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mercoledì 6 settembre 2017
martedì 19 luglio 2016
lunedì 21 settembre 2015
Green Manor - 16 Affascinanti Novelle Criminali
Titolo: Green Manor
Autori: Questo volume è scritto da Fabien Vehlmann (Dolci Tenebre) e illustrato da Denis Bodart. Ai colori abbiamo Scarlett (nei primi 11 episodi) e Scarlett, Denis Bodart ed Etienne Simon negli episodi dal 12 al 16. La traduzione italiana è di Giulia Scatizzi.
Informazioni varie: Questo volume è edito da Bao Publishing, ed uscirà nelle librerie e fumetterie il 25 Settembre. L'edizione italiana è identica alla versione "deluxe" francese, che contiene tutte e sedici le novelle della serie più un "quaderno grafico", che contiene numerosi schizzi, illustrazioni e studi dei personaggi. Il volume è cartonato e anticato, e alla vista e al tatto sembra davvero un tomo dell'ottocento. Costa 27 euro, e vi assicuro che non è una spesa folle per il volume che vi ritroverete fra le mani.
Trama: Il Green Manor's Club di Londra -vero protagonista di questo volume- è un circolo di gentiluomini con una passione in comune: lo studio del crimine. All'interno delle sue comode stanze vengono raccontati, sviscerati e risolti (e sovente concepiti!) i delitti più strani e misteriosi, il tutto in un arco di tempo che va dal 1827 fino al 1899.
A rievocare questi delitti è un vecchio pazzo rinchiuso nell'ospedale psichiatrico di Bethlem, che afferma di essere "lo spirito del Green Manor".
Commento di Yue: Lo ammetto, le mie aspettative nei confronti di questo volume erano altissime, e vi spiego anche perché: amo la letteratura gialla, ed amo le opere ad ambientazione vittoriana.
Quindi, fin dal suo annuncio, ho guardato a questo Green Manor con un misto di curiosità e scetticismo. La curiosità era dovuta più che altro alle ottime recensioni in francese lette in giro, mentre lo scetticismo al fatto che si trattava di storie brevi, di non più di otto pagine (ed io non amo troppo la forma breve del racconto, soprattutto per il genere giallo).
Bene, dopo aver letto il volume posso affermare tranquillamente che siamo difronte ad un fumetto davvero pregevole e ben fatto, che ai miei occhi non ha difetti o quasi.
Le sedici novelle criminali, nonostante la loro brevità, sono splendidamente sviluppate e pur essendoci storie meno brillanti di altre, sono arrivato a fine volume con una piacevole sensazione di soddisfazione. Soprattutto, è la grande varietà di questi racconti ad avermi colpito: abbiamo vicende "paranormali" che nascondono gravi drammi umani, assassinii involontari e delitti della camera chiusa, trappole ingegnose contro la cupidigia e incredibili e crudelissime vendette. Non mancano nemmeno storie più leggere e divertenti, con ospiti "famosi" come Arthur Conan Doyle.
Anche graficamente mi ha dato parecchie soddisfazioni: pur avendo dei disegni non immediatamente accattivanti (Bodart ha uno stile tipicamente franco belga, che può non piacere a tutti) , e impossibile
non notare la cura per i dettagli (che siano abiti o elementi degli sfondi) e la splendida caratterizzazione fisica dei personaggi.
In definitiva, questo volume mi è piaciuto davvero molto. E lo consiglio a tutti gli amanti del buon fumetto, e in particolar modo agli appassionati del genere giallo.
A rievocare questi delitti è un vecchio pazzo rinchiuso nell'ospedale psichiatrico di Bethlem, che afferma di essere "lo spirito del Green Manor".
Commento di Yue: Lo ammetto, le mie aspettative nei confronti di questo volume erano altissime, e vi spiego anche perché: amo la letteratura gialla, ed amo le opere ad ambientazione vittoriana.
Quindi, fin dal suo annuncio, ho guardato a questo Green Manor con un misto di curiosità e scetticismo. La curiosità era dovuta più che altro alle ottime recensioni in francese lette in giro, mentre lo scetticismo al fatto che si trattava di storie brevi, di non più di otto pagine (ed io non amo troppo la forma breve del racconto, soprattutto per il genere giallo).
Bene, dopo aver letto il volume posso affermare tranquillamente che siamo difronte ad un fumetto davvero pregevole e ben fatto, che ai miei occhi non ha difetti o quasi.
Le sedici novelle criminali, nonostante la loro brevità, sono splendidamente sviluppate e pur essendoci storie meno brillanti di altre, sono arrivato a fine volume con una piacevole sensazione di soddisfazione. Soprattutto, è la grande varietà di questi racconti ad avermi colpito: abbiamo vicende "paranormali" che nascondono gravi drammi umani, assassinii involontari e delitti della camera chiusa, trappole ingegnose contro la cupidigia e incredibili e crudelissime vendette. Non mancano nemmeno storie più leggere e divertenti, con ospiti "famosi" come Arthur Conan Doyle.
Anche graficamente mi ha dato parecchie soddisfazioni: pur avendo dei disegni non immediatamente accattivanti (Bodart ha uno stile tipicamente franco belga, che può non piacere a tutti) , e impossibile
non notare la cura per i dettagli (che siano abiti o elementi degli sfondi) e la splendida caratterizzazione fisica dei personaggi.
In definitiva, questo volume mi è piaciuto davvero molto. E lo consiglio a tutti gli amanti del buon fumetto, e in particolar modo agli appassionati del genere giallo.
domenica 20 ottobre 2013
Il blu è un colore caldo di Julie Maroh
Titolo: Il Blu è un colore caldo (Le bleu est une couleur chaude)
Autrice: Julie Maroh
Trama fornita dalla casa editrice (Rizzoli-Lizard):
Arriva in Italia il graphic novel, bestseller in Francia e vincitore del premio Fnac al Festival di Angoulême 2011, da cui è stato tratto La vita di Adèle, il film vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2013.
Il primo sguardo tra due persone destinate a innamorarsi può essere un evento sconvolgente: una scossa destinata a far tremare le fondamenta di una vita banale, un’esplosione di colore che ravviva un mondo altrimenti grigio. È quello che accade a Clémentine, 15 anni, in un pomeriggio qualsiasi, quando una macchia di colore si fa strada verso di lei tra la folla: una testa dai capelli tinti di blu, due occhi della stessa tonalità che per i mesi a venire invaderanno, notte dopo notte, ogni suo sogno. Eppure, la storia di Clémentine non è solo una storia d’amore. È una storia di vergogna, di negazione, di rabbia, di insicurezza: perché il nome della sua ossessione è Emma, e in un mondo intriso di pregiudizi vivere la propria omosessualità alla luce del sole può provocare fratture emotive insanabili, e deviare per sempre il corso di un’ esistenza.
Commento di Yue: Che posso dire di questo volume? Sono un po' in crisi... Certe volte è difficile parlare di opere del genere, che filano via dall'inizio alla fine senza sbavature, ed emozionano con una storia di disarmante semplicità e bellezza.
Riesco ad esprimere a parole quella sensazione dolce e allo stesso tempo quel magone che mi ha trasmesso durante la lettura? A rendere giustizia a una storia d'amore così genuina e struggente? No.
Ho davvero voglia di trovare difetti ad un opera del genere? Alla quale ho voluto bene fin dal primo momento? Sarebbe come sviscerare con freddezza chirurgica il corpo di una persona amata : non ce la faccio.
E allora qual'è l'utilità di questo commento? Non ne ho la più pallida idea ; mi arrendo.
Posso dirvi solamente che mi è piaciuto tanto. Ma proprio tanto.
Vi basta?
Curiosità: Vi consiglio di leggere la bellissima recensione di Gardy sul film di Abdellatif Kechiche La vita di Adèle, tratto appunto da quest'opera (e in uscita nelle sale italiane il 24 Ottobre).
martedì 21 febbraio 2012
Figlio di un preservativo bucato

Questa settimana, per Magic Press uscirà la nuova edizione di una delle più belle graphic novel mai pubblicate ovvero Figlio di un preservativo bucato di Howard Cruse.
Questa è la trama fornita dall'editore:
Nel Sud di un’America degli anni 60, un giovane di nome Toland Polk viene scartato dalla leva militare per avere ammesso “ tendenze omosessuali”. Un poco alla volta dovrà scendere a compromessi con se stesso e con la società che lo circonda attraverso l’attivismo per i diritti civili, la musica folk e l’opposizione al conformismo imperante.
Che posso aggiungere su questa graphic novel a suo modo così "monumentale"? Beh, secondo me è un opera che tutti dovrebbero leggere: è un ritratto incredibilmente realistico e soprattutto sentito (l'autore ha praticamente elemosinato e patito la fame per poter concludere questo lavoro) degli anni 60, con tutti quei tumulti sentimentali e sociali che hanno caratterizzato quel periodo. Si parla di integrazione razziale delle persone di colore , di accettazione dell'omosessualità, di Ku Klux Klan e di violenza e tradimento. Insomma, un opera potente e straziante totalmente scevra dai buonismi che spesso affliggono certe opere dalle tematiche così alte. La vecchia edizione aveva una splendida, splendida introduzione di Tony Kushner (autore di Angels in America) , mentre questa nuova ha un introduzione di Alison Bechdel (autrice di Fun Home e del ben più divertente Dykes).
Date retta a me, provate quest'opera. Non vi fate scoraggiare dai disegni e piuttosto fatela leggere a parenti e amici. E poi fatemi sapere se vi è piaciuta.
martedì 7 febbraio 2012
Il Volo degli Angeli

E' appena uscito nelle fumetterie il volume Il Volo degli Angeli ideato e illustrato da Rebecca Guay e sceneggiato da autori del calibro di Holly Black (sì, quella delle Cronache di Spiderwick), Bill Willingham (sì, quello di Fables) e tanti altri (Alisa Kwitney, Louise Hawes e Todd Mitchell). Di cosa parla? Beh, penso sia lampante già dal titolo: di Angeli. Perché l'ho comprato? Ecco. Qui devo aprire una parentesi:
Tanti anni fa (più di dieci) iniziai a giocare a quell'orribile gioco di carte chiamato Magic (lo conoscete tutti no?). Ero assolutamente incapace, e la mia carriera di giocatore è praticamente finita poco dopo essere iniziata. Ma una cosa positiva in tutto ciò c'è stata, ovvero ho scoperto l'esistenza di Rebecca Guay, illustratrice che tutt'ora amo ed amerò per sempre. Le carte più belle delle Magic le ha illustrate lei, ed io, alcune di queste carte , le possiedo ancora oggi e le conservo gelosamente (e da quel che ho letto in giro non sono il solo).
Questo volume è uscito per Vertigo nell'Agosto 2011, ed i signori di RW Lion l'hanno portato in Italia, al presso di 14,95 euro. Questa è la trama riportata sul retro del volume:
Un misterioso angelo precipita sulla terra, finendo nelle profondità di una buia foresta, dove il suo corpo agonizzante viene trovato dai mistici abitanti di questo strano luogo. Mentre fauni, fate, streghe e folletti dibattono su cosa fare di lui, ciascuno racconta una diversa storia sulla possibile natura di questa creatura celeste: un eroe, un innamorato, un protettore o un assassino. Una volta che tutte le storiesaranno state raccontate , verrà emesso un verdetto finale che vi lascerà senza fiato.
Mi sembra doveroso aggiungere qualche particolare: ogni storia narrata all'interno della "cornice" principale (ovvero quella dove le creature fatate indicono un vero e proprio processo per decidere della sorte dell'angelo) è disegnata con un stile diverso. Come ho già detto, la Guay è nota per le sue bellissime illustrazioni, ed il suo stile "solito" è un misto fra quello di Botticelli, Klimt, Mucha, e un paio di Preraffaelliti a caso. In questo volume invece, da prova di grande versatilità: la cornice ed il primo racconto (quello su Adamo ed Eva) hanno lo stile classico ed elgante delle illustrazioni. Il secondo racconto (che ha per protagonisti due angeli ex-colleghi di lavoro) ha uno stile più sketchy e moderno (a là Vertigo, per capirsi) . Il terzo racconto è una fiaba ambientata in Russia, ed è illustrato di conseguenza (cioè con uno stile che ricorda i grandi illustratori di fiabe russe, tipo Bilibin). Il quarto, interamente colorato con tenui colori ad acquarello è ambientato nell'Inghilterra del periodo Regency , ed è una delicata storia d'amore e devozione fra una maldestra cameriera e un angelo. Nell'ultimo (dove si parla della caduta di Lucifero e della genesi di tutte le creature fatate) la Guay torna al suo stile più classico -per finire in bellezza, dico io-.
Se non si fosse ancora capito lo dico chiaro e tondo: è un volume che si fa apprezzare soprattutto per i disegni. Con questo non voglio dire che le storie sono delle assolute minchiate, anzi, pur nella loro brevità e semplicità hanno un senso compiuto. Ed anche quella della cornice ha un suo risvolto tutt'altro che banale, nel finale. Ma siamo ben lontani dalla complessità di un Moore (se proprio devo fare un esempio), quindi se cercate qualcosa di molto "sostanzioso" risparmiate i soldi. Altrimenti, se sfogliandolo l'occhietto vi brilla, provatelo.

lunedì 13 giugno 2011
Skim
Io mi ritengo un lettore onnivoro. Di 'bocca buona' per così dire, quindi non mi sognerei mai di scartare a priori un opera solo perché appartiene ad un genere piuttosto che a un altro.
Ma quando si parla di "coming of age", in qualsiasi forma espressiva esso si presenti (film, libro, graphic novel, serie tv) ecco che sgorga in me un certo scetticismo, che quasi contro la mia volontà si espande come melassa lasciandomi sempre un pochino maldisposto.
In realtà ho avuto anche esperienze positive con questo tipo di storie (basti pensare ai libri di Aidan Chambers, autore che amo e idolatro), ma fra le tante cose lette/viste, soprattutto in questi ultimi anni ben poche mi hanno soddisfatto. Quindi mi sono avvicinato con molta cautela a quest'opera di Jillian e Mariko Tamaki, recentemente pubblicata da BD Edizioni. A prima vista mi sembrava la solita solfa di sedicenni incazzati con il mondo e bla bla bla. E invece lo dico subito: si è rivelato un piccolo gioiellino. Una storia semplice e ben disegnata, che ha sì dei sedicenni più o meno incazzati ma che non si prende troppo sul serio e soprattutto che non indulge mai in sentimentalismi gratuiti, depressioni emo o in coltissime e pretenziose citazioni letterarie (ogni riferimento a Fun Home non è casuale XD). E' la storia narrata in forma di diario di Kim (da tutti soprannominata simpaticamente Skim proprio perché tutt'altro che magra), un adolescente un po' fissata con la Wicca e non proprio socievole che si scopre innamorata della sua giovane professoressa di letteratura che prima la seduce, poi se ne va.
Il tempo passa, il cuore a pezzi si ripara, gli amici che uno pensa 'per sempre' cambiano ed in mezzo ad eventi più o meno traumatici (come il suicidio di un alunno della scuola) nascono nuove amicizie con le persone più improbabili... E la vita va avanti, magari senza uno scopo preciso ma così è l'adolescenza. E così dovrebbero essere le storie 'coming of age'. Insomma, un volume che mi è piaciuto tanto e che mi sento di promuovere e consigliare.
P.S:Fra le altre cose i disegni di Jillian Tamaki sono bellissimi. Il suo stile mi sembra quasi una rielaborazione in chiave moderna di quello delle 'immagini del mondo fluttuante', ovvero degli Ukiyo-e (antiche stampe giapponesi). Vedere il suo blog per credere: http://blog.jilliantamaki.com/
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