sabato 19 luglio 2014

Intermission 20 - I colori dell'estate

Commento capricciosamente e svogliatamente le ultime letture (poche, visto che ho accumulato tre pile di volumi da leggere):

E la chiamano estate di Jillian e Mariko Tamaki , Bao Publishing

Trama fornita dalla casa editricePer due bambine cresciute passando ogni anno le vacanze estive insieme, rivedersi a distanza di qualche anno può assumere un significato davvero speciale. E così, ormai prossime all'adolescenza, Rose e Windy si ritrovano coinvolte in un'avventura che le vede ancora una volta insieme e che darà al loro legame una nuova prospettiva. Una storia emozionante, fatta di amicizia e di crescita, un volume destinato a restare a lungo nel cuore dei lettori.

Commento di Yue: Bello. Le cugine Tamaki hanno davvero una marcia in più quando si tratta di raccontare la vita di tutti i giorni con tutti i suoi piccoli "terremoti" interiori. Se in Skim veniva raccontato il primo amore di una liceale bruttina, in questo "e la chiamano estate" ci viene mostrata appunto l'ultima estate "da bambine" di Rose e Windy, fra film horror, madri che celano profonde ferite e vaghissimi turbamenti amorosi.  Graficamente poi, è veramente splendido (sfogliatelo, perché dalla copertina non si direbbe).  Consigliatissimo, insieme a Skim (altra opera edita in italiano da Edizioni BD, di cui ho parlato QUI).

I colori del vicino di Giulio Macaione, Renbooks

Trama fornita dalla casa editriceLo avete voluto ed è arrivato! Finalmente l’episodio spin off di Ofelia è tra le vostre mani! Cosa succede quando ti ritrovi in una situazione decisamente grigia? Forse hai bisogno di colori… Una delicatissima storia breve dedicata all’amore e all’imprevedibilità della vita.

Commento di Yue: Avete presente il film Pleasantville? Dove i rigidi personaggi di una sit-com ambientata negli anni 50 acquistano "colore" una volta superati i loro limiti? Ecco, questo grazioso spin-off del già adorabile volume Ofelia (e qui vi linko la splendida recensione di Hermès) me l'ha ricordato: l'esistenza di Gaspare è grigia, e oppressa da una relazione sentimentale ormai agli sgoccioli. In seguito ad un piccolo incidente (rimane chiuso in casa del compagno, senza la chiave) fa la conoscenza di Andrea, il vicino di balcone, un ragazzo che per alcuni anni ha vissuto in Francia e che vive in un mondo luminoso e "colorato". Non aggiungo altro (e forse ho svelato anche troppo), ma dico solamente che Giulio Macaione, con i suoi splendidi disegni ed il suo occhio "discreto" (il palcoscenico della storia è  quasi sempre limitato ai due balconi) riesce a raccontare una storia incantevole e delicata, che farà sicuramente la gioia dei lettori di Ofelia, ma anche dei neofiti, che a fine lettura non vedranno l'ora di scoprire che fine faranno questi due ragazzi e di conoscere le avventure della pazzerella dai capelli rossi/rosa!


Stand-Up! di Aiji Yamakawa , Flashbook

Trama fornita dalla casa editrice: Utako è un'adolescente decisamente riservata, ma con un "piccolo" problema: la sua altezza decisamente sopra la media! Un handicap mica da poco per una ragazza che vorrebbe, per quanto possibile, evitare di dare nell'occhio… Ma al di là dell'inevitabile imbarazzo che le crea il non riuscire a passare inosservata, i "problemi" per lei iniziano quando l'affascinante compagno Naoyuki, suo vicino di banco, le dichiara di voler diventare suo amico… Sarà quello che desidera anche lei? Ritorna Aiji Yamakawa, questa volta alle prese con la sua ultimissima fatica e nel pieno dello splendore della sua grafica attuale, pulitissima, semplice, riccamente espressiva.

Commento di Yue: L'ho trovato carinissimo! I protagonisti sono adorabili (anche graficamente) , la loro relazione si sviluppa con naturalezza, il ritmo è pacato e slice-of life ed anche i comprimari son tutti simpatici! Niente triangoli, niente compagne di classe stronze, niente pippe mentali! Insomma, un primo volume assolutamente piacevole! Spero che in Giappone non vada oltre i tre, quattro volumi, perché veder allungare il brodo in una storia così graziosa mi dispiacerebbe parecchio!

Per oggi è tutto, e vi auguro un buon fine settimana!

lunedì 14 luglio 2014

Followers Day Special #3


Stavolta, cinque domande un po' random che vanno dalla "fanta-editoria" fino al "made in Italy".

1) Com'è il vostro rapporto con i fumetti "occidentali"? Li comprate? Che percentuale hanno nei vostri acquisti?
2)Un giorno vi svegliate a capo di una nota casa editrice, con tanto di carta bianca sulla scelta delle opere da pubblicare. Quali opere (di qualsiasi nazionalità e genere) scegliereste? Ditene almeno due.
3)Superare i pregiudizi: Ditemi un opera , magari appartenente ad un genere che di solito non amate/evitate , che vi ha stupito positivamente nonostante le premesse poco invitanti.
4)La cosa che, da appassionat* di fumetti vi fa più arrabbiare è...
5)Il panorama fumettistico italiano: secondo voi, quali sono i pregi e quali i difetti delle opere "made in Italy"?

As usual , risponderò insieme a voi nei commenti.

domenica 6 luglio 2014

Speciale Asumiko Nakamura 2 :Barairo no Hoo no Koro


Titolo: Barairo no Hoo no Koro  - When I was Thirteen 

Trama (attenzione spoiler): Barairo no hoho no koro è ambientato negli anni immediatamente seguenti la seconda guerra mondiale, ed ha per protagonisti due giovani ragazzi, che frequentano il liceo maschile Saint Carensberg: l'irruento e sanguigno Andrew Morgan, figlio del sindaco, e Paul Anderson, giovane solitario e silenzioso orfano di entrambi i genitori. 
I due si incontrano durante il primo anno, nel bel mezzo di una rissa con degli studenti più grandi: Andrew viene salvato dall'intervento di Paul, e da quel momento rimarrà molto incusiosito da quel misterioso ragazzo di poche parole. Nel secondo anno, i due finiranno nella stessa stanza, ed il rapporto fra di loro si consolida in una bella amicizia. Ma l'adolescenza è un periodo di rivoluzioni, e le figure paterne di entrambi ragazzi (il rapporto con i padri è uno dei temi portanti di quest'opera) getteranno un' ombra sulla loro amicizia.
Il padre di Paul è morto in un campo di concentramento: al figlio e alla moglie lascerà numerose lettere a loro indirizzate , che rappresenteranno per il ragazzo più un tormento che un conforto. E a peggiorare le cose ci penserà l'ambizioso sindaco (padre di Andrew) che cercherà di sfruttare la triste storia di Paul per accaparrarsi nuovi elettori. 
Come se non bastasse, ad aumentare i crucci di Andrew, contribuisce l'arrivo di due giovani studenti del primo anno, che il protagonista scopre in atteggiamenti intimi: i due affermano con il massimo candore di amarsi, e pregano Andrew di mantenere il segreto, scatenando in lui una vera tempesta di dubbi. Dubbi che lo porteranno a intraprendere una relazione con una giovane ragazza sposata, di nome Donna, che lavora vicino al liceo.
Ben presto, il segreto dei due ragazzi innamorati del primo anno viene scoperto (tramite una soffiata anonima) e Andrew comincia a dubitare che sia stato lo stesso Paul a denunciarli: la loro amicizia , in seguito ad una disgrazia sfiorata ed a numerose incomprensioni, si incrinerà definitivamente. E proprio in quel momento , Andrew ammetterà a se stesso di essersi innamorato di Paul.
Il volume si chiude con l'arrivo di un ragazzino minuto e biondo, bello come un angelo, che altri non è che il J di J no Subete, di cui vi parlerò nel prossimo speciale.



Commento di Yue: Quest'opera è stata serializzata sulla rivista Manga Erotics F a partire dal 2005, ed è un vero e proprio prequel dell'opera in tre volumi J no Subete. Ma a differenza di J, che è un' opera altamente drammatica ed esplicita , questo Barairo rientra a pieno nel genere coming of age , che sia per ambientazione che per il tipo di personaggi ricorda moltissimo (e omaggia) uno dei grandi capolavori di Moto Hagio, ovvero Thomas no Shinzō (The Heart of Thomas).
Il tema portante di quest'opera è sicuramente quello dell'incomunicabilità: i sentimenti restano sotterranei ed  i personaggi amano e soffrono in solitudine. Gli unici rapporti amorosi esplicitati o si rivelano effimeri oppure in parte fasulli. Altro tema importante (anch'esso all'insegna dell'incomunicabilità) è il rapporto padre e figlio: la figura paterna domina e segna entrambi i protagonisti, e contribuirà non poco alla rottura del loro rapporto. 
Sia Barairo no Hoo no Koro che J no Subete sono due opere intimamente connesse, ed è davvero difficile giudicarle singolarmente. Quindi tornerò sicuramente a parlare di quest'opera nello speciale dedicato a J. Nel complesso, ci tengo comunque a dire che questo volume mi è piaciuto molto: per la prima volta -dopo i piuttosto estremi Copernicus e J no subete- ci viene mostrata una Nakamura più poetica e delicata.




Un ultima riflessione: Come ho già detto svariate volte, quest'opera è un prequel, quindi secondo la timeline ufficiale va letta prima di J. Ma è poi così necessario? Secondo me no. Io ho letto prima J, e poi Barairo, e devo dire che per certi versi è stato meglio così. Il motivo? Beh, non voglio fare spoiler ma leggendo prima Barairo si rischia di fare il tifo per una coppia che , chiaramente, non è destinata a stare insieme. Ma non fatemi aggiungere altro, che è meglio! 


sabato 5 luglio 2014

Say Adieu To Yue : Ricapitoliamo un po'

Su Say Adieu to Yue le rubriche sono tante, e in molti mi hanno fatto notare che è un po' difficile scovare i vecchi post (non essendoci una suddivisione in sottosezioni). Dovrei migliorare tante cose di questo blog, oltre alla navigabilità, ma al momento non ho proprio tempo , quindi accontentatevi di questo post che fa un po' il punto della situazione!

I manga che non leggeremo mai in Italia

In questa rubrica parlo di manga inediti in Italia che mi hanno colpito in modo particolare e che trovo di difficile pubblicazione qui da noi. In realtà, su 22 titoli, ben 5 sono stati effettivamente pubblicati, quindi c'è una piccola speranza per tutti! Ecco la lista:


#1-Sakamichi no Apollon di Yuki Kodama

#2- Gunjo di Nakamura Ching
#3- Kabu no Isaki di Hitoshi Ashinano
#4- Suiiki di Yuki urushibara
#5- Ningen Shikkaku (No longer human) di Usamaru Furuya
#7- Sunny di Taiyō Matsumoto
#8- Issho ni Neyou yo di Takao Shigeru
#9- Natsuyuki Rendez-vous di Haruka Kawachi
#11- Shounen Note -Days of Evanescence- di Yuhki Kamatani
#13- Ohana Holoholo di Shino Torino
#15- Takemitsu Zamurai di Taiyo Matsumoto
#16- Not Simple di Natsume Ono
#17- Utsubora di Asumiko Nakamura
#18- Fuku-Fuku Funya~n  di Kanata Konami
#19- Innocent di Shinichi Sakamoto
#20- Frankenstein di Junji Ito (tratto dal romanzo di Mary Shelley). 

Speciale Asumiko Nakamura

Speciale dedicato ad una delle mie autrici preferite.

L'angolo del rispolvero

In questa rubrica parlo di fumetti più che meritevoli usciti anni fa, e un po' dimenticati.





Followers Day

Mini rubrica creata allo scopo di conoscere un po' meglio i miei follower!

Day #1- Cinema!
Day #3- Serie Tv!
Day #4- Tempo libero
Day #5- Gnam Gnam
Day #6- Videogiochi
Day #7- Musica!
Day Special #1- I finali
Day Special #2- Vegetali

I tre che vi consiglio

In questa rubrica consiglio tre titoli (fra film, libri e quant'altro) che mi hanno particolarmente colpito.


Libri

Ogni tanto parlo anche di libri!

The diviners di Libba Bray
Il calore del sangue di Irène Némirovsky
Miss Charity di Marie-Aude Murail
Orley Farm di Anthony Trollope

Post Speciali

Ovvero, ogni tanto mi diletto a scrivere dei veri e propri papironi! XD

*in aggiornamento*

domenica 29 giugno 2014

L'angolo del rispolvero 2: Kodoku Experiment di Yukinobu Hoshino


 

Nel 2007, per la Flashbook Edizioni, è uscito un manga in tre volumi di Yukinobu Hoshino intitolato Kodoku Experiment (コドク・エクスペリメント). Autore noto per l'epopea 2001 Nights[1], e ribattezzato da alcuni come "il poeta dell'infinito" (proprio per le sue storie sci-fi/filosofiche, che affrontano tematiche care alla fantascienza classica e meno fracassona), Yukinobu Hoshino è riuscito a guadagnarsi una buona fetta di pubblico anche qui in Italia, anche se ultimamente è stato un po' dimenticato (forse a causa delle  ultime opere edite da J-pop , non proprio fra le più riuscite dell'autore). 


Kodoku Experiment  si differenzia un po' dalle altre opere dell'autore arrivate in Italia, sia per la lunghezza (la storia si sviluppa in tre volumi, mentre gran parte della produzione edita da noi è composta da racconti brevi), sia per il ritmo narrativo: Siamo difronte infatti ad un manga fantascientifico ricco d'azione, che rientra a pieno nel filone "lotta per la sopravvivenza nello spazio profondo", che fa immediatamente pensare a film  iconici come Alien dove il protagonista si ritrova a combattere creature pericolosissime in un luogo circoscritto (solitamente un' astronave). 

Ma veniamo ad un accenno di trama: 
La vicenda si apre sul pianeta morente Delonga V Alfa, popolato da creature carnivore e letali. Tale pianeta è stato designato come luogo ideale per il misterioso "Kodoku Experiment" condotto dall'ambiziosa e spietata Kamilla Vagules. Il fine ultimo dell'esperimento è semplice: far combattere fra loro le creature più letali conosciute, in modo da individuare quella più forte e in grado di adattarsi alle condizioni estreme,  per usarla in ultimo come arma definitiva. Ma le condizioni instabili del pianeta portano ad un' improvvisa interruzione dell'esperimento, e Vagules decide di andarsene abbandonando numerosi soldati sulla superficie del pianeta. Fra questi c'è il caporale Canon, che prima di venir attaccato da una misteriosa creatura grida vendetta nei confronti della donna.
Passano vent'anni, e la nave scientifica Organella si trova nei pressi di Delonga V Alfa per assistere al suo collasso. Dopo la distruzione del pianeta, la navicella individua fra i detriti fluttuanti nello spazio un corpo estraneo di origine organica, e decidono di portarlo all'interno della nave per analizzarlo (sciocchi!!!). Il pianeta Delonga appartiene all'esercito, e di conseguenza, anche l'oggetto misterioso è di competenza dell'esercito, quindi viene mandata incontro a Organella una navicella con dei supersoldati (fra i quali Guy e Butt, protagonisti della storia) con il compito di prendere il corpo estraneo in custodia. Ma gli scienziati di Organella  (fra i quali il cinico Dottor Vector) decidono comunque di analizzare il misterioso oggetto, che puntualmente si rivela una creatura letale, in grado di riprodursi mediante impulsi luminosi (tramite questi impulsi modificano il dna delle vittime trasformandole in mostri, e possono essere trasmessi anche via video). Intanto, sull'incrociatore dell'esercito della federazione spaziale Pendragon , Kamilla Vagules (che nel frattempo è diventata generale del dipartimento per gli armamenti speciali) assiste al proliferare di queste terribili creature (ribattezzate per l'occasione Delonga) con grande, grandissimo interesse...



Come ho già detto, Kodoku Experiment è un manga fantascientifico ricco di azione e combattimenti, e questa cosa potrebbe far storcere il naso ai lettori più "snob" (detto in simpatia eh) ma ci tengo a precisare che sia il setting, che i personaggi sono splendidamente definiti : non dimentichiamoci del fatto che Hoshino è un grande maestro della fantascienza, attivo da quasi 40 anni. 
Certo, il background dei due protagonisti Guy e Butt (che nonostante il nome ridicolo è una ragazza) non è dei più originali : entrambi fanno parte degli Initial, soldati nati e allevati in vitro unicamente per essere utilizzati in combattimento e cresciuti all'insegna di sentimenti bellicosi. I due, con il proseguire della storia, si evolveranno arrivando ad una nuova (e un po' prevedibile) coscienza di se, ma pur rimanendo piuttosto scontati sono comunque personaggi piacevoli, ai quali ci si affeziona.
Ma le figure che brillano maggiormente, senza ombra di dubbio, sono gli antagonisti.
Il cinico ma brillante dottor Vector, che fin dall'inizio pensa unicamente a salvarsi la pellaccia fregandosene di tutto e tutti dona quasi un tocco di humor ad una vicenda altrimenti altamente drammatica. E soprattutto, è la straordinaria figura di Kamilla Vagules a dominare incontrastata: potentissima e spietata in tutte le sue "incarnazioni" (ben tre), è un personaggio allo stesso tempo inquietante e affascinante, che con il suo incredibile carisma ruba la scena ad ogni apparizione. 
Molto interessanti e peculiari anche i Delonga: il loro modo di riprodursi e la loro coscienza condivisa in continua evoluzione sono elementi -se pur non originalissimi nel genere- molto stuzzicanti, che contribuiscono ad evitare quella ripetitività tipica dei prodotti action "ammazza il mostraccio cattivo". 
Non manca neppure la sorpresa finale: dopo tre volumi adrenalinici, Hoshino sembra tornare alle origini e ci regala un finale quasi poetico e conciliatorio, con tanto di pagine a colori (che mi ha completamente soddisfatto anche se il concetto donna = madre mi urta sempre un po').


Sui disegni di Hoshino c'è poco da dire: sono sempre ottimi, anche se in quest'opera è leggermente più sketchy e dinamico del solito. Anche l'edizione Flashbook è ottima.

In definitiva, Kodoku Experiment è una miniserie che riesce in modo egregio a intrattenere il lettore, dall'inizio alla fine. Yukinobu Hoshino sa essere ben più raffinato, è vero,  ma quest'opera si posiziona comunque ben al di sopra di tanta robaccia fantascientifica pubblicata recentemente. 
Se il genere sci-fi non vi fa proprio ribrezzo (e se avete amato film come Alien, The Thing e non disprezzate echi di kubricchiana memoria) allora vi consiglio di dargli una possibilità. Tanto più che si trova anche usato, a prezzi più che ragionevoli! 




Note:
[1] Serie edita, insieme ai vari sequel, sempre da Flashbook Edizioni.

venerdì 27 giugno 2014

Orley Farm di Anthony Trollope

In questi giorni non ho parlato di fumetti, perché i pochi momenti liberi della giornata li ho dedicati alla lettura di un romanzo , che nonostante la mole di pagine non indifferente (in tutto 1141) mi ha rapito completamente e mi ha tenuto in suo potere dall'inizio alla fine. 

Sto parlando di Orley Farm, romanzo di Anthony Trollope del 1862 [1]. Ma prima, lasciatemi introdurre brevemente questo autore:


Anthony Trollope è stato uno scrittore inglese incredibilmente prolifico (in tutto ha scritto 47 romanzi più svariati racconti e libri di viaggio) e questa sua "facilità" di scrittura non è mai stata vista di buon occhio fra i critici, che l'hanno sempre posizionato un gradino sotto rispetto ai grandi scrittori vittoriani del periodo come Charles Dickens William Makepeace Thackeray . 

Ma il passare del tempo gli ha reso giustizia: in anni più recenti, infatti, la sua opera è stata ampiamente rivalutata, e ad oggi viene considerato come l'autore che ha saputo ritrarre con maggior realismo e sobrietà (senza la necessità di ricorrere a personaggi grotteschi e sopra le righe o a vicende pittoresche e melodrammatiche) la società vittoriana, con particolare attenzione nei riguardi della Gentry[2]. 
Henry James criticò (o meglio, canzonò) l'abitudine di Trollope a rivolgersi ai suoi lettori durante la narrazione, ma io non la trovo una cosa fastidiosa, anzi, mi piace e mi fa sorridere.

Per maggiori informazioni su Trollope vi rimando alla biografia su Wikipedia.

In Italia sono stati pubblicati dalla casa editrice Sellerio i seguenti romanzi: 

Tutti i romanzi del «ciclo del Barsetshire»: 
L'amministratore (2003) 
Le torri di Barchester (2004) 
Il Dottor Thorne (2005) 
La Canonica di Framley (2001, 2006)  
Le ultime cronache del Barset (2009)

Romanzi della «serie dei Pallisers»:
Il primo ministro (2014)

Altri romanzi:
Orley Farm (1999, 2013)
Lady Anna (2003, 2011), 
Un'autobiografia (2008) 
La vita oggi (2010)

Inoltre, sono stati pubblicati da altre case editrici (Passigli, Longo Angelo, Nuova Editrice Berti) i seguenti volumi:
Il cugino Henry (1995)
Il termine fisso (2003)
L'ultimo austriaco che lasciò Venezia (2010)
Viaggio in Palestina (2012)
Due ragazze (2012)

Ma torniamo ad Orley Farm:



Il libro ruota intorno alla piccola proprietà che porta lo stesso nome del titolo. Proprietà che in seguito alla morte di Sir Joseph Mason, esquire (l'anziano e ricchissimo proprietario), viene ereditata dalla giovanissima seconda moglie (Lady Mary Mason) e dal figlioletto di pochi mesi (Lucius). Tale lascito è stato autenticato tramite un piccolo codicillo sul testamento (firmato da due testimoni e dal padrone) e scatenerà le ire del figlio maggiore di Sir Joseph che, pur avendo ereditato la maggior parte dei beni del padre si sentirà defraudato di Orley Farm,  e porterà la donna in tribunale. Ma il verdetto sarà il seguente: il codicillo è autentico.  E così, per vent'anni,  Lady Mason regna indisturbata su Orley Farm, insieme al figlio che nel frattempo è diventato un brillante giovanotto. 
In seguito ad una disputa su dei terreni dati in affitto, il vicino avvocato Dockwrath decide di nuocere a Lady Mason, e l'occasione arriva con il ritrovamento di un documento che mette in dubbio la validità del codicillo dato per autentico vent'anni prima (la moglie di Dockwrath è infatti la figlia del defunto avvocato di Sir Joseph). Dockwrath si alleerà con il figlio maggiore dei Mason, e la prospettiva di un nuovo processo prostrerà  non poco la nostra Lady Mason, che chiederà aiuto al vicino amico Sir Peregrine Orme e all'avvocato Mr Furnival. Tutti sono più o meno convinti dell'innocenza della donna, ma il tarlo del dubbio è in agguato.

George Orwell definì il romanzo come "one of the most brilliant descriptions of a lawsuit in English fiction", e spesso quest'opera viene citata come uno dei primi e più riusciti romanzi "giudiziari" .
In realtà questa definizione mi ha spaventato un po': il genere legal thriller  non mi fa impazzire, quindi ho rimandato di molto la lettura di quest'opera (acquistata un bel po' di tempo fa) .
Beh, sono stato uno sciocco.
In realtà il processo vero e proprio arriva solamente a fine storia (tipo a pagina 800) ed occupa pochi capitoli,  mentre nelle rimanenti pagine Trollope mette tutta la cura possibile nel creare un piccolo e credibile universo di personaggi alle prese con l'amore, i dubbi morali e i problemi di tutti i giorni. La vicenda giudiziaria è sicuramente importante e centrale (e con mia grande sorpresa appassionante!!) , e la tensione che si crea pagina dopo pagina ha il suo culmine proprio durante il processo, ma come è scritto nella presentazione del volume, questo è il romanzo della giustizia ma anche dell'amore: l'amore assoluto di Lady Mason per il figlio, quello del giovane Peregrine per la bella e dolce Madeline, quello di quest'ultima per il brutto e squattrinato (ma buono e idealista) Graham e tanti altri che non vi rivelo. Alcune storie non avranno il lieto fine, mentre altre sì. E d'altra parte, e così che va la vita. 
Come dicevo, è un romanzo incredibilmente appassionante, soprattutto in virtù dell'ottima caratterizzazione dei personaggi: la bella e dolente Lady Mason fra tutti, ma anche la dolce vedova Mrs Orme, il vecchio e donchisciottesco Sir Orme (uno dei miei personaggi preferiti) ,  il terribile e formidabile avvocato Chaffambrass, la bella e arida Miss Furnival e lo stesso Lucius , rigido e severo nonostante la giovane età. Personaggi che restano con il lettore anche dopo la fine del romanzo, quasi continuassero veramente a vivere in un universo parallelo .

Per finire, una piccola curiosità: la prima edizione di quest'opera è stata illustrata dal celebre pittore Preraffaelita John Everett Millais. Ecco alcune delle mie preferite (cliccate sopra per ingrandire le immagini):






Bello, bello e ancora bello. Se la  letteratura vittoriana non vi spaventa, e non vi spaventano le mille e passa pagine, provate a leggerlo. Una volta entrati in questo piccolo universo, sarà difficile abbandonarlo!



Note:
[1] Come era d'uso ai tempi, i romanzi uscivano a puntate (in fascicoletti da uno scellino). La serializzazione di questo romanzo è iniziata nel Marzo del 1961 ed è terminata ad Ottobre del 1962.

[2] I cosi detti Gentiluomini di Campagna: possidenti terrieri appartenenti alla piccola nobiltà.

martedì 24 giugno 2014

Followers Day Special #2


Eccoci arrivati al secondo appuntamento "speciale" con i Followers Day! Stavolta parliamo del mondo dei... Vegetali!

1) Avete il pollice verde? Com'è il vostro rapporto con i vegetali ?
2) Le vostre piante (fiori, arbusti , alberi e compagnia) preferite?
3) Descrivete la zona verde a voi più vicina (balcone, giardino o quello che avete)
4) Orticello, sì o no?
5) La domanda a cui tutti si vergognano di rispondere: ma voi parlate alle piante? E che gli raccontate? XD

Come sempre, risponderò insieme a voi nei commenti.

mercoledì 11 giugno 2014

Prime impressioni su Piece of Cake di Gorge Asakura




Ieri ho letto il primo volume di Piece of Cake, uscito da qualche giorno per la casa editrice Goen. E' un manga in cinque volumi, serializzato sulla rivista di casa Shodensha Feel Young (che è fra le più prestigiose in campo Josei). Quest'opera segna il ritorno di George Asakura in Italia, dopo il controverso (ma a mio parere bellissimo) Cuori Colpiti: Ve lo ricordate? Uscì praticamente dieci anni fa per la Flashbook ; molto prima della avvento di Usami e Obata varie. 

La trama fornita dalla casa editrice è la seguente:

Protagonista della storia è Shino, una ragazza che a causa di alcune difficoltà lavorative e sentimentali ha perso le redini della sua vita. Un giorno, esasperata dalle pressioni lavorative, Shino decide di licenziarsi, dando finalmente una svolta al suo destino e liberandosi anche del peso asfissiante del suo fidanzato, Masashi, che la tormentava con la sua pressante gelosia. Questa ventata di aria nuova porta Shino a trasferirsi in un altro quartiere, in un minuscolo appartamento all'interno di un vecchio edificio. Qui fa ben presto conoscenza con i suoi vicini di casa, che con lei condividono un piccolo giardino: una coppia di coetanei, Kyoshiro e Akari. L'atteggiamento schivo di Akari, e i modi particolari di Kyoshiro stuzzicano la fantasia di Shino e l'attrazione della ragazza verso questo giovane intrigante crescerà gradualmente…

La suddetta trama è abbastanza "vaga" quindi ritengo opportuno aggiungere un paio di cosette, giusto per definire maggiormente quest'opera: Tanto per cominciare, il vicino della protagonista si rivela essere il suo nuovo capo, gestore del videonoleggio dove Shino ha iniziato a lavorare da poco.  Inoltre, non è stata lei a interrompere la relazione con il fidanzato, ma quest'ultimo: Shino infatti rientra in uno dei canoni più amati nel genere josei, vale a dire quello della protagonista piuttosto passiva e irrequieta, che si ritrova in una o più relazioni senza essere esageratamente coinvolta sul fronte emotivo ma piuttosto per la necessita di avere una figura "forte" accanto (tanto più che, anche dopo la separazione, Shino continua a immaginarsi le reazioni di Masashi ai nuovi avvenimenti della sua vita) .  La passione amorosa (quella vera e travolgente che farà uscire Shino dal suo torpore) scoppierà invece per il capo/vicino, che però, a sua volta, vive una relazione complicata con la fidanzata Akari , una ragazza ombrosa e piuttosto scontrosa che lavora come adescatrice per un sito di incontri (se ho capito bene) .  

Nel complesso, come primo volume mi è piaciuto molto. La Asakura rispetta quasi tutti i topoi del genere josei, ma le sue opere non sfociano mai nel banale, ed i suoi personaggi sono sempre interessanti e talvolta sorprendenti: la stessa Shino , pur con tutti i suoi difetti è un personaggio incredibilmente realistico, che nonostante tutto cerca di superare le sue debolezze. Kyoshiro è ancora solamente abbozzato, ma sembra provare una grande simpatia per la nuova vicina, anche se non è ancora ben chiaro quanto sia solido il suo rapporto con la compagna Akari. A dire il vero, il legame che mi incuriosisce maggiormente è quello fra le due "rivali", ovvero Akari e Shino: è stranissimo, e potrebbe rivelare delle sorprese! 

Insomma, per me è promosso , e sono curioso di vedere come si evolverà la vicenda (in questo caso più che mai, perché la Asakura è un autrice "vulcanica" e soprattutto imprevedibile!). 


sabato 7 giugno 2014

Dolci Tenebre di Fabien Vehlmann & Kerascoët



Aurore è felice e agitata al tempo stesso: il suo amato principe azzurro Hector è stato invitato per la merenda, e tutto deve essere perfetto! E' carina con il vestitino a pois, vero? Ma che sbadata! Hector è già arrivato, e lei si è dimenticata di scaldare il latte per la cioccolata! Niente paura, il fedele Plim ha pensato a tutto e l'incontro fra Aurore e il suo amato principe sta andando a gonfie vele. Ma proprio sul più bello...che succede? Dal soffitto comincia a gocciolare qualcosa di strano! Non resta che scappare, via, via! 
Aurore ed i suoi piccoli amici abbandonano la loro accogliente casa e si ritrovano privi di difese nel mondo esterno, in una notte buia e piovosa. Niente di strano, se non fosse che la loro "casa" non è altri che il cadavere di una bambina, che giace abbandonato in mezzo a un bosco. 


Inizia così questo volume : con un gruppo di esserini totalmente indifesi (che nell'aspettano ricordano molto dei pupazzetti e delle bamboline) che si ritrovano in balia della natura e cercano di sopravvivere alla catastrofe avvenuta all'inizio della storia. Aurore prenderà immediatamente le redini della comunità , cercando di far pesare ai suoi amici il meno possibile la difficile situazione in cui si trovano. Ma nonostante i buoni propositi di Aurore, questo microcosmo non è destinato a convivere pacificamente : ben presto l' altruismo soccombe all'egoismo, la fiducia alla gelosia e la modestia  alla vanità. Gli esserini più gentili e deboli -secondo la crudele legge della natura- soccombono ai più forti, e là dove dovrebbe nascere la bontà germoglia invece la cattiveria. A incarnare tali sentimenti, sarà la crudele e bellissima principessa Zèlie, che ben presto diventerà la nemica principale della nostra protagonista. 



Mi rendo conto di aver spoilerato alcune cosine, quindi la smetto di parlare della storia ed arrivo al dunque: questo volume mi è piaciuto moltissimo, dal sorprendete inizio fino al bellissimo finale. Inizia quasi come una fiaba garbata e allegra, ma il cadavere della bambina -quasi sempre sullo sfondo- fa quasi da monito ai lettori: con il suo deteriorarsi si deteriora anche l'atmosfera fiabesca, e ben presto la storia si svela in tutti suoi aspetti, soprattutto i più crudeli. Da Pollicina a Il Signore delle mosche nel giro di poche pagine. Ed il contrasto fra i deliziosi disegni ad acquarello dei Kerascoët  e la crudezza delle scene mostrate contribuisce all'unicità di questo volume.  


Un altra cosa che ho apprezzato moltissimo è stata la scelta -SPOILER- di lasciare molte domande senza risposta: Chi è la bambina? Perché è morta? E' stata uccisa? Cosa sono questi esserini?  Gli autori non danno risposte a questi quesiti, ma le pagine sono disseminate di tanti, piccoli indizi che se proprio non fanno luce danno sicuramente da pensare: Come mai Aurore allo stesso nome della bambina? E perché scoppia a piangere stringendosi al cadavere quando vede le mosche? Io mi sono fatto una mia teoria, e ve la farete anche voi. -FINE SPOILER-. E finirete per rileggerlo più di una volta, ve lo assicuro. 

In definitiva, un volume prima dolce, poi ricco di tensione e sottilmente disturbante e infine bellissimo. Non mi resta che consigliarvelo caldamente!


Per finire, un po' di dati tecnici:
Dolci tenebre (Jolies Ténèbres) è nato da un' idea originale di Marie Pommepuy ed è stato sceneggiato da Fabien Vehlmann. Ai disegni e ai colori abbiamo il duo Kerascoët [1] (formatosi nel 2000 dalla stessa Pommepuy e dal marito Sébastien Cosset ). Il formato è quello classico dei cartonati, e contiene 95 pagine a colori. L'edizione Bao è come sempre ottima e curatissima, nonché identica a quella francese. Costo: 17 euro. 



Note:

[1] Questo è il sito ufficiale del duo: Kerascoët . In italia, qualche anno fa,  è stato pubblicato da Planeta deAgostini un altro volume da loro illustrato (su testi di Hubert) , ovvero La vergine del Bordello. Pur facendo parte della serie di  Miss Pas Touche la storia raccolta nel volume italiano ha un inizio ed una fine, e se lo trovate in giro ve lo consiglio caldamente! O magari potete scrivere in massa alla Bao per una nuova edizione!

giovedì 5 giugno 2014

I 3 che vi consiglio - Gialli di Agatha Christie


L'estate si avvicina sempre di più, e quale periodo migliore per leggersi un bel giallo di Agatha Christie? Lo so, alcuni di voi penseranno "Ma sta ancora a cianciare di gialli ?". E' vero, in questa rubrica ne avevo già parlato, ma è un genere di letteratura che adoro -anche se sono ben lontano dall'essere un esperto- quindi siate indulgenti. E poi, almeno per me, un estate senza leggere niente della Christie sarebbe ben triste, quindi eccoci arrivati al punto: Questi sono i tre gialli di Agatha Christie che vi consiglio [1]:


Il pericolo senza nome (Peril at the End House)
Scritto nel 1932, ha per protagonista l'affiatata coppia formata da Poirot e Hastings , ed è ambientato sulla costa della Cornovaglia, dove i due sono in vacanza. Su di una terrazza assolata risuona un colpo di arma da fuoco: qualcuno ha attentato alla vita della bella Nicky, una giovane ragazza che si trova in vacanza insieme ad un gruppo di amici (alcuni dei quali molto sospetti). Poirot, che proprio non riesce a resistere al delitto -anche se in questo caso, solo tentato- si metterà a investigare. 

Questo giallo è uno dei miei preferiti: non viene quasi mai citato fra quelli considerati migliori dell'autrice, e nemmeno fra i più famosi. Eppure, i due protagonisti sono in stato di grazia (amo moltissimo i libri con il duo Poirot-Hastings), l'ambientazione è suggestiva ed anche l'intreccio giallo è bellissimo, con tanto di finale sorprendente. I gialli della Christie raramente mi hanno deluso, ma col tempo le loro trame tendono a confondersi un po' nella mia mente . Di questo però, pur avendolo letto un paio di anni fa ho un ricordo nitido e piacevolissimo, ed è per questo che ho deciso di inserirlo nei tre, e di consigliarvelo caldamente!


Un delitto avrà luogo (A Murder is Announced )
Scritto nel 1950, ha per protagonista Miss Marple, ed è ambientato nel tranquillo villaggio della campagna inglese Chipping Cleghorn. Niente sembra turbare la tranquillità sonnacchiosa della comunità , quando sul quotidiano locale appare un misterioso e inquietante messaggio: Un delitto avrà luogo Venerdì 29 Ottobre a Little Paddocks. Si pregano gli amici di voler pendere nota di questo messaggio, che non sarà ripetuto. Letitia Blacklock, la proprietaria di Little Paddocks, all'inizio rimane turbata, ma poi pensa ad uno scherzo e si rassegna ad accogliere gli ospiti che, puntualmente e con scuse ridicole, si presentano alla sua porta il 29 Ottobre. Ma come predetto dall'annuncio, il morto ci scappa davvero, e solo Miss Marple riuscirà a far luce su una vicenda intricatissima.

Per questo romanzo provo una vera e propria adorazione. L'incipit, che mostra la reazione degli abitanti di Chipping Cleghorn al bizzarro annuncio sul giornale è ricco di humour, ed alcuni personaggi (come la formidabile e comicissima "Cicci" Harmon) sono decisamente divertenti.  Nel complesso però, questa storia ambientata nell'immediato dopoguerra [2] è decisamente cupa, e triste : l'intreccio giallo è complicato, barocco ed in alcuni punti addirittura orrorifico. Ed arrivati alla fine, è quasi impossibile non provare un po' di pena per l'assassino (che fra l'altro, è uno dei personaggi meglio caratterizzati dell'intero repertorio dell'autrice).
Quella di  A Murder is Announced è una Christie quasi sopra le righe che ho apprezzato moltissimo, e che vi consiglio vivamente.



Se morisse mio marito (Lord Edgware Dies)
Scritto nel 1933, ha per protagonista Poirot, sempre accompagnato dal fido Hatsings. Stavolta, l'omino belga delle celluline grigie riceve una bizzarra richiesta, nientemeno che dalla famosissima attrice Jane Wilkinson: Deve convincere il marito di quest'ultima , lo sgradevole Lord Edgware, a concederle il divorzio.  Poirot, incuriosito da una richiesta così insolita, accetta, e scopre con sua grande sorpresa che il nobiluomo è più che disponibile a divorziare dalla moglie. Qualche giorno dopo Lord Edgware viene ucciso e Jane Wilkinson viene arrestata. Ma qualcosa non torna, infatti dei testimoni affidabili affermano di aver visto la nota attrice alla stessa ora, in due punti della città lontanissimi fra loro. In seguito spunta anche il nome di Carlotta Adams, diventata famosa proprio come imitatrice della Wilkinson. Qualcuno ha voluto incastrare la moglie di Lord Edgware? Da quel momento inizia una corsa contro il tempo: riuscirà Poirot a salvare la bella Jane?

Ecco un altro libro delizioso, ambientato nel bel mondo del teatro e interamente dominato dalla affascinante figura della diva Jane Wilkinson. L'intreccio giallo -pur non essendo troppo difficile da sbrogliare- è affascinante, e si arriva a fine lettura completamente soddisfatti (che è un po' la cosa fondamentale di un giallo, no?). Oltre a Jane, ci sono un altro paio di personaggi molto interessanti, e per una volta è rinfrescante  vedere il formidabile Poirot in difficoltà: Sì, perché in questo romanzo prenderà più di una cantonata, anche se alla fine, come sempre, riuscirà a svelare il vero artefice del delitto. 
In definitiva, è un giallo divertente e pieno di dialoghi brillanti: una Christie al suo meglio, anche per quanto riguarda il ritmo narrativo e lo stile (e d'altra parte, negli anni 30 ha sfornato tantissimi capolavori [3]). 

Vi ho incuriosito su questi tre titoli? E se li avete già letti, vi sono piaciuti?

NOTE:

[1] Visto Omar? No ho scelto i soliti Christie che cito sempre fra i miei preferiti!
[2] In questo romanzo, cosa insolita per la Christie, gli effetti disastrosi della guerra appena terminata sono percepibili dalle stesse parole dei personaggi: si parla di razionamento del cibo e di giovani dispersi.
[3]Fra tutti, Assassinio sull' Orient-Express, Poirot sul Nilo, Dieci Piccoli Indiani .

lunedì 2 giugno 2014

Followers Day Special #1


Vi sono mancati in questi mesi i Followers Day? No? A me moltissimo, quindi ho deciso di crearne altri, a cadenza irregolare. Saranno dei FD speciali, su argomenti piuttosto svariati, quindi se vi va partecipate: potrebbero nascere delle discussioni interessanti!

Questo primo appuntamento speciale ha come tema "I finali". Non mi riferisco unicamente ai fumetti, ma anche ai libri, film, serie tv eccetera. Chiaramente, le risposte si prestano agli spoiler più disparati, quindi nel caso di spoileroni grossi come case, vi prego di inserire la scritta SPOILER in maiuscolo.

 Ecco le cinque domande:

1) Quanto è importante, per voi, il finale di una storia? Può un finale brutto (o insoddisfacente) rovinare completamente una storia fino a quel momento bellissima?
2) Cosa ne pensate dei finali per così dire ambigui? Quelli che lasciano alcuni misteri irrisolti o che volutamente lasciano il dubbio su determinate situazioni o personaggi? Li trovate fastidiosi oppure dipende dalla storia?
3) Il dramma dei finali aperti: sono da condannare a prescindere o in certi casi sono accettabili?
4) Fatemi un esempio di finale che avete trovato perfetto/avete amato moltissimo.
5) Qual è stato il finale che vi ha fatto arrabbiare di più?  

Io risponderò nei commenti insieme a voi, fra qualche giorno.

giovedì 29 maggio 2014

Historie di Itoshi Iwaaki: pregi e difetti di un manga pluripremiato.



J-pop ha appena pubblicato il primo volume di uno dei manga storici più noti e amati degli ultimi anni: mi riferisco ad Historie di Itoshi Iwaaki, seinen serializzato sulla prestigiosa rivista seinen Afternoon, di casa Kodansha.

Quest'opera ha per protagonista Eumene di Cardia , ovvero colui che grazie alla sua mente svelta e brillante diventerà prima segretario di Filippo II di Macedonia, ed in seguito cancelliere di Alessandro Magno.

In patria sono usciti otto volumi, ed è tutt'ora in corso (anche se la serializzazione su rivista, negli ultimi anni, è stata parecchio discontinua come periodicità). 

Tanto per cominciare, voglio parlare dell'edizione by J-Pop: la prima cosa che mi ha colpito è il formato: è piccolino! Ora, io non ho la più pallida idea di quale sia il formato giapponese (magari è anche più piccolo di questo), ma cosa sarà quest'edizione italiana...Un 12x17!? Non so, ma mi aspettavo un formato leggermente più grandicello. E poi le scritte dei premi vinti direttamente in copertina mi sembrano una trovata un po' infelice: avrei preferito una fascetta, ma tutto sommato non mi strappo nemmeno i capelli. Per il resto però, è davvero un' ottima edizione , su tutti i fronti: carta , stampa e prezzo (5,90 euro mi sembra un prezzo onestissimo, e ci sono anche 4 tavole a colori!). Inoltre trovo simpaticissimo il codice a barre che si trasforma in un capitello (ionico)!


Ma in soldoni, questo manga è bello o no? Merita l'acquisto? 

Io seguo quest'opera da tanto tempo, e devo dire che sì, è un bel manga, ma non è esente da difetti. Eumene è un protagonista interessante: avido di sapere fin dall'infanzia, la sua mente agile e la sua fulgida intelligenza lo rendono decisamente superiore alla media , ma nonostante questo è molto simpatico e possiede  una grande umanità [1]. Il primo volume ci mostra un Eumene che, dopo un lungo peregrinare (e l'incontro con Aristotele, che aiuta a fuggire dai persiani) si ritrova difronte alle mura della città di Cardia, assediate da un grosso esercito. Grazie al suo ingegno riesce ad entrare dentro la città, e da quel momento parte un lunghissimo flashback [2] che mostra la sua infanzia e tutte le varie vicissitudini che l'hanno portato a ritornare alla sua città natale (che è proprio Cardia, per l'appunto) .

Già da questo primo volume possiamo intuire che ci troviamo davanti ad un personaggio straordinario, e vi giuro che i primi cinque volumi sono fra le cose più belle che io abbia mai letto: un perfetto alternarsi di scene d'azione (anche piuttosto violente) e splendide riflessioni sull'uomo, sulla letteratura, sulla guerra, sulla schiavitù e sul valore della vita.  
Ad un certo punto però, la storia inizia un po' a deragliare collezionando un paio di momenti WTF, e questo "attimo di smarrimento" coincide proprio con l'entrata in scena di uno dei personaggi cardine della storia (e da me più attesi) ovvero il giovane Alessandro. 
Iwaaki, fin dall'inizio, non hai mai calcato sull'eccessivo rigore storico: la sua è una rivisitazione abbastanza smaliziata dei personaggi storici usati, ma nel complesso sempre coerente al periodo e che non si discosta troppo dalle fonti scritte . Ma di punto in bianco fa una cosa che mi ha lasciato incredibilmente perplesso (e mi ha fatto pensar male) : rende "immaginario" uno dei personaggi più importanti della vita di Alessandro. Non rivelo di chi si tratta (se siete curiosi, leggete la nota [3]) ma personalmente, mi sono cascate le braccia. 
In molti reputeranno la mia reazione a questa scelta di Iwaaki come eccessiva, ma giuro che per la prima volta mi è venuto da pensare "Sigh, anche questo manga dopotutto ha dei difetti!"). Anche la gestione del personaggio di Alessandro e di Olimpia non mi sono piaciuti granché, ma basta o rischio di spoilerare troppo. Nel complesso, rimane comunque su buonissimi livelli, ma continuo a preferire quando la narrazione si concentra su Eumene. 

Sui disegni ho poco da dire se non che il tratto di Iwaaki è molto preciso e pulito: non è un autore che perde tempo a disegnare fronzoli (siamo lontani anni luce dall'opulenza di dettagli di una Kaoru Mori) ma non per questo trovo le sue tavole scarne o vuote (come ho letto in giro), anzi! Adoro il suo stile pulito, e le sue copertine sono sempre bellissime ed evocative.

In definitiva è un' opera che consiglio sicuramente, soprattutto agli amanti di manga storici come Vinland Saga e Kingdom. Voi lo prenderete? Fatemelo sapere nei commenti.



NOTE 

[1] Ogni tanto però, la sua bravura innata in tutte le arti in cui si cimenta è proprio al limite della garystuaggine XD

[2] (attenzione spoiler): Il Flashback dura quasi quattro volumi, quindi non esagero quando lo definisco lunghissimo. 

[3] (attenzione spoiler): Mi riferisco al personaggio di Efestione. Sappiamo tutti che era il più caro amico -e amante- di Alessandro , quindi non si può fare a meno di pensar male difronte alla scelta di Iwaaki di liquidarlo in questo modo : nel manga Alessandro ha un disturbo di personalità multipla , ed una di queste  personalità ....E' Efestione U_U.



sabato 17 maggio 2014

Claudine di Ryoko Ikeda



E finalmente, è uscito anche questo volume!
Come molti di voi sapranno, oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia, quindi quale migliore occasione per parlare di Claudine?
Questa volta voglio iniziare dell'edizione: è un volume unico di circa 230 pagine (di cui due a colori) e dal costo di 5,95 euro [1]. La carta è ottima, la qualità di stampa perfetta e nel complesso la Goen ha fatto veramente un bel lavoro.
Le storie contenute nell'albo sono due: la prima è quella che da il titolo al volume, la seconda è uno spin-off [2] del manga La finestra di Orfeo, intitolato Courage e diviso in due parti.

Spoiler Alert! Claudine ha come voce narrante quella di un dottore di Parigi, che in una giornata di pioggia si vede arrivare una strana paziente accompagnata dalla madre : è Claudine, una bambina che afferma di essere un maschietto (e si comporta come tale). Il dottore si affezionerà immediatamente a questa strana e affascinante creatura, e inizierà così il suo racconto : in nemmeno 105 pagine ,  Ryoko Ikeda ci mostra l'infanzia, gli amori e la fine di Claudine, un uomo straordinario nato col corpo di un donna.
Ho letto questa storia per la prima volta parecchi anni fa (più di dieci) e ricordo che ai tempi mi piacque molto. La figura tragica e straziante di Claudine, la sua bellezza androgina, la sua anima maschile intrappolata in un corpo femminile mi colpì profondamente. A rileggerlo adesso il mio entusiasmo si è un po' ridimensionato: resta un bellissimo racconto, ma alcuni passaggi mi sono sembrati troppo affrettati o drammatici (vedi la barocchissima morte del padre), e molti personaggi (la ballerina Selene, ovvero il grande amore di Claudine in primis) non hanno un grande spessore. Il povero Claude/Claudine resta uno splendido personaggio (uno dei più interessanti partoriti dall'Ikeda), ma un maggior numero di pagine -o perché no, volumi- avrebbero giovato alla storia.

La seconda storia, Courage, si ambienta in America, ed è una specie di saga familiare che ha origine da alcuni personaggi visti in Orpheus no Mado. Anche qui abbiamo storie d'amore impossibili e legami di sangue che si rivelano nei momenti meno opportuni. In Orpheus c'erano molti rimandi alla letteratura: la prima parte sembra quasi una sensational novel , la seconda ambientata a Vienna mi ha ricordato i romanzi di Stefan Zweig e Thomas Mann mentre quella ambientata in russia mi ha fatto pensare ai grandissimi scrittori di questo paese. Ecco, questo Courage invece, mi ha fatto pensare...Alle telenovelas! XD Attenzione, con questo non voglio dire che è un racconto brutto, anzi, nel complesso l'ho trovato piacevolissimo, ma le coincidenze sono veramente troppe e assurde. Per fortuna l'autrice, con un colpo di scena finale, riesce ad alleggerire parecchio i toni, ma nella parte centrale, il coefficiente di dramma telenovelloso è altissimo!

Sui disegni non ho niente da dire: sono bellissimi! E' lo stile che aveva in Orpheus, che poi è il mio preferito.

Insomma, nel complesso è un volume discreto, sicuramente meritevole di entrare nelle vostre librerie (in particolar modo se siete fan dell'Ikeda).

Note:
[1] Ma a voi non danno un po' fastidio questi prezzi di copertina così bislacchi? Non potevano fare 6 euro pari?
[2]E' vero, in questa storia appaiono personaggi dell'arco narrativo viennese di Orpheus no Mado, ovvero Flora e  il figlio Wolfie. Ma nonostante ciò, questo racconto è fruibile anche alle persone che non hanno letto Orpheus. 

mercoledì 14 maggio 2014

The Wedding Eve - Il giorno prima delle nozze di Hozumi


Titolo: The Wedding Eve - Il giorno prima delle nozze (Shiki no Zenjitsu) di Hozumi

Informazioni varie
E' un volume uscito nel 2012 che raccoglie storie brevi pubblicate sulle riviste Flowers e Rinka di Shogakukan. Uscirà per Panini a Luglio.

Trama (contiene spoiler di lieve entità)
Shiki no zenjitsu è il racconto che apre e da il titolo al volume, e parla di due giovani, fratello e sorella, ritratti nel giorno prima del matrimonio di quest'ultima. 

In Azusa 2 gou de sakai, una bambina riceve la visita dello sconsiderato (e un po' losco) padre, scappato da casa anni prima. 

In Monochrome siblings, due fratelli gemelli avanti con gli anni si ritrovano in occasione del funerale di una compagna di scuola, che entrambi hanno amato.

Yume miru kakashi E' il racconto più lungo (composto due parti). Ambientato in gran parte nel Kansas, degli anni 80, abbiamo nuovamente due fratelli per protagonisti: Jack e Betty. Jack , che vive a New York, riceve un invito al matrimonio della sorella al quale è molto legato (e che però non vede da dieci anni). Durante il viaggio riaffioreranno i ricordi del passato: la loro difficile infanzia dopo l'abbandono da parte della madre, ed il loro rapporto non sempre facile.  

10 gatsu no hakoniwa parla di uno scrittore solitario e squattrinato che si ritrova in casa una giovane ragazzina che si proclama sua parente. Intanto, dei sogni riguardanti un corvo continuano ad ossessionarlo. 

In After that ritroviamo il protagonista della prima storia, anche se il racconto è narrato dal punto di vista...Del gatto! E' una sorta di seguito del racconto Shiki no zenjitsu e mostra alcune novità nella vita dei due fratelli.

Commento di Yue: Avete presente il giochino delle associazioni di parole? Quello "Io dico una parola e tu dici la prima cosa che ti viene in mente"? Ecco. Pensando a Josei a me viene subito in mente "donna lavoratrice con problemi sentimentali" (ok, più che una parola è una frase, ma il concetto è quello). Questa mia associazione però è incredibilmente riduttiva del genere, e questo volume ne è la prova lampante: Infatti, pur contenendo storie pubblicate su riviste josei [1] il sentimento preponderante che accomuna i cinque racconti è l'affetto fra persone consanguinee (più che altro quello fra fratelli, ma anche fra padre e figlia) e non quello fra amanti .

Sono storie molto semplici e delicate, che descrivono situazioni quotidiane e quasi banali (il turbamento di una sposa il giorno prima del matrimonio, il pomeriggio di un padre passato con la sua bambina, due fratelli che pensano al passato mentre cenano in un ristorante ed un fratello iperprotettivo che si riavvicina alla sorella dopo anni di separazione). Non sono racconti memorabili, ne particolarmente originali, ma a fine lettura riescono a scaldarti il cuore (o almeno, così è successo al sottoscritto e vi assicuro che non è facile suscitare in me tali sentimenti XD).

C'è un altro elemento che accomuna gran parte di queste storie, ed è un lieve tocco di soprannaturale. Ho usato il termine "lieve" non a caso, infatti non è mai invasivo o centrale alla vicenda, tranne forse in due racconti dove viene usato come plot-twist (non vi dico quali per non rovinarvi la sorpresa).
La mie preferite sono due: quella che da il titolo al volume (commovente nel ritrarre il rapporto fra due fratelli che sono sempre vissuti insieme e che sono in procinto di separarsi) e Yume miru kakashi, che essendo più lunga delle altre risulta anche la più articolata (ed ha un finale tenero e un po' magico che ho assolutamente adorato).

I disegni di Hozumi sono gradevolissimi: c'è poco da dire se non che il suo è uno stile pulito e moderno che piacerà a molti.

Come al solito la Panini non ha fatto un briciolo di pubblicità a questo titolo (un po' quello che era successo a Il giorno prima dell'estate) ma per fortuna arriva Yue a porre rimedio! Come ho già detto uscirà a Luglio e costerà 6,50 euro. Io mi prendo una grossa responsabilità e lo consiglio a tutti! Magari ci sarà qualcuno che a fine lettura esclamerà "Tutto qui?" , ma  in tal caso non mi sentirò troppo in colpa, visto che è un volume unico e non costa nemmeno tantissimo.



Note:
[1] Rinka non è propriamente una rivista josei, ma diciamo che fa parte di quelle pubblicazioni un po' ibride che esulano dalle rigide classificazioni basate unicamente sul target.

domenica 11 maggio 2014

Fumetti e manga (dalla A alla Z)


Ho trovato in giro un meme abbastanza carino (non so chi è l'autore), e visto che non ne faccio da un po' ho deciso di "adottarlo".

#A- Autore con la A maiuscola (ovvero quello di cui hai letto più opere)
Mah, non so con precisione ma riflettendo un attimo, il primo nome che mi viene in mente è Osamu Tezuka. Tranne pochissimi titoli, ho letto tutto quello pubblicato in italiano e in inglese (e qualcosa in francese) quindi un bel po' di cosette. Fra gli autori italiani sicuramente Magnus e Crepax, mentre per il resto del mondo direi i due Moore: Alan e Terry. 

#B – Bevo responsabilmente mentre leggo…
Quando leggo, leggo e basta.E' più forte di me.  Ad esempio, nell'oretta di lettura prima di andare a dormire, se mi scappa la pipì la tengo. Se mi viene fame/sete mangio una volta finito l'albo/capitolo. Sono strano, me ne rendo conto.

#C – Confesso di aver letto…
Di tutto, e senza vergogna. Fumetti di qualsiasi genere e provenienza. 

#D – Devo smettere di...
Nonostante la mia carriera di lettore di lunga data, sono sempre un po' impulsivo negli acquisti, soprattutto per quanto riguarda fumetti di cui so poco o niente, ma che mi colpiscono per un qualche motivo (ad esempio i volumi che trovo nel reparto fumetti delle grandi librerie, dove non posso chiedere pareri a nessuno). Dovrei ponderare e informarmi di più prima di mettere mano al portafoglio XD. 

#E – eComics o cartaceo?
Tutti e due. Se hanno la stessa disponibilità preferisco il cartaceo, ma spesso e volentieri mi butto sulla versione digitale , ad esempio quando smanio di leggere un volume che so di difficile reperibilità (in formato cartaceo) dalle mie parti. 

#F – Fanboy impenitente di…
Io sono un Bananista Anonimo (fanboy di Banana Fish) e un Principessiano (fanboy di Kaguya Hime - La principessa splendente). 

#G – Genere preferito e genere che di solito non leggo
Mi piace molto il genere slice of life in tutte le sue varianti :storico (Emma, Shirley, Gisèle Alain, Thermae Romae), romantico (Il giorno prima dell'estate, Strangers in Paradise,  Sing Yesterday for Me ,Ohana Holoholo, Love & RocketsAoi Hana, Hourou Musuko ), "magico" (Il mondo di Ran, Il Castello) e fantastico (Yokohama Kaidashi Kikou e Nina Stardust) . Leggo sempre con piacere il genere thriller (MW, Ayako, Kirihito e gli altri seinen "neri di Tezuka) e storico, e poi adoro i manga fantascientifici, quando sono fatti bene (Wombs e le opere di Yukinobu Hoshino e Moto Hagio). Ma come ho già detto, sono un lettore onnivoro, quindi leggo di tutto. Un genere che di solito leggo poco è quello supereroistico, non per mia scelta, ma più che altro perché non ho mai conosciuto nessuno in grado di "guidarmi" fra la marea di pubblicazioni disponibili.

#H – Ho atteso a lungo per… 
...il quarto volume di Locke & Key! E chissà quanto dovrò aspettare per gli altri... 

#I – In lettura al momento…
Ho appena finito il primo volume italiano di Children of the Sea (che però avevo letto in inglese).  Il prossimo sarà Natsume degli spiriti. E non vedo l'ora di leggere il decimo di Ooku!

#L – Luogo preferito per leggere i fumetti…
Di solito leggo sul letto, oppure in poltrona. Fuori casa amo leggere sul treno e a volte al parco (nelle giornate soleggiate ma non troppo calde). 

#M – Miglior prequel di sempre…
Non mi viene in mente niente. Anzi, adesso che ci penso mi è piaciuto parecchio Bokura no Hikari Club, prequel altrettanto disturbato di Litchi Hikari Club.

#N – Non vorrei mai leggere…
Tutti quegli orrendi spin-off /side story/ prequel moderni dedicati a personaggi di Tezuka. Ma quanto sono brutti e inutili? Quanto? >_<

#O – Once More (un fumetto che hai riletto tantissime volte, ma che rileggeresti ancora) 
Uno solo? E io invece ne dico tre: La Fenice - Il libro del futuro di Osamu Tezuka. Strangers in Paradise di Terry Moore e Age of Bronze di Eric Shanower.

#P – Perla nascosta (un fumetto che non ti aspettavi fosse così bello)
Il Castello, di Linda Medley. Sapevo poco o niente di quest'opera (avevo visto qualche tavola su un Anteprima), quindi l'ho comprato quasi a scatola chiusa. E mi sono ritrovato davanti un CAPOLAVORO. Stessa cosa per Uchu Kyodai - Fratelli nello spazio che si è rivelato bellissimo.

#Q – Questioni irrisolte (un fumetto che non sono mai riuscito a finire)
Battle Royale (la versione manga di Masayuki Taguchi). La violenza fine a se stessa mi ha sempre annoiato nei manga, ma questo- oltre ad annoiarmi- mi faceva proprio ribrezzo, quindi l'ho interrotto e regalato ad un amico XD.

#R – Rimpianti fumettistici (serie interrotte o fumetti perduti che non potrò mai finire di leggere)
Eh, qui la lista è lunga (e triste). Sicuramente Gunslinger Girl (rimasto interrotto per ben due case editrici diverse) e il bellissimo Gaku (Vette), iniziato da Planeta e interrotto al quarto volume . Altri titoli: L'ospite indesiderato, Age of Bronze, Le mille e una notte, tutti i titoli in ghiacciaia della J-POP e i manga perduti in terra Goen e Ronin. Le strisce a fumetti dei Moomin! E di sicuro mi son dimenticato di un sacco di roba.

#S – Serie iniziate e mai finite
Tante, soprattutto shonen e shoujo. Per fortuna mi fermo quasi subito (al massimo al terzo, quarto volume). Unica eccezione One Piece, che ho interrotto al quarantacinquesimo volume (mi piaceva, ed ero affezionato ai personaggi, però facevo troppa fatica a seguirlo). 

#T – Tre dei tuoi antagonisti preferiti
Annelotte di Orpheus no Mado, So Dakki di Hoshin Engi , Jeanne de Saint-Rémy de Valois di Versailles no Bara. Tre donne carismatiche, belle e dannate! Le adoro  

#U – Un appuntamento con (personaggio dei fumetti)
Sarò strano, ma più che un appuntamento mi piacerebbe andare a trovare i bambini di Sunny, di Taiyo Matsumoto. O magari, passare un giorno con la famiglia di Ran! E mi piacerebbe anche un' uscita a tre con Katchoo, Francine e David di Stranger in Paradise.

#V – Vorrei non aver mai letto…
La deludente seconda serie di Galaxy Express (la prima è un capolavoro assoluto), e in generale, la produzione tardiva di Leiji Matsumoto, che mi è piaciuta pochissimo.

#Z – Zanna Avvelenata (quel finale che proprio non ho mandato giù)
Pur essendo coerente in tutto e per tutto con la storia narrata, ancora fatico a mandar giù il finale di Banana Fish. Ogni volta piango come una fontana!

Ce l'ho fatta! Se il meme vi è piaciuto, fatelo anche voi!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...