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domenica 4 febbraio 2018

Intermission 40 - Anno nuovo, vecchie abitudini.

Siamo a inizio Febbraio, e la mia riserva di "joie de vivre" per il 2018 si è già completamente prosciugata . Ma se sul fronte "real life" non ci sono stati grandi miglioramenti rispetto alla fine del 2017, almeno sul fronte letture e visioni la situazione è decisamente migliorata. 
Quindi ehi, ciao 2018! Che ne dici di un ennesimo intermission sconclusionato, giusto per non perdere le cattive abitudini?

Prima di cominciare ci tengo a dire una cosa: ringrazio tutte le persone che anche quest'anno hanno partecipato al premio My Cup of Tea. Si tratta di uno stupido giochino, me ne rendo conto, ma ci tengo tantissimo. E ringrazio anche le persone che mi hanno gentilmente detto di non poter partecipare, e quelle che ho taggato su facebook e mi hanno completamente ignorato (li ringrazio perché mi hanno fatto capire che, evidentemente,  i loro blog sono troppo importanti per partecipare). Speriamo in un 2018 altrettanto ricco di sorprese e tazzine!

Uh-oh.


Vi ricordate il mio blocco del lettore, di cui mi lagno da praticamente un anno? Ecco, finalmente sono riuscito a leggere un libro dall'inizio alla fine, e voglio parlarvene.

Si tratta di The Long Way - Il lungo viaggio di Becky Chambers, uscito qualche settimana fa per Fanucci Editore. E' un romanzo di genere sci-fi, che ha per protagonista l'equipaggio della Wayfarer,  navicella costruita per creare tunnel spaziali che consentono il passaggio immediato da un capo all'altro della galassia. Già vedo l'espressione scocciata delle persone che non amano il genere fantascientifico, ma credetemi, questo romanzo è molto insolito perché si tratta praticamente di uno slice of life ambientato nello spazio, dove la storia è quasi completamente focalizzata sui rapporti fra i vari membri dell'equipaggio. Un equipaggio composto da numerose specie, culturalmente e fisicamente molto diverse fra loro, ma che nonostante tutto riescono a convivere ed a volersi bene. 
Nonostante la presenza di una trama principale di fondo (la costruzione di un tunnel che collega lo spazio centrale ad un pianeta abitato da una specie decisamente bellicosa) , i vari capitoli hanno quasi il sapore delle storie brevi: ogni personaggio ha infatti il suo momento di gloria, e ci sono delle splendide riflessioni su  politica,  guerra, sul concetto di famiglia e di genere. 
Lo stile della Chambers è spigliato e divertente, e confermo quello che molte recensioni hanno fatto notare : è uno di quei romanzi che ti lascia, a fine lettura, completamente appagato, e con un sorriso sulle labbra. Consigliatissimo!

Avete visto Devilman Crybaby su Netflix?
Come ho già detto in altre occasioni, Go Nagai è uno di quegli autori che non ho mai particolarmente amato , ma Devilman è un'opera iconica e quando ho sentito che Masaaki Yuasa si sarebbe occupato di questa nuova incarnazione animata, beh, l'hype è salito alle stelle. Ebbene, il giorno dell'uscita ho visto tutti e dieci gli episodi di fila, e mi è piaciuto moltissimo. Che splendido adattamento! Una versione moderna che non  snatura minimamente il manga, e che anzi, enfatizza ed attualizza molti temi che nel manga erano solamente accennati. Anche l'animazione - che mescola uno stile moderno e sincopato a quello stilizzato dei mostri di Nagai- l'ho trovata perfetta, e davvero, se non avete visto le altre opere di quel genio di Yuasa (come Kaiba e Tatami Galaxy) non so davvero cosa aspettate. 

Visto che abbiamo tirato in ballo Netflix, mi sembra giusto passare alle serie tv che sto seguendo in questo periodo. Sia chiaro, ce ne sono sempre troppe da vedere (e molte le ho messe pure in pausa in attesa di tempi migliori), ma due o tre riesco a seguirle pure io.
Al momento, quella che mi incuriosisce di più è The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story , di "nostro signore del trash" Ryan Murphy. La prima stagione dedicata al processo di  O.J. Simpson mi aveva molto colpito per la sua sobrietà e accuratezza nei fatti narrati (senza contare  un paio di interpretazioni memorabili). Questa seconda su Versace è altrettanto interessante, anche se i momenti dedicati alla famiglia dello stilista -almeno nei tre episodi che ho visto- li ho trovati un filo kitsch. Grande sorpresa, invece, per l'Andrew Cunanan interpretato da Darren Criss : ruba lo schermo in ogni sua apparizione, e mi sembra chiaro che è lui il protagonista indiscusso della serie. Il terzo episodio in special modo , che si discosta leggermente dai primi due, focalizzandosi su una delle vittime meno conosciute di Cunanan, mi ha molto colpito per la sua asciutta crudezza e per l'interpretazione straordinaria di Judith Light. Insomma, è una serie promettente (piccola curiosità: la sceneggiatura è opera dello scrittore  Tom Rob Smith, già sceneggiatore della miniserie London Spy). 

Un'altra serie uscita recentemente per TNT, e che sto seguendo con grande  curiosità, è The Alienist. Il romanzo di Caleb Carr l'ho letto un'estate di cinque o sei anni fa, e mi piacque moltissimo. Non ricordo tutto alla perfezione, ma rimasi molto colpito dal carisma dei personaggi, e dal fascino dell'ambientazione newyorkese di inizio 900. La serie tv -almeno per i due episodi che ho visto- è estremamente ambiziosa: la ricostruzione degli interni e degli esterni è magistrale, e sia la regia che la fotografia lasciano veramente sbalorditi (alcune scene hanno il nitore di veri e propri dipinti). Il cast, purtroppo, è meno entusiasmante: Daniel Brühl è bravo e convincente nei panni del Dottor Laszlo Kreizler , ma Dakota Fanning è algida e inespressiva e Luke Evans non sempre sembra a suo agio nel personaggio. Insomma, almeno per ora sembra prevalere la forma alla sostanza, ma mi auguro che la situazione migliori via via che entreremo nel vivo della storia.

Qualche giorno fa è approdata su Netflix la prima stagione di Altered Carbon, tratta dai romanzi di Richard K. Morgan (se volete una bella recensione andate QUI. Ho visto solamente tre episodi, e ancora non sono riuscito a farmi un'idea chiara di questa serie. Da una parte ha elementi, per quanto non originalissimi, molto interessanti. Dall'altra ho notato un po' di piattume nei dialoghi, ed anche nella messa in scena (insomma, davvero nel 2018 abbiamo ancora bisogno di mettere gli ologrammi sui palazzi alla Blade Runner? Superiamola questa cosa, vi prego!). L'attore protagonista non mi dispiace (ha una buona presenza scenica, e mi sembra adatto al personaggio), il resto del cast direi che è abbastanza noiosetto (a parte l'adorabile Poe e il buon vecchio James Purefoy, che alla sua seconda apparizione ci regala un nudo integrale in onore dei vecchi tempi della serie tv Roma). Insomma, al momento non mi sta proprio entusiasmando, ma vi terrò aggiornati. 

Vi ricordate la mia maratona di "un film al giorno" di qualche anno fa? Bene, non sono tornato a quei livelli, ma sicuramente, nel mese di Gennaio ho visto parecchie cosine interessanti.
Impossibile parlare di tutto quello che ho visto, ma un po' di menzioni d'onore le devo fare:

On Body and Soul: Film ungherese candidato all'oscar come miglior film straniero. Diretto benissimo, visivamente straordinario, è la storia di due anime gemelle che prima ancora di incontrarsi, si sognano. Il tutto ambientato nell'asettica brutalità di un mattatoio. 

God's own Country: Definito dalla critica come "Yorkshire Brokeback Mountain", è la storia del giovane e ombroso allevatore Johnny Saxby, che in seguito alla malattia del padre si ritrova a farsi carico tutto da solo dell'azienza di famiglia (sacrificando i suoi sogni). Sarà l'arrivo del giovane bracciante rumeno Gheorghe a far breccia nella corazza di solitudine di  Johnny.  Vera sorpresa Queer del 2017, è un film adorabile, pieno di agnellini carini. 

Elle: Non avevo ancora visto questo film di Paul Verhoeven (regista che adoro), ma in molti me l'avevano consigliato, tirando in ballo il mio amore per Brian de Palma e Patricia Highsmith. Beh, mi è piaciuto moltissimo, e Isabelle Huppert è immensa (tanto per cambiare). 

Chiamami col tuo nome : Tratto dal romanzo di André Aciman, parla della breve ma intensa storia d'amore fra il giovane diciassettenne Elio e lo studente universitario Oliver (che collabora ad alcune ricerche con il padre di Elio, che è un professore universitario). Coming of age raffinato e Bertolucciano (passatemi il termine), pur non avendomi coinvolto al 100%, mi è piaciuto. 

The Killing of a Sacred Deer : Un dottore, il figlio di un paziente morto, una famiglia perfetta e una strana maledizione dal sapore biblico... Yorgos Lanthimos si conferma il maestro del disagio e dell'angoscia. 

Three Billboards Outside Ebbing, Missouri: storia di una madre rabbiosa che cerca la verità sull'omicidio della figlia. Un film pieno di personaggi sgradevoli e con un finale tutt'altro che conciliatorio e rassicurante. Devo ancora capire se l'ho amato o odiato, ma la McDormand è tostissima.

Una mujer fantástica (Una donna fantastica):  parla di una giovane donna transessuale che si vede crollare il mondo addosso in seguito alla morte del compagno. Vittima dell' ostilità e delle cattiverie della famiglia di quest'ultimo, soffrirà molto prima di ritrovare un suo equilibrio. L'attrice protagonista (Daniela Vega) è sublime. Candidato come miglior film straniero (Cile) agli Oscar . 



Sul fronte fumetti non ho novità particolarmente rilevanti. Sto continuando a leggere con grande interesse Children of the Whales, e non vedo l'ora che arrivi l'anime su Netflix! 

Alla prossima! 


giovedì 4 maggio 2017

Intermission 37 - And it was never enough.

Cosa aspetti ad aggiornare il blog, che fiorisca Maggio?
Ebbene sì, e lo faccio con l'ennesimo, scombinatissimo Intermission! Che sarà lunghetto e pieno di parentesi come al solito, vi avverto, quindi prendetevi da bere e delle patatine.


Qualche giorno fa ho visto il primo episodio di The Handmaid's Tale, serie tv Hulu tratta dal bellissimo (e terribile) romanzo distopico di Margaret Atwood. E sapete che vi dico? Nonostante lo scetticismo iniziale (dovuto principalmente al ringiovanimento di molti dei personaggi) mi è proprio piaciuto. Elisabeth Moss la trovo perfetta nel ruolo di Offred , ed anche la sceneggiatura -per ora- non tradisce la fonte cartacea . Unica mia paura: è stata già rinnovata per una seconda stagione, e sinceramente non so cosa si inventeranno una volta narrati gli eventi del libro. Come ho già detto sopra, il romanzo è molto bello, anche se in Italia è tutt'ora fuori stampa. Non ho capito se i diritti sono sempre in mano alla casa editrice Ponte alle Grazie oppure a Tea Due, ma è veramente da idioti non ristamparlo approfittando del traino della serie tv (e per la cronaca, uscirà anche una miniserie tratta da Alias Grace, sempre della Atwood, e pure questo è fuori stampa in italiano). 



Altra serie tv che sto seguendo con grande curiosità è la terza stagione della serie antologica Fargo. La prima stagione mi è piaciuta moltissimo (immensi Billy Bob Thornton e Martin Freeman)  , ed anche la seconda è stata nel complesso parecchio bella (soprattutto per la grande quantità di personaggi femminili interessanti). Questa terza, che ha come star Ewan McGregor nel doppio ruolo dei fratelli Stussy, ha degli elementi che mi ricordano molto la prima, soprattutto per la tipologia di personaggi  (vedi il cattivo inquietante e la poliziotta carismatica), anche se non mancano le novità, come la femme fatale Nikki Swango, al momento il mio personaggio preferito. I primi due episodi sono un pochino disorganici, ma promette bene. Spero di non sbagliarmi!



Chiudo il discorso sulle serie tv , ripetendo per l'ennesima volta: ma quanto è bello Feud? Mi è piaciuto veramente tanto, erano anni che non piangevo così per un series finale! La Joan Crawford della Lange non mi ha convinto del tutto (sono troppo diverse come fisionomia e voce), ma diamine, Jessica è sempre bravissima! Susan Sarandon nei panni di Bette Davis ha meno screen-time, ma per me è stata perfetta: applausi da qui al 2020. Intanto hanno proposto di candidare entrambe le attrici agli Emmy, quindi abbiamo già il tema della terza stagione: Feud- Jessica e Susan! XD



Adesso passiamo a parlare di fumetti: gli annunci del Napoli Comicon sono stati moscetti, vero? Fra i 25 titoli annunciati (comprensivi di serie nuove, volumi unici e ristampe) gli unici due vagamente interessanti sono stati Happines di Shuzo OshimiChildren of the Whales di Abi Umeda. 
L'enfant terrible Shuzo Oshimi mi piace molto: le sue storie sono sempre malatissime, ma ha talento e disegna splendidamente (amo in particolar modo le sue cover). Happines -un titolo che, conoscendo l'autore sembra un po' una presa per il culo- è una storia che parla di vampirismo e... Non so altro. Vi dirò dopo aver letto il primo volume! 
Children of the Wales  è uno shoujo serializzato su Mystery Bonita, descritto da molti come un "quasi seinen fantasy dalle atmosfere poetiche miyazakiane ma anche crudo e violento". Come voi, non ho ben capito, e a parte il fatto che Abi Umeda ha uno stile che decisamente non mi fa impazzire, boh, sarà tipo un manga alla Shin Takahashi? Che dietro a disegni pucciosi nasconde drammi e traggedie infinite? Staremo a vedere, intanto in Giappone sta avendo un grandissimo successo (vedi anime in uscita a breve). 



Notizie ben più succulente arrivano dal web (non ho ben capito la fonte, ma ci sono foto del Direct che confermano): J-pop pubblicherà Tekkonkinkreet di Taiyo Matsumoto, in una bella edizione omnibus comprensiva di tutti e tre i volumi. E inoltre, l'autore sarà ospite al prossimo Lucca Comics! Ma vi rendete conto? Dopo Kaoru Mori, Taiyo Matsumoto. Se è un sogno, non svegliatemi! 
Altro annuncio trapelato: Tomie, di Junji Ito. La mancanza di opere di Ito in Italia mi ha sempre sgomentato, quindi è davvero un'annuncio gradito! Speriamo sia la versione comprensiva di tutti i volumi, come quella americana!
EDIT del 5 Maggio: J-pop ha annunciato anche Chiisakobee  di Minetaro Mochizuki! Trasposizione moderna del romanzo omonimo di Yamamoto Shuguro , narra di un giovane carpentiere che ha perso tutto in un terribile incendio (la sua famiglia e la sua ditta). Nonostante la tragedia, decide di darsi da fare per ricostruire la "Daitome"costruzioni, prendendo come assistente una giovane ragazza senza dimora. Questo delicato ed insolito (per l'autore di Dragon Head) slice of life  mi ha sempre incuriosito, quindi sono felicissimo del suo annuncio. Spero vivamente esca in cofanetto (sono 4 volumi). 




Per quanto riguarda libri sono bloccato in questo periodo: continuo a comprarne parecchi (come ad esempio il tanto chiacchierato Il Nix di Nathan Hill) ma non sto trovando niente che mi entusiasmi DAVVERO. In questi periodi un po' così, di solito mi ritiro nella comfort zone rappresentata dai gialli, e la mia più recente scoperta è Margaret Millar. I suoi romanzi sono spesso più dei thriller che dei gialli, sempre tesi e drammatici e con venature quasi hard-boiled. Ma il suo più grande pregio è lo stile: scriveva davvero divinamente , con ritratti psicologici tutt'altro che scontati. Ve la consiglio (QUI trovate la sua opera più famosa scontatissima!). 



Sul fronte cinema ho poco da raccontare. Ho visto Ghost in the Shell con la Scarlett e l'ho trovato decisamente  inutile. Poi ho visto I Guardiani della Galassia 2 e mi ha piacevolmente intrattenuto (come il primo). L'unico recupero degno di menzione è il delizioso Il banchetto di nozze, film del 1993 di Ang Lee che definire adorabile è dir poco. La trama la potete trovare ovunque, ma il dvd al momento non esiste (io l'ho trovato in vhs ad un mercatino, rendiamoci conto! Retro-mania come se non ci fosse un domani). Stai a vedere che i primi film di Ang Lee sono i più belli!?!? 



Bene, è tardissimo ed ho sonno, quindi questo Intermission finisce qui.
Alla prossima!


lunedì 1 agosto 2016

Best & Worst: July 2016

♫♬ Luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà-ia-ia-ia-iaaaaaa ♩♪
E niente, eccoci arrivati al secondo appuntamento con i Best & Worst , sempre in combutta con Masha del blog iononsonoquellaragazza.

Cominciamo!

Tutti ne parlano, tutti la amano! Ah, che nostalgia per gli anni 80!
Mi metto un attimo nei panni di chi non ha ancora visto questa serie: l'entusiasmo generale che ha scatenato un po' ovunque mi avrebbe frenato parecchio dal recuperarla, perché io sono una persona molto scettica e certi elogi sperticati mi puzzano sempre un po'. Ma stavolta ho avuto una grande fortuna, ovvero, me la sono vista lo stesso giorno in cui è stata resa disponibile su Netflix, quando ancora non c'erano commenti sul web (o quasi).
Ebbene, al di là della nostalgia per gli 80, dei numerosissimi rimandi ad altri film di quel  periodo e di strizzatine d'occhio palesi o meno a tutti i fan di Stephen King e dei Goonies questo Stranger Things è davvero una serie scritta bene, che in otto episodi non ha MAI un calo e che si permette di rivelare "il grande mistero"  al terzo episodio senza per questo provocare il minimo calo d'interesse nello spettatore (conseguenza naturale del fatto che a quel punto i personaggi sono già tutti ottimamente caratterizzati) . Anche esteticamente è curatissima ed il cast è ottimo (preparatevi a tanti feels per Winona, che nei panni della madre disperata è veramente straordinaria). Insomma, non mi azzardo a gridare al capolavoro, ma è un prodotto ottimamente rifinito, e per questo consigliatissimo!


Penny Dreadful è sempre stata una serie decisamente character-based, con trame molto esili, cattivi poco convincenti e con una media di un episodio davvero bello a stagione. Ma nonostante questo, come serie guilty pleasure ha sempre funzionato benissimo, complice anche la bravura di Eva Green e la mia predilezione per la Londra vittoriana. 
Ebbene, la terza stagione -che a sorpresa si è rivelata l'ultima- l'ho trovata noiosissima e malriuscita, fatta eccezione per un unico episodio (quello davvero bello della stagione), ovvero "A Blade of Grass": interamente ambientato nella cella imbottita di un ospedale psichiatrico, ha per protagonista Eva Green e Rory Kinnear ed è talmente bello e poetico e terribile che mi ha fatto piangere come un bambino
Per il resto, le storie degli altri personaggi le ho trovate pallosissime : il ritorno alle origini di Ethan, la deriva femminista di Brona/Lily, le manfrine amorose del Dottor Frankenstein e la totale inutilità di Dorian Gray ... episodi ed episodi sprecati sul nulla. Il finale mi ha lasciato abbastanza indifferente, ma il chiudere la serie dopo la morte dell'unico personaggio interessante mi è sembrata una scelta più che giusta. Bye bye Penny Dreadful!

 Un romanzo d'appendice "tardivo" (è stato scritto fra il 1909 e il 1910) di tale Luigi Natoli, scrittore siciliano di cui ignoravo completamente l'esistenza. E' questa la sorpresa del mese: un'opera di ben 1255 pagine che ho letto in soli sei giorni.
Ambientato a Palermo agli inizi del 1700, narra le vicissitudini di alcuni personaggi che ruotano intorno alla nobile famiglia degli Albamonte e ai famigerati Beati Paoli, setta segreta di vendicatori-giustizieri-sicari temuta soprattutto dai nobili.
Luigi Natoli, come Alexandre Dumas (a cui innegabilmente si ispira) , non ha una prosa particolarmente raffinata ma è un ottimo narratore: nonostante la mole, raramente ho trovato punti morti nella storia, e anzi, era sempre piuttosto difficile posare il libro.
Belli anche i personaggi, fra i quali il dartagnanesco Blasco da Castiglione e la tormentata Donna Gabriella, devastata da una passione -mai completamente ricambiata- per Blasco.
Non lo consiglio a cuor leggero per due semplici motivi: il prezzo (è diviso in due volumi e costa 25 euro), ed il genere un po' di nicchia. Ma ripeto, per me è stata davvero una graditissima sorpresa!

Ultimamente mi è presa un po' la fissa per gli scrittori classici francesi, fra i quali l'immancabile Alexandre Dumas, che tanto mi ha deliziato con opere come Il conte di Montecristo e Il cavaliere d' Harmental . Il suo Le confessioni di una favorita aveva tutte le carte in regola per piacermi, infatti ha per protagonista uno dei personaggi storici da me preferiti ovvero Emma Lyonna, passata alla storia come la bellissima avventuriera Lady Hamilton. Dumas , per la prima volta, da voce alla protagonista in questa specie di memoriale : delle vere e proprie confessioni -come suggerisce il titolo - scritte dalla stessa Emma, che all'inizio del romanzo viene mostrata ormai malata e a pochi giorni dalla morte.
Ahimè, nonostante le buone premesse si è rivelato una delusione!
I personaggi infatti (a partire dalla stessa protagonista) sono di un piatto allucinante, e dopo un centinaio di pagine (dove Emma non fa che ripetere a nastro "Che ci posso fare? Ai tempi ero bella e ambiziosa!" ) ho abbandonato il volume per passare ad altro. Mi è sembrato davvero un Dumas svogliato e privo di quella scintilla di vita che caratterizza le altre sue opere più famose. Forse in futuro lo riprenderò in mano, ma che delusione!

Alla prossima! 

giovedì 7 luglio 2016

Best & Worst: June 2016


Son tornati, e sono nuovi! 
Nessuno se ne è accorto, ma i preferiti del mese sono spariti da un po' di tempo su Say Adieu  (gli ultimi sono stati quelli di Aprile). Ma tranquilli! A partire da oggi, infatti,  esordisce una nuova rubrica mensile , sempre in combutta con la pericolosissima spia russa in incognito Masha, del blog iononsonoquellaragazza . Anche stavolta parlerò di preferiti, ma non solo: a questa categoria si aggiungono infatti le delusioni, i peggiori e soprattutto i meh del mese, ovvero tutte quelle cose (verso le quali ero bendisposto) che mi hanno lasciato indifferente. Non ci sono categorie fisse, e rispetto ai vecchi preferiti ho decisamente più libertà. 

Staremo a vedere cosa ne esce fuori!


Il migliore del mese se lo aggiudica un fumetto : un volume unico che ho atteso tantissimo, e che non solo mi è piaciuto, ma mi ha profondamente colpito. Mi riferisco a Una gru infreddolita - Storia di una geisha (Itezuru) di Kazuo Kamimura.  Questo autore è noto in Italia per la serie Lady Snowblood (su testi di Kazuo Koike), e se è arrivato da noi è grazie anche alle amorevoli mani del professor Paolo La Marca, che non solo ha tradotto splendidamente le sue opere, ma nel caso di questo volume ha pure "reintegrato" due capitoli mancanti in tutte le altre edizioni (perfino quella giapponese ne è priva).  Questo volume (composto da tante storie autoconclusive) ha per protagonista Tsuru, e ritrae la sua vita nell okiya* Matsunoya (*casa dove vivono le geisha), prima come apprendista e poi come geisha affermata. Un volume crudo, malinconico e struggente, che anche nei momenti più divertenti e leggeri cela una sotterranea tristezza. Mi è proprio rimasta nel cuore Tsuru , e dico di più: questo Itezuru l'ho preferito anche al bellissimo Lady Snowblood. In molti ritengono che le sue opere sceneggiate da altri siano migliori (come ad esempio Il fiume Shinano) , ma io sono molto attratto dalla scrittura di Kamimura, e sarebbe bello poter leggere altre sue opere da lui sceneggiate (ma mi pare molto difficile, sigh). Comprate questo volume, perché ne vale decisamente la pena.


La terza stagione di Orange Is the New Black (che ho recuperato in questi giorni) mi è sembrata totalmente priva di verve. L'ho percepita quasi come una specie di sequela di episodi extra -scritti piuttosto pigramente- che hanno l'unico merito di approfondire personaggi secondari fino a quel momento piuttosto trascurati.
Tanto per cominciare ho trovato decisamente noiosa la parte dedicata a Piper e alla sua nuova "attività commerciale", ed anche la storyline di Alex prende vita unicamente all'inizio ed alla fine della stagione . Mi aspettavo tanto anche  dal personaggio di Stella, ma invece si è rivelato incredibilmente banale , come gran parte delle new-entry (tranne forse quella sciroccata di Lolly) . E poi devo dirlo: pur avendo odiato alla follia Vee, in questa stagione ho sentito davvero la mancanza di un "cattivo" come si deve, anche se negli ultimi episodi ne arrivano di potenziali (cosa che lascia ben sperare per la quarta, che inizierò a breve).
Alcune parti le ho trovate divertenti, lo ammetto (il romanzo porno di Susanne) ed ho apprezzato il lavoro fatto su alcuni personaggi (Caputo e Daya) ma davvero, una stagione così insipida non me l' aspettavo. Peccato!



Come ho già ripetuto molte volte, non sono un grande giocatore di videogames. Ma ogni tanto vengo colpito da una trama, oppure da una recensione particolarmente appassionata e in men che non si dica mi ritrovo a passare serate con il joypad in mano.   Fragile Dreams è un gioco per Wii degli stessi autori di Eternal Sonata (un jrpg abbastanza carino, uscito nel 2007) , che sulla carta prometteva benissimo: una delicata storia d'amore in una crepuscolare Tokyo post-apocalittica (ma qui si tratta di un apocalisse quasi dolce, dove gran parte dell'umanità è caduta addormentata -senza poi svegliarsi- in seguito ad un misterioso esperimento scientifico). Nelle recensioni positive -non tante a dire il vero- ho visto scomodare addirittura Hayao Miyazaki, e parecchi citavano  pure una certa somiglianza con Una tomba per le lucciole.
"Di certo non avrà una trama allegra!" ho pensato subito , ed in effetti confermo: è tutt'altro che allegra.
Ma non è un male, e anzi, l'idea di questo mondo sospeso quasi in un sogno è anche affascinante, come sono affascinanti i personaggi che il protagonista incontra durante il suo viaggio  (alcuni dei quali, come Crow e Personal Frame , li ho proprio amati). Ma i punti positivi terminano qui, ahimè. La giocabilità è tremenda: i comandi sono astrusi e ci vuole molto ad abituarsi alla visuale di gioco (che va gestita manualmente, cosa snervante soprattutto nei luoghi stretti). Una volta abituati a gestire i comandi, ci si rende conto che il gameplay è spesso ripetitivo, e che il livello di difficoltà è assolutamente ridicolo : anche uno scarsone come me è riuscito a finirlo senza problemi (e quasi senza game over). La trama ha parecchi spunti interessanti, ma alla fine resta quasi del tutto indefinita, e gli stessi personaggi (cattivo compreso) sono caratterizzati solo il minimo indispensabile, con pochissimi indizi sul loro passato. Insomma, tutto un po' troppo "etereo" per i miei gusti, ed anche se ci sono tanti gatti, nel complesso si è rivelato un gioco incredibilmente deludente. Peccato!

Questo mese non c'è un Worst, quindi per questa volta è tutto. Alla prossima!



sabato 1 agosto 2015

I preferiti di Yue 13: Luglio 2015

Ed eccoci arrivati al tredicesimo appuntamento con i best of del mese! Come sempre, questa rubrica è condivisa con l'amica di malefatte MariaSte, sul suo blog iononsonoquellaragazza (e se qualcuno vuole unirsi è il benvenuto!).


La serie Tv: Vogliamo parlare degli ultimi tre episodi trasmessi di Hannibal? Di tutti quei meravigliosi deliri registici e della lovestory rapporto fra Hannibal e Will? Meglio di no, o potrei mettermi a piangere per l'ennesima volta. Il salvataggio per un' eventuale quarta stagione ancora non è arrivato e a questo punto, dubito arriverà. Se alla fine non mi rinnovano nemmeno Sense8 dovrò passare direttamente agli antidepressivi! 
In questo mese ho recuperato anche la miniserie in tre episodi The Enfield Haunting, con Timoty SpallMatthew Macfadyen , basata sull'omonimo caso di infestazione di poltergeist avvenuto alla fine degli anni 70. Nel complesso (nonostante la bravura degli interpreti) l'ho trovata piuttosto piatta e scontata, quindi non mi sento di consigliarla a tutti, ma solo agli amanti del genere. 

Freddie, una di noi.


Il libro: In questo mese ho letto un paio di gialli carini, ma la vera sorpresa è stata "Siamo tutti completamente fuori di noi" di Karen Joy Fowler. Non posso rivelare troppo sulla trama (il perché lo capirete leggendo), dico solo che la voce narrante è quella di Rosemary, che racconta di come la scomparsa della sorellina Fern ha cambiato la sua vita e quella dei genitori e del fratello. 
Chi è Fern? Cosa si intende per "scomparsa"? E che tipo di famiglia è quella di Rosemary? Sono tutte domande che avranno una risposta a libro inoltrato, quindi leggetelo e sorprendetevi (e commuovetevi) come è successo a me. Consigliato!



Il film: Questo mese sono andato al cinema solamente una volta, a vedere Terminator Genisys. Sono affezionato alla saga di Terminator perché mi ricorda la mia fanciullezza, e quindi non potevo perdermi questo nuovo film. Che poi è abbastanza imbarazzante (come i due precedenti) ma non è che mi aspettassi diversamente. Però Shwarzy in versione daddy-robot premuroso fa tenerezza. E James Cameron doveva essere ubriaco quando ha affermato che questo film è il vero terzo capitolo della saga (ma anche NO, questa saga andava benissimo con i primi due film e stop). 




La canzonePJ Harvey - Red Right Hand (canzone che ci ricorda che manca poco all'uscita di Crimson Peak).




L'oggetto: Incredibile ma vero, su Playstation Store è arrivato Suikoden 3, che in passato non aveva mai goduto di una release europea. Ovviamente l'ho comprato subito, e anche se ho poco tempo ci gioco quando posso. Non so se ho mai parlato di questa serie GDR, ma i primi due capitoli li ho assolutamente adorati, e questo cruccio di non aver mai giocato al terzo mi ha sempre tormentato.
La storia è carina, e la grafica, nonostante gli anni, è invecchiata graziosamente. Insomma, sono proprio contendo di questa release! Adesso datemi Xenogears e sarò l'uomo più felice del mondo (tanto la Play 3 la uso solamente per giocare a vecchi giochi!). 





Il cibo: Fritto misto! Non lo mangio spesso (ultimamente ho un po' di gastrite quindi cerco di evitare le cose fritte) ma mi piace tantissimo. Questo qui sotto l'ho mangiato a Lido di Camaiore, nell'unico giorno passato al mare di Luglio.





Alla prossima!

domenica 1 febbraio 2015

I preferiti di Yue 7: Gennaio 2015

 Ed eccoci arrivati al settimo appuntamento con i best of del mese! Come sempre, questa rubrica è condivisa con l'amica di malefatte MariaSte, sul suo blog iononsonoquellaragazza (e se qualcuno vuole unirsi è il benvenuto!).

La serie tv: A Gennaio hanno esordito un bel po' di nuove serie tv , e alcune sembrano veramente interessanti (Galavant, EmpireMozart in the Jungle e tante altre, tutte messe in wishlist) , però sono riuscito a iniziarne solamente una, ovvero Marvel's Agent Carter. Ora, il mio rapporto con i cinecomics è piuttosto freddino: li trovo divertenti, e se capita li guardo. Ma non ho la smania di vederli tutti, e infatti sono rimasto indietro con parecchie saghe (anche con quella di X-Men che è la mia preferita in assoluto!). Stessa cosa con le serie tv legate al mondo dei fumetti : non guardo né Arrow, né Flash, né Gotham né Agents of S.H.I.E.L.D. Il personaggio di Peggy Carter però, mi ha sempre affascinato, quindi quando ho letto l'annuncio di una miniserie a lei dedicata (9 episodi) ho deciso di guardarla (fra me ho pensato "Finalmente una serie con una protagonista donna!"). Ambientata in America nel 1946, la storia si svolge poco tempo dopo gli eventi narrati nel primo film di Capitan America, e ci mostra Peggy alle prese con un suo vecchio amico ovvero Howard Stark (il papino di Iron Man): alcune sue pericolosissime invenzioni sono state trafugate, e Peggy (in incognito, visto che lo stesso Stark è ricercato) dovrà recuperarle. Ad affiancarla, ci sarà il maggiordomo di Howard, ovvero il fedele Jarvis. I primi quattro episodi li ho trovati davvero gradevoli, e l'accoppiata Peggy-Jarvis è deliziosa e affiatata. 
Continuerò a seguire questa serie con grande piacere!



Il libro: Di libri ne ho comprati tanti in questo mese, ma ne ho letti solamente uno (e d'altra parte, il buon proposito di un film al giorno toglie un po' di tempo alla lettura). E' un giallo di Mary Roberts Rinehart e si intitola I muri parlano (The Wall). Mi è piaciuto molto (rientra sicuramente fra le sue opere più riuscite) ma la Rinehart è un' autrice che o si ama, o si odia: le sue eroine indifese che narrano in retrospettiva gli avvenimenti ("Ah, se solo avessi saputo!") , le grandi e signorili ville dove si svolgono le vicende e le immancabili parentesi rosa potrebbero irritare i più. A me diverte molto, e la trovo molto brava nel tenere alta la suspance fino alle ultimissime pagine. 


Il film: In questo mese ne ho visti ben trentuno, ma ho deciso, per questa rubrica, di continuare a scegliere il film del mese fra quelli visti al cinema.  Quindi dico senza ombra di dubbio il delizioso (e importante) Pride. Ne ho parlato QUI.



La canzone: Devo ancora capire se il nuovo album di Björk (Vulnicura) mi piace o meno, ma forse non lo capirò mai. Questa canzone però ha qualcosa delle atmosfere di Vespertine quindi mi ha colpito immediatamente, ed anche il testo è bellissimo. 



L'oggetto: Stavolta, come oggetto abbiamo un videogioco. Ed è incredibile, visto che ormai accendo la Playstation ogni morte di papa. Sto parlando della  Ico & Shadow ot the Colossus Collection, che dopo tanto tribolare ho trovato in un centro commerciale vicino a casa mia (quando mi è venuta la brillante idea di recuperarlo era già sparito da quasi tutti i negozi). In particolar modo, ho rigiocato per la millesima volta a Ico: era già il mio gioco preferito della PS2 e poterci rigiocare anche sulla 3 è stato a dir poco emozionante! Quanta bellezza! Quanta poesia! Ogni volta che vedo un' illustrazione con Ico che tiene per mano Yorda mi emoziono sempre. Capolavoro!
Shadow of The Colossus non sono mai riuscito a finirlo sulla PS2, e adesso ho veramente poco tempo per giocarci. Quindi lo terrò per tempi migliori.



Il cibo: Senza ombra di dubbio, questo è stato il mese del tè. Per Natale me ne hanno regalato ben sei tipi differenti, quindi la mia riserva privata diventa sempre più variegata. Fra i miei preferiti, un tè nero cinese aromatizzato alla menta e al cioccolato della KUSMI TEA. Buonissimo! 


A presto!




mercoledì 9 gennaio 2013

Ecco un po' di commenti random sulle ultime cose da me viste:

I due protagonisti (in realtà la stessa persona) di A Young Doctor's Notebook
A Young Doctor's Notebook: Miniserie composta da quattro episodi di venti minuti. E' tratta da alcuni racconti autobiografici di Bulgakow, sulle sue prime esperienze come dottore in uno sperduto ospedale in mezzo al nulla (in Italia sono stati pubblicati come "I racconti di un giovane medico"). Il medico novello è interpretato da un discretamente bravo Daniel Radtcliffe (Harry Potter!),  mentre quello adulto che "ricorda" è interpretato da John Hamm (il Don Draper di Mad Men).  E' una miniserie molto carina, intrisa di humor nero e dall'impianto un po' teatrale (il dottore giovane e quello adulto spesso interagiscono fra di loro, creando situazioni esilaranti). Da vedere per passare un' oretta di puro divertimento. Un avviso per i deboli di stomaco: c'è una grande abbondanza di sangue ed un certo compiacimento a limite dello splatter nel mostrare i vari, goffi interventi eseguiti dal dottore. Se siete facilmente impressionabili, preparatevi! XD

Macfayden nei panni dell'ispettore Reid  in Ripper Street
Ripper Street: Serie tv prodotta da BBC e BBC America ambientata nel quartiere di Whitechapel, nei mesi immediatamente successivi agli omicidi di Jack the Ripper. Matthew Macfadyen interpreta un ispettore che, con la sua squadra, indaga su svariati casi di criminalità (dove l'ombra dello squartatore è sempre presente). Il cast è buono (Macfadyen convince, e c'è anche l'attore che fa Bronn in Game of Throne) e nel complesso il primo episodio è piacevole, anche se non eccessivamente esaltante. Mi ha ricordato moltissimo un' altra serie della BBC America, ovvero Copper, che pare veramente in fratello americano di questo Ripper Street. Sono da poco usciti i sottotitoli del secondo episodio, ed io continuerò a seguirlo perché ci sono alcuni elementi sinceramente molto promettenti.



Restless
Restless: Miniserie in 2 episodi della BBC tratta dal romanzo "Inquietudine" di William Boyd. Fra gli attori la grande Charlotte Rampling, l'onnipresente Michael Gambon, il redivivo Rufus Sewell, la bella Hayley Atwell (vista ne I pilastri della terra e Capitan America) e Michelle Dockery (Lady Mary di Downton Abbey).  E' una spy-story ambientata su due piani temporali: quello dei ricordi della protagonista (anni 40) , e quello del presente (in questo caso gli anni 70) e devo dire che nonostante qualche incongruenza di carattere pratico (vedi l'incompatibilità fisica fra le versioni giovani e mature degli attori) me la sono goduta. Tecnicamente parlando , sia come regia che come ricostruzione, è un ottimo prodotto. E la storia della vecchia spia Eva tormentata dai fantasmi (e dagli amori) del passato è sicuramente coinvolgente. Da provare! I sottotitoli sono usciti per Subfactory.

La splendida Rachel Weisz in The Deep Blue Sea
The Deep Blue Sea: Film del 2011 tratto da un' opera teatrale di  Terence Rattigan, che in passato era già stata trasposta in un film interpretato da Vivien Leigh. La storia è ambientata a Londra, negli anni 50, e narra la vicenda di una donna che abbandona il facoltoso marito ed una vita di agi per concedersi completamente all'uomo che ama, ovvero un giovane ex aviatore squattrinato. I due andranno a convivere insieme, ma il dramma è ovviamente dietro l'angolo. Inizio subito col dirvi che è un film PESO, con tempi dilatatissimi e una non linearità della trama che all'inizio lascia parecchio confusi. Ma Rachel Weisz è talmente brava e intensa che rende quasi tollerabile la cupezza generale, ed anche Tom Hiddleston da un' ottima prova (memorabile la scena al museo).  La regia, è anch'essa di impianto teatrale: statica, con pochissime scene in esterno e ricca di "long take" che limitano al minimo il montaggio. Anche l'accompagnamento sonoro è quasi del tutto assente. In definitiva, è un prodotto decisamente particolare, ma da vedere soprattutto se amate i due attori protagonisti. A me è piaciuto molto!



L'elegante Bill Nighy in Page Eight
Page Eight: Altro film tv della BBC scritto e diretto da David Hare, con Bill Nighy, Rachel Weisz, Ralph Finnies, Michael Gambon e Judy Davies. Nighy è un agente dell MI5, che in seguito alla morte del direttore generale e amico Gambon si ritrova in possesso di documenti scottanti che coinvolgono il primo ministro. I suoi stessi colleghi cominceranno a sospettare di lui , ed anche la misteriosa e affascinante vicina (Weisz) sembra nutrire un certo interesse nei suoi confronti. Un po' spy story e un po' political drama, questo Page Eight fila via asciutto e senza sbavature (in pure stile british) grazie soprattutto al fascino vecchio stile di un Nighy davvero bravo. La Weisz è un po' sprecata per il ruolo, mentre Finnies sembra fare le prove generali per diventare il nuovo M. Nel complesso l'ho trovato un prodotto più che dignitoso, impreziosito fra l'altro da una colonna sonora jazz che è un gioiellino. Consigliato anche questo!

venerdì 3 agosto 2012

Hit & Miss



Dati Tecnici: Miniserie prodotta da Sky Atlantic e composta da 6 episodi. Il suo creatore è quel geniaccio di Paul Abbot , considerato da tutti come uno dei migliori sceneggiatori sulla piazza  e conosciuto per gli ottimi State of Play e Shameless. Ad oggi non ci sono notizie ufficiali di un rinnovo, anche se tutti gli attori (tranne la Sevigny) sono stati opzionati per una eventuale seconda stagione.


Riassunto: Mia, transessuale, professione assassina. A pochi mesi dall'operazione di riassegnazione chirurgica del sesso viene a sapere che Wendy, una sua vecchia amica (e unica amante donna) è morta di cancro, lasciandole in affidamento i suoi quattro figli. Fra questi c'è Ryan, un bambino di 11 anni che altri non è che il figlio biologico di Mia, concepito quando quest'ultima era ancora un uomo. Dopo lo smarrimento iniziale, Mia decide di prendersi cura di questa sgangherata e difficilissima famiglia, cercando di conciliare il suo rischioso lavoro con il ruolo di tutore/genitore dei ragazzi. Non sarà affatto facile.


Pregi: I personaggi , nella loro semplicità, sono interessanti e ben scritti. L'ambientazione è sicuramente evocativa (i protagonisti vivono in una scalcinata -per non dire squallida- fattoria in mezzo alla campagna) ed ogni episodio è ritmicamente ben calibrato, senza punti morti o troppo pesanti. L'interpretazione di Chloë Sevigny è trattenutissima , ma molto pertinente al personaggio: Mia infatti è una persona molto chiusa, che si esprime pochissimo a parole, e che esterna i propri sentimenti con gesti misuratissimi e impacciati.In mezzo agli altri, la sua freddezza da killer raramente viene incrinata, e nel corso dei sei episodi la vediamo sorridere in pochissimi momenti. Ma quando è da sola, nel suo appartamento/fabbrica in disuso di Manchester ecco che viene mostrato anche il suo lato più fragile e ferito, con delle scene di autolesionismo/umiliazione molto forti (quasi disturbanti). Il maggior pregio di questa serie rimane, secondo me, il rapporto che si crea fra Mia e suo figlio, Ryan. Non che gli altri attori siano meno interessanti/ bravi, ma la mia predilezione va a questi due. E' un rapporto molto particolare, una specie di mix madre/padre e figlio (cosa inevitabile visto la dualità di Mia).

Difetti: Non manca una certa faciloneria di fondo un po' fastidiosa, soprattutto nel trattare argomenti spinosi che avrebbero meritato un maggiore approfondimento. Alcuni passaggi sono troppo affrettati, altri poco plausibili, altri ancora telefonatissimi. E c'è una buona dose di dramma un po' becero, che tanto piace agli inglesi ma che francamente mal sopporto. Ma niente di così inficiante da rovinare quel che c'è di buono.


Considerazioni: Nel complesso è una serie che ho visto volentieri. E' molto semplice e prevedibile, e non mancano cadute di stile qua e la, ma si lascia guardare, e viene molto naturale affezionarsi ai personaggi . Non mi sento di consigliarla a tutti, ma se qualcosa di quello che avete letto vi incuriosisce, provatela! Sei episodi non sono un grande sforzo (i sottotitoli italiani sono usciti per Subsfactory). Speriamo in una seconda stagione: visto come finisce la prima, è assolutamente necessaria.

AGGIORNAMENTO: E' arrivata la conferma da SkyAtlantic che non ci sarà una seconda stagione. A detta loro, la serie è stata concepita fin dall'inizio come autoconclusiva, quindi ci attacchiamo al tram. Che dire? Se la loro idea era quella potevano degnarsi di dare un finale un filino più compiuto.

lunedì 20 febbraio 2012

Awake



Ok, che inizio a fare nuove serie tv se non riesco nemmeno a mettermi in pari con quelle tre in croce che seguo? Bella domanda. Però, boh? Ogni tanto la curiosità ha il sopravvento e fra i miliardi di pilot in uscita in questo periodo questo mi ha un filino incuriosito, quindi ho deciso di vederlo. Sto parlando di Awake della Nbc. Ecco la trama a grandi linee:
Un rampante detective (interpretato da Lucius Malfoy Jason Isaacs) ha un grave incidente automobilistico nel quale rimangono coinvolti anche la moglie ed il figlio. Non vediamo la causa dell'incidente, succede e basta all'inizio dell'episodio. Ecco, dal momento in cui si risveglia -mezzo morto- nell'auto accartocciata, il nostro protagonista comincia a vivere in due realtà , che si alternano : in una (quella che chiameremo "rossa") il figlio è morto nell'incidente, nell'altra (che chiameremo "verde") a morire nell'incidente è stata la moglie. Fa un po' Fringe, sì.
Il nostro detective si ritrova così in una situazione se non allucinante abbastanza snervante : il figlio che piange la mamma di qua , la mamma che piange il figlio di là, il suo lavoro di detective (con dei casi che hanno inquietanti punti in comune in entrambe le realtà) e due strizzacervelli ( un arcigno BD Wong in una dimensione e una materna Cherry Jones nell'altra) che cercano di dimostrare che le rispettive dimensioni sono la realtà e le altre sono il frutto della fantasia scaturita dal senso di colpa del protagonista. Una roba da mindfuck totale insomma.

Il creatore della serie è quello dello sfortunato Lone Star (chiuso dopo solamente due episodi) e si vede che ce l'ha messa tutta per rendere questo pilot il più figo possibile. Da parte mia posso dire che questo primo episodio merita una sufficienza , anche se tante cose mi hanno fatto cascare le braccia : dalla regia un po' blanda ai casi scioccarelli fino ai personaggi che non brillano certo per originalità o credibilità (vedi la moglie che accetta quasi senza batter ciglio che il marito vive in sogno in una dimensione dove il figlio è ancora vivo).
C'è da dire che Jason Isaacs è un bravo attore, ma in compenso l'attrice che interpreta la moglie è da orticaria. Niente da dire sui due veterani di serie tv Wong e Jones, che fanno egregiamente il loro lavoro. Boh? Mi sembra che il punto di arrivo di questa serie non sia tanto quale dimensione è reale e quale no, ma piuttosto : quale realtà sceglierà il protagonista? Alla fine del primo episodio esprime chiaramente la sua volontà di non voler scegliere fra la moglie e il figlio ma alla fine che farà? Ribadisco: una roba da mindfuck totale. In definitiva, il concept di questa serie è anche interessante. Tutto sta nel vedere se la trama andrà a puttane oppure no e se i personaggi riusciranno a guadagnare un po' di spessore.







domenica 11 settembre 2011

Domani è il mio compleanno, e questi sono i regali che mi sono fatto: la miniserie di Elizabeth I con Helen Mirren e la prima stagione del telefilm OZ , che mi ha sempre incuriosito e del quale ho letto un gran bene un po' ovunque. Domani compio sedici anni (per gamba U_U) quindi fatemi gli auguri!!!! XD

martedì 5 luglio 2011

True Fatina

Ieri ho visto i primi due episodi della quarta stagione di True Blood, e sinceramente faccio un po’ di fatica a credere che certe cose siano state concepite da menti non annebbiate dall’alcool. La season premiere in particolar modo -con le fate che lanciano sfere genkidama , il nonnino perduto ed il salto temporale un po’ attaccato con lo sputo- mi ha convinto poco. La seconda l’ho trovata decisamente più piacevole, ma quel pirla di Bill come Re della Louisiana non si può vedere (come il suo taglio di capelli). In compenso, i suoi flashback sono sempre trashissimi e quindi fonte di gioia per il sottoscritto XD. Per quanto riguarda gli altri personaggi c’è poco da dire: Jesus e LaFayette mi dicono poco. Arlene in versione Rosemary’s Baby è da prendere a craniate, mentre la storyline di Jason è presa paroparo dai libri, quindi so già come finirà. A dire il vero speravo che Tara si fosse tolta definitivamente dalle palle, ma magari, con questa svolta bisex diventa un filino meno insopportabile (ma dubito).


domenica 12 giugno 2011

Roma



Ieri mi hanno portato le due stagioni di questa serie , descritta da molti come bellissima (e aggiungo io interrotta, sigh, ma vabbè) .
Il cast (da quel poco che ho visto) mi pare interessante. Ed il fatto che sia una serie HBO è garanzia oltre che di nudi frontali, di un livello qualitativo medio alto.
Mah... A dire il vero ci vuole poco per farmi piacere qualcosa ambientato nella Roma imperiale, quindi staremo a vedere.

martedì 3 agosto 2010

Tv serie (ma non troppo)




Commentino veloce veloce alle serie TV che sto seguendo in questo periodo (uno sproposito, ma non è colpa mia se iniziano tutte in estate -_-)

True Blood (stagione 3): Sempre più trash, splatter e porno, questa terza stagione di TB è iniziata proprio bene! Anzi, pure troppo... E questa cosa mi preoccupa un pochettino, anche perché le prime 2 stagioni cominciavano a "carburare" dal sesto episodio in poi... In questa terza invece c'è tantissima carne al fuoco nei primi 6, quindi speriamo che non si sgonfi con l'arrivo delle fatine e la dipartita di Lorena (che è durata pure troppo rispetto ai libri ma SIGH! Mi piaceva tantissimo ;_;) . Spero vivamente che la seconda parte non sia troppo incentrata sulle fatine e la tiritera Debby Pelt-Alcide e Crystal-Jason, mentre mi aspetto ancora tanto dal mio adorato Russel (P.S: Talbot vince il premio "dramaqueen" del secolo). L'ho detto che Sookie è sempre più insopportabile? Pensare che nei libri è una cosi cara donnina! EDIT: l'arrivo delle fatine ha portato la trashitudine di questa serie a livelli mai contemplati fino ad ora. Attendo con ansia la quarta stagione.

Warehouse 13 (stagione 2):Ovvero, il mio guilty pleasure. Una serie Tv by scy-fy che vive e rifulge della buffonaggine dei suoi protagonisti riuscendo ad intrattenere il pubblico (me) con leggerezza e simpatia. Artefatti misteriosi, due agenti sopra le righe, un misterioso "piano"....come dite? Detta così sembra la versione idiota di Fringe? Plin plon! Risposta esatta!XD
Lo sapevate che H.G.Wells era (anzi è) in realtà una donna e che la macchina da scrivere di Sylvia Plath risucchia la vita delle persone che si avvicinano ad essa? Questo ed altri artefatti misteriosi vi aspettano nel magazzino! (a chi mi sto rivolgendo? °_°) EDIT:la serie tv più minchiona mai creata. Ah, mi piacerebbe tanto lo spin-off su H.G (sì, sì, son voci di corridoio ma sarebbe una figata!)


Mad Men (stagione 4):E' prematuro dare un giudizio dopo un solo episodio ma Don, nonostante tutto rimani un FIGO. Peggy sta scalando la mia classifica di gradimento, anche se quella cosa di "Jhon & Marsha" è assolutamente da mind-fuck!EDIT:La quarta stagione è BELLISSIMA. E chissà quanto dovrò aspettare per la quinta! Oddio, mi sento male al pensiero di un'estate senza Don Draper *lacrime di sangue*

Rubicon (stagione 1): fantapolitica+società segrete+Think tank+I want to belive in conspiration+paranoia strisciante+AMC= mi piace. I primi due episodi sono lentini ma assolutamente brillanti. Potrebbe rivelarsi un piccolo capolavoro!Edit: Rubicon è stato "ammazzato" dagli Zombie, quindi niente seconda stagione. Cattiva AMC! Cattiva! >_<

I pilastri della terra (stagione 1 ? Boh?): Ok. Ho accantonato il libro dopo un 150 pagine, in seguito ad una scena che mi ha proprio levato i sentimenti... Ma questo adattamento televisivo mi piace! Gli attori sono interessanti (in particolare l'interprete di pucci-Jack), la trama è abbastanza appassionante e nel complesso mi sembra una produzione molto curata per quanto riguarda scenografie, vestiti e compagnia bella. Quindi pollice all' insù. Mi riservo di dare un giudizio più accurato dopo aver visionato tutte le otto parti (per la cronaca ne sono uscite 3).
EDIT:Alla fine si è rivelato una minchiatina. Guardabile ma di certo non memorabile.

martedì 30 marzo 2010

Spartacus: Blood & Trash Sand

Ovvero, la serie TV che ultimamente mi sta dando più soddisfazioni (e che mi tiene sveglio fra una puntata e l'altra di Caprica).
Perchè insomma... anche la mia vena trash dev'essere soddisfatta di tanto in tanto, e in mancanza di True Blood mi sono dovuto ingegnare scovando questa perla a dir poco meravigliosa.

Ma veniamo agli elementi che contribuiscono a far salire vertiginosamente il mio trashometro personale:
-Scene di sesso (almeno 2 per episodio): Ebbene si. In questa serie si indulge spesso nel soft porno, con nudi frontali (di ambo i sessi) e scene di sesso spesso inutili e ridicole perfino. Ma d'altra parte nell'antica Roma si sà... erano degli zozzoni.
-Il Mar Rosso: ovvero sangue a gogo che sprizza da ferite di ogni sorta. E splatter duro e puro.
-Regia: 300 (e anche un po' di Ong Bak durante i combattimenti XD)
-Scenografie:?
-Accuratezza storica: ^_^

Ecco... A questo punto i più penseranno: è una totale mer***a! E invece no! Perchè questa serie ha il grande pregio di saper intrattenere il pubblico senza essere pretenziosa , come poche ci riescono in questo periodo. I personaggi suscitano immediatamente simpatia oppure odio feroce, e la sceneggiatura è sborona e semplice ma anche solida ed efficace. Addirittura sorprendente in alcuni passaggi. Come sorprendenti sono gli attori, alla fine tutti bravi e convincenti (anche il bellone Andy Whitfield al quale auguro una pronta guarigione).EDIT1: Purtroppo è ufficiale: Andy non parteciperà alla seconda stagione, e c'è già un sostituto.
Certo, per riuscire a "sopravvivere" questa serie si spinge spesso e volentieri agli estremi (della violenza e del soft porno) ma visti i tempi bui per le produzioni telefilmiche (oddio ma che scrivo?) non mi sento di biasimare ciò. Ognuno si arrangia come può XD.

Trash-friends, provatela questa serie!

EDIT2:Vi consiglio anche il prequel in sei episodi, ovvero "Spartacus- Gods of the Arena". Una roba ancora più trash/porno della prima stagione. Gioite!
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