Titolo: Barairo no Hoo no Koro - When I was Thirteen
Trama (attenzione spoiler): Barairo no hoho no koro è ambientato negli anni immediatamente seguenti la seconda guerra mondiale, ed ha per protagonisti due giovani ragazzi, che frequentano il liceo maschile Saint Carensberg: l'irruento e sanguigno Andrew Morgan, figlio del sindaco, e Paul Anderson, giovane solitario e silenzioso orfano di entrambi i genitori.
I due si incontrano durante il primo anno, nel bel mezzo di una rissa con degli studenti più grandi: Andrew viene salvato dall'intervento di Paul, e da quel momento rimarrà molto incusiosito da quel misterioso ragazzo di poche parole. Nel secondo anno, i due finiranno nella stessa stanza, ed il rapporto fra di loro si consolida in una bella amicizia. Ma l'adolescenza è un periodo di rivoluzioni, e le figure paterne di entrambi ragazzi (il rapporto con i padri è uno dei temi portanti di quest'opera) getteranno un' ombra sulla loro amicizia.
Il padre di Paul è morto in un campo di concentramento: al figlio e alla moglie lascerà numerose lettere a loro indirizzate , che rappresenteranno per il ragazzo più un tormento che un conforto. E a peggiorare le cose ci penserà l'ambizioso sindaco (padre di Andrew) che cercherà di sfruttare la triste storia di Paul per accaparrarsi nuovi elettori.
Come se non bastasse, ad aumentare i crucci di Andrew, contribuisce l'arrivo di due giovani studenti del primo anno, che il protagonista scopre in atteggiamenti intimi: i due affermano con il massimo candore di amarsi, e pregano Andrew di mantenere il segreto, scatenando in lui una vera tempesta di dubbi. Dubbi che lo porteranno a intraprendere una relazione con una giovane ragazza sposata, di nome Donna, che lavora vicino al liceo.
Ben presto, il segreto dei due ragazzi innamorati del primo anno viene scoperto (tramite una soffiata anonima) e Andrew comincia a dubitare che sia stato lo stesso Paul a denunciarli: la loro amicizia , in seguito ad una disgrazia sfiorata ed a numerose incomprensioni, si incrinerà definitivamente. E proprio in quel momento , Andrew ammetterà a se stesso di essersi innamorato di Paul.
Il volume si chiude con l'arrivo di un ragazzino minuto e biondo, bello come un angelo, che altri non è che il J di J no Subete, di cui vi parlerò nel prossimo speciale.
Commento di Yue: Quest'opera è stata serializzata sulla rivista Manga Erotics F a partire dal 2005, ed è un vero e proprio prequel dell'opera in tre volumi J no Subete. Ma a differenza di J, che è un' opera altamente drammatica ed esplicita , questo Barairo rientra a pieno nel genere coming of age , che sia per ambientazione che per il tipo di personaggi ricorda moltissimo (e omaggia) uno dei grandi capolavori di Moto Hagio, ovvero Thomas no Shinzō (The Heart of Thomas).
Il tema portante di quest'opera è sicuramente quello dell'incomunicabilità: i sentimenti restano sotterranei ed i personaggi amano e soffrono in solitudine. Gli unici rapporti amorosi esplicitati o si rivelano effimeri oppure in parte fasulli. Altro tema importante (anch'esso all'insegna dell'incomunicabilità) è il rapporto padre e figlio: la figura paterna domina e segna entrambi i protagonisti, e contribuirà non poco alla rottura del loro rapporto.
Sia Barairo no Hoo no Koro che J no Subete sono due opere intimamente connesse, ed è davvero difficile giudicarle singolarmente. Quindi tornerò sicuramente a parlare di quest'opera nello speciale dedicato a J. Nel complesso, ci tengo comunque a dire che questo volume mi è piaciuto molto: per la prima volta -dopo i piuttosto estremi Copernicus e J no subete- ci viene mostrata una Nakamura più poetica e delicata.
Un ultima riflessione: Come ho già detto svariate volte, quest'opera è un prequel, quindi secondo la timeline ufficiale va letta prima di J. Ma è poi così necessario? Secondo me no. Io ho letto prima J, e poi Barairo, e devo dire che per certi versi è stato meglio così. Il motivo? Beh, non voglio fare spoiler ma leggendo prima Barairo si rischia di fare il tifo per una coppia che , chiaramente, non è destinata a stare insieme. Ma non fatemi aggiungere altro, che è meglio!














