venerdì 20 maggio 2016

Arlootopia

Ovvero, mi è venuta voglia di parlare di due recentissimi film di animazione di casa Disney (per essere precisi uno e dei Pixar Animation Studios, l'altro dei Walt Disney Animation Studios ) vale a dire The Good Dinosaur (Il viaggio di Arlo) e Zootopia (Zootropolis). 

Metto subito in chiaro una cosa: non sono un fanboy della Disney e anzi, negli ultimi anni mi ha dato più dispiaceri che altro. Quindi se siete del club che "tutti i loro film sono belli e inattaccabili", beh, vi anticipo che i miei commenti qui sotto potrebbero irritarvi un pochino, pur non trattandosi di stroncature (anzi, di uno dei due parlo molto bene!) . 


Il viaggio di Arlo: Inizio con il buon dinosauro perché fra i due è quello che mi è piaciuto di meno , ma che forse mi ha sorpreso di più, proprio in virtù dei suoi assurdissimi contrasti.

Fondali talmente belli da sembrare veri!

Mi spiego : l'idea di un universo alternativo dove i dinosauri non solo non si sono estinti, ma si sono evoluti al di sopra degli altri animali (e dello stesso uomo) è intrigante. Ma vederli fare cose tipicamente umane -come condurre una fattoria o allevare bestiame-, per di più con i loro corpi assolutamente non adatti a tali attività ha davvero un non so che di goffo, o addirittura malsano. 
Altra cosa che mi ha lasciato perplesso: questo film ha i fondali più belli e realistici mai visti in un film Pixar. Gli elementi naturali sono ritratti con una tale maestria, e con una fotografia così sublime che più di una volta mi hanno lasciato a bocca aperta. Eppure, il design di Arlo (e in misura minore quello di Spot) va esattamente nella direzione opposta,  risultando stilizzato e morbidoso. Un'altro contrasto decisamente bizzarro. 


Sulla trama -evitando spoiler pesi- ho poco da dire: la prima parte ha echi dal Il Re Leone, la seconda è più scanzonata e avventurosa, mentre la terza chiude la storia in modo prevedibilissimo, da perfetta coming of age story. Niente di strano su questo versante, direte voi... Eppure, anche stavolta ci sono dei bizzarri contrasti: tanto per cominciare, le parti drammatiche, o ansiogene mi sono parse di gran lunga superiori a quelle leggere e divertenti. E Arlo, per gran parte del film, è un personaggio cupo e malinconico (all'inizio quasi odioso) . Ma davvero questi elementi hanno un appeal su di un pubblico molto giovane? Perché gran parte della critica ha definito il buon dinosauro come un perfetto film per famiglie, adatto anche ai piccolissimi mentre ai miei occhi questa specie di western - pur avendo una trama molto semplice e lineare, perfetta per il target di riferimento- sembra piu di una volta strizzare l'occhietto ad un pubblico più grandicello e cinefilo... Ribadisco, questo film mi ha lasciato molto confuso, e forse non riuscirò mai ad inquadrarlo bene. Ma dopo tanti rimproveri, ci vuole una lode: il bambino selvaggio Spot è un personaggio adorabile! 

Una delle scene più buffe e carine!

La parte centrale del film, con Spot e Arlo che dopo i primi diffidenti contatti cominciano a conoscersi l'un l'altro -cazzeggiando-  è in assoluto la più bella ed emozionante del film! E vogliamo parlare di quella scena con le bacche allucinogene? Oro puro. 
Poi arrivano i cattivi (fra i più astrusi e meno riusciti della storia Pixar) e tutto torna sui soliti, rassicuranti binari, ma quei venti/trenta minuti valgono l'intero film. 

In definitiva, Il viaggio di Arlo non mi ha convinto fino in fondo, e con i suoi bizzarri contrasti mi ha lasciato più che altro perplesso. Ma nel complesso si lascia guardare, e se non fosse uscito dopo l'ingombrante Inside Out, forse avrebbe avuto maggior successo anche al botteghino. 




Zootropolis: Sulla carta aveva tutti gli elementi giusti per piacermi: animali antropomorfi, design accattivante, trama gialla/investigativa, una coppia simpatica e apparentemente male assortita in perfetto stile Buddy cop film ... E infatti mi è piaciuto un sacco! 
Negli uffici amministrativi ci sono i bradipi...Coincidenza? Non credo proprio XD 
Ad essere sincero il primo trailer non mi aveva fatto impazzire, e l'ombra di Black Sad (forse, il fumetto europeo con animali antropomorfi più famoso) si stagliava minacciosa su un prodotto che, all'apparenza, sembrava piuttosto innocuo e destinato ad un pubblico molto giovane. Sbagliatissimo! Zootropolis infatti, e tutt'altro che innocuo, perché ridendo e scherzando piazza un sacco di messaggi potentissimi: contro i pregiudizi , contro qualsiasi forma di razzismo e pure antisessista!  Senza contare il sempreverde "Se ci credi, puoi diventare tutto quello che vuoi" che fa da leitmotif a tutto il film grazie alla canzone di Gazelle (Shakira). 

C'è una perfetta alchimia fra Judy e Nick! ah ah ah
Per venire agli aspetti tecnici, la trama è sapientemente condotta: c'è un perfetto mix fra azione, parte investigativa e scenette divertenti, più un paio di momenti davvero toccanti, in cui è impossibile non provare empatia per i personaggi. La coniglietta Judy, che contro tutto e tutti riesce a diventare il primo poliziotto della sua specie è una protagonista immediatamente accattivante: all'inizio temevo un po' una deriva "Mary Sue", ma così non è stato , per fortuna. E la volpe truffaldina Nick, beh, come si fa a non amare? Anche mettendo da parte il suo carisma, il suo solo aspetto (che rimanda all'altra volpe famosa della Disney ovvero Robin Hood) ispira immediatamente simpatia. 


Anche i numerosi comprimari sono interessanti, come è interessante il "misterioso cattivo" (ed è spaventoso pensare che il mondo è pieno di persone "di questo tipo", soprattutto in questi ultimi tempi). Non aggiungo altro perché sono proprio sul filo dello spoiler, ma la parte finale del film dovrebbe davvero far arrossire di vergogna una certa categoria di persone. 



In definitiva, un film adatto a grandi e a piccini, che consiglio caldamente a tutti! E se l'avete già visto e non vi è piaciuto, dovete assolutamente spiegarmi il perché nei commenti ;P.

Alla prossima!



lunedì 2 maggio 2016

I preferiti di Yue 22 : Aprile 2016

Ed eccoci arrivati (ancora una volta puntuali, ma non fateci troppo l'abitudine)  al quarto appuntamento del 2016 con i best of del mese. 

La serie tv: Ennesimo mese morto sul fronte delle serie tv, e stavolta non ho nemmeno titoli da aggiungere alla wish list! In compenso però ,e su più fronti, i miei amici mi stanno un filo esasperando con la nuova stagione di Game of Thrones, quindi lo ripeto per l'ultima volta (o meglio, lo ripeto per l'ultima volta con un certo garbo) : questa serie tv non mi piace, ed ho abbandonato la serie cartacea al quinto libro dell'edizione italiana. Il mondo è bello perché è vario, ed anche se vi sconvolgerà, sappiate che ci sono persone che non impazziscono per Game of Thrones. Fatevene una ragione! XD 


A spregio, vi spoilero il segreto di Pulcinella! XD

Il libro: Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas.
Alexandre Dumas viene generalmente snobbato rispetto ad altri autori considerati più "elevati", ed io stesso -stupidamente- l'ho fatto per tanti anni. Ma a fine Aprile ho deciso di leggere Il conte di Montecristo nella nuova edizione Donzelli/Feltrinelli (che si basa sui manoscritti originali recuperati dallo studioso dumasiano Claude Schopp) e credetemi, mi sto divertendo come un bambino! 
La storia della mefistofelica vendetta di Edmond Dantès la conoscete tutti, ma questa nuova edizione getta una luce nuova sul Conte, che appare ancora più spietato e determinato. 

Piccola curiosità: avete visto l'anime dello studio Gonzo Gankutsuou? E' la rivisitazione in chiave futuristica del Conte di Montecristo, ed è composta da 24 episodi. Ve la consiglio: è uno dei miei anime preferiti! 




Il film:Al cinema ho visto solamente 10 Cloverfield Lane, ma per fortuna mi è piaciuto ed in effetti è fra le cose più interessanti viste questo mese. Non voglio rivelare troppo della trama, quindi userò solamente poche parole: incidente, convivenza forzata, apocalisse o paranoia? 
Degli ultimi  controversi minuti (che hanno diviso il pubblico) non parlerò , e soprattutto non vi dirò nemmeno sotto tortura se ha qualcosa a che fare con Cloverfield , il monster movie del 2008. Andate al cinema e scopritelo da soli . E se proprio volete una recensione leggete quella di Gardy.





La canzone: Cheap Thrills -Sia



L'oggetto: Le rose. Ho mai detto che amo le rose?




Il cibo: E' una bibita, ovvero la Tonica Superfine Tassoni. E' una buonissima acqua tonica con un lieve aroma di cedro. La adoro!


Alla prossima! 



martedì 26 aprile 2016

Questo messaggio si autodistruggerà : Commentando gli annunci del Napoli Comicon.


Annunci abbastanza insipidi (per quanto riguarda le novità), con però qualche gradito "ritorno".

Starcomics: Finalmente hanno annunciato la ristampa di Ushio e Tora, manga adorato da molti e che ho sempre voluto leggere. La vecchia edizione era orrenda e si disintegrava fra le mani (un mio amico me la prestò anni fa) e davvero, dopo Maison Ikkoku non poteva che toccare a Ushio, per anni altro grande escluso dalle ristampe. Il tanto elogiato Rough di Adachi non mi sta entusiasmando, quindi gli annunci riguardanti questo autore (la ristampa di Touch più nuovo volume unico) mi lasciano completamente freddo.
Fra le novità abbiamo Lo specchio- Kagami ga kita,  un sempre gradito volume di storie brevi della Takahashi (come sapete, pur detestando i suoi shonen più recenti amo alla follia le sue storie brevi!) e la ristampa del primo volume + prosieguo in due volumi della serie Black Museum di Kazuhiro Fujita. Il primo volume (vuoi per l'ambientazione vittoriana, vuoi per Lewis Carroll e vuoi per l'affascinante figura di Jack il saltatore) mi è piaciuto, quindi sono molto curioso di leggere il seguito. 


Panini Comics: Soldi risparmiati, fatta eccezione per Dimension W. Mi spiego: Yuji Iwahara è un autore che apprezzo davvero tantissimo, soprattutto sul fronte grafico. I suoi  King of Thorn e Earh Cape Misaki sono stati fra le opere più piacevoli pubblicate da Flashbook, ed anche di Cat Paradise ho un buon ricordo (anche se forse è piaciuto solo a me... ma quei gatti erano adorabili!) . Dimension W ha un'ambientazione interessante, ed anche se ho letto pareri abbastanza discordi, voglio provare almeno i primi tre volumi. 


Tutti gli altri: Goen riprenderà la pubblicazione di tutti (o quasi... ancora non si è ben capito) i manga rimasti sospesi in seguito alla "rottura" fra GP/Jpop e Kodansha. Che dire? Da una parte son felice per bei titoli come Historie e Moyashimon , dall'altra ho tanta paura . Staremo a vedere.
Hikari continua ad annunciare volumi di Shintaro Kago, ed io non so se ridere o piangere (più la seconda, visto che è un autore che posso tollerare solo a piccolissime dosi) . Per fortuna sembra imminente l'uscita di Unlucky Young Men , che a detta di molti è davvero bello (staremo a vedere). Gringo invece è ancora disperso. Bah!


Voi prenderete niente fra questi nuovi annunci?



domenica 10 aprile 2016

Intermission 32 - Numeri uno!

Lo so che i post cumulativi sono "cheap" e che i veri blogger tendono sempre ad evitarli, ma al momento non ho proprio la forza fisica per aggiornare spesso il blog, quindi al non aggiornare scelgo il male minore. 
In questo periodo sono uscite un sacco di serie nuove, e complice un lungo viaggio in autobus ho finalmente potuto smaltire la pila dei "numeri uno" da leggere: ecco un po' di commenti, svogliati e scritti male come al solito! 

La Torre Fantasma di Taro Nogizaki (Planet Manga)

Trama fornita dalla casa editrice: Una torre. Un omicidio. Un mistero. Suggestioni alla Edgar Allan Poe che Taro Nogizaka declina in un manga avvincente… Che cos’è successo nella torre dell’orologio? Le indagini di Taichi e dell’enigmatico Tetsuo verranno a capo del caso? Le risposte in uno strabiliante mystery dai toni soprannaturali.

Commento: Da appassionato del genere mystery in tutte le sue declinazioni non potevo perdermi questo manga, e devo dire che il primo volume mi è piaciuto parecchio . C'è tanta carne al fuoco, ed i misteri (sia riguardanti la torre e il suo "tesoro" sia riguardanti i personaggi che sembrano tutti avere parecchi scheletri nell'armadio ) non mancano di certo. Ah, dimenticavo: è ambientato a Kobe nel 1954, cosa che me lo rende ancora più gradito (ho sempre amato le storie ambientate in questo periodo, subito dopo la fine della golden age del genere mystery). 
E' difficile parlare della trama senza spoilerare, ma ci sono elementi che mi incuriosiscono molto, in particolare riguardanti il personaggio di Tetsuo Sawamura : il suo è solo un "camuffamento"  di comodo oppure è una questione di genere identificativo? La cosa mi intriga, come mi intriga il suo rapporto con lo smidollato Taichi Amano. Mah, staremo a vedere!
Mi piace moltissimo anche lo stile di Nogizaki: alcune trovate grafiche sono molto efficaci e le tavole decisamente belle e curate .
Consigliato!



Teiichi High School di Usamaru Furuya (Goen)

Trama fornita dalla casa editrice: Siamo molto orgogliosi di portare in Italia, Teiichi no Kuni, il manga più recente del maestro Usamaru Furuyache già conosciamo per SUICIDE CLUB e LA CROCIATA DEGLI INNOCENTI e per altri manga pubblicati nel nostro paese. Protagonista è Teichi Akaba che entra in un prestigioso liceo giapponese da cui un tempo uscivano fuori I grandi ufficiali della Marina e ora produce la futura classe dirigente e politica del Giappone. Akaba vuole farne parte e cercherà in tutti I modi di essere il primo assoluto, a cominciare dal voler essere capoclasse. Un manga dalle tematiche adulte nello stile del maestro Furuya!

Commento: Solo un folle genio malato come Usamaru Furuya poteva tirare fuori un manga ambientato nel periodo showa e totalmente incentrato sugli intrighi politici degli studenti del prestigiosissimo liceo Kaitei . 
Teiichi Akaba è un protagonista brillante e dalle smisurate ambizioni: il suo fine ultimo è quello di diventare primo ministro del Giappone , ma per farlo dovrà innanzitutto diventare Presidente dell'associazione studentesca del Kaitei ! Ma è una posizione molto ambita, e sarà una lotta all'ultimo sangue fra le menti più brillanti del liceo.  
Può un manga con una trama del genere risultare appassionante? Nelle mani di Furuya sì, ed infatti ho amato moltissimo questo primo volume. Purtroppo, una storia del genere andrebbe letta con una certa regolarità, ma so già che con i tempi Goen, quando uscirà il secondo volume non ricorderò assolutamente niente del primo.



Samurai Executioner di Koike e Kojima (Goen) 

Trama fornita dalla casa editrice: Due immensi maestri del manga insieme per un’epica storia di samurai, di onore, di sangue, di vendetta. Lo stesso duo creativo che ha dato vita a Lone Wolf and Cub, ritorna in un manga che ha riscosso grandissimo successo nel mondo: Kubikiri Asa! La vicenda è ambientata in epoca Edo, e racconta la vita e gli incontri di Yamada Asaemon, un ronin incaricato di testare le spade dello Shogun e conosciuto come “Asaemon, il carnefice”. Manga intenso e elegante, si candida come uno dei titoli di maggior qualità del 2014! 

Commento: Ho letto il primo volume con colpevolissimo ritardo, ma devo ammettere che mi è piaciuto in modo straordinario! Di questo duo di autori ho letto parecchio, ma questo Samurai Executioner , se il livello resta lo stesso anche nei prossimi volumi, rischia davvero di diventare la loro opera che preferisco in assoluto! La mia storia preferita di questo primo volume? Beh, quella dello scaltro assassino che si è fatto tatuare il nome sacro dello shogun sul collo! 
Anche l'edizione mi è parsa bella e curata, con una traduzione molto minuziosa. 



The Ancient Magus Bride di Kore Yamazaki (Starcomics)

Trama fornita dalla casa editrice: Chise Hatori ha solo quindici anni ma ha già perso tutto: non ha più una famiglia né speranze per il futuro. Un giorno, però, le compare davanti un misterioso mago che le offre un’allettante opportunità di riscatto...  Potrà fidarsi di questo misterioso e intrigante individuo? E cosa mai vorrà da lei?! Due sono le opzioni in gioco: o la aiuterà a risollevarsi dal suo triste destino o la farà precipitare ancora più in basso, nelle tenebre più buie...

Commento: Stregoni misteriosi e giovani schiave dagli inaspettati poteri . L'ambientazione fantasy-vittoriana (ma la protagonista è giapponese!) è intrigante, i personaggi promettenti ed i disegni abbastanza graziosi, anche se a dire la verità ho fatto un po' di fatica durante la lettura (è il classico fumetto che si leggere in più riprese). Di misteri ce ne sono molti, e nonostante la struttura episodica sono proprio curioso di vedere come si evolverà lo strano rapporto fra i due protagonisti. 



A fine post voglio parlarvi anche di un volume unico di recente uscita:

Lacrime di Spine di Rikachi (Goen)

Trama fornita dalla casa editrice: Come nella famosa Bella Addormentata nel Bosco per una spina Aurora si addormentò, così il cuore di Maki è assopito fino a che non verrà una persona a risvegliarlo. E questa è forse una ragazza che rassomiglia molto al primo amore (non corrisposto) di Maki. 

Commento: E' uno shoujo-ai (volume unico) parecchio scontato ma nel complesso non riesco a trovargli grossi difetti, quindi se amate il genere ve lo consiglio. Siamo ben lontani da un Aoi Hana, sia chiaro, ma l'autrice riesce comunque a sviluppare la storia in pochi capitoli e a far arrivare il messaggio di fondo, ovvero "mai dormire in amore!" (e il parallelo con la fiaba della Bella Addormentata , per quanto espediente stra-abusato in questo caso funziona molto bene!).

Per oggi è tutto. Alla prossima!

giovedì 31 marzo 2016

I preferiti di Yue 21 : Marzo 2016

Ed eccoci arrivati -PUNTUALISSIMI!- al terzo appuntamento del 2016 con i best of del mese. 

Come sempre, questa rubrica è condivisa con l'amica di malefatte MariaSte, sul suo blog iononsonoquellaragazza . 

La serie tv: Non pervenuta. Sia per la mancanza di "materia prima" e sia per la mancanza di tempo. Però ho messo un paio di titoli in wish-list, come ad esempio The Night Manager, miniserie in sei episodi tratta da un libro di le Carrè (che ho letto e apprezzato un po' di tempo fa ). 




Adesso che ci penso, ho pure visto un episodio e mezzo della miniserie Doctor Thorne , adattamento per la tv di Julian Fellowes (quello di Downton Abbeydel romanzo di Anthony Trollope. Adattamento che proprio non mi è piaciuto (forse perché ho letto da poco il romanzo!). 

Il libro: Doctor Thorne di Anthony Trollope
Riuscirà il giovane e semi-rovinato possidente Frank Gresham a sposare la sua amata Mary Thorne, nipote squattrinata di oscuri natali del buon dottore di Greshambury? Tutti propendono per il no: Frank deve assolutamente sposare una donna ricca, o la tenuta andrà completamente in malora! 
Come sapete (se mi conoscete bene) ho una vera e propria fissa per lo scrittore vittoriano Trollope, e questo terzo romanzo della serie ambientata nel Barsetshire mi è piaciuto moltissimo!
Per me il capolavoro dell'autore resta Orley Farm, ma anche questo è entrato immediatamente fra i miei preferiti. 




Il film: Questo mese sono andato al cinema solo una volta, per vedere Ave, Cesare! dei miei amati Coen Bro. Non sarò certo io a spiegarvi perché questo piccolo film fatto con du' lire è delizioso e a suo modo geniale. Ho tentato con molti ma alla fine mi sono un po' stufato di sentire frasi del tipo "eh, voi hipster fan dei Coen vi date solo delle arie dicendo che questo brutto film vi è piaciuto" quindi mi arrendo. Evidentemente avete la verità in tasca, quindi è inutile discutere.



La canzone: Mr. Kiss Kiss Bang Bang di  Shirley Bassey


Sono un grande fan di James Bond e adoro alla follia questa canzone! Senza contare che  il film Thunderball è proprio bellino (Fiona Volpe! ♥) 

L'oggetto


E qui devo iniziare a parlare delle mie miserie pasquali: circa una settimana fa mi sono tagliato un dito con una sega a mano (stavo potando un olivo). Un "taglietto" da otto punti di sutura al pronto soccorso, che mi ha praticamente segato (scusate il tremendo gioco di parole) l'entusiasmo per le seguenti feste. Ma non solo, dopo tre giorni dall'infortunio mi sono pure beccato una terribile gastroenterite che mi ha mandato K.O. per altri due giorni (e tutt'ora ho una debolezza addosso che non vuole proprio passare). Insomma, un periodo da esorcismo!

Il cibo: Niente cibi sfiziosi.  Più che altro riso in bianco. Allegriaaa!






lunedì 21 marzo 2016

Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith.




Titolo: Un albero cresce a Brooklyn (A Tree Grows in Brooklyn)

Autrice: Betty Smith, pseudonimo di Sophina Elisabeth Werner , nasce nel 1896 a Brooklyn da genitori figli di immigrati tedeschi. Scrittrice soprattutto di teatro, nel 1943 pubblica Un albero cresce a Brooklyn, cui seguiranno Domani andrà meglio (Tomorrow Will be Better) nel 1947, Maggie di Brooklyn (Maggie-Now ) nel 1958 e Al mattino viene la gioia (Joy in the Morning) nel 1963. Muore nel 1972. 
Tutti i suoi romanzi sono editi in Italia, anche se l'unico ancora in commercio (grazie a una nuova edizione ritradotta dalla casa editrice Neri Pozza) è appunto Un albero cresce a Brooklyn. Ma se frequentate librerie dell'usato non è difficile trovare altre sue opere, edite negli anni sessanta/settanta da Mondadori e Club degli editori -Milano.




Trama fornita dalla casa editrice: È l’estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell’albero che, come grandi ombrelli verdi, riparano la dimora dei Nolan. Alcuni a Brooklyn lo chiamano l’Albero del Paradiso perché è l’unica pianta che germogli sul cemento e cresca rigoglioso nei quartieri popolari. Quando nuovi stranieri poveri arrivano a Brooklyn e, in un cortile di vecchie e tranquille case di pietra rossa, i materassi di piume fanno la loro comparsa sui davanzali delle finestre, si può essere certi che lì, dal cemento, sbucherà prima o poi un Albero del Paradiso. Francie, seduta sulla scala antincendio, lo guarda contenta, poiché oggi è sabato, ed è un bel giorno a Brooklyn. Il sabato gli uomini ricevono la paga e possono andare a bere e azzuffarsi in santa pace. Il sabato lei, bambina irlandese di undici anni, come tutti i bambini del suo quartiere, fa un salto dallo straccivendolo. Insieme a suo fratello Neeley, Francie raccoglie pezzi di stagnola che si trovano nei pacchetti di sigarette e nelle gomme da masticare, stracci, carta, pezzi di metallo e li vende in cambio di qualche cent.  Coi suoi coetanei con i calzoni lunghi e i berretti con la visiera, le mani in tasca, le spalle curve, i capelli così corti da lasciare scoperto il cuoio capelluto, Francie se ne andrà tra un po’ a zonzo per Brooklyn. Attraverserà prima Manhattan Avenue, e poi Johnson Avenue, dove si sono stabiliti gli italiani, e infine il quartiere ebraico fino a Broadway, dove guarderà eccitata i piccoli carretti che riempiono la strada, gli uomini barbuti con gli zucchetti di alpaca, i vestiti orientali dai colori vivaci posti ad asciugare sulle scale antincendio e i bambini seminudi che giocano in mezzo ai rigagnoli. Poi tornerà a casa, dove forse troverà sua madre, rientrata dal lavoro. Lungo il tragitto forse qualcuno le ricorderà che è un peccato che una donna così graziosa come sua madre, ventinove anni, capelli neri e occhi scuri, debba lavare i pavimenti per mantenere lei e gli altri piccoli Nolan. Qualcun altro magari le parlerà di Johnny, suo padre, il ragazzo più bello e più attaccato alla bottiglia del vicinato, qualcuno infine le sussurrerà mezze parole sull’allegro comportamento di sua zia Sissy con gli uomini.  Francie ascolterà e ogni parola sarà per lei una pugnalata al cuore, ma troverà, come sempre, la forza per reagire, poiché lei è una bambina destinata a diventare una donna sensibile e vera, forte come l’albero che, stretto fra il cemento di Brooklyn, alza rami sempre più alti al cielo. Nominato dalla New York Public Library come uno dei grandi libri del secolo appena trascorso, Un albero cresce a Brooklyn è una magnifica storia di miseria e riscatto, di sofferenza ed emancipazione di bruciante attualità.



Commento di Yue: Questo romanzo mi ha fatto compagnia per due settimane, ed anche se non parlo spesso di libri qui sul blog, beh, Un albero cresce a Brooklyn due paroline se le merita.
Tanto per cominciare è stato scritto 73 anni fa, ma nonostante l'età possiede quello smalto resistentissimo tipico dei grandi romanzi americani degli anni 40/50 , che a distanza di più di mezzo secolo continuano a "graffiare" ed emozionare generazioni e generazioni di lettori e lettrici. 

Costruito in gran parte su basi autobiografiche , Un albero cresce a Brooklyn rientra a pieno nel genere 'romanzo di formazione', con un' eroina -Francie- che all'inizio del libro è una bambina poverissima di undici anni e alla fine una giovane donna di 17, con le idee molto chiare per il futuro. Ma è anche e soprattutto la storia della famiglia Nolan, e dei numerosi personaggi (quasi tutti immigrati e molto poveri) che gravitano nella Brooklyn di inizio secolo, città tanto cara (e di conseguenza splendidamente rievocata) all'autrice. 

Se dovessi descrivere la storia di questa famiglia con una sola frase, sceglierei "Una lotta continua". Una lotta per non morire letteralmente di fame , e per preservare la dignità di esseri umani anche in condizioni quasi disperate . Ma sopratutto per le due grandi figure femminili di questo romanzo ovvero quella di Francie e sua madre Katie, la vera e unica lotta è quella di non arrendersi alla povertà, e di combatterla grazie ad un istruzione. 
Che pesantezza, direte voi. Descritto così sembra quasi uno di quei tristissimi romanzi veristi che ci facevano leggere alle superiori... ma in realtà non è così. 

Lo stile di Betty Smith e infatti molto acuto e ironico, e nonostante tutti i patimenti il mondo visto attraverso gli occhi di Francie (perché il punto di vista della narrazione è quasi sempre il suo) non risulta mai patetico e lamentoso, ma anzi, sono i piccoli momenti di felicità, le piccole conquiste ad aver risalto sul resto . E non mancano gli episodi divertenti, anzi, sono moltissimi, e certe vicende mi hanno fatto veramente ridere di gusto, come ad esempio quando il padre porta la protagonista, il fratello ed una piccola vicina in gita in barca : tutto va storto ed il ritorno a casa è talmente buffo e grottesco che pare uscito da un romanzo di Charles Dickens! Ed in effetti , i personaggi "dickensiani" non mancano mica in questo romanzo! Due esempi per tutti: lo zio Willie, in perenne lotta con il bizzoso cavallo del suo carretto del latte, e le poverissime signorine Tynmore, che si salvano dal morire letteralmente di fame grazie ai te e pasticcini offerti dalle loro allieve di pianoforte e canto. 

Sia chiaro: Francie non è la tipica protagonista sempre e comunque positiva che ammorba un sacco di romanzi per ragazzi e non, ed ha ben più di un momento di sconforto. E' una sognatrice, e ce la mette tutta per vivere al meglio, ma non è perfetta. Sua madre Katie invece, è una donna forte e soprattutto "pratica": è lei che , ammazzandosi di lavoro, porta avanti la famiglia, ma come Francie non è perfetta, e si rende ben conto di non essere equa nell'amore e nelle attenzioni per i propri figli. Altro personaggio memorabile è sicuramente Johnny,  il padre famiglia bello e dannato, perennemente ubriaco e senza lavoro ma sempre allegro e affettuoso con la sua famiglia (e soprattutto con la prediletta Francie, che chiama Prima Donna). Lo ammetto, i momenti dedicati al rapporto fra Francie e Johnny sono i miei preferiti, anche se quest'ultimo è davvero l'unico personaggio "tragico" e quasi poetico del romanzo (oserei dire Steinbeckiano) , che per certi versi stona con la concretezza degli altri. Sono molti altri i personaggi degni di nota (dalla smaliziata zia Sissy fino a nonna Rommely), ma non voglio svelarli tutti, quindi li scoprirete leggendo.

Per concludere: questo Un albero cresce a Brooklyn è davvero uno splendido romanzo, che ha qualcosa da dire anche settant'anni dopo la sua pubblicazione .
Bisogna avere un cuore di pietra per non affezionarsi a Francie - che seguiamo dai suoi primi passi nel mondo fino ai suoi primi amori importanti- e la Brooklyn di inizio secolo è descritta dall'autrice in modo talmente vivido ed evocativo che sembra davvero di stare in mezzo a quei palazzi fatiscenti , a lottare insieme ai protagonisti.   

Betty Smith è davvero un'autrice da riscoprire, e secondo me ha influenzato più di una fra le scrittrici americane contemporanee (volete un nome? Elizabeth Strout). 

Consigliatissimo!

Mio Dio, concedimi di essere qualcosa in ogni istante di ogni ora della mia vita. Fammi essere felice o triste; fa che io abbia caldo o freddo; che abbia poco o troppo da mangiare; che sia vestita elegantemente o con degli stracci, affidabile o bugiarda, degna di stima o peccatrice. Ma concedimi di essere sempre qualcosa in ogni istante. E concedimi pure di sognare quando dormo, in modo che non vi sia un solo momento della mia vita che vada perduto. 

Curiosità: Da questo libro è stato tratto un film diretto dal grande Elia Kazan. Non l'ho ancora visto, ma conto di farlo al più presto! 



Curiosità 2: L'albero del titolo , che riesce a crescere nelle condizioni più impervie e che diventa emblema di tutti i quartieri poveri di Brooklyn altri non è che l' Ailanthus altissima , albero  di origine asiatica naturalizzato anche in Italia. In effetti è un albero infestante che cresce in situazioni estreme ed è difficilissimo da eradicare. 





domenica 6 marzo 2016

I preferiti di Yue 20 : Febbraio 2016

Eccoci arrivati (stavolta MOLTO in ritardo) al secondo appuntamento del 2016 con i best of del mese. Siccome sono in pieno blocco (e tutto quello che scrivo mi sembra insulso) , ho deciso di commentare le varie categorie con una sola frase. Abbiate pazienza, ma questo mese va così.

Come sempre, questa rubrica è condivisa con l'amica di malefatte MariaSte, sul suo blog iononsonoquellaragazza . 


La serie Tv:
Strano è bello.



Il libro:


In the mood for love (sette anni dopo).


Il film:

L'amore è una malattia curabile.



La canzone:

No, non ho ancora elaborato il lutto.



L'oggetto: 
Sono a un passo dal farmi crescere le branchie

Il cibo:


Non saranno sane, ma sono buonissime!

P.S: Fra alti e bassi (soprattutto bassi), il 3 Marzo questo blog ha compiuto otto anni di età. A pensarci è incredibile per una persona come me, che si stanca subito delle cose. Grazie a tutti voi, che l'avete sempre seguito, letto e commentato! 

domenica 28 febbraio 2016

Mahoromi - Visioni Spazio Temporali di Kei Toume



TitoloMahoromi - Jikuu Kenchiku Genshitan ( マホロミ 時空建築幻視譚 ). 

Autrice: E' Kei Toume, conosciuta in italia per opere come Hitsuji no uta - Il silenzio degli innocenti , Kurogane, Canta Yesterday per me, Fuguruma Memories, Vita da cavie e A casa di Momo

Informazioni varie: Mahoromi è stato serializzato sulla rivista seinen Big Comic Spirits di Shogakukan e conta in tutto quattro volumi. In Italia è edito da Goen, che ha distribuito il primo volume proprio in questi giorni. 

Trama fornita dalla casa editrice: Niwa frequenta il primo anno della facoltà di architettura. Un giorno , insieme alla sua compagna di università Akira, va a visitare una villa in stile occidentale che sta per essere demolita. Quando tocca una vecchia maniglia, però, ha una visione, e gli compare davanti agli occhi la porta di una stanza. Quella notte Niwa torna di nuovo in quella casa, e viene a sapere da una ragazza misteriosa che quello che ha visto è il "ricordo" dell'edificio. Dopo l'incontro con quella ragazza, che ha le sue stesse visioni, comincerà per Niwa una vita piena di emozioni.

Commento di Yue: Quanto mi era mancata Kei Toume! E' avevo completamente rimosso l'annuncio  di quest'opera in italiano, quindi è stata una doppia sorpresa.  

Come mi è sembrato questo primo volume? Beh, quella che sto per scrivere è una frase incredibilmente trita -che scatenerà l'autocombustione nei recensori più seri e capaci di me che avranno la sfortuna di leggerla - ma Kei Toume è una garanzia, punto. 
"Ma una garanzia di cosa?" chiederanno i suddetti, in preda alle fiamme... Beh, in effetti è un'affermazione che necessita di spiegazioni:

Kei Toume è un'autrice che fin dal suo esordio (o quasi) percorre incessantemente le medesime vie, senza deviare o quasi. Nelle sue opere -che mai si discostano dalla struttura base dello slice of life- , ci sarà sempre una protagonista misteriosa con lunghi capelli neri , un protagonista un po' burbero ma mai stronzo, e un'amica d'infanzia gioviale e con i capelli corti. Ci saranno sempre adulti enigmatici e scostanti e persone defunte che continuano ad influenzare le esistenze dei vivi che hanno avuto a che fare con loro. Sono delle vere e proprie costanti della produzione della Toume, che se si sono apprezzate nelle altre sue opere si apprezzeranno anche in questa. Certo, in ogni opera la Toume usa -passatemi il termine culinario- "spezie diverse" , inserendo un pizzico di thriller o di paranormale o di commedia romantica, ma la sostanza è sempre la stessa. Lo ammetto, in alcuni autori (ad esempio Mitsuru Adachi) questo comportamento mi irrita un po' e alla lunga lo trovo ripetitivo e mi annoia. Ma nella Toume, questi elementi comuni sono diventati appunto una "garanzia" di storie -almeno per me- sempre belle e piacevoli. E' un' autrice che proprio in virtù di questo o si ama o si odia, come appunto il già citato Adachi.

Tornando nello specifico a questo Mahoromi. il cast dei personaggi mi piace assai, in particolar modo la misteriosa Mayuri: il suo curioso legame con le case antiche, e soprattutto con il defunto nonno del protagonista mi incuriosisce molto ed è fra i misteri più intriganti dell'opera. Ed anche i vari ricordi delle case percepiti dai due protagonisti, sebbene apparentemente slegati, sembrano avere un fil rouge nella presenza di stranieri che in passato hanno vissuto a Yokohama (dove si ambienta la storia). Molto simpatica anche la postfazione, dove l'autrice svela candidamente che quest'opera è nata in seguito alla sua passione per le vecchie case!

Non mi sento di consigliarlo a tutti : se la Toume proprio non vi piace non cambierete idea con quest'opera , ma a tutti gli altri sì, e speriamo in tempi umani per l'uscita del secondo volume!








giovedì 11 febbraio 2016

Nimona di Noelle Stevenson





Titolo: Nimona

Autrice: L'autrice di questo fumetto (nato inizialmente come webcomics e poi raccolto con grande successo in volume) è Noelle Stevenson, giovane illustratrice/disegnatrice/sceneggiatrice nota in Italia per essere fra le creatrici della serie Lumberjanes. Questo è il suo sito ufficiale, questo invece il suo tumblr

Trama fornita dalla casa editrice: Nimona vuole diventare la nuova spalla del criminale più cattivo del regno, Lord Ballister Cuorenero. Sebbene sia molto giovane, è intraprendente, entusiasta, e può trasformarsi in qualunque animale! Saranno una squadra temibile, insieme. Solo che nulla è veramente come sembra, in questa storia. Ma proprio nulla. E la piccola Nimona scoprirà cosa è davvero importante e chi le vuole bene veramente, in un libro straordinariamente fresco, veloce, profondo, colorato, sorprendente e intricato, opera di una straordinaria e giovanissima autrice, la pluripremiata Noelle Stevenson!

Commento di Yue: Questo sarà un commento brevissimo e senza spoiler, perché come sapete bene, non riesco mai a parlare scioltamente dei volumi che più mi hanno sorpreso. Vi dico solo 'preparatevi', perché  Nimona è un volume subdolo, che vi colpirà al cuore quando meno ve l'aspettate. Inizia come una storiella fantasy molto divertente e con personaggi canonici: abbiamo il  supercattivo Lord Ballister Cuorenero, il paladino che lo combatte Aloisius Lombidoro e poi c'è lei: la cattivissima, adorabile Nimona, mutaforme che sogna di diventare la spalla di Cuorenero e di distruggere Lombidoro e i buoni. Un fumettino all'apparenza frivolo e giocoso ma che piano piano...diventa qualcos'altro. I personaggi cominciano a svelarsi, così come i complessi rapporti che li legano e improvvisamente, ci ritroviamo a soffrire insieme a loro , con una storia che da giocosa diventa epica, tanto da rapire completamente il lettore. Il finale, tutt'altro che scontato, è fra i più belli e intensi letti in questi ultimi anni, e non aggiungo altro (ho promesso niente spoiler). 
In America Nimona è diventato un vero e proprio oggetto di culto fra il pubblico più giovane (ma non solo), e tutta la critica è stata unanime nel riconoscerne il valore (basta guardare le numerose  citazioni, la nomination agli Eisner Awards e il fatto che sia arrivato finalista ai National Book Award ). In Italia esce oggi (11 Febbraio) ed io non posso fare altro che consigliarvelo con tutto il cuore. 

"I'm a Shark!"



giovedì 4 febbraio 2016

I manga che non leggeremo mai in Italia 27 - Musume no Iede di Takako Shimura


Musume no Iede - I'm a Runaway Girl (娘の家出) di Takako Shimura

Informazioni varie: Seinen serializzato sulla rivista Miracle Jump di Shueisha , con all'attivo tre volumi (il quarto uscirà a Marzo). La sua storia editoriale è piuttosto travagliata: nato come storia breve, in seguito è proseguito come one-shot in tre parti sulla rivista Jump X. Conseguentemente alla chiusura di quest'ultima è approdato su Miracle Jump, dove è stato promosso a serie regolare. 

Autrice: E' Takako Shimura, nota in Italia e nel resto del mondo per Aoi Hana (Sweet Blue Flowers) e Hourou Musuko (Wandering Son). Autrice incredibilmente versatile, attentissima a tematiche come l'identità di genere e la sessualità negli adolescenti  , nel corso della sua carriera ha spaziato in più generi e sempre con grande successo. Vi dico solamente che le tre sue opere più recenti sono un seinen (il Musume no Iede di cui vi sto parlando) , un boy's love (Okite Saisho ni Suru Koto wa ) ed un josei (Koiiji). In Italia Aoi Hana è edito da Renbooks

Trama: In questo primo volume buona parte delle narrazione è dedicata a Mayuko, una studentessa che vive una situazione familiare decisamente complessa: i suoi genitori sono separati, e mentre la madre si è risposata con il suo datore di lavoro, il padre adesso vive con il suo amante, un giovane fioraio. Mayuko ha preso abbastanza bene questa situazione familiare, ma all'inizio non è stato facile: infatti, la sua passione per gli uomini cicciottelli, le ha creato non pochi problemi, facendola prima innamorare del del compagno del padre, e poi addirittura del futuro patrigno! (cosa che ha portato ad una sua fuga da casa, da qui il titolo del manga). Ovviamente si tratta di cottarelle senza senso , e ben presto la nostra Mayuko troverà un giovane della sua età (sempre cicciotto) su cui dirigere le sue attenzioni.

Commento di Yue: Pur avendo un inizio dedicato quasi interamente a Mayuko ed ai suoi familiari (bellissimo il capitolo raccontato dal punto di vista della madre) questa serie, negli ultimi capitoli del primo volume e nei successivi si sviluppa in modo decisamente corale e racconta le storie di un gruppo di ragazze (fra le quali, appunto, Mayuko) unite dall'amicizia e dal fatto che sono tutte figlie di genitori divorziati. Ognuna di loro vive situazioni non sempre facili nelle loro famiglie allargate, ed il desiderio di fuggire di casa  è sempre presente (anche se raramente viene messo in atto, fatta eccezione per qualche timida fuga-gitarella di gruppo in montagna). La Shimura si sofferma a raccontare le loro storie con la sua consueta grazia : ormai è una vera e propria esperta nel parlare di giovani ragazze alle prese con l'amicizia,  i rapporti familiari,  l'amore e il sesso (perché sì, se c'è un'autrice che riesce a parlare di sesso con assoluta naturalezza e senza malizia è proprio la Shimura). Ormai questa autrice utilizza sempre la stessa formula: creare slice of life realistici e gradevoli , con personaggi ai quali si vuole bene immediatamente e toccando tematiche tutt'altro che scontate . Formula, lasciatemelo dire, del tutto vincente .
Leggetelo!

Si trova in lingue comprensibili?: Il primo volume è stato tradotto dal gruppo mugeSlowScans, che però non so se è ancora attivo :(




Le protagoniste di questa serie.


mercoledì 3 febbraio 2016

I preferiti di Yue 19 : Gennaio 2016

Ed eccoci arrivati - anche stavolta in ritardo- al primo appuntamento del 2016 con i best of del mese! Come sempre, questa rubrica è condivisa con l'amica di malefatte MariaSte, sul suo blog iononsonoquellaragazza . 

La serie Tv: Questo mese è stato decisamente fiacco sul fronte serie tv. AHS: Hotel è finito, è questa quinta stagione -pur riprendendosi un po' negli episodi finali - mi è parsa davvero mediocre. Per il resto (vuoi per mancanza di tempo e vuoi per pigrizia) ho visto poco di interessante , con un' unica e piacevole eccezione: Versailles. La sto recuperando molto lentamente, ma mi piace parecchio! Luigi XIV di Francia e suo fratello Filippo I duca d'Orléans (protagonisti della storia) sono due personaggi storici che mi hanno sempre affascinato , e la serie è davvero ben fatta e con un ottimo cast. I primi episodi sono forse un po' fiacchetti, ma vi assicuro che più va avanti e più diventa bella e appassionante (inutile dire che è il rapporto tormentato fra i due fratelli a sollazzare il mio cuoricino nero). 
Capelloni... capelloni ovunque! XD
Il libro: Gennaio non è stato ricco di letture, e anzi, per gran parte del mese ho avuto un vero e proprio "blocco" che mi ha fatto abbandonare un sacco di libri dopo pochi capitoli. Gli unici due che sono riuscito a portare a termine sono stati due gialli poco impegnativi, ovvero Giallo in famiglia (Home Sweet Homicide) di Craig Rice e Un pomeriggio da ammazzare (An afternoon to kill) di  Shelley Smith. Entrambi insoliti e graziosi, il primo si trova solamente usato (è uscito parecchi anni fa nella collana Gialli Mondadori), il secondo è appena uscito nella rediviva collana I bassotti della casa editrice Polillo. Se vi interessa sapere di più su questi librini, vi rimando al mio account su Goodreads, dove li ho brevemente commentati.

Leziosi ombrellini


Il film: Senza ombra di dubbio Carol di Tod Haynes. Ambientato negli anni 50, narra la storia della giovane Therese Belivet, commessa in un grande magazzino ed aspirante fotografa che si innamora dell'affascinante e matura Carol. 
Non vi parlerò della mia ossessione per questo regista, né della mia ossessione per Patricia Highsmith, autrice del libro The price of Salt da cui è stato tratto questo film. Dico solamente che è bellissimo. BELLISSIMO. Siamo solamente a Gennaio, ma temo proprio che questo sarà il mio film del cuore del 2016!
Fra gli altri film visti al cinema, il sopravvalutato The Revenant e l'interessante e spaventoso The Big Short (La grande scommessa). 


Che regia! ;__;


La canzone: Elisa - No Hero



Dopo averci regalato un sacco di canzoni lagnose in italiano, finalmente Elisa torna a cantare in inglese, con un pezzo in stile Robyn molto carino e orecchiabile.
Sì, potevo scegliere un pezzo di David Bowie ma No, fa ancora troppo male

L'oggetto: Stavolta è una graphic novel, ovvero Nimona di Noelle Stevenson. Ve ne parlerò a breve qui sul blog. 


In Italia esce l'11 Febbraio per Bao Publishing! 



Il cibo: Le tigelle. Che son buone e belle! XD


Di solito ne prendo tre salate e due dolci! 

martedì 19 gennaio 2016

Buoni propositi dell' anno passato.

Vi ricordate del buon proposito del 2015 di vedere almeno un film al giorno? Ebbene, alla fine ci sono riuscito, anche se non ne ho più parlato sul blog (l'ultimo aggiornamento sui film visti risale ad Aprile). E' stato difficile e talvolta stancante , ma in totale -stando a quel che dice il mio profilo Letterboxd- ne ho visti addirittura 372, e mi sembra un buon risultato!
Purtroppo, commentare i film visti anche solo brevemente era abbastanza impegnativo, ma adesso che il 2015 è finito, mi sembra giusto, con questo post, fare un bilancio e citare almeno i più belli fra i 372 visti. Ho deciso di sceglierne venti (fra quelli visti per la prima volta) , che citerò in ordine sparso. Dove possibile, ho utilizzato il titolo italiano.

Mad Max : Fury Road - Vera sorpresa del 2015, questa adrenalinica corsa nel deserto segna la rinascita di George Miller, regista da me molto amato ma che negli ultimi anni si era un po' perso.  Superate i pregiudizi e recuperatelo!
Donne in amore - Un filmone, che ho finito per amare ancora di più del bello ma difficile romanzo di David Herbert Lawrence. Interpreti bravissimi, una splendida e opulenta regia e una quantità di scene indimenticabili (quella del fico fra tutte). Ken Russell è un regista da riscoprire.
Tom à la ferme - Thriller sottilissimo e morboso, che turba e affascina , è il film che mi ha fatto innamorare di Xavier  Dolan. Tre scene memorabili: la corsa nel campo di mais, il sensualissimo tango e la 'presa di coscienza' ad distributore. Da brividi!
Crimson Peak -  Guillermo del Toro omaggia il genere gotico con una straordinaria mise-en-scène (suo marchio di fabbrica) ed una sceneggiatura che osa poco, ma rispetta in pieno i canoni del genere. In generale, non ha convinto tutti: io l'ho adorato, e attendo spasmodicamente il bluray.
A Royal Affair - Il miglior period drama visto in questi ultimi anni, complice anche l'interessantissima vicenda storica e gli attori in stato di grazia. Se vi è piaciuto vi consiglio anche il libro di Per Olov Enquist "Il medico di corte".
The Lobster - Vorrei tanto poter vedere cosa c'è dentro la testolina di Yorgos Lanthimos, perché davvero, ogni suo film mi sconvolge su più livelli. The Lobster mi è piaciuto un filo di meno rispetto a Kynodontas , ma resta uno dei film migliori visti nel 2015.
Onibaba - Le assassine - In mancanza degli uomini (andati in guerra) una donna e la giovane moglie di suo figlio cercano di sopravvivere derubando e uccidendo i soldati che si aggirano lungo il fiume. Film visivamente bellissimo e narrativamente appagante.
La notte brava del soldato Jonathan - Nonostante l'imbarazzante titolo italiano, questo film è un ottimo rappresentante del genere Southern Gothic, che unisce una trama intrigante ad un Clint Eastwood in stato di grazia e ad una divina Geraldine Page. Da recuperare!
Song of the sea - Ennesimo capolavoro di Tomm Moore, che pesca ancora una volta a piene mani nella mitologia irlandese (stavolta, abbiamo il mito delle selkie). In Italia non è stato distribuito, e questa cosa è davvero vergognosa.
Nella casa - Capolavoro di Ozon: un giovane studente che ama osservare le case (e i suoi abitanti) , decide di "intrufolarsi" nella famiglia medio borghese di un suo compagno di classe, facendone un vero e proprio resoconto scritto al suo insegnante di lettere. Uno dei film più belli visti nel 2015: recuperatelo!
Frances Ha -  Giovane newyorkese alla prese con l'avvicinarsi dei temibili trent'anni e il naufragio  dei sogni  e di un importante amicizia . Doloroso ma bellissimo.
Pride -Questo film -da molti snobbato e distribuito in pochissime sale-  si è rivelato un piccolo gioiellino: emozionante ,con personaggi ottimamente approfonditi e ben interpretato (dal meglio degli attori britannici del momento, fra i quali un sorprendete Dominic West e Andrew Scott). Davvero una piacevolissima sorpresa, ve lo consiglio!
Il sospetto - Nonostante la tematica spinosa , è un film  asciutto e duro, che analizza con spietata lucidità gli effetti destabilizzanti del "sospetto" su di un gruppo di persone che prima della terribile accusa erano legatissime fra loro. Il finale è da antologia e Mads Mikkelsen (l'Hannibal della serie TV) dimostra di essere un attore straordinario. Bello ed emozionante, ve lo consiglio caldamente.
Tangerine - Splendori e miserie di due giovani prostitute transessuali , le cui vite si intersecano con quella di un tassista armeno. Lo squallore è onnipresente, ma non può vincere la delicatezza di un'amicizia. Da recuperare!
Queen of Earth - Anatomia di un'amicizia sull'orlo di una crisi di nervi. Un film verboso e compiaciuto, ma che stranamente coinvolge e ammalia, in un crescendo di tensione non da poco. Elisabeth Moss è sempre brava, e in più  la colonna sonora è davvero bella.
It Follows - Ovvero, la sorpresa in campo horror dell'anno appena passato. Inquietante e visivamente stiloso.
Paddington - Ma davvero devo convincervi io a vedere un film delizioso con un orsetto doppiato da Ben Whishaw?
Predestination - Ingarbugliato ma solido sci-fi, tratto da un racconto di Robert A. Heinlein. Pur non avendo l'ambizione di un Ex Machina, mi è piaciuto di più di quest'ultimo, complice anche una straordinaria Sarah Snook. Da recuperare se amate il genere fantascientifico.
Nessuno lo sa - I film di Hirokazu Koreeda sono come avvolti da una luce particolare... Una luce "calda" e intima che ogni volta mi rapisce. Questo è uno dei suoi film più belli: malinconico, per certi versi crudele ma anche bellissimo. Da vedere!
Kingsman -  Questo film (tratto da un fumetto) omaggia e allo stesso tempo sbeffeggia i film della serie James Bond. Caustico, politicamente scorretto e imprevedibile: mi è piaciuto moltissimo!

Bene. Per il 2016 non ho buoni propositi, ma spero comunque di riuscire a vedere altrettanti bei film!


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