domenica 4 dicembre 2016

Best & Worst: November 2016

Dopo lo specialone lucchese, torniamo alla normalità con il settimo appuntamento della rubrica Best & Worst . Come avrete notato dalla scarsità di post, Novembre è stato un mese per me molto impegnativo e nel complesso poco fruttuoso sul fronte letture/visioni.  Quindi sarà un post abbastanza breve e triste. Come sempre, al di là dello specchio, vi aspettano pure i Best & Worst di Masha, nel suo blog iononsonoquellaragazza

Lo studio Laika è sempre stato fonte di piacevoli sorprese, ma questo Kubo and the two strings -mi rifiuto di usare il titolo italiano, che snatura del tutto il significato di quello originale- mi ha davvero colpito e commosso.
Visivamente straordinario e narrativamente intenso e mai scontato, è balzato all'istante al primo posto nella mia personale classifica dei film di questo studio [*]. Certo, avrebbe meritato un maggior successo di pubblico (sia all'estero che in Italia), ma pazienza.

A quanto pare, il prossimo film d'animazione Laika sarà un adattamento delle Cronache di Wildwood, che mi dicono essere  una serie molto carina (edita in lingua italiana da Salani). Sono proprio curioso!

Se ancora non siete convinti del valore di questo film e volete delle recensioni a modo, vi consiglio quella di Gerundiopresente e Oresama.


A presto, con qualche commento sulle recenti letture fumettose e qualche specialino natalizio!

[*] Come? Volete la mia classifica? Eccola:
1°)Kubo and the two strings
2°)Paranorman
3°)Boxtrolls
4°)Coraline

A Paranorman sono molto affezionato: ad una prima visione mi aveva lasciato soddisfatto ma  freddino, ma alla seconda è scattato l'amore, che dura tutt'ora! Boxtrolls è forse la loro opera meno riuscita, ma adoro l'ambientazione ed i personaggi bizzarri e sopra le righe. Coraline viene generalmente considerato superiore a Boxtrolls e a Paranorman ma ad essere sincero l'ho sempre trovato un po' piatterello rispetto agli altri (e non ho mai amato particolarmente nemmeno il libro).
Una piccola curiosità: Laika ha lavorato anche a La sposa Cadavere, che è uno fra i film di animazione da me più odiati: quel finale "con le farfalle" (non dico di più, onde evitare spoiler) l'ho trovato a dir poco orrendo, e snatura completamente tutto quello che c'era di buono nel film. L'ho visto al cinema, e mi sono sempre rifiutato di rivederlo!

martedì 8 novembre 2016

Best & Worst : October 2016 - Speciale Lucca Comics & Games.

Questo mese i "Best & Worst" li famo strani.
Ebbene sì, come avevo già accennato nel post precedente stavo scrivendo un lungo intermission sulla mia visita lampo al Lucca Comics & Games , ma siccome 'sta benedetta rubrica va portata avanti (e al momento sono pure terribilmente in ritardo), ho deciso di "fondere" insieme i due post, così prendo due piccioni con una fava. Alè!!!

In molti penseranno: Ma come? Dopo tutte quelle lagne alla fine sei andato a Lucca? La risposta è : Sì. Ho sputato sangue, ma alla fine ce l'ho fatta a liberarmi per Sabato, ed anche se ho corso come un matto (e non ho visto quasi niente) sono riuscito a spendere una discreta sommetta, pur ammettendo che rispetto agli scorsi anni sono stato abbastanza parsimonioso. 

Queste sono le foto (brutte) degli acquisti:

Questi sono gli acquisti manga: in mezzo agli acquisti obbligati (Tezuka e Kamimura) ci sono "Amami lo stesso" della mia adorata Nakahara e Golden Kamui, che mi ha sempre incuriosito. Se ve lo state chiedendo, sì, il volume di Shirley ha la dedica di Kaoru Mori!

Faccio un po' fatica a trovare i volumi Renoir in fumetteria, quindi ogni anno spendo sempre un sacco di soldi al loro stand! Oltre al bellissimo e gattoso "Lackadaisy" (webcomics di Tracy Butler che amo alla follia) ho preso i primi due volumi della serie horror "Harrow County", che mi ha sempre incuriosito!

Un po' di volumi per tutti i gusti: oltre ai nuovi volumi di Gipi e Pellizzon, l'integrale della mitica "Barbarella" (fumetto cult degli anni 60) e il toccante "Special Exits", memoir doloroso ma mai patetico della grande Joyce Farmer. 

Dolce in fondo: l'ultimo volume di Hadez e Leonid, disegnato dal mio amato Stefano Turconi (il disegnatore de "Il porto proibito") e sceneggiato da quel gattaro di Brrémaud.
Ahimè, da queste foto è rimasto fuori il bellissimo volume "Crocevia" di Yoshihiro Tatsumi, e il libro illustrato "Diva e Pulce", che ho regalato ad un' amica (con tanto di disegnetto fatto al volo dal bravissimo Tony DiTerlizzi). 

Se avete qualche domanda/curiosità su uno di questi volumi domandate pure nei commenti (lo sapete che mi fa piacere).

Ma veniamo alle varie categorie che caratterizzano i Best & Worst : per l'occasione "speciale" ci saranno tutte e cinque.

BEST:

  • Mostre al Palazzo Ducale: sono sempre bellissime, ma quest'anno con Kamimura , Cornellà, Cho e DiTerlizzi si sono superati! L'unica sezione che non ho visto è quella di Zerocalcare: troppo affollata!
  • La gentilezza di alcuni standisti: io mi sono innamorato dello staff della Eris Edizioni! E' una casa editrice che sta crescendo tantissimo, e che pubblica cose meravigliose. E poi il teaser di Misdirection mi ha sconvolto: voglio il volume, NOW! 
  • Gli amici incontrati in fiera, in particolar modo le ragazze e il mio omonimo di Mangabase α (che io ho sempre pronunciato "all'inglese", sbagliando clamorosamente!) che ogni anno allietano le mie ore lucchesi. 


MEH:

  • I tanto strombazzati gadget che non ti danno MAI senza previa richiesta (o meglio, supplica). Non che la cosa mi dia fastidio (non sono un collezionista seriale di gadget, anzi), ma se le locandine appese dicono che con quindici euro di spesa mi dai il taccuino de I giorni della sposa, e dammelo! Ok, sono un bambino piccolo e capriccioso, E ALLORA? XD
  • Poche novità editoriali di mio gusto: quest'anno la lista acquisti era cortissima, anche se in questo caso vale la formula "pochi ma buoni".

WORST:

  • L'organizzazione della signing session di Kaoru Mori. La J-pop ha avuto la brillante idea di distribuire dei coupon non numerati, ritrovandosi a pochi minuti dall'inizio senza una minima idea di come gestire la fila. Per correre ai ripari hanno consegnato dei foglietti numerati, ma solo i fortunati che si trovavano nei dintorni sono riusciti a prenderli, tutti gli altri - anche se erano stati fra i primi a prendere il coupon- si sono ritrovati una fila lunghissima , con tre/quattro ore di attesa. Io sono stato molto fortunato: avrò aspettato una mezz'oretta , e ne sono uscito comunque sfiancato. Ah, la vecchiaia! 
  • Il mio senso dell'orientamento: fra una corsa e l'altra non sono riuscito a trovare la chiesa che ospitava la Self Area. Ho mandato una mia amica Martedì, ma tutte le cose che mi interessavano erano Sold-out! Che sfiga, che rabbia! >_<

DELUSION:

  • La Hikari/001 Edizioni, che non è riuscita a portare né il terzo volume di Gen di Hiroshima, né la ristampa del primo, e tutto a causa di problemi tipografici dell'ultimo minuto. Ma con Lucca alle porte, aspettate il giorno prima per stampare i volumi? Stessa cosa per il secondo volume di ElfQuest, in ritardo per via di problemi di approvazione della copertina: possibile che in più di un anno dall'uscita del primo volume non siano riusciti a far approvare una copertina? Per carità, saranno anche cose che succedono, ma che delusione!!!

SURPRISE:

  • Kaoru Mori. Al suo showcase ci hanno fatto imbustare i cellulari e sono state bandite telecamere e macchine fotografiche (con tanto di gorilla che lanciavano occhiatacce al pubblico riluttante ) . La cosa ha impressionato un po' tutti , ma appena la sensei è entrata in sala -sorridente, ed indossando uno splendido kimono- il gelo se n'è andato immediatamente. Ve lo dico subito, e credetemi sulla parola: Kaoru Mori è bellissima e simpatica! Non sto a scrivere le domande che le sono state fatte, visto che le hanno riportate più fonti, ma la cosa che mi ha colpito di più è stata la sua passione per quanto riguarda la ricerca del materiale per le sue storie: per cercare libri antichi e cronache sulle popolazioni dell' asia minore è andata addirittura in Russia! E come avrete già letto altrove, dopo l'uscita del nono volume ha in programma di fare un viaggio in Tajikistan e Kazakhistan. Durante la dedica era possibile farle altre domande, e le ho chiesto -essendo io un appassionato di letteratura vittoriana- se aveva letto romanzi scritti in quel periodo. Lei mi ha risposto -con tono serioso- di averne letti alcuni per documentarsi, ma poi è scoppiata a ridere dicendo che continua a comprare praticamente tutti i film/romanzi/fumetti pubblicati in Giappone che sono ambientati in quel periodo. E' più forte di lei! E' stato molto emozionante incontrarla, ed è un ricordo che serberò sempre nel cuore. Questa è la dedica che mi ha fatto:

Ebbene sì, mi chiamo Andrea. Non vi emozionate troppo eh!

Ok, finisce qui questo reportage deludente e pieno di lamentele sciocche. 
Alla prossima!



mercoledì 2 novembre 2016

Questo messaggio si autodistruggerà: Commentando gli annunci del Lucca Comics 2016.

In questi giorni sto scrivendo l'ennesimo intermission lunghissimo e sconclusionato, ma per gli impazienti, come da tradizione, ecco il post con i commenti sugli annunci lucchesi di quest'anno. Lo dico: poteva andare molto peggio. E anche se case editrici come J-pop e Planet Manga hanno annunciato cose parecchio scialbe e prevedibili , devo dire che la Starcomics mi ha regalato delle piacevoli sorprese. Ma iniziamo con ordine:

Planet Manga:



 DEAD DEAD DEMON'S DEDEDEDEDESTRUCTION di Inio Asano
Con Asano ho un rapporto di amore e odio: i suoi pipponi esistenziali li tollero solamente in forma ridotta, mentre quando la fa lunga come in Pun Pun mi fa venire l'orticaria. Questo Dededecoso mi sembra abbastanza assurdo e interessante come trama, quindi prenderò sicuramente il primo volume e valuterò sul momento.



SHURIKEN TO PLEATS di Matsuri Hino 
A me la Matsuri piaceva un sacco prima di Vampire Knight, e ammetto candidamente che quest'opera un pelino mi incuriosisce. Ma poi penso: due soli volumi, e poi è tornata come 'na disperata al prequel di VK: mi sa tanto di insuccesso clamoroso troncato prematuramente. Boh, magari una sfogliata gliela do, ma è più no che sì.




NORAGAMI di Adachitoka
Sapete che vi dico? Anni fa lessi il primo volume, e pur essendo uno shounen abbastanza classico lo trovai molto grazioso (soprattutto graficamente). Se la Planet mi tira fuori un'edizione decente e non troppo costosa potrei anche prenderlo.



MURCIÈLAGO di Kana Yoshimura
Dopo Magical Girl of the End , continua la deriva splatter/gore della Planet, con questo seinen (e anche un po' yuri) folle e cattivissimo. A me viene da sbadigliare, ma se mi dite che è una bomba potrei anche provarlo.




ARTE di Kei Ohkubo  
Questo potrebbe essere molto interessante (per tematica ed ambientazione) , ma il pericolo "poracciata pseudostorica" è dietro l'angolo, e anche graficamente non mi fa proprio impazzire. Io sono parecchio scettico, ma proverò comunque il primo volume. 

L'unica notizia bomba della conferenza è stata l'annuncio della pubblicazione degli ultimi due volumi di Detonation Island: Alleluia!

Gli altri annunci non fanno per me, e non li commento nemmeno.  

Starcomics:



BUGIE D’APRILE (SHIGATSU WA KIMI NO USO) di Naoshi Arakawa
Questo manga mi ha sempre incuriosito, sia graficamente che per la trama. Poi però è uscito l'anime, ed ho cominciato a leggere commenti sulla sua drammaticità e compagnia bella. Ora, io devo ancora riprendermi dalla cocente delusione avuta con A Silent Voice (che poteva durare un volume senza tutti quegli psicodrammi), quindi non mi va di leggere l'ennesimo manga deprimente. Quindi mi rivolgo a voi amici: Me lo consigliate? Avete visto l'anime/letto il manga?


DORAEMON COLOR EDITION di Fujiko F. Fujio
Da prendere ad occhi chiusi. Se non lo fate, siete delle cattive persone XD


ROCKY JOE PERFECT EDITION di Ikki Kajiwara e Tetsuya Chiba
La vecchia edizione (che era conciata parecchio male)  l'ho regalata ad un mio caro amico, proprio nella speranza di una ristampa con tutti i crismi. Dopo anni di attesa è finalmente arrivata, e sono felicissimo!  Tetsuya Chiba è un disegnatore che amo moltissimo: mi piacerebbe tanto leggere i suoi shoujo degli anni 60/70!


LAMU PERFECT COLOR EDITION di Rumiko Takahashi
Cocente delusione. Sono anni che aspetto la ristampa di Urusei Yatsura, e questo contentino in due volumi di certo non mi soddisfa. Io volevo la ristampa completa!


OUR LITTLE SISTER (UMIMACHI DIARY) di Akimi Yoshida
BAM! Annuncio bomba di questa edizione del Lucca Comics. Manga bramato follemente dal sottoscritto (e da tutti i Bananisti-anonimi) e premiatissimo in patria , sono proprio felice sia capitato in casa star. Akimi Yoshida è una maestra dello storytelling , quindi non fatevi scoraggiare dai disegni poco fighetti e date fiducia ad una signora che disegna da 40 anni.  


NAMI YO KIITEKURE di Hiroaki Samura
Io ho un problema con Samura: le sue opere pubblicate dopo L'immortale le ho trovate , infatti, tutte più o meno insopportabili. Ma questa mi pare virata di più sulla commedia e lo slice of life, quindi sono fiducioso e curioso.


KOI WA AMEAGARI NO YOUNI di Jun Mayuzuki
Ecco, di questo seinen serializzato su Big Comics Spirits (e in seguito su Gekkan! Spirits) non sapevo praticamente niente, ma lo stile vagamente retrò di Jun Mayuzuki (a me il modo in cui disegna i capelli e gli occhi ricorda un pochino lo stile di autori "anni 80" tipo Kaoru Shintani e Shinji Wada) mi ha immediatamente conquistato. A quanto pare è una commedia romantica molto valida, quindi lo proverò sicuramente!



J-pop:




STRAVAGANZA di Akihito Tomi
Bei disegni e fanservice come se non ci fosse un domani. In Maison Reiroukan la ricetta funzionava abbastanza bene (per via della brevità dell'opera), in questo fantasy invece, mi convince di meno (ma ho letto pochi capitoli). Forse prendo il primo volume, ma più no che sì.


DUNGEON MESHI di Ryoko Kui  
E' folle e serializzato sulla rivista  Harta: devo aggiungere altro?





KURENAI SANSHIROU e MACH GO GO GO di Tatsuo Yoshida 
Queste "operazioni nostalgia" mi rendono sempre felice, anche se non sono proprio due titoli che impazzivo dalla voglia di leggere.




LA CONVIVENZA - DOUSEI JIDAI di Kazuo Kamimura
L'unica vera gioia che Jpop ci ha dato quest'anno. Un'opera fondamentale per comprendere il sensei Kamimura, e che sono strafelice di poter leggere.

A presto con l'intermission dove mi racconterò la mia toccata e fuga al Lucca Comics!

giovedì 13 ottobre 2016

Intermission 33 - Un po' di chiacchiere.

Ed eccoci arrivati ad un intermission di totale cazzeggio, dove parlerò di mille cose senza un comprensibile ordine logico. 

Come state, pasticcini miei? Spero non troppo rilassati, visto che mancano solamente tredici giorni al Lucca Comics & Games. E a tal proposito, voglio rassicurare un paio di amici che sono rimasti sconvolti dal mio silenzio a riguardo: Sì, lo so che Kaoru Mori è fra gli ospiti di quest'anno. E lo so che vi aspettavate da parte mia post isterici e progetti vari per un eventuale raduno "Molestiamo la Kaoru Foresta", ma ahimè *melodia triste suonata col violino* a Lucca quest'anno molto probabilmente non ci sarò. Che beffa del destino! Saranno tipo vent'anni che non mi perdo un'edizione, e dover saltare proprio l'anno in cui è presente uno dei miei idoli fumettistici è veramente da bestemmie. Mi raccomando: se siete in fiera e partecipate alla sua sessione di autografi, fate tante foto (e mendatemele, così rosico ancora di più) , e soprattutto chiedete ai tizi j-pop se hanno i nuovi Scribbles! Insomma, quale migliore occasione per portarli? Se poi fate anche un raduno (why not?) voglio comunque tutti i dettagli, che la speranza è l'ultima a morire.

Il 15 Ottobre verranno inaugurate le mostre a Palazzo Ducale, fra le quali quella dedicata a Kazuo Kamimura, intitolata "La semplicità della bellezza". Almeno questa non voglio perdermela, anche se non so a che ora riuscirò ad arrivare -non ho ben capito se ci sarà una presentazione o cosa, e come orario viene indicato un generico 13:00-16:00 -. Fra l'altro, in mostra, ci sono pure i lavori di Frank Cho e del mio amato Joan Cornellà , quindi sono proprio contento (e magari farò un mini-reportage... *yue, adesso non esagerare*).

Ma torniamo a parlare dell'argomento principale di questo blog -anche se dagli ultimi post non si direbbe -, ovvero i fumetti: in questi ultimi mesi non ho letto tantissimo, di conseguenza non ho molto da segnalare. L'unica serie che continuo a seguire con regolarità e grande passione è Thorgal 
di Rosinki e Van Hamme . Questa serie fantasy (che pesca a piene mani dalla mitologia norrena , con addirittura qualche incursione nel genere fantascientifico) mi ha rapito fin dal primo albo, e pur non avendo dubbi sulla bravura di Van Hamme -uno dei più grandi sceneggiatori viventi- non pensavo proprio mi sarei appassionato così tanto ai suoi personaggi e alle loro avventure! Attualmente sta uscendo in edicola in comodi albetti a colori a 2,99 euro : siamo al ventesimo volume , su cinquanta pianificati.  Consigliatissimo!

Ultimamente ho avuto anche la possibilità di leggere Smile di Raina Telgemeier (edito in italia da Il
Castoro). Sono decisamente fuori target (di circa 23 anni), ma questo volume a fumetti autobiografico l'ho trovato grazioso.  La trama ruota intorno al rapporto problematico fra Raina e i suoi denti, che caratterizzerà un po' tutta la sua adolescenza, fra amori non corrisposti, terremoti e amici un po' stronzetti. Quest'opera ha vinto l'Eisner Awards come Best Publication for Teens ed è stata seguita dal volume Sisters, dove Raina parla del suo rapporto con la sorella Amara.
Una piccola curiosità riguardante l'autrice: il suo volume Drama (ambientato nel mondo del teatro) è stato inserito nella lista dei libri proibiti dalle scuole elementari in Texas , per via di misteriosi contenuti "sessualmente espliciti", ovvero (tenetevi forte) : ci sono due ragazzi delle medie che si dichiarano castissimamente il loro amore! Che orrore! Che concupiscenza! *sviene*
Stendiamo un velo pietoso sul Texas , che è meglio.

Sullo specifico fronte dei manga, la situazione è ancora più deprimente: le case editrici sembrano congiurare fra di loro per farmi smettere.
 L'unica nuova opera decente letta in questi ultimi mesi è stata Erased : lo stile grafico di Kei Sanbe non mi piace per niente, lo ammetto, ma mi sembra comunque un buon thriller e voglio vedere come verrà sviluppata la trama gialla. Ieri ho letto pure Requiem of the Rose King : Aya Kanno è
un'autrice che ho sempre apprezzato molto, e l'idea di un Riccardo III intersessuale (invece che fisicamente deforme) mi intriga moltissimo. Ma almeno in questo primo volume, la trama mi è parsa gestita piuttosto ingenuamente e in modo confuso, ed anche lo stile dell'autrice spesso non mi è sembrato adatto al tipo di storia storia narrata. Sicuramente prenderò anche il secondo volume, per vedere se l'autrice riuscirà a calibrare meglio tutti gli elementi della storia.

Sulla bellezza di Otherworld Barbara mi sono già espresso qualche post fa, mente ci tengo a farvi sapere che  My Brother's Husband di Gengoroh Tagame verrà pubblicato in inglese la prossima estate, da Pantheon Books. Leggere questo manga vi renderà degli esseri umani migliori, quindi non perdetevelo! E per chiudere in bellezza questa parentesi sui manga, vi annuncio anche che la Hazard Edizioni ricomincerà a pubblicare Osamu Tezuka, con il primo volume di Ikki Mandala a Lucca, e in seguito Sarutobi, Alabaster e -anche se ancora non è ufficiale- La canzone di Apollo. Evviva!

Anche cinematograficamente parlando non sono stato molto attivo, però l'ultimo film visto al cinema mi è piaciuto parecchio: sto parlando di Frantz, di François Ozon. Pur essendo un regista parecchio discontinuo, Ozon in quest'ultimo periodo ha tirato fuori opere molto interessanti, e questo melodramma postbellico , diviso in due parti quasi speculari, arriva dritto al cuore come una coltellata. Non ci provo nemmeno a scrivere una recensione più dettagliata, ma vi linko questa su Gerundiopresente, che rispecchia perfettamente il mio pensiero. Temo che al momento non sia più in programmazione, ma appena esce in dvd prendetelo! Fra i film usciti in questo periodo -e che purtroppo non sono riuscito a vedere!- c'è anche Quand on a 17 ans (titolo italiano: Se hai 17 anni), diretto da André Téchiné e sceneggiato dalla mia amata Céline Sciamma (regista e scrittrice del delizioso Tomboy). Mai avrei immaginato una sua distribuzione in lingua italiana, e spero di poterlo recuperare in qualche modo.

Lo state guardando The Exorcist? La serie tv FOX tratta dal famoso film del 1973?
Io sì, e non potete capire le risate che mi sto facendo (e non solo il solo, vero Caroline-chan?). Il prete protagonista è una vecchia conoscenza per tutti i fan di Sense8 (dove interpreta il tutt'altro che casto Hernando), e nel cast c'è pure una sempre più plastificata e stralunata Geena Davis (in un ruolo, fra l'altro, assolutamente scialbo) . Gli ascolti in America sono abbastanza disastrosi, quindi mi pare arduo il rinnovo per una seconda stagione: peccato, perché diventa più folle di episodio in episodio, e una tale fonte di trash dove la troviamo?

A proposito di trash: la nuova stagione di American Horror Story (Roanoke) è pallosissima. La struttura stile "documentario"sarà anche originale, ma la trama comincia a ripetersi (sembra un po' la versione redneck di Murder House). A detta degli autori, nel sesto episodio ci sarà una rivoluzione che scombinerà tutte le carte in tavola: staremo a vedere.

Ho visto anche i primi due episodi di Westworld e mi sono piaciuti tantissimo! Non voglio gridare al capolavoro (è veramente troppo presto), ma se continua su questi livelli sarà una bomba!

Per quanto riguarda i libri, le uniche vere sorprese le ho avute con Alias Grace (come potete leggere dal post dedicato) e con i racconti di Roal Dahl, che sono né più né meno dei capolavori di cattiveria (leggete L'ascesa al cielo e ditemi se non è la storia breve più bella  e perfetta mai scritta)  .


Un mese fa ho letto anche La guardia, il poeta e l'investigatore di Jung-myung Lee, ma questa specie di mistery ambientato in una prigione giapponese, all'insegna dell "Ah! Il potere salvifico della poesia, dei libri e della lettura!" mi ha lasciato incredibilmente freddo (e mi sento un po' in colpa vista la media di recensioni entusiastiche). Ah, una dovuta segnalazione: Beat ha pubblicato in una nuova traduzione Jamaica Inn di Daphne Du Maurier. Non sarà un capolavoro al pari di Rebecca o Mia cugina Rachele, ma resta comunque un ottimo thriller storico con un tocco di romance.
Purtroppo in questo periodo ho pochissimo tempo per leggere, ma a fine mese uscirà la traduzione italiana del tanto chiacchierato melodrammone gay A Little Life di Hanya Yanagihara e non vedo l'ora di leggerlo.
Per chiudere con i libri: ma quanto è caruccia la nuova rubrica letteraria della Mariaste? Seguite il suo blog, che ultimamente sta leggendo un sacco di libri belli.

Bene, ho parlato praticamente di tutto: Fumetti, manga, cinema, serie tv, libri... Manca la musica! Mentre scrivevo questo post, navigando a caso su youtube ho riscoperto un gruppo che mi piaceva molto, ovvero i Moloko: li ricordate? Questa e quest'altra erano le mie preferite. Ma questo intermission è decisamente lungo, quindi ho ascoltato parecchie altre canzoni di: Everything But The Girl, Cosmo (ma quanto è bravo?), Sweeney Todd (il mio musical preferito),e la meravigliosa Fairuz.

Se ce l'avete fatta a leggere tutto il post  , allora mi amate veramente, e come premio vi manderò una ciocca dei miei capelli, da conservare in un medaglione in stile memento vittoriano.

A presto!




mercoledì 5 ottobre 2016

L'altra Grace di Margaret Atwood

Non avevo in programma di dedicare addirittura un post a questo libro, ma a distanza di quasi un mese dalla sua lettura continuo a ripensarci, quindi al diavolo, direi che se lo merita, dopotutto. 

L'altra Grace (Alias Grace) è un romanzo della famosa scrittrice canadese Margaret Atwood , conosciuta per opere come Il racconto dell'ancella [1] e L'assassino cieco

La Grace del titolo altri non è che Grace Marks, cameriera di origine irlandese che è stata la protagonista di uno dei casi di cronaca nera più famosi del Canada di metà 800, ovvero la brutale morte di Thomas Kinnear e della sua governante (e amante) Nancy Montgomery. Accusati dell'omicidio furono proprio la stessa Grace (in quel periodo a servizio da Kinnear) e James McDermott, lo stalliere e tuttofare. Arrestati dopo una breve fuga, con indosso averi appartenuti ai loro padroni, entrambi furono condannati a morte, ma solo McDermott  - considerato dall'accusa come esecutore materiale dei delitti - fu impiccato. Su insistenza del suo avvocato, infatti,  l'allora sedicenne Grace finì prima in un manicomio, e poi in prigione, dove restò come detenuta modello per quasi trent'anni. In seguito ad amnistia , Grace andò a vivere nello stato di New York, e da quel momento si persero le sue tracce.

Questi sono i fatti "certi" riportati dalle cronache . Ma come andarono veramente le cose ? Grace era complice o vittima di McDermott? Era una povera ragazzetta sottomessa ad un bruto o -come disse McDermott durante il processo - una scaltra seduttrice, addirittura istigatrice dei due delitti? E come mai la ragazza, dopo un iniziale ammissione di complicità affermò fino all'ultimo di non ricordare niente dell'accaduto? 
Difficile farsi un idea basandosi sulle testimonianze dell'epoca , spesso esagerate e contraddittorie fino al ridicolo. Ma nonostante ciò, nel 1996, Margaret Atwood fa uscire Alias Grace, un romanzo che fin dal suo titolo è ammantato da un'aura di ambiguità.

La Atwood mette al centro della narrazione due figure principali: la prima è rappresentata da un personaggio fittizio, ovvero l'alienista di belle speranze Simon Jordan, e la seconda è la stessa Grace, che -ormai sulla soglia dei trent'anni- vive un'esistenza pacifica nel penitenziario di Kingston.
Il dottor Jordan è stato ingaggiato da un comitato di metodisti sostenitori di Grace, che sperano grazie ai suoi metodi di far ricordare alla donna gli avvenimenti inerenti alla morte di Kinnear e compagna, in modo da dimostrare la sua innocenza.
Il giovane e non troppo brillante dottore comincia così a "studiare" Grace, e sarà durante i loro numerosi colloqui che la donna -superata l'iniziale diffidenza- comincerà ad aprirsi e a raccontare la sua vita, dalla difficile infanzia in Irlanda  fino all'arrivo a casa Kinnear.

Il libro alterna così capitoli narrati in terza persona, dove vediamo i progressi e le tribolazioni del dottor Jordan, e capitoli narrati  in prima persona dalla stessa cameriera. La Grace ritratta dalla Atwood è una ragazza all'inizio quasi analfabeta, ma tutt'altro che stupida. E' una giovane donna che cerca di vivere degnamente con i suoi scarsi mezzi, e che nella sua breve vita ha compiuto enormi sacrifici e scelte dolorose (come quella di lasciare i fratellini al padre ubriacone per poter entrare a servizio). Durante il suo racconto, oltre a descrivere quella che era la sua routine quotidiana come cameriera, Grace parla anche di alcune persone che si riveleranno fondamentali nella sua vita, come l'amica del cuore Mary Whitney , il venditore ambulante Jeremiah e l'ombroso McDermott. Insomma, un tipico resoconto da persona pratica e concreta, se non fosse che qua e là , si insinuano sogni misteriosi e strane visioni... E qui arriviamo al punto che secondo me rende il libro così affascinante e per certi versi indimenticabile [SPOILER]: la Atwood non è interessata a dare una soluzione definitiva al mistero sul caso Marks, ma anzi, lascia la vicenda del duplice omicidio come "sospesa" e aperta a più soluzioni. Il resoconto di Grace sul giorno degli omicidi è confuso, febbricitante ed ha la consistenza del sogno. Ed anche se nel climax del libro (rappresentato da una seduta di ipnosi) la sconvolgente verità sembra venire prepotentemente a galla, di fatto ci sono moltissimi elementi che lasciano pensare che si sia trattato tutto di una grossa farsa.
Innocenza, dissimulazione, malattia mentale, perfino la pista paranormale rimane aperta e plausibile, e il lettore può arrovellarsi e schierarsi quanto vuole: il dubbio rimarrà sempre.
Lo stesso destino di Grace rimane ambiguo, grazie ad un crudelissimo colpo da maestro della Atwood, che però non voglio svelare!  [FINE SPOILER].

In definitiva, parecchie domande restano senza una risposta, ma a stagliarsi vivida nella mente del lettore rimane la figura incredibilmente complessa di Grace, che prima di essere una probabile assassina è una donna sfortunata, che si muove in una società ipocrita, fatua e maschilista, che si diletta con lo spiritismo e trae un morboso piacere dai fatti di cronaca più sanguinosi.

E' un libro di non facilissima lettura, che nel ritmo e nella struttura (vedi le citazioni all'inizio dei vari capitoli) riprende un po' i romanzi vittoriani dell'epoca. Ma è anche incredibilmente appassionante, e se la vicenda da cui è tratto vi incuriosisce, ve lo consiglio CALDAMENTE.

P.S: Il libro in italiano è tutt'ora fuori stampa, ma a breve dovrebbe uscire su Netflix una miniserie in sei episodi (scritta dalla bravissima Sarah Polley) che di sicuro farà ritornare il libro sugli scaffali.



NOTE:
[1] Di questo romanzo vi consiglio di leggere la bellissima recensione di Millefoglie: io l'ho recuperato dopo averla letta!

lunedì 3 ottobre 2016

Best & Worst : September 2016

Quinto, stringatissimo appuntamento con la rubrica mensile Best & Worst, sempre in combutta con il blog iononsonoquellaragazza.

Il fumetto più bello letto a Settembre (e mi azzardo a dire fra i più belli letti in tutto il 2016) è Otherworld Barbara di Moto Hagio. Cercare di descrivere in poche parole la trama è assolutamente impossibile, quindi non ci provo nemmeno. Dico solo che abbiamo a che fare con una fanciulla dormiente (probabile assassina), uno scienziato in grado di entrare nei sogni altrui e il figlio di quest'ultimo, che sembra avere una connessione speciale con la bella addormentata. Ma i personaggi sono tantissimi, la storia si sviluppa su più dimensioni (quella reale e quella "onirica", anche se il confine fra queste due è molto labile) e gli argomenti trattati sono svariati (dal rapporto padre-figlio fino alle intolleranze alimentari). Un assurdo calderone di cose, verrebbe da pensare, ma in mano a Moto Hagio tutto si incastra perfettamente, e questo primo tomone (di due) si divora in un soffio.Io lo consiglio caldamente, anche alle persone che non amano particolarmente il genere fantascientifico e a quelle che prima d'ora non hanno mai letto niente di questa autrice.


Per finire, vi invito a guardare questo episodio del programma di Naoki Urasawa sul mondo dei mangaka (Urasawa Naoki no Manben) dedicato proprio a Moto Hagio.

A presto!

P.S: Ho in programma un Intermission lunghissimo dove vi aggiornerò su parecchie cose, quindi preparatevi!

lunedì 5 settembre 2016

Best & Worst : August 2016

Questo terzo appuntamento con i Best & Worst (come sempre in comunella con il blog iononsonoquellaragazza ) , oltre ad arrivare leggermente in ritardo sarà anche molto breve. 

Libro scoperto grazie a due carissimi amici blogger (Caroline e BrokenMirror31) , è stato l'unica vera sorpresa di questo Agosto.

Romanzo d'esordio di Saleem Haddad, è ambientato in una non ben identificata città del Medio Oriente, ed ha per protagonista Raza,  un giovane interprete gay e impegnato politicamente, alle prese con la fine di un'importante storia d'amore e con la delusione della Primavera araba, che lentamente sta tramontando nella violenza. 
Come ho scritto su aNobii ha tutte le debolezze tipiche dei romanzi d'esordio ed i punti di forza dei romanzi semi-autobiografici. La scelta di non localizzare geograficamente il luogo in cui si ambienta gran parte della vicenda è un po' destabilizzante, ed il potenziale di alcuni personaggi (Maj e Basma) non viene sviluppato a pieno, cosa che unita al finale piuttosto aperto ti lascia quasi con il desiderio di poter leggere un seguito. Ma nel complesso è appassionante, scritto bene e si divora in poche ore, quindi non posso fare altro che consigliarlo!



Solitamente Daniel Clowes suscita in me le emozioni più disparate: amore, odio, paura, angoscia, antipatia, frustrazione, tristezza e chi più ne ha più ne metta. Voglio dire, prendiamo ad esempio Ghost World: a distanza di anni non riesco ancora a formulare un giudizio preciso su quest'opera. Certe volte mi verrebbe da dire che è un capolavoro, altre  che è uno dei fumetti più irritanti e odiosi che io abbia mai letto. 
Insomma, Clowes non mi aveva mai lasciato indifferente... Fino a questo Patience
Sia chiaro, non c'è niente che non va con la storia (che parla di un'uomo che viaggia nel tempo per salvare la donna amata) ma stranamente sono arrivato alla fine del volume piuttosto annoiato. Mi è sembrato un Clowes piuttosto stanco e "annacquato", ma molto probabilmente sono io che non capisco niente! ;)

mercoledì 31 agosto 2016

Occhio allo Sconto! Quattordici volumi che vi consiglio di recuperare al 25% in meno.

Nel periodo che va dal 29 Agosto al 25 Settembre i volumi della Bao Publishing, Edizioni BD ed Editoriale Cosmo si trovano -nelle fumetterie/librerie aderenti ed online- con il 25% di sconto . Quindi è un momento importantissimo per i recuperi, e visto che in molti me l'hanno chiesto, ecco 14 volumi che vi consiglio di prendere al 25% in meno del prezzo di copertina! Ovviamente, sono in ordine rigorosamente sparso. 



Green Manor di Fabien Vehlmann e Denis Bodart

"Insomma, l'omicidio perfetto, senza vittima né assassino"
Perché lo consiglio: Perché il genere giallo/mystery non è molto frequentato sotto forma di fumetto, e perché queste affascinanti novelle criminali sono davvero sorprendenti e ottimamente scritte. Lo consiglio anche agli scettici che non amano le storie brevi: cambierete idea. 






Skim di Jillian e Mariko Tamaki

"Avere sedici anni è ufficialmente la cosa peggiore del mondo"
Perché lo consiglio: Perché le cugine Tamaki non cercano mai di essere confortevoli o rassicuranti in questo coming of age,  che davvero non fa sconti per nessuno (e proprio per questo rimane scolpito nel cuore) .





Sailor Twain di Mark Siegel

"L'universo non è forse un buon libro?"
Perché lo consiglio: Perché ha il sapore dei romanzi ottocenteschi, più un'ambientazione che ho sempre trovato affascinante (è quasi interamente ambientato a bordo di un battello a vapore sul fiume Hudson). Amore, creature magiche e tanti misteri in un volume che si divora.




Tormenta Nera di Yoshihiro Tatsumi

"No, non la mia mano!"
Perché lo consiglio: Perché pur essendo un'opera disegnata in soli venti giorni dimostra già tutta la immensa bravura di un Yoshihiro Tatsumi ai tempi ventunenne, che di li a poco diventerà il padre del genere Gekiga. Una fuga ammanettati ad un pericolosissimo criminale: la tensione è assicurata.  




Dolci Tenebre di  Fabien Vehlmann e Kerascoët

"Non mi piace questa mosca..."
Perché lo consiglio: Perché a distanza di anni dalla sua uscita, continua a far parlare di se. E' una storia misteriosa e onirica, che inizia come un sogno e prosegue assumendo le tinte di un incubo. Leggere questo volume è un' esperienza indimenticabile, che rischia di mandarvi fuori di testa!




La Generazione di Flavia Biondi

"E a te, Matteo, piace Christian o Marco?"
Perché lo consiglio: Perdere la via e tornare alle origini... Per Matteo sarà un po' traumatico, ma l'affetto di una famiglia -anche se spesso prende vie tortuose- riesce a curare tutte le ferite. Flavia Biondi è sempre una garanzia (di lacrime e di sorrisi). 




E la chiamano estate di Jillian e Mariko Tamaki

"Mia mamma mi diceva... Me lo diceva sempre. Che mi aveva sognata prima che nascessi."
Perché lo consiglio: Di nuovo le Tamaki, di nuovo il loro realismo crudele. Due bambine (quasi ragazzine) su una spiaggia, i primi amori a senso unico e i "fantasmi" di bambini mai nati o indesiderati. Un volume di lacerante bellezza.




Il porto proibito di Stefano Turconi e Teresa Radice

"Non oggi. Non così. Non un'altra partenza senza salutarsi"
Perché lo consiglio: Una storia di mare, di amore, di redenzione . Un volume che gronda parole, e che proprio per questo ha il respiro dei grandi romanzi del diciannovesimo secolo. Non mi stancherò mai di consigliarlo.




Sock Monkey - Treasury Edition di Tony Millionaire

"Vieni sir Corvo! Vola! Ricorda la tua teoria: all'apice del tuo salto, salta ancora!"
Perché lo consiglio: Perché è un bizzarro e indimenticabile capolavoro, che sfortunatamente ha avuto poco successo in Italia. E pensare che Tony Millionaire è un folle genio, degno di stare al fianco di autori come Charles M. Schulz e Bill Watterson. Fatevi un favore e comprate questo volume.




Bellezza di Kerascoët e Hubert

"La bellezza vuoi, la bellezza avrai. Agli occhi delle altre persone sarai l'ideale della bellezza fatta donna"
Perché lo consiglio: Ah, il pesante fardello della bellezza! Siamo proprio sicuri che sia un dono e non una maledizione? I Kerascoët e Hubert, in questa splendida fiaba-parabola dimostrano tutta la loro bravura. Un volume, appunto, di straordinaria bellezza!


I Kill Giant di Joe Kelly e Jm Ken Niimura

"E' il momento?"
Perché lo consiglio: Ci sono modi e modi per reagire al dolore, e Barbara sfoga la sua rabbia uccidendo giganti. Ma ahimè, ce ne sono alcuni che, semplicemente, non possono essere battuti.  Un volume brillante e commovente.




Nimona di Noelle Stevenson

"Sono uno squalo!"
Perché lo consiglio: Vi dico solo 'preparatevi', perché  Nimona è un volume subdolo, che vi colpirà al cuore quando meno ve l'aspettate. Inizia come una storiella fantasy molto divertente e con personaggi volutamente stereotipati ma a fine volume vi renderete conto di essere stati ingannati: dietro la frivolezza si cela infatti un capolavoro. Miglior volume del 2016!


Pachiderma di Frederik Peeters

"C'è qualcosa che brucia sul fondo. E che non voglio lasciar spegnere"
Perché lo consiglio: Un volume che sembra un film: l'eleganza formale ma allo stesso tempo "inquieta" delle tavole mi ha ricordato tantissimo alcuni film di Lubitsh . E la vena squisitamente grottesca e surreale che pervade la storia fa tanto Luis Buñuel. E' uscito sei anni fa, parecchio in sordina, ma merita assolutamente di essere recuperato.




Basilicò di Giulio Macaione

"Mi perdoni, padre, perché ho peccato"

Perché lo consiglio: Una saga familiare gustosa e ben scritta, con un pizzico di giallo che non guasta mai. Maria e il suo amore feroce e è un personaggio che difficilmente dimenticherete. Da recuperare senza dubbio!

E' tutto!

P.S: Ho cercato di consigliare solamente volumi unici, ma questa è una buona occasione anche per recuperare serie più lunghe (e in questo caso io darei la priorità a Strangers in Paradise di Terry Moore). 

Possibili domande:
Perché non hai consigliato Zerocalcare? 
Esistono ancora persone che non hanno tutti i suoi volumi (a parte me)?

Perché non hai consigliato Il Nao di Brown?
Perché non mi è piaciuto particolarmente. L'ho trovato freddo, pretenzioso e un po' noioso.

Perché non hai consigliato Lo scultore? 
Mi ha un po' deluso a dire il vero. Avevo letto recensioni entusiastiche, e stimo moltissimo Scott McCloud,  ma nel complesso mi è sembrato un volume piuttosto banalotto e privo di mordente. Zot! mi è piaciuto molto, ma molto di più! 

Perché non hai consigliato robe Bonelli in edizioni cartonate? 
Io? Che consiglio robe Bonelli? Ahahahahahah *soffoca dalle risate*
L'unica cosa che posso consigliare è il volume Chanbara - La via del Samurai , ma unicamente per i disegni del bravissimo Accardi. 

Se avete altre domande sul perché non ho consigliato il determinato titolo (che magari vi interessa), fatele nei commenti.

A presto!

lunedì 1 agosto 2016

Best & Worst: July 2016

♫♬ Luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà-ia-ia-ia-iaaaaaa ♩♪
E niente, eccoci arrivati al secondo appuntamento con i Best & Worst , sempre in combutta con Masha del blog iononsonoquellaragazza.

Cominciamo!

Tutti ne parlano, tutti la amano! Ah, che nostalgia per gli anni 80!
Mi metto un attimo nei panni di chi non ha ancora visto questa serie: l'entusiasmo generale che ha scatenato un po' ovunque mi avrebbe frenato parecchio dal recuperarla, perché io sono una persona molto scettica e certi elogi sperticati mi puzzano sempre un po'. Ma stavolta ho avuto una grande fortuna, ovvero, me la sono vista lo stesso giorno in cui è stata resa disponibile su Netflix, quando ancora non c'erano commenti sul web (o quasi).
Ebbene, al di là della nostalgia per gli 80, dei numerosissimi rimandi ad altri film di quel  periodo e di strizzatine d'occhio palesi o meno a tutti i fan di Stephen King e dei Goonies questo Stranger Things è davvero una serie scritta bene, che in otto episodi non ha MAI un calo e che si permette di rivelare "il grande mistero"  al terzo episodio senza per questo provocare il minimo calo d'interesse nello spettatore (conseguenza naturale del fatto che a quel punto i personaggi sono già tutti ottimamente caratterizzati) . Anche esteticamente è curatissima ed il cast è ottimo (preparatevi a tanti feels per Winona, che nei panni della madre disperata è veramente straordinaria). Insomma, non mi azzardo a gridare al capolavoro, ma è un prodotto ottimamente rifinito, e per questo consigliatissimo!


Penny Dreadful è sempre stata una serie decisamente character-based, con trame molto esili, cattivi poco convincenti e con una media di un episodio davvero bello a stagione. Ma nonostante questo, come serie guilty pleasure ha sempre funzionato benissimo, complice anche la bravura di Eva Green e la mia predilezione per la Londra vittoriana. 
Ebbene, la terza stagione -che a sorpresa si è rivelata l'ultima- l'ho trovata noiosissima e malriuscita, fatta eccezione per un unico episodio (quello davvero bello della stagione), ovvero "A Blade of Grass": interamente ambientato nella cella imbottita di un ospedale psichiatrico, ha per protagonista Eva Green e Rory Kinnear ed è talmente bello e poetico e terribile che mi ha fatto piangere come un bambino
Per il resto, le storie degli altri personaggi le ho trovate pallosissime : il ritorno alle origini di Ethan, la deriva femminista di Brona/Lily, le manfrine amorose del Dottor Frankenstein e la totale inutilità di Dorian Gray ... episodi ed episodi sprecati sul nulla. Il finale mi ha lasciato abbastanza indifferente, ma il chiudere la serie dopo la morte dell'unico personaggio interessante mi è sembrata una scelta più che giusta. Bye bye Penny Dreadful!

 Un romanzo d'appendice "tardivo" (è stato scritto fra il 1909 e il 1910) di tale Luigi Natoli, scrittore siciliano di cui ignoravo completamente l'esistenza. E' questa la sorpresa del mese: un'opera di ben 1255 pagine che ho letto in soli sei giorni.
Ambientato a Palermo agli inizi del 1700, narra le vicissitudini di alcuni personaggi che ruotano intorno alla nobile famiglia degli Albamonte e ai famigerati Beati Paoli, setta segreta di vendicatori-giustizieri-sicari temuta soprattutto dai nobili.
Luigi Natoli, come Alexandre Dumas (a cui innegabilmente si ispira) , non ha una prosa particolarmente raffinata ma è un ottimo narratore: nonostante la mole, raramente ho trovato punti morti nella storia, e anzi, era sempre piuttosto difficile posare il libro.
Belli anche i personaggi, fra i quali il dartagnanesco Blasco da Castiglione e la tormentata Donna Gabriella, devastata da una passione -mai completamente ricambiata- per Blasco.
Non lo consiglio a cuor leggero per due semplici motivi: il prezzo (è diviso in due volumi e costa 25 euro), ed il genere un po' di nicchia. Ma ripeto, per me è stata davvero una graditissima sorpresa!

Ultimamente mi è presa un po' la fissa per gli scrittori classici francesi, fra i quali l'immancabile Alexandre Dumas, che tanto mi ha deliziato con opere come Il conte di Montecristo e Il cavaliere d' Harmental . Il suo Le confessioni di una favorita aveva tutte le carte in regola per piacermi, infatti ha per protagonista uno dei personaggi storici da me preferiti ovvero Emma Lyonna, passata alla storia come la bellissima avventuriera Lady Hamilton. Dumas , per la prima volta, da voce alla protagonista in questa specie di memoriale : delle vere e proprie confessioni -come suggerisce il titolo - scritte dalla stessa Emma, che all'inizio del romanzo viene mostrata ormai malata e a pochi giorni dalla morte.
Ahimè, nonostante le buone premesse si è rivelato una delusione!
I personaggi infatti (a partire dalla stessa protagonista) sono di un piatto allucinante, e dopo un centinaio di pagine (dove Emma non fa che ripetere a nastro "Che ci posso fare? Ai tempi ero bella e ambiziosa!" ) ho abbandonato il volume per passare ad altro. Mi è sembrato davvero un Dumas svogliato e privo di quella scintilla di vita che caratterizza le altre sue opere più famose. Forse in futuro lo riprenderò in mano, ma che delusione!

Alla prossima! 
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