sabato 31 marzo 2012

Update vari su Sakamichi no Apollon


Tanto per cominciare, gli Stiletto hanno rilasciato i capitoli 4 e 5. Due capitoli bellissimi, e soprattutto importanti, visto che entrano in scena altri due personaggi principali, ovvero lo studente universitario Junichi (Jun -nii) e la bella Yurika. Poi, è uscito il nuovo trailer dell'anime, che personalmente trovo ancora più promettente del primo (le animazioni mi sembrano molto buone, e in sottofondo si sente la opening di Yuki che pare carinissima!). Eccolo:



Lo ripeto per la duemillesima volta: Non vedo l'ora!
Per me è già l'anime dell'anno.

martedì 27 marzo 2012

Pachiderma di Frederik Peeters


Svizzera. 1951.
Immaginatevi una stradina di campagna, con una lunga fila di auto in attesa. Una donna vestita di viola si avvia a piedi verso il punto in cui il traffico si è bloccato. Cosa è successo?
E' incredibile: un grosso elefante è caduto da un carro , e giace in mezzo alla strada, agonizzante. Questo è un bel problema, perché la donna deve raggiungere al più presto l'ospedale lì vicino, dove il marito è stato ricoverato in seguito ad un brutto incidente. Decide così di tagliare per il bosco, e presto giunge a destinazione.
Nell'ospedale però, avviene un incontro bizzarro: un misterioso individuo dal naso lungo e dal volto coperto -che sembra comparire dal nulla- le affida un importante missione: deve recuperare dei documenti scottanti rubati da uno dei medici dell'ospedale. La donna rifiuta, ma l'uomo misterioso le dice che da quei documenti dipende la sicurezza nazionale, e che lei deve assolutamente consegnarli a suo marito, che lavora per le nazioni unite. La donna -che si chiama Carice- si trova così suo malgrado coinvolta, e comincia a vagare per l'ospedale alla ricerca del fantomatico dottore. Ma cos'è quella strana sensazione, che la fa sentire come se stesse sognando? E' possibile che la figura con le scarpe rosse intravista in un corridoio sia Audrey, la ragazza alla quale Carice insegna pianoforte? La ragazza che le ha regalato un ciondolo a forma di elefante e l'ha baciata? E perché nell'obitorio il cadavere di una vecchia si mette a parlare con lei, come se fosse una vecchia amica?

Non posso aggiungere altro, o rischio di rovinarvi il piacere della lettura.

Lo svizzero Frederik Peeters è conosciuto in Italia per lavori come Koma , Pillole Blu e Lupus. Opere intimiste, e in parte autobiografiche. Pachiderma invece, si discosta completamente da questi titoli , ed è forse per questo motivo che molti dei suoi fan di vecchia data l'hanno liquidato come un puro esercizio di stile, non tanto riuscito.

Io non sono assolutamente d'accordo. E' sicuramente un opera dal taglio fortemente cinematografico, che manca della spontaneità e semplicità degli altri suoi lavori . Ma per me -che sono un cinefilo- è un volume bellissimo, per tanti motivi.
Tanto per cominciare, l'eleganza formale ma allo stesso tempo "inquieta" delle tavole mi ha ricordato tantissimo alcuni film di Lubitsh . E la vena squisitamente grottesca che pervade la storia fa tanto Luois Buñuel . E poi, nella mia carriera di lettore, ho sempre apprezzato le trame che si svelano lentamente, in modo non lineare, incastrandosi perfettamente sul finale.
E' una storia sicuramente onirica e surreale, ricchissima di simboli e figure che si ripresentano puntualmente qua e là, ma vi assicuro che non è ostica. Ed è degnissima di essere letta.
Bando alle ciance! Leggetelo! Sul sito della Bao Publishing potete leggere anche una breve anteprima.

venerdì 23 marzo 2012

Segnalazione: Recensionando Supplement


Bene.
Siccome la casa editrice Goen merita tutta l'attenzione possibile (mi sembra una delle poche, se non l'unica a sondare un po' tutti i generi -dal josei, al seinen, allo shoujo e mi dicono presto anche allo shonen-ai/Yaoi-) voglio segnalare una bella recensione di Gardy su Supplement, di Mari Okazaki, delizioso Josei che uscirà a fine mese (se non ricordo male).

Ecco il link alla recensione, ed al suo meraviglioso blog (uno dei miei preferiti, quindi fatevi un giretto): Recensionando Supplement

Io personalmente non vedo l'ora di leggere questo manghino.

giovedì 22 marzo 2012

Kei-Iro e Mahoromi - Jikuu Kenchiku Genshitan




Cioè, a Settembre è uscito un libro di illustrazioni di Kei Toume intitolato Kei-Iro ed io, uno dei suoi più grandi fan lo scopro solamente oggi? Che vergogna.
E' uscito pure il primo volume del suo manga più recente, Mahoromi - Jikuu Kenchiku Genshitan : dalle raw sembra interessantissimo, ma purtroppo è stato tradotto solamente il primo capitolo, da un gruppo ormai defunto. Se mai usciranno altri capitoli tradotti vi terrò aggiornati!


P.S:La J-pop, a sorpresa, ha annunciato Sunny di Taiyo Matsumoto, che quindi diventa il primo manga della rubrica I manga che non leggeremo mai in Italia a saltare. Speriamo non sia l'unico!

martedì 20 marzo 2012

Late Blossom di Chang-min Chu





Oggi vi voglio parlare di Late Blossom , un film coreano uscito nel 2010.

Di solito non amo parlare di film su questo blog , ma in questo

caso farò una piccola eccezione, visto che quest'opera è tratta da un manwha in tre volumi di Kang Full (o Kang Pool) . Questo nome non dovrebbe esservi nuovo, infatti di suo è stato pubblicato in italiano L'idiota ( 4 volumi, per Planeta de Agostini ), ed il primo volume de L'appartamento (mai concluso dalla Planeta, maledetti!). E' un autore molto noto e amato in Corea, ed anche in Francia dove alcune sue opere sono state pubblicate dalla casa editrice Casterman.

Ma torniamo al film: i protagonisti sono quattro persone anziane, che vivono in una non ben identificata cittadina di periferia.
Kim Man-Suk è un vedovo un po' burbero che consegna il latte a domicilio con un malmesso motorino. Sua moglie è morta anni prima, e adesso vive insieme ai figli e la nipote. Una mattina, incontra per strada la signora Song, donna sola e amareggiata dalla vita che tira a campare vendendo e raccogliendo vecchie scatole di cartone. Fra i due nasce un'immediata simpatia , che ben presto si trasforma in qualcosa di più (e la delicatezza con cui viene mostrato lo sbocciare di questo amore "tardivo" è commovente: questi due vecchietti tornano ad essere dei ragazzini impacciati!).
Sul loro cammino incontreranno un' altra coppia di innamorati non più giovanissimi, ovvero Jang Kun-Bong (che possiede un posteggio per auto) e la moglie, gravemente malata di alzheimer.
Jang Kun-Bong è un uomo mite e timido, che accudisce la moglie con un amore e una dedizione totale. Nonostante il suo temperamento sia l'esatto opposto di quello di Kim Man-Suk, i due diventeranno molto amici. E non voglio aggiungere altro, ho già spoilerato troppo!

Ora, non avendo letto il manwha dal quale è tratto, non posso dire se questo film gli è fedele o meno, ma mi è sembrato lo stesso di cogliere molti degli elementi cari a Kang Full: tanto per cominciare il coraggio di parlare (con grazia sì, ma anche con crudezza) di cose spesso sgradevoli, come in questo caso la morte, la vecchiaia, l'abbandono e la malattia. E soprattutto ho ritrovato alcune sfumature già presenti in altre sue opere: niente è mai tutto nero o tutto bianco. Niente è scontato. Avrei tante cose da dire sul finale. Ma proprio TANTE. Ma ho deciso di tenerle per me. Dopotutto, questa è un introduzione, e non una recensione. E non voglio rovinarvi la visione di questo piccolo gioiellino.

Tecnicamente parlando, il film e nella media. Gli attori son tutti dei veterani, quindi piuttosto bravi. La regista dirige con un tocco delicato, quasi mesto, ma che nei punti di maggior pathos diventa sognante e fiabesco. Piacevole anche la colonna sonora.

In definitiva un buon film, tutt'altro che scontato e le due ore filano via che è una meraviglia. Nonostante la tematica non indulge troppo nel dramma, quindi non cominciate a dire "Ma sarà tristissimo!!!", altrimenti vi prendo a testate. E vi giuro che sono tanti i momenti in cui ho riso di gusto.

Se siete interessati lo trovate sottotitolato in inglese, e se abitate a Firenze, potete vederlo al Korea Film Fest Domenica 25 Marzo alle 15.00, al cinema Odeon.


lunedì 19 marzo 2012

Sondaggio chiuso. Ecco i risultati:

Vi piace la rubrica "I manga che non leggeremo mai in Italia"?

Sì, la trovo molto interessante : 16 voti
Sì, ma è piuttosto deprimente: 3 voti
No, mi sembra un po' inutile: 0 voti
Preferivo le avventure erotiche ;_; : 6 voti

Commenti: Mi lusinga sapere che tutti quei post (scritti in un italiano poco corretto e con una punteggiatura allucinante) sono serviti ad accendere un minimo di curiosità nei vostri cuoricini! E capisco benissimo le tre persone che hanno votato la seconda opzione: anch'io mi deprimo al pensiero che molti di questi manga non verranno mai pubblicati in Italia e nemmeno nel resto del mondo, SIGH. Nessuno ha avuto il cuore di votare la terza opzione, mentre per i fan delle mie avventure erotiche non temete: ve le spedirò stampate e rilegate direttamente a casa!

Non scrivo niente sugli annunci di Cartoomics. Tutta fuffa, tranne la ristampa di Eden.

giovedì 15 marzo 2012

I manga che non leggeremo mai in Italia 7 Sunny di Taiyō Matsumoto verrà pubblicato da J-POP!



Sunny di Taiyō Matsumoto

Dati generici:Opera tutt'ora in corso di pubblicazione sulla rivista seinen Ikki. Ha all'attivo due volumi, l'ultimo dei quali è uscito a Febbraio.

Taiyō Matsumoto in Italia: di questo autore è stato pubblicato, anni fa, il primo volume di Tekkon Kinkreet ed è arrivato pure l'ottimo film di animazione. Poi, il nulla.

Trama: La "Sunny" del titolo è una vecchia auto abbandonata che si trova nel cortile della casa-famiglia Hoshinoko. In questa casa vivono numerosi bambini (più o meno abbandonati dai genitori) di età variabile dai pochi mesi fino a 13-14 anni. C'è Haruo, la testa calda del gruppo che ama passare i pomeriggi nella Sunny immaginandosi rocambolesche avventure. C'è il buffo Junsuke dalle unghie lunghe, che insieme al fratellino cerca quadrifogli da portare alla madre ammalata. C'è il perfettino Sei, il nuovo arrivato che ancora non si è rassegnato all'idea di essere stato "scaricato" dai genitori, e l'adolescente Kenji , che insieme alla sorella si occupa del padre ubriacone. In definitiva, Matsumoto costruisce minuziosamente un piccolo microcosmo di personaggi, tutti giovanissimi, e alle prese con le incombenze di tutti i giorni.

Stile: Lo stile camaleontico di Matsumoto non si può descrivere a parole, tanto e unico. Basta dare un occhiata alle illustrazioni per capire che ci troviamo di fronte ad un autore come ce ne sono pochi. E le tavole, talvolta pulite, con un taglio quasi cinematografico e talvolta di un opulenza degna di un Ukiyo-e sono splendide!

Perché piace a Yue: I bambini sono creature strane e spaventose. E non sono, forse, i ricordi dell'infanzia quelli più preziosi della nostra esistenza? Ecco. Leggendo questo manga sono tornato più di una volta, col pensiero, alla mia infanzia. Ed in più di un punto ho ghignato di gusto.
Questi bambini, un po' lasciati in balia di se stessi sono credibilissimi, cosa non comune nei manga dove spesso i bambini sono ritratti come degli improbabili piccoli adulti (vedi My Girl ed in parte Usagi Drop). E poi, alcuni capitoli mi hanno fatto commuovere. Come quello, ad esempio, in cui la malinconica Megumu trova un gattino morto in un canale di scolo, e dice ad Haruo, piangendo, che potrebbe succedere la stessa cosa a lei, che potrebbe morire e a nessuno importerebbe /se ne accorgerebbe. Haruo (che ha una cottarella per lei) la rassicura dicendole che lui la verrebbe a cercare e le darebbe una degna sepoltura con tanto di lapide grandissimissimissima. Bizzarrie da bambini, che ti fanno venire gli occhi umidi.
Vi prego, fatevi del bene e leggetelo.

Si trova in lingue comprensibili?: Si, grazie al meraviglioso CENSURA <--- Verrà pubblicato in italiano da J-POP. Non ci è ancora dato sapere quando.


lunedì 12 marzo 2012

News Sakamichiane ricordando Nagi Noda


Ormai questo inutile blog è diventato totalmente Sakamichi no Apollon -centrico. Pazienza... volevo solo rendere noto che l'opening dell'anime sarà cantata da YUKI. Chi è? Beh, è la cantante delle opening dell'anime di Honey and Clover! Ve le ricordate? Io le adoro! Eccole:




Fra l'altro Nagi Noda, la creatrice della prima, geniale opening è venuta a mancare qualche anno fa a soli 35 anni. E mi dispiace veramente tanto, perchè oltre ad essere giovanissima era una artista assolutamente geniale (aveva lavorato anche con artisti internazionali vedi Scissor Sisters).




martedì 6 marzo 2012

Gisèle Alain di Sui Kasai


Oggi vi voglio parlare di Gisèle Alain di Sui Kasai, che presto sarà pubblicato in Italia by GP.


Dati generici: E' serializzato sulla rivista bimestrale Fellows! (la stessa di Otoyomegatari) ed è tutt'ora in corso. Ha all'attivo due volumi (ne esce uno all'anno).

Trama:La giovanissima Giséle Alain, aristocratica dal passato misterioso e proprietaria di un caseggiato in cui essa stessa vive, decide di aprire un' agenzia di Jack-of-all-trades (un' agenzia di "tuttofare" per intenderci), e finisce inevitabilmente per coinvolgere il suo vicino Eric (ricattato perché perennemente in ritardo con l'affitto) nei "lavori" più disparati: cercare un gatto smarrito, accompagnare una ragazzina all'orto botanico al posto del padre, aiutare nel trasloco una procace ballerina di cabaret, pulire una casa abbandonata e cose così. I volantini pubblicitari recitano:


"Gisèle Alain's jack-of-all-trades
From walking your dog to helping you skip town. No problem too large. All requests welcome "


Ambientazione: Non viene rivelato nel il luogo dove si svolge la storia (Francia? Inghilterra?) ne il nome della città. Siamo chiaramente agli inizi del 1900, ma anche cronologicamente parlando, tutto rimane sul vago. In definitiva, e tutto molto "alla buona", e non c'è la ricerca storica presente in Emma, per fare un esempio.

Protagonista: Non sappiamo niente del passato di Gisèle. Di sicuro è un' aristocratica , ed ha ricevuto una brillante educazione. E' vivace e caparbia, e sempre pronta ad aiutare gli altri. Ma perché vive da sola, lontana dai genitori? Non viene svelato alcunché fino alle ultime pagine del primo volume, dove un losco figuro (uno Zio malvagio? Un patrigno?) sembra interessato a distruggere ogni traccia della ragazza.

Stile:I disegni della Kasai sono molto belli e dettagliati, con particolare attenzione per i vestiti , gli arredamenti e gli sfondi. Nelle anatomie mi ricorda moltissimo quello di Kaoru Mori, autrice che sicuramente ha ispirato la Kasai.

Piace a Yue?:Il primo volume è piacevole, ma non eccezionale. C'è da dire che la protagonista Gisèle è sicuramente un personaggio riuscito, al quale ci si affeziona: per certi versi mi ricorda le giovani eroine dei vecchi libri per ragazze come Anna Shirley e compari. Anche Eric, il disoccupato perennemente in ritardo con l'affitto è promettente , ma a parte il suo affetto ( fraterno o c'è dell'altro?) per la protagonista , rimane ancora un personaggio piuttosto abbozzato (anche del suo passato non sappiamo praticamente niente). Gli episodi sono carinissimi, ma un pochino banalotti. E la mancanza di una "cornice" ben definita pesa un po' anche se sul finale del volume (come ho già detto) si intravede una sottotrama che potrebbe rivelarsi interessante.
In definitiva, è veramente difficile dare un giudizio su quest'opera: non mi sembra il capolavoro dell'anno ma è sicuramente uno slice of life piacevole, da tenere d'occhio. E fra gli annunci Gp uno dei pochi titoli per me interessanti.

mercoledì 29 febbraio 2012

Il vero Lucio


Mari Yamazaki è una grande fan della serie tv Roma. E più vado avanti nella lettura di Thermae Romae, più mi convinco del fatto che Lucio è stato "plasmato" sull'attore Kevin McKidd. Che dite, ho ragione?

Non ho fatto ricerche sul web, ma scommetto che non sono l'unico ad aver notato una certa somiglianza XD



martedì 28 febbraio 2012

Piccole esplosioni.

Queste giornate soleggiate mi rendono pigro.

Oggi mi sono letto il decimo capitolo di Gunjo, che chiude il primo volume. Ho già parlato qualche post fa di quest'opera, e di quanto sia bella e straziante. Ma leggendo questo nuovo capitolo, che fra l'altro è pure divertente (è interamente dedicato all'ex-compagna della bionda che riceve la visita della madre) mi sono reso conto che ha un altro grande merito del quale non ho parlato , ovvero quello di ritrarre personaggi GLTB in modo assolutamente realistico, come quasi mai accade , ad esempio, nei manga yuri/yaoi dove "tecnicamente" tutti o quasi sono omosessuali o aspiranti tali. Se ancora non avete letto quest'opera, fatelo. Preparatevi a tanto dramma, questo sì, ma alla fine non ve ne pentirete.


Il post sui tre bellissimi libri di Aidan Chambers (Danza sulla mia tomba, Quando eravamo in tre e Cartoline dalla terra di nessuno) si è autodistrutto contro il mio volere . Ma vedo che il messaggio ha raggiunto chi doveva raggiungere.

Sto scrivendo un nuovo post su I manga che non leggeremo mai in Italia. Piccolo indizio? Taiyo Matsumoto.

Passo e chiudo.


giovedì 23 febbraio 2012

Il cambio di rotta di Thermae Romae



Ebbene sì, è successo. Ma partiamo dall'inizio (e NON PROSEGUITE SE NON VOLETE SPOILER!)

Nei primi tre volumi i punti fermi di quest'opera sono stati i seguenti:
  • Episodi rigorosamente autoconclusivi (nei quali Lucio si ritrova in mezzo al popolo dalla faccia piatta, impara qualcosa e poi torna nella sua epoca)
  • Fulcro della vicenda legato alle terme/bagni e ad argomenti strettamente connessi
  • Breve cornice ambientata a Roma con vicende relative all'imperatore Adriano ed ai suoi successori /amici di Lucio
  • Totale assenza di personaggi femminili di rilievo
Ecco. Nel quarto volume (che in Giappone ha scatenato un piccolo tumulto fra i fan della serie) l'autrice scardina in un colpo solo tutti questi punti e inizia quello che, secondo me, potrebbe essere l'arco finale di questa storia (in effetti si parlava di un totale di 6 volumi, o ricordo male?).
Cosa succede? E presto detto:
Mentre è immerso nel Caldarium insieme all'imperatore , Lucio scorge tra i vapori una splendida donna nuda, e dopo averla guardata bene si rende conto che appartiene alla tribù della faccia piatta. Ovviamente si ritrova in Giappone, in quella che sembra una locanda con terme annesse, e la bella donna, dopo un attimo di smarrimento se ne va. Non trovando motivo per restare Lucio cerca di tornare a Roma immergendosi nella vasca. Ma indovinate un po'? Il trucchetto non funziona più! Quindi si ritrova bloccato in terra straniera. In seguito, alla locanda, incontra nuovamente la giovane donna che, udite udite! Parla latino! La ragazza infatti, è una vera e propria "otaku" dell'impero romano e una grande appassionata di archeologia (un po' come l'autrice XD). Insomma, fra lei e Lucio avviene il first contact lessicale (ed il risvolto amoroso sarà -forse- dietro l'angolo?). In seguito Lucio comincia a lavorare per la locanda, e scopriamo che la ragazza è un' apprendista geisha (o almeno credo). Insomma, per la prima volta entra in scena un personaggio femminile con un minimo di spessore, ed un arco narrativo che invece di esaurirsi in un capitolo o due si protrae per tutto il volume (e non finisce, quindi continuerà nel quinto e forse anche nel sesto).

Nonostante le critiche dei lettori giapponesi (che a quanto pare preferivano la vecchia struttura episodica terme-centrica) devo dire che , secondo me, questa è stata un evoluzione più che naturale della storia. Insomma, la struttura a episodi più o meno autoconclusivi alla lunga stava risultando un po' noiosa e ripetitiva, quindi questa svolta non mi è sembrata innaturale o forzata. Aspetto di leggere il quarto volume in italiano, e comunque continuo ad avere grande fiducia nella sensei Yamazaki. Voi che ne pensate?

7-nin no Shakespeare


In questi giorni mi sono letto i primi tre capitoli di 7-nin no Shakespeare ,la nuova opera del bravo Harold Sakuishi (quello di Beck). Non faccio la solita scheda alla "I manga che non leggeremo mai in Italia", perché tre capitoli son veramente pochi per dare un giudizio non completamente campato in aria. Però volevo segnalarlo lo stesso, quindi eccomi qua.

La trama è presto detta: si parla di William Shakespeare. Chi era? E' mai esistito? E quante persone si celavano dietro questo nome?

Fa tanto Anonymous me ne rendo conto. Ed in effetti nel primo capitolo c'è un affascinante ma losco Shakespeare, un poveraccio che cerca di far soldi facendo pubblicare il testo dell'Amleto , l'immancabile Robert Cecil e la solita Elisabetta I, entusiasta dei lavori del poeta . "Niente di nuovo sotto il sole" ho immediatamente pensato. Ma poi nel secondo capitolo entra in scena una misteriosa ragazza cinese, Li, che vive nella chinatown di Liverpool . Ragazza che sembra legata sia al falso Shakespeare (che in realtà si chiama Lance Carter) che alla Regina. Chi è? Qual'è il suo ruolo? L'unica sconvolgente notizia che ci viene data sul suo conto è questa: è in grado di prevedere il futuro e di predire la morte delle persone (con le annesse conseguenze che potete ben immaginare).

Questo è un elemento bizzarro e totalmente inatteso che mi ha incuriosito molto, e dopo tre capitoli non ho la più pallida idea di dove quest'opera andrà a parare.

Sono riuscito ad incuriosirvi almeno un po?

Quest'opera è stata annunciata da Panini Comics, e verrà pubblicata ad Ottobre (2013) , con cadenza mensile, solo in fumetteria. Formato 13x18 a 6,50 euro!  

martedì 21 febbraio 2012

Figlio di un preservativo bucato

Questa settimana, per Magic Press uscirà la nuova edizione di una delle più belle graphic novel mai pubblicate ovvero Figlio di un preservativo bucato di Howard Cruse.
Questa è la trama fornita dall'editore:

Nel Sud di un’America degli anni 60, un giovane di nome Toland Polk viene scartato dalla leva militare per avere ammesso “ tendenze omosessuali”. Un poco alla volta dovrà scendere a compromessi con se stesso e con la società che lo circonda attraverso l’attivismo per i diritti civili, la musica folk e l’opposizione al conformismo imperante.

Che posso aggiungere su questa graphic novel a suo modo così "monumentale"? Beh, secondo me è un opera che tutti dovrebbero leggere: è un ritratto incredibilmente realistico e soprattutto sentito (l'autore ha praticamente elemosinato e patito la fame per poter concludere questo lavoro) degli anni 60, con tutti quei tumulti sentimentali e sociali che hanno caratterizzato quel periodo. Si parla di integrazione razziale delle persone di colore , di accettazione dell'omosessualità, di Ku Klux Klan e di violenza e tradimento. Insomma, un opera potente e straziante totalmente scevra dai buonismi che spesso affliggono certe opere dalle tematiche così alte. La vecchia edizione aveva una splendida, splendida introduzione di Tony Kushner (autore di Angels in America) , mentre questa nuova ha un introduzione di Alison Bechdel (autrice di Fun Home e del ben più divertente Dykes).

Date retta a me, provate quest'opera. Non vi fate scoraggiare dai disegni e piuttosto fatela leggere a parenti e amici. E poi fatemi sapere se vi è piaciuta.

lunedì 20 febbraio 2012

Awake



Ok, che inizio a fare nuove serie tv se non riesco nemmeno a mettermi in pari con quelle tre in croce che seguo? Bella domanda. Però, boh? Ogni tanto la curiosità ha il sopravvento e fra i miliardi di pilot in uscita in questo periodo questo mi ha un filino incuriosito, quindi ho deciso di vederlo. Sto parlando di Awake della Nbc. Ecco la trama a grandi linee:
Un rampante detective (interpretato da Lucius Malfoy Jason Isaacs) ha un grave incidente automobilistico nel quale rimangono coinvolti anche la moglie ed il figlio. Non vediamo la causa dell'incidente, succede e basta all'inizio dell'episodio. Ecco, dal momento in cui si risveglia -mezzo morto- nell'auto accartocciata, il nostro protagonista comincia a vivere in due realtà , che si alternano : in una (quella che chiameremo "rossa") il figlio è morto nell'incidente, nell'altra (che chiameremo "verde") a morire nell'incidente è stata la moglie. Fa un po' Fringe, sì.
Il nostro detective si ritrova così in una situazione se non allucinante abbastanza snervante : il figlio che piange la mamma di qua , la mamma che piange il figlio di là, il suo lavoro di detective (con dei casi che hanno inquietanti punti in comune in entrambe le realtà) e due strizzacervelli ( un arcigno BD Wong in una dimensione e una materna Cherry Jones nell'altra) che cercano di dimostrare che le rispettive dimensioni sono la realtà e le altre sono il frutto della fantasia scaturita dal senso di colpa del protagonista. Una roba da mindfuck totale insomma.

Il creatore della serie è quello dello sfortunato Lone Star (chiuso dopo solamente due episodi) e si vede che ce l'ha messa tutta per rendere questo pilot il più figo possibile. Da parte mia posso dire che questo primo episodio merita una sufficienza , anche se tante cose mi hanno fatto cascare le braccia : dalla regia un po' blanda ai casi scioccarelli fino ai personaggi che non brillano certo per originalità o credibilità (vedi la moglie che accetta quasi senza batter ciglio che il marito vive in sogno in una dimensione dove il figlio è ancora vivo).
C'è da dire che Jason Isaacs è un bravo attore, ma in compenso l'attrice che interpreta la moglie è da orticaria. Niente da dire sui due veterani di serie tv Wong e Jones, che fanno egregiamente il loro lavoro. Boh? Mi sembra che il punto di arrivo di questa serie non sia tanto quale dimensione è reale e quale no, ma piuttosto : quale realtà sceglierà il protagonista? Alla fine del primo episodio esprime chiaramente la sua volontà di non voler scegliere fra la moglie e il figlio ma alla fine che farà? Ribadisco: una roba da mindfuck totale. In definitiva, il concept di questa serie è anche interessante. Tutto sta nel vedere se la trama andrà a puttane oppure no e se i personaggi riusciranno a guadagnare un po' di spessore.







domenica 19 febbraio 2012

Sondaggio chiuso. Ecco i risultati:

Cosa vi piacerebbe leggere in questo blog? La maggioranza ha scelto:

-Recensioni di fumetti, manga, film, serie tv... Insomma, recensioni.


A vostro rischio e pericolo, dico io. Ringrazio tutti quelli che hanno votato... Alla fine, niente avventure erotiche (peggio per voi U_U).

Ah, se vi va, votate il nuovo sondaggio!

giovedì 16 febbraio 2012

I manga che non leggeremo mai in Italia 6

Kinou Nani Tabeta? (What Did You Eat Yesterday?) di Yoshinaga Fumi

Dati generici e curiosità: Seinen serializzato sulla rivista Morning di Kodansha. Ad oggi sono usciti 5 volumi, ed è tutt'ora in corso di pubblicazione. In Giappone ha un enorme successo, ed è sempre fra le prime posizioni nelle classifiche di vendita.

Trama: Shirou Kakei è un avvocato brillante ma un po' rigido che vive insieme al suo compagno, Kenji, un parrucchiere allegrone è un po' svampito. La più grande passione di Shirou è cucinare: cercare gli ingredienti migliori e prepare deliziosi manicaretti scarica tutta la tensione accumulata a lavoro. Ed anche Kenji sembra gradire. In definitiva, è un manga sull'amore per il cibo (anzi, oserei dire che è un manga sull'amore nel preparare il cibo, quasi più che nel mangiarlo).

Personaggi: Gran parte degli episodi sono incentrati su Shirou, quindi è lui il vero protagonista (e voce narrante). Gli altri personaggi però, non sono da meno: sia il buon Kenji, sia le persone che il protagonista incontra sulla sua strada (vecchi amici, clienti , signore incontrate al supermercato e gli stessi genitori ) sono caratterizzati ottimamente, con quel tocco tutto speciale che ha l'autrice. Poi, il rapporto fra i due protagonisti è esilarante, ma assolutamente realistico. Per certi versi mi ricordano un altra coppia famosa, ovvero Nodame e Chiaki (ed ho detto tutto XD).

Stile:Lo stile della Fumi in quest'opera è più pulito del solito: niente fronzoli inutili, pochi sfondi, grande attenzione per le espressioni facciali e per.... il cibo.

Perché piace a Yue: Tanto per cominciare ci tengo a ribadire una cosa: questo è un manga appartenente al filone "culinario", quindi il nocciolo (se mi perdonate il termine) di ogni capitolo è rappresentato da una ricetta, con tanto di spiegazione passaggio per passaggio. Se non siete interessati alla cucina in generale, oppure se siete totalmente estranei a quella giapponese, allora questo manga non fa per voi. Altrimenti, merita sicuramente di essere preso in considerazione.
Al limite, se siete fan della Fumi ma l'elemento culinario non vi fa impazzire, potete saltare tranquillamente quelle tre, quattro paginette-ricetta e godervi la "cornice": le piccole avventure di questa bizzarra coppia sono piacevolissime, talvolta addirittura epiche (io ricorderò fin che campo l'episodio del vecchio mandrillone che lavora all' Host Club ahahahahah XD).

Si trova in lingue comprensibili?: Il gruppo Entropy (che non brilla certo per velocità nelle release) ha tradotto i primi tre volumi.

martedì 7 febbraio 2012

Il Volo degli Angeli


E' appena uscito nelle fumetterie il volume Il Volo degli Angeli ideato e illustrato da Rebecca Guay e sceneggiato da autori del calibro di Holly Black (sì, quella delle Cronache di Spiderwick), Bill Willingham (sì, quello di Fables) e tanti altri (Alisa Kwitney, Louise Hawes e Todd Mitchell). Di cosa parla? Beh, penso sia lampante già dal titolo: di Angeli. Perché l'ho comprato? Ecco. Qui devo aprire una parentesi:
Tanti anni fa (più di dieci) iniziai a giocare a quell'orribile gioco di carte chiamato Magic (lo conoscete tutti no?). Ero assolutamente incapace, e la mia carriera di giocatore è praticamente finita poco dopo essere iniziata. Ma una cosa positiva in tutto ciò c'è stata, ovvero ho scoperto l'esistenza di Rebecca Guay, illustratrice che tutt'ora amo ed amerò per sempre. Le carte più belle delle Magic le ha illustrate lei, ed io, alcune di queste carte , le possiedo ancora oggi e le conservo gelosamente (e da quel che ho letto in giro non sono il solo).


Questo volume è uscito per Vertigo nell'Agosto 2011, ed i signori di RW Lion l'hanno portato in Italia, al presso di 14,95 euro. Questa è la trama riportata sul retro del volume:

Un misterioso angelo precipita sulla terra, finendo nelle profondità di una buia foresta, dove il suo corpo agonizzante viene trovato dai mistici abitanti di questo strano luogo. Mentre fauni, fate, streghe e folletti dibattono su cosa fare di lui, ciascuno racconta una diversa storia sulla possibile natura di questa creatura celeste: un eroe, un innamorato, un protettore o un assassino. Una volta che tutte le storiesaranno state raccontate , verrà emesso un verdetto finale che vi lascerà senza fiato.

Mi sembra doveroso aggiungere qualche particolare: ogni storia narrata all'interno della "cornice" principale (ovvero quella dove le creature fatate indicono un vero e proprio processo per decidere della sorte dell'angelo) è disegnata con un stile diverso. Come ho già detto, la Guay è nota per le sue bellissime illustrazioni, ed il suo stile "solito" è un misto fra quello di Botticelli, Klimt, Mucha, e un paio di Preraffaelliti a caso. In questo volume invece, da prova di grande versatilità: la cornice ed il primo racconto (quello su Adamo ed Eva) hanno lo stile classico ed elgante delle illustrazioni. Il secondo racconto (che ha per protagonisti due angeli ex-colleghi di lavoro) ha uno stile più sketchy e moderno (a là Vertigo, per capirsi) . Il terzo racconto è una fiaba ambientata in Russia, ed è illustrato di conseguenza (cioè con uno stile che ricorda i grandi illustratori di fiabe russe, tipo Bilibin). Il quarto, interamente colorato con tenui colori ad acquarello è ambientato nell'Inghilterra del periodo Regency , ed è una delicata storia d'amore e devozione fra una maldestra cameriera e un angelo. Nell'ultimo (dove si parla della caduta di Lucifero e della genesi di tutte le creature fatate) la Guay torna al suo stile più classico -per finire in bellezza, dico io-.

Se non si fosse ancora capito lo dico chiaro e tondo: è un volume che si fa apprezzare soprattutto per i disegni. Con questo non voglio dire che le storie sono delle assolute minchiate, anzi, pur nella loro brevità e semplicità hanno un senso compiuto. Ed anche quella della cornice ha un suo risvolto tutt'altro che banale, nel finale. Ma siamo ben lontani dalla complessità di un Moore (se proprio devo fare un esempio), quindi se cercate qualcosa di molto "sostanzioso" risparmiate i soldi. Altrimenti, se sfogliandolo l'occhietto vi brilla, provatelo.





domenica 5 febbraio 2012

Secondo capitolo di Sakamichi no Apollon!



E' uscito. Sempre per gli Stiletto.
Lo ribadisco: questo manga è assolutamente adorabile. Lo dovete leggere tutti! >_<
Se proprio vi fa fatica iscrivervi al loro forum per scaricare contattatemi in privato e vi passo il link.


P.s:adoro Sentaro! E' grosso ma tanto pucci ;_;

venerdì 3 febbraio 2012

I manga che non leggeremo mai in Italia 5 Verrà pubblicato da Panini Comics!



Ningen Shikkaku (No longer human) di Usamaru Furuya


Dati generici: Serializzato sulla rivista Comic Bunch di Shinchosha .Tre volumi. Concluso. E' una rivisitazione a fumetti in chiave moderna dell'omonimo e bellissimo romanzo di Osamu Dazai (conosciuto in Italia con il titolo "Lo squalificato").

Trama: Un giovane mangaka (che altri non è che lo stesso Furuya) sta cercando su internet del materiale per la sua nuova opera quando si imbatte nel diario on-line di Yozo Oba, intitolato "No Longer Human". Blog, a detta dei lettori, assolutamente deprimente, ma talmente appassionante che è impossibile smettere di leggere. Furuya rimane in particolar modo colpito dalle tre foto che campeggiano all'inizio del diario: nella prima Yozo è un bambino, ritratto insieme alla famiglia e con un sorriso forzato stampato sulla faccia. Nella seconda è un giovane avvenente di 17 anni , seduto elegantemente su di una poltrona di vimini. Nella terza, la più inquietante, ha 25 anni, ma ha il viso provato di un vecchio. Cosa ha provocato quell'incredibile cambiamento? Furuya si ritrova coinvolto suo malgrado e comincia a leggere il blog.

Personaggi: Lo Yozo del romanzo di Dazai e quello del fumetto sono identici, nonostante quest'ultimo sia ambientato nell'epoca odierna. Entrambi provano un terrore morboso nei confronti delle persone (che percepiscono come mostri), e si sentono inadeguati alle comuni leggi degli esseri umani . E quindi, come sopravvivere a questo perenne disagio? E' semplice, indossando una maschera da "buffone" tuteli il loro vero Io. Ma questa maschera durerà poco, ed il loro percorso discendente verso gli abissi più oscuri, verso il degrado e l'alienazione inizierà ben presto e coinvolgerà tutte le persone che troveranno sul loro cammino (donne, più che altro XD).

Stile: Furuya è un grande artista, e non mi stancherò mai di dirlo. Ma in quest'opera abbandona quasi del tutto le sperimentazioni grafiche che spesso caratterizzano i suoi lavori in favore di uno stile più sobrio e pacato, che ben si addice alla storia narrata. Ovviamente non mancano tavole dal grande impatto grafico: la stessa illustrazione del primo volume colpisce e incuriosisce (il protagonista è sorretto da fili come una marionetta); per non parlare di quella del secondo (la potete vedere alla fine del post) ricca di simboli che rimandano a vari personaggi incontrati da Yozo (la farfalla rappresenta chiaramente l'effimera Ageha, ragazza che il protagonista incontra in un club e... non ve lo dico!)

Perché piace a Yue: In una delle mie pagine preferite, Yozo e quella che diventerà sua moglie (forse l'unica donna che abbia mai amato/creduto di amare) sono sdraiati in un bel campo fiorito: è una scena molto dolce, quasi idilliaca. Ma ad un certo punto c'è un close-up su uno dei fiori del campo e si vede chiaramente che è coperto di disgustosi parassiti: l'atmosfera passa immediatamente da idilliaca a funerea e pregna di presagi oscuri. Ecco, Furuya riesce a dire -per immagini- quello che Dazai dice con le parole. E tutto ciò è sorprendente.

Si trova in lingue comprensibili?: La Vertical ha pubblicato i primi due volumi (ed il terzo uscirà a breve) in una versione con lettura all'occidentale voluta e curata dallo stesso autore. Come edizione (visto anche il prezzo non bassissimo) ho visto di meglio, ma anche di peggio.
E' stata annunciata la sua pubblicazione in Italia per la Panini.



giovedì 26 gennaio 2012

Sakamichi no Apollon: il primo trailer



Ecco il primo trailer dell'anime di Sakamichi no Apollon, di cui ho parlato nel primo post della rubrica I manga che non leggeremo mai in Italia.

Che dire? La colonna sonora è affidata a Yoko Kanno, e visto che il manga è incentrato sulla musica Jazz sono più che felice (anzi, posso dirlo? Ho sperato fin dall'inizio in Yoko Kanno, e magari nei The Seatbelts <--Godo come un porco al pensiero).

Il chara design è di Nobuteru Yuki (famosissimo per Lodoss War, Escaflowne e tantissimi altri anime, uno più famoso dell'altro), e mi sembra proprio fedele al manga.

E per finire in bellezza, alla regia, niente di meno che Shinichi Watanabe, geniale regista del mai dimenticato Cowboy Be Bop. Che dire se non che sono eccitatissimo? Con questi grandi nomi c'è da sperare in un capolavoro! Ahw non vedo l'ora!

Mmmmh...

Ho voglia di fare un bel post sui miei compositori (di colonne sonore) preferiti, ma immagino non interesserebbe a nessuno. Giusto?

lunedì 23 gennaio 2012

I manga che non leggeremo mai in Italia 4 - Suiki di Yuki Urushibara è stato annunciato da Dynit!



Suiiki di Yuki urushibara


Dati generici: Originariamente serializzato sulla rivista seinen Afternoon di Kodansha . E' composto da 12 capitoli (il primo dei quali uscito a gennaio 2010 e l'ultimo a dicembre dello stesso anno), raccolti in seguito
in due volumi da 250 pagine (che in Giappone sono usciti contemporaneamente e in due versioni che differiscono per le copertine). Ci tengo a precisare una cosa: quest'opera è andata incontro a naturale conclusione, e non è stata forzatamente interrotta per scarso successo di pubblico (come ho letto in giro su alcuni siti italiani).

Trama: Durante un estate caldissima e siccitosa Chinami sviene durante l'ora di educazione fisica e si risveglia sulla riva di un placido fiume in mezzo ai monti. Dove si trova? Sta sognando? Poco importa. Attratta da tutta quell'acqua si fa una nuotatina, e dopo aver sguazzato un po' , al colmo della felicità, si ritrova nuovamente nella calda Tokyo, circondata dai compagni di classe preoccupati. La sera stessa, mentre fa il bagno, le accade di nuovo. Si ritrova in riva allo stesso fiume e, incuriosita , decide di esplorare la zona. Li vicino c'è un villaggio ma pare deserto, quindi continua la sua esplorazione fino ad arrivare ai piedi di una piccola cascata fra le rocce. Quì, dalle acque emerge un ragazzino che dopo aver notato lo stato confusionario della ragazza la accompagna al villaggio, e la ospita nella casa dove vive insieme all'anziano padre. A quanto pare, i due sono gli unici abitanti di quel luogo. I tre cenano e vanno a dormire, e Chinami ritorna alla realtà rendendosi conto di essere svenuta nel bagno.
Qualche giorno dopo, Chinami va a trovare la nonna, e le racconta di questi bizzarri sogni che sta avendo. Con suo grande stupore, la nonna dice alla nipote che il villaggio dei suoi sogni somiglia moltissimo al luogo in cui è creciuta. E che forse, Chinami ha dei vaghi ricordi di quando , all'età di due anni, visitò il villaggio natale della nonna. Possibile?
Chinami continua a "tornare" al villaggio, e qui ritrova il ragazzino (che dice di chiamarsi Sumio), che racconta alla ragazza che nel luogo in cui si sono incontrati la prima volta vive un drago, che da sempre protegge il villaggio.
Chi è Sumio? E come mai si chiama come il fratellino della madre di Chinami, morto annegato? E perché sia la nonna che la madre sono così reticenti a parlare del villaggio in cui sono cresciute? Non voglio aggiungere altro. Un po' perché -se non si fosse capito- sono pessimo nel fare i riassunti e un po' perché è un peccato spoilerare una storia così bella.

Personaggi: La storia viene narrata da più punti di vista: quello di Chinami, quello della madre Kazumi e quello della nonna Kyoko. E una narrazione in più prospettive che contribuisce a dare il giusto spessore ai personaggi e che quindi ben si adatta ad un opera breve. I personaggi femminili sono i miei preferiti: sono più concreti e coraggiosi rispetto a quelli maschili, testardamente ancorati al passato. Alla fine, anche il villaggio stesso diventa a sua volta un "personaggio" , con una sua personalità e sentimenti.

Stile: La Urushibara mi sembra migliorata dai tempi di Mushishi: le tavole sono sempre ricchissime di particolari, ma adesso disegna le mani in modo quasi perfetto XD. E poi ci sono pagine di una bellezza folgorante, soprattutto quelle dove è presente l'acqua: sembra proprio l'elemento naturale dell'autrice (d'altra parte, anche nella doppia intervista fatta insieme a Mitsuru Adachi ha ribadito il suo amore per il mare e l'acqua, che sono sempre presenti nelle sue opere). Mi sembra quasi inutile aggiungere che le tavole a colori sono bellissime (vedere per credere).

Perché piace a Yue: Io nutro un amore sconfinato per quest'autrice. Mushishi è ne più ne meno un capolavoro, e anche in quest'opera l'autrice dimostra tutto il suo valore.
Il tema di questo manga , secondo me, è quello della nostalgia. Nostalgia per luoghi e persone del nostro passato che non esistono più, se non nel nostro cuore. E' per questo che il finale mi ha lasciato commosso ma con un po' di amarezza... Ma d'altra parte l'autrice ci ha insegnato più di una volta in Mushishi che non esistono finali completamente lieti.

Si trova in lingue comprensibili?:E' stato annunciato da Dynit!



venerdì 20 gennaio 2012

I manga che non leggeremo mai in Italia 3


Kabu no Isaki di Hitoshi Ashinano

Dati generici: E' un seinen serializzato sulla rivista Afternoon. Ad oggi conta quattro volumi ed il suo autore è conosciuto sul web soprattutto per l'opera in 14 volumi Yokohama Kaidashi Kikou. Piccola curiosità: sia Kabu no Isaki, sia YKK sono ambientati in quello che sembra un Giappone futuristico (post-
apocalittico?) completamente immerso nel verde e dove i mezzi di trasporto più usati sono quelli via aria (aerei, dirigibili e quant'altro). Un altra piccola curiosità: in questo manga, tutto è
gigantesco. Nel primo episodio infatti appare una torre di Tokyo altra ben 3333 metri, e non mancano piante dalle foglie giganti che funzionano da piste di atterraggio.

Trama: Isaki è un giovane ragazzo che lavora in un industria alimentare e che ha l'hobby del volo. Non possiede un aereo suo, quindi , appena riesce a racimolare i soldi per il carburante prende in prestito il Piper Super Cub della bella quanto pigra vicina Shiro-san, che gestisce un piccolo emporio. E non solo, spesso e volentieri viene spedito con il Cub dalla stessa Shiro a sbrigare le più svariate commissioni. La passione per il volo è condivisa anche dalla piccola e atletica Kajika-chan, sorella minore di Shiro e amica di vecchia data (e spesso compagna di avventure) di Isaki.

Che altro posso aggiungere sulla trama? Beh, gli episodi sono praticamente autonclusivi , e una buona parte di essi ruota intorno ai vari viaggi di Isaku sul Cub (anche se non mancano deliziose eccezioni). Se ancora non l'avete capito, è un manga sul volo!

Personaggi: Sono i tipici personaggi à là
Ashinano: semplici, solari e positivi. All'inizio non colpiscono in modo particolare, ma si fa presto ad affezionarsi a loro. Isaki e Kajika sono adorabili, e all'inizio del secondo volume si aggiunge al cast la spericolata Sayori, giovane pilota che spesso incrocia la sua strada con quella del nostro protagonista.
L'unico personaggio avvolto da un alone di mistero è l'imperturbabile Shiro-san, che nonostante l'aspetto sonnacchioso in passato è stata una pilota formidabile (e lo è tutt'ora). Chissà cosa nasconde in quell'emporio! Di sicuro non ce la racconta giusta.

Stile: Devo ammettere che rispetto a YKK lo stile di Ashinano si è parecchio semplificato, pur mantenendo la linea morbida e pulita di sempre. Le tavole a colori sono sempre bellissime!

Perché piace a Yue: YKK, Aria, Yotsuba &... Sono tutti manga che mi donano una grande serenità. Kabu no Isaki non è da meno: a leggerlo viene proprio voglia di spiccare il volo (oppure, di sedersi all'ombra insieme a Shiro-san gustando un ginger ale XD). Non so voi, ma ogni tanto mi stufo di tutti questi manga adrenalinici o incredibilmente deprimenti, e opere di questo genere mi riconciliano con la lettura. Per ora non siamo ai livelli di Yokohama Kaidashi Kikou , ma l'autore sa il fatto suo ed ho fiducia in lui.

Si trova in una lingua comprensibile?: Ouì. Dou?


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