest'opera non mi meraviglierebbe, quindi sono fiducioso. Incrociamo le dita!


EDIT del 17/05/2017 : A distanza di più di un anno dalla pubblicazione di questo post torno a parlare di My Brother's Husband, ed in particolare dell'edizione inglese -che alla fine è uscita!- di Pantheon Books . Il primo volume è uscito il 2 Maggio, e contiene i primi due volumetti giapponesi. L'edizione è molto carina: piccola come formato (13x19),  ha la copertina rigida e la sovracopertina , che loa rendono più simile ad un libro che a un fumetto. La carta usata è un pochino "rigida", e all'inizio non si sfoglia benissimo, ma è un piccolo fastidio che scompare quasi subito. Non ci sono pagine a colori (ed è un peccato, anche se non so se sono presenti nei volumetti giapponesi), e sono state omesse le info sul mondo GLTB alla fine di ogni capitolo , che in effetti potevano avere senso per un pubblico giapponese "digiuno" di certe tematiche, ma non tanto per un pubblico occidentale. 
Insomma, nel complesso direi che questa edizione è più che promossa. Ve la consiglio!

Ecco qualche foto:

 

 

EDIT del 08/08/2017:
NOTIZIONA! Uscirà ad Ottobre per Planet Manga! In un'edizione in due volumi, tipo quella americana. Il primo (che conta 368 pagine) costerà 14,90 euro. Siete contenti?


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