venerdì 7 luglio 2017

Il castello blu di Lucy Maud Montgomery



Titolo: Il Castello Blu (The Blue Castle)

Autrice: E' Lucy Maud Montgomery (1874-1942) , scrittrice canadese famosa in tutto il mondo per la serie di Anne of Green Gables (Anna dai capelli rossi), composta da otto romanzi più svariate storie brevi.  Fra le altre sue opere, è bene ricordare la trilogia di Emily of New Moon (Emily della Luna Nuova) e i romanzi stand-alone Magic for Marigold (Marigold) e Kilmeny of the Orchard (Il frutteto incantato). Nonostante la sua fama sia legata principalmente alla sua produzione per ragazzi, ha anche scritto poesie e romanzi per un pubblico adulto, fra i quali, appunto, The Blue Castle

Trama fornita dalla casa editrice: L’immagine che Valancy Stirling vede riflettersi nello specchio è una figura tristemente scolorita. Ha quasi trent’anni e non ha un marito: quanto basta a renderla motivo di imbarazzo e umiliazione per la sua ingombrante famiglia. Valancy vive secondo le regole imposte da una madre bigotta, accoglie con remissione le scelte che altri fanno per lei, non si ribella al personaggio in ombra che nel gioco delle parti le è toccato in sorte. C’è un luogo dei suoi sogni, però, dove si sente libera di riprendersi un ruolo da protagonista: il suo “castello blu”.  La sconvolgente diagnosi di una malattia cardiaca fatale la spinge, però, a uscire dal suo bozzolo di timore e a cercare nel mondo il suo castello: prima, sul limitare di quella “landa desolata” dove abitano i reietti della comunità – Cissy Gay, una ragazza madre malata di tubercolosi, e suo padre Abel, un impenitente alcolista; poi, ancor più lontano, sul Lago Mistawis, dove vive soltanto lo sregolato Barney Snaith, che tutti reputano un criminale in fuga.  Ambientato nel magnifico scenario del Muskoka, dove specchi d’acqua, isole velate dalla nebbia, cascate scroscianti e boschi inestricabili si fondono nel magico silenzio della natura canadese, Il castello blu è uno dei pochi romanzi che Lucy Maud Montgomery scrisse per un pubblico adulto e per reinventare la sua storia di donna. La prosa ironica e brillante della Scrittrice tratta con freschezza temi scomodi, esprimendo tutto lo sdegno che provava per la finzione sociale e l’ipocrisia del suo tempo.

Commento di Yue: Anche a voler relegare Lucy Maud Montgomery nel calderone degli scrittori per l'infanzia (cosa a mio parere sbagliata e limitante), la sua genuina bravura è immediatamente percepibile: leggendo Anne of Green Gables , la prima sensazione che ho avuto è stata quella di trovarmi difronte ad un'autrice incredibilmente brillante e dotata, in grado di creare personaggi talmente vividi e vibranti da risultare indimenticabili (esiste un personaggio femminile più iconico di Anne in tutta la letteratura classica per l'infanzia? Non credo).

Nel mese di Giugno, la piccola (ma preziosa) casa editrice Jo March, ha pubblicato uno dei pochi romanzi pensati "per un pubblico adulto" della Montgomery, ovvero Il Castello Blu (The Blue Castle). Uscito nel 1926, ed accolto abbastanza tiepidamente dalla critica di quel periodo, in seguito a quasi mezzo secolo di oblio è stato ristampato, diventando immediatamente uno fra i romanzi più amati della produzione dell'autrice.



Lo dico subito per gli impazienti : non è un capolavoro, ma pur con le sue imperfezioni l'ho trovato graziosissimo! In questo periodo sto lentamente uscendo da un brutto "blocco del lettore", ed un libro del genere era proprio quello di cui avevo bisogno.

Ma analizziamo più attentamente questo romanzo (cercando di spoilerare il meno possibile): La prima parte, ovvero quella del "risveglio di Valancy" in seguito alla terribile diagnosi è assolutamente brillante e divertente, con dialoghi fulminanti ed uno humour incredibilmente tagliente (e per certi versi scorretto) per l'epoca.  Valancy non è un personaggio immediatamente esplosivo come Anne, ma anche all'inizio del libro, quando viene mostrata in un momento di mite rassegnazione viene descritta come una donna complessa,  piena di desideri ed ambizioni, e quindi il suo cambiamento risulta del tutto naturale. Cambiamento che sconvolgerà pesantemente i numerosi parenti del pomposo clan Stirling, splendidamente descritti e fonte continua di siparietti divertentissimi.
La seconda parte è decisamente più romance e bucolica, e la maturazione personale e sentimentale di Valancy viene descritta con grande delicatezza, anche se non mancano passaggi un po' noiosetti e un filo sdolcinati (ma sempre splendidamente scritti!). Il climax del romanzo è ampiamente prevedibile (io che sono un ingenuo non ho mai creduto a "quella cosa "), ed anche lo svelamento finale sull'identità di Barney richiede un pizzico di sospensione dell'incredulità. Ma tutto sommato, anche se nella seconda parte la storia perde quasi del tutto quella carica satirica e tagliente nei confronti del perbenismo ipocrita delle vecchie famiglie, il finale è l'unico possibile. E a guardare bene, nelle lacrime di Valancy, si possono leggere tante cose: gioia per il suo nuovo status, ma anche rammarico per il suo castello blu, ormai perso per sempre.

Insomma, un romanzo non perfetto, ma incredibilmente piacevole. Ve lo consiglio!

Edizione: L'edizione della Jo March è ottima e con un prezzo contenuto (14 euro).  La traduzione è di Elisabetta Parri, e a inizio volume c'è una bella introduzione delle curatrici e fondatrici della casa editrice, Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci. 

mercoledì 28 giugno 2017

Intermission 38 - Meanwhile



No, tranquilli, questo blog non verrà aggiornato fra 25 anni. Ma mi ritrovo a postare sempre meno spesso, quindi , anche stavolta si tratta di un intermission di robe a caso. E credetemi, questa cosa mi crea un fortissimo complesso di inferiorità, soprattutto se guardo a tutti i bei post dei miei amici blogger usciti a Giugno. Non so, ma mai come in questi giorni ho pensato di farla finita una volta per tutte, con Say Adieu. Credo proprio che non sarebbe una gran perdita.

*si toglie la tiara da Drama Queen*

Bene, stavolta cominciamo dalle serie tv: Sense8 è stato cancellato.
Noi fan, abbiamo ammorbato l'internet per settimane, ma nonostante le raccolte di firme, i #renewsense8 e i piagnistei vari praticamente ovunque, è ufficiale: non ci sarà una terza stagione, ne un episodio speciale per chiudere le varie storie.
La delusione è immensa, lo ammetto, soprattutto considerando l'ambizione degli autori e gli enormi costi di produzione. Ma sapete che vi dico? Questo "sentore di morte" l'ho avuto fin dall'inizio della seconda stagione: il cambio di registro è palese , ed è impossibile non notare un' accelerata nelle varie storyline. con tanta carne al fuoco . Secondo me questo cambiamento è stato imposto dall'alto, proprio in virtù del successo , a quanto pare sotto le aspettative, della prima stagione. Ma insomma, al di là di tutti questi discorsi resta solamente una grande amarezza. Mi hanno segato la mia serie guilty pleasure preferita...Come farò, adesso? EDIT :E' stato annunciato uno speciale di due ore, che concluderà la serie!



Per una serie che finisce, una che comincia: American Gods. Non ho mai amato particolarmente il Neil Gaiman scrittore, quindi mi sono avvicinato a questa serie (tratta appunto dal suo romanzo più famoso) attirato più che altro dall'affetto che provo per Bryan Fuller, visionario showrunner di serie da me amatissime come Hannibal e Pushing Daisies. Gli otto episodi sono letteralmente volati, e questa storia di divinità vecchie e nuove mi è piaciuta molto: Il tocco geniale di Bryan è onnipresente, e non mancano le scene fottutamente memorabili (molte delle quali hanno per protagonista una straordinaria Gillian Anderson). Certo, otto episodi sono veramente pochi, ed il finale di stagione non è così esplosivo come uno si aspetterebbe. Ma almeno hanno già confermato la seconda stagione, e speriamo di non dover attendere troppo. Ah, dimenticavo, adoro la opening!




Ladies and Gentlemen, ma la terza stagione di Twin Peaks? Prima di dire qualsiasi cosa, una dovuta premessa: amo questa serie, ma con grande serenità. Non sono di quelli che sanno tutti gli episodi a memoria e fanno le tre di notte leggendo le fan theories su ogni minimo dettaglio, no. E anzi, ho recuperato la serie piuttosto tardi, dopo aver visto ed amato praticamente tutti i film di David Lynch. Quindi il mio approccio alla terza stagione è più da Lynchiano che da Twinpeaksaro , ed episodi come l'ottavo...Lo dico? Mi fanno impazzire! ❤
Alle persone che stanno trovando deludente e assurda questa stagione mi verrebbe da chiedere "Ma avete seguito David Lynch in questi 27 anni? Davvero vi aspettavate qualcosa di stilisticamente simile alle prime due? E' come chiedere ad un disegnatore nel pieno della sua maturità artistica di tornare a disegnare come ai suoi esordi. E' assurdo!
Voi lo state seguendo? Cosa ne pensate?



Bene, è tutto per quanto riguarda le serie tv. Passiamo ad un paio di commenti brevi su alcune recenti letture: Avete preso il primo volume di Come dopo la pioggia? A me è piaciuto un sacco. Ha quell'eleganza delle vecchie commedie romantiche, ed i protagonisti sono molto interessanti e insoliti: per una volta, non abbiamo una studentessa timida e disagiata, ma una splendida atleta, che si dichiara praticamente subito! Ed anche il protagonista maschile (il mite e gentile direttore di un family restaurant) suscita immediatamente curiosità e simpatia.
Sono proprio curioso di scoprire quali binari seguirà la storia (ci sarà davvero la svolta romantica fra due persone così diverse e lontane per età?), e so già che la bimestralità mi ucciderà lentamente.

Ho letto anche "Un anno senza te", di Giopota e Luca Vanzella, e pure questo mi è piaciuto da morire . La storia, in realtà, è piuttosto semplice (rientra a pieno nel genere "delicato coming of age sentimentale"), ma è la sua esecuzione sia narrativa che stilistica ad avermi colpito, per la sua originalità e intensità: come dice il proverbio (?) non è importante il "cosa" si racconta, ma il "come".
Personaggi adorabili, una Bologna reale e immaginaria al tempo stesso e un sottofondo di realismo magico , fra episodi con soffici coniglietti che cadono dal cielo e altri che sembrano diretti da Jean-Pierre Jeunet. Insomma, un volume in tutto e per tutto sorprendente.
Se volete approfondire, vi consiglio vivamente la recensione di Orlando su Fumetti di Carta .

Anche per stavolta è tutto. Alla prossima! (forse).


  

mercoledì 24 maggio 2017

I manga che non leggeremo mai in Italia 30 - Shouwa Genroku Rakugo Shinjuu



TitoloShouwa Genroku Rakugo Shinjuu  (昭和元禄落語心中) , conosciuto anche con il titolo internazionale  Descending Stories: Shōwa Genroku Rakugo Shinjū. 

Informazioni varie: E' una serie composta da 10 volumi, ed è stata serializzata sulla rivista josei Itan, della casa editrice Kodansha. Da questa serie è stato tratto un anime di grande successo, che in due stagioni copre la storia di tutti e dieci i volumi. 

Autrice: E' Haruko Kumota, talentuosa e versatile autrice che ha esordito otto anni fa nel genere BL , raggiungendo il successo con la serie Itoshi no Nekokke.  


Trama: Anni 70. Il bel tomo Kyōji è appena uscito di galera , e pur essendo ancora senza lavoro, e senza un posto dove stare il suo primo pensiero è quello di andare in un Yosa, per assistere ad una delle performance del maestro rakugoka Yakumo. Il maestro, tempo prima, si era esibito nella prigione dove era detenuto il protagonista, e da quel momento, il più grande desiderio di Kyōji è diventare suo apprendista. Ebbene, i due riescono ad incontrarsi e, cosa incredibile, Yakumo accetta di prenderlo con se, anche se non sembra molto serio nelle intenzioni (lo tratta più che altro come un buffo animaletto domestico, da sfruttare come portaborse/servitore durante i suoi viaggi e le sue performance) . Il maestro Yakumo, fra l'altro, ha una situazione familiare complicata: vive infatti con Konatsu, una giovane donna figlia di un suo carissimo amico e collega rakugoka , morto molti anni prima in circostanze drammatiche insieme alla moglie . Da quel momento, il maestro Yakumo è diventato tutore legale di Konatsu, ma il rapporto fra i due è molto delicato e conflittuale, infatti quest'ultima accusa il maestro di essere l'assassino dei suoi genitori. Konatsu, fra l'altro, è molto appassionata di Rakugo (e fiera del padre defunto, ai suoi tempi un grande innovatore), e soffre non poco per il fatto di non poter far parte di questo mondo (il Rakugo è precluso alle donne). Sarà proprio lei ad aiutare Kyōji -che nel frattempo è stato ribattezzato "Yotaro", come il caratteristico personaggio folle e un po' scemo dei racconti rakugo- nei primi rudimenti di questa arte. Anche se la strada sarà lunga e piena di ostacoli!


Curiosità: Alcuni di voi si chiederanno: Si, ok, ma cosa diavolo è 'sto Rakugo? Ok, io non sono un esperto, ma cercherò di spiegarvelo in poche parole . Il Rakugo è un genere teatrale giapponese che consiste in monologhi di stampo comico, dove il narratore (rakugoka) interpreta tutti i personaggi della storia che racconta (restando rigorosamente seduto sul palco e con l'ausilio di un solo ventaglio e di un fazzoletto). Ovviamente, se ho scritto cavolate e volete aggiungere o correggere qualcosa a riguardo, aspetto vostri commenti. 

Commento di Yue: Ammetto che in questi ultimi anni, raramente il primo volume di una serie mi ha entusiasmato così tanto. Una buona parte di questa mia esaltazione credo sia dovuta allo stile di Haruko Kumota: mi fanno impazzire i suoi disegni dal tocco vagamente retrò, e i suoi personaggi super espressivi! Ci sono dettagli nelle sue tavole (anatomici o degli sfondi) che non mi stancherei mai di guardare, ed avete visto le sue illustrazioni? E' bravissima anche con i colori (cercatemi copertine più pucciose di quelle di Itoshi no Nekokke : impossibile trovarne). 

Una mia amica, quando le ho parlato del fatto che si trattava di un manga sul Rakugo mi ha detto immediatamente "wow, deve essere un fumetto pieno di dialoghi!", ma in realtà non è così, perché nonostante l'idea del Rakugo faccia subito pensare ad un qualcosa di statico e fitto di dialoghi, in questo manga le varie esibizioni sono ritratte in modo molto spigliato, senza eccessiva focalizzazione sulla storia narrata, ma con più attenzione su alcuni passaggi "significativi" della recitazione, che definiscono le particolari abilità del rakugoka (ad esempio, il maestro Yakumo ha un modo di recitare molto classico ed elegante, quasi sensuale, mentre il suo amico e collega Sukeroku era l'esatto opposto). Quindi il ritmo del manga è sempre scorrevole e piacevole. 
Chiaramente, una buona parte del fascino di quest'opera deriva anche dai personaggi, che hanno tutti un interessante e complesso background: paradossalmente, almeno in questo primo volume, il personaggio meno interessante è proprio il protagonista Yotaro, anche se piano piano, si riesce ad intravedere la sua "stoffa" sotto la patina di personaggio burlone e sempre allegro. Yakumo è il classico sensei severo ed esigente, ma con parecchie sfaccettature insolite (e divertenti) . Konatsu invece è una donna burbera e inizialmente poco amabile, ma dimostra grande forza e buon cuore e soprattutto, il suo rapporto di amore e odio con il maestro Yakumo è una delle cose più interessanti del manga.
Il tono generale di questo primo volume e nel complesso piuttosto "allegro", ma chiaramente, ci sono eventi del passato molto tragici, che hanno segnato i vari personaggi.  E da quel poco che ho visto dell'anime la storia si svilupperà in un lungo arco di tempo (non si diventa maestro rakugoka in un giorno), quindi nell'evenienza preparo di fazzolettini.

In definitiva, mai avrei pensato di trovare appassionante un manga sul Rakugo, quindi lo consiglio anche agli scettici! Non vi deluderà.


Si trova in lingue comprensibili? : Il primo volume in inglese è uscito da poco per Kodansha Comics. Nonostante il prezzo non proprio basso è un'edizione un po' cheap, anche se ha un formato  bello grande e mi sembra tradotto più che bene. Io l'ho preso su Bookdepository

giovedì 4 maggio 2017

Intermission 37 - And it was never enough.

Cosa aspetti ad aggiornare il blog, che fiorisca Maggio?
Ebbene sì, e lo faccio con l'ennesimo, scombinatissimo Intermission! Che sarà lunghetto e pieno di parentesi come al solito, vi avverto, quindi prendetevi da bere e delle patatine.


Qualche giorno fa ho visto il primo episodio di The Handmaid's Tale, serie tv Hulu tratta dal bellissimo (e terribile) romanzo distopico di Margaret Atwood. E sapete che vi dico? Nonostante lo scetticismo iniziale (dovuto principalmente al ringiovanimento di molti dei personaggi) mi è proprio piaciuto. Elisabeth Moss la trovo perfetta nel ruolo di Offred , ed anche la sceneggiatura -per ora- non tradisce la fonte cartacea . Unica mia paura: è stata già rinnovata per una seconda stagione, e sinceramente non so cosa si inventeranno una volta narrati gli eventi del libro. Come ho già detto sopra, il romanzo è molto bello, anche se in Italia è tutt'ora fuori stampa. Non ho capito se i diritti sono sempre in mano alla casa editrice Ponte alle Grazie oppure a Tea Due, ma è veramente da idioti non ristamparlo approfittando del traino della serie tv (e per la cronaca, uscirà anche una miniserie tratta da Alias Grace, sempre della Atwood, e pure questo è fuori stampa in italiano). 



Altra serie tv che sto seguendo con grande curiosità è la terza stagione della serie antologica Fargo. La prima stagione mi è piaciuta moltissimo (immensi Billy Bob Thornton e Martin Freeman)  , ed anche la seconda è stata nel complesso parecchio bella (soprattutto per la grande quantità di personaggi femminili interessanti). Questa terza, che ha come star Ewan McGregor nel doppio ruolo dei fratelli Stussy, ha degli elementi che mi ricordano molto la prima, soprattutto per la tipologia di personaggi  (vedi il cattivo inquietante e la poliziotta carismatica), anche se non mancano le novità, come la femme fatale Nikki Swango, al momento il mio personaggio preferito. I primi due episodi sono un pochino disorganici, ma promette bene. Spero di non sbagliarmi!



Chiudo il discorso sulle serie tv , ripetendo per l'ennesima volta: ma quanto è bello Feud? Mi è piaciuto veramente tanto, erano anni che non piangevo così per un series finale! La Joan Crawford della Lange non mi ha convinto del tutto (sono troppo diverse come fisionomia e voce), ma diamine, Jessica è sempre bravissima! Susan Sarandon nei panni di Bette Davis ha meno screen-time, ma per me è stata perfetta: applausi da qui al 2020. Intanto hanno proposto di candidare entrambe le attrici agli Emmy, quindi abbiamo già il tema della terza stagione: Feud- Jessica e Susan! XD



Adesso passiamo a parlare di fumetti: gli annunci del Napoli Comicon sono stati moscetti, vero? Fra i 25 titoli annunciati (comprensivi di serie nuove, volumi unici e ristampe) gli unici due vagamente interessanti sono stati Happines di Shuzo OshimiChildren of the Whales di Abi Umeda. 
L'enfant terrible Shuzo Oshimi mi piace molto: le sue storie sono sempre malatissime, ma ha talento e disegna splendidamente (amo in particolar modo le sue cover). Happines -un titolo che, conoscendo l'autore sembra un po' una presa per il culo- è una storia che parla di vampirismo e... Non so altro. Vi dirò dopo aver letto il primo volume! 
Children of the Wales  è uno shoujo serializzato su Mystery Bonita, descritto da molti come un "quasi seinen fantasy dalle atmosfere poetiche miyazakiane ma anche crudo e violento". Come voi, non ho ben capito, e a parte il fatto che Abi Umeda ha uno stile che decisamente non mi fa impazzire, boh, sarà tipo un manga alla Shin Takahashi? Che dietro a disegni pucciosi nasconde drammi e traggedie infinite? Staremo a vedere, intanto in Giappone sta avendo un grandissimo successo (vedi anime in uscita a breve). 



Notizie ben più succulente arrivano dal web (non ho ben capito la fonte, ma ci sono foto del Direct che confermano): J-pop pubblicherà Tekkonkinkreet di Taiyo Matsumoto, in una bella edizione omnibus comprensiva di tutti e tre i volumi. E inoltre, l'autore sarà ospite al prossimo Lucca Comics! Ma vi rendete conto? Dopo Kaoru Mori, Taiyo Matsumoto. Se è un sogno, non svegliatemi! 
Altro annuncio trapelato: Tomie, di Junji Ito. La mancanza di opere di Ito in Italia mi ha sempre sgomentato, quindi è davvero un'annuncio gradito! Speriamo sia la versione comprensiva di tutti i volumi, come quella americana!
EDIT del 5 Maggio: J-pop ha annunciato anche Chiisakobee  di Minetaro Mochizuki! Trasposizione moderna del romanzo omonimo di Yamamoto Shuguro , narra di un giovane carpentiere che ha perso tutto in un terribile incendio (la sua famiglia e la sua ditta). Nonostante la tragedia, decide di darsi da fare per ricostruire la "Daitome"costruzioni, prendendo come assistente una giovane ragazza senza dimora. Questo delicato ed insolito (per l'autore di Dragon Head) slice of life  mi ha sempre incuriosito, quindi sono felicissimo del suo annuncio. Spero vivamente esca in cofanetto (sono 4 volumi). 




Per quanto riguarda libri sono bloccato in questo periodo: continuo a comprarne parecchi (come ad esempio il tanto chiacchierato Il Nix di Nathan Hill) ma non sto trovando niente che mi entusiasmi DAVVERO. In questi periodi un po' così, di solito mi ritiro nella comfort zone rappresentata dai gialli, e la mia più recente scoperta è Margaret Millar. I suoi romanzi sono spesso più dei thriller che dei gialli, sempre tesi e drammatici e con venature quasi hard-boiled. Ma il suo più grande pregio è lo stile: scriveva davvero divinamente , con ritratti psicologici tutt'altro che scontati. Ve la consiglio (QUI trovate la sua opera più famosa scontatissima!). 



Sul fronte cinema ho poco da raccontare. Ho visto Ghost in the Shell con la Scarlett e l'ho trovato decisamente  inutile. Poi ho visto I Guardiani della Galassia 2 e mi ha piacevolmente intrattenuto (come il primo). L'unico recupero degno di menzione è il delizioso Il banchetto di nozze, film del 1993 di Ang Lee che definire adorabile è dir poco. La trama la potete trovare ovunque, ma il dvd al momento non esiste (io l'ho trovato in vhs ad un mercatino, rendiamoci conto! Retro-mania come se non ci fosse un domani). Stai a vedere che i primi film di Ang Lee sono i più belli!?!? 



Bene, è tardissimo ed ho sonno, quindi questo Intermission finisce qui.
Alla prossima!


domenica 16 aprile 2017

Our Little Sister - Diario di Kamakura vol. 1





Titolo: Our Little Sister - Diario di Kamakura (In originale : Umimachi Diary - 海街diary )

Autrice: E' Akimi Yoshida, conosciuta in Italia per il manga Banana Fish, pubblicato da Panini a partire da Novembre 2002 (quasi quindici anni fa, GASP!) . Fra le sue opere più famose ci sono La Dea della fortuna (Kissho Tennyo) , affascinante thriller soprannaturale che potete leggere integralmente sullo SmoProject, il family-drama fantascientifico Yasha  (ed il suo sequel  Eve no Nemuri) e la commedia romantica  agrodolce Lovers' Kiss, che curiosamente è anch'essa ambientata a Kamakura [1].

Quasi tutte le opere della Yoshida sono state trasposte in film/serie tv live-action: ultima in ordine di tempo e proprio la trasposizione di Umimachi Diary, per mano del bravissimo regista Hirokazu Koreeda (film distribuito anche in Italia, con il titolo internazionale Our Little Sister). 
Non l'ho ancora visto (fino all'ultimo ho rimandato nella speranza che il manga venisse pubblicato in italiano) ma se volete leggere una recensione a modo, vi consiglio quella di Gerundiopresente

Informazioni varie: In Giappone è serializzato in modo abbastanza discontinuo sulla rivista josei Flowers di Shogakukan, ed al momento conta otto volumi. In Italia è edito da Starcomics, in un'edizione da 4,90 euro con sovracoperta e pagine a colori.  Una menzione speciale anche all'ottima traduzione di Asuka Ozumi, una delle mie traduttrici preferite! 


Trama: "Ho appena saputo che mio padre è morto... Eppure non mi sento affatto triste, accidenti. I miei genitori divorziarono quando avevo sette anni...a causa dei debiti e delle scappatelle di mio padre, diceva la nonna. Dopo due anni, mia madre se ne andò di casa, dicendo che si sarebbe risposata. Da allora, io, mia sorella maggiore e mia sorella minore abbiamo vissuto con la nonna e non abbiamo mai più rivisto i nostri genitori. La nonna è morta da un pezzo, e nella sua vecchia casa siamo rimaste noi tre sorelle"

Le tre sorelle sono l'infermiera Sachi (la maggiore e più assennata), l'impiegata in banca Yoshino (bella quanto sfortunata con gli uomini) e la commessa buontempona Chiaki. 
Alla notizia della morte del padre (che recentemente si era risposato e viveva in una località termale), nessuna delle tre sembra particolarmente addolorata. Ma al funerale, con loro grande sorpresa, scoprono di avere una sorellastra tredicenne di nome Suzu, rimasta orfana (Suzu è nata dalla prima compagna del padre, morta di malattia). Adesso Suzu vive con la matrigna, ma l'incontro con le sorelle Koda le cambierà la vita! 

Commento di Yue: Io sono un Bananista Anonimo, ovvero una di quelle persone BananaFish-lese che anni fa fondarono un gruppo di sostegno sullo smo-forum (se avete letto il manga capirete perfettamente il perché della parola "sostegno") . Dal 2003 in poi (anno bellissimo sul fronte manga) ho sempre amato e seguito Akimi Yoshida: mi piace il suo stile asciutto e senza fronzoli, che  spesso trascende il genere shoujo/josei più classico con storie drammatiche e dal taglio squisitamente cinematografico (un esempio fra tutti, Yasha). Ma con Our Little Sister mi ha sorpreso: l'autrice, infatti, ritorna "alle origini", con una storia slice of life che ricorda alcune sue opere precedenti, come Lovers' Kiss e Kawa Yori mo Nagaku Yuruyaka ni [2].



Our Little Sister è prima di tutto un manga corale: le sorelle Koda sono al centro della narrazione (e talvolta voci narranti) , ma spesso e volentieri l'autrice racconta le vite di altri personaggi di Kamakura (vera e propria città/palcoscenico) , che per un motivo o per un altro hanno a che fare con le sorelle. Già nel primo volume, ad esempio,  facciamo la conoscenza dei compagni di classe e della squadra di calcio della piccola Kana (Masashi, Futa e Yuya) , e nei prossimi volumi scopriremo di più anche su altri personaggi appena intravisti , come il bel dottore/interesse amoroso di Sachi, il misterioso Tomoaki e la madre fuggitiva delle sorelle. Una storia quindi, tutta giocata su delicati legami familiari  e profondi rapporti di amicizia, che più volte mi ha ricordato opere da me amatissime come Maison Ikkoku e Honey & Clover. Come ho già detto, la Yoshida non è proprio tipo da perdersi in sentimentalismi inutili o patetici, ma nonostante ciò, Our Little Sister si rivela un'opera ricca di passaggi straordinariamente intensi, con splendide riflessioni sulla vita, la morte e la malattia, e una sottile ironia che pervade anche le situazioni più drammatiche.

In definitiva, consiglio questa specie di moderno Piccole Donne a tutte le persone che amano le storie che parlano di quotidianità , con personaggi ben sviluppati e dialoghi brillanti . Non ve ne pentirete!


Segnalo anche una graziosa pagina Facebook dedicata a quest'opera: Our Little Sister - Diario di Kamakura

NOTE:

[1] Lovers'Kiss è un'opera in due volumi ambientata a Kamakura, che ritrae un gruppo di studenti e i loro amori non corrisposti (sia etero che gay). Fra i protagonisti c'è proprio il bel Tomoaki, che in Umimachi ha una relazione con la sorella di mezzo, Yoshino. Purtroppo non si trova in scan, ma potete leggere questa recensione di Erica su Okazu.

[2] Kawa Yori mo Nagaku Yuruyaka ni  è una divertentissima comedy ad ambientazione scolastica, e può essere letta in scan grazie al gruppo HotCakes .



sabato 1 aprile 2017

Intermission 36 - What Ever Happened to Yue?

La nostra inviata Helda Fopper [*] ha intervistato in esclusiva il celebre blogger Yue Lung, che da più di un mese -con grande preoccupazione dei suoi fan -non aggiorna il suo blog. 

H.F: Yue, il tuo ultimo post è datato 12 Febbraio. Cosa è successo? Perché questo allarmante silenzio che dura da più di un mese?

Yue: Una vecchia strega come te penserà che lo faccio apposta per farmi desiderare, ma in realtà questo mio "silenzio"ha una motivazione molto semplice: la mancanza di tempo. 
Queste ultime settimane sono state molto stancanti e impegnative, e a dirla tutta non ho letto ne visto cose particolarmente sconvolgenti, tanto da farmi gridare "devo parlarne sul blog!". Prima c'erano le rubriche mensili (i Preferiti prima e i Best & Worst poi) , ma ogni volta -soprattutto nei mesi più "magri"- era molto faticoso scriverle, quindi ho deciso di comune accordo con Masha di eliminarle. Di conseguenza, questa maggiore libertà e mancanza di scadenze ha un po' tolto vitalità al blog. Pazienza, l'importante è che non sia morto, e vi assicuro che Say Adieu to Yue non lo è!



H.F: Grazie per la"vecchia strega". Ma non possiamo frustrare la sete di conoscenza dei tuoi fan! Che fumetti stai leggendo in questo periodo? 

Yue: Sul fronte manga non molto a dire il vero. Qualche settimana fa ho preso il secondo volume di storie brevi di Yoshihiro Tatsumi, Le lacrime della bestia, ma pur riconoscendone il valore non mi ha colpito particolarmente. Temo di non essere molto in sintonia con Tatsumi, o almeno non quanto speravo. Il genere Gekiga continua ad affascinarmi moltissimo, ma al momento sono curioso di leggere altri autori come Yoshiharu Tsuge, che a breve uscirà per Canicola con L'uomo senza talento
Qualche giorno fa ho preso il primo volume di Unlucky Young Man di Fujiwara/Otsuka : un ottimo thriller politicometropolitano ambientato alla fine degli anni 60 e con personaggi ispirati a varie personalità del cinema e della letteratura giapponese. Bello, peccato per le controversie sull'edizione italiana (pagina mancante e ambiguità sulla traduzione). E non dimentichiamoci di Buffalo 5 Girls, di Moyoko Anno! Per quanto riguarda i fumetti di altre nazionalità, devo ammettere che il mio guilty pleasure del momento è Tintin di Hergé: sto prendendo la collana in uscita in edicola e ormai mi sono affezionato al piccolo reporter, senza contare che da quando è arrivato il capitano Haddock la serie ha fatto un salto di qualità! Questo pomeriggio ho letto Francis, la nuova opera di Loputyn: è una specie di coming of age che ha per protagonista una streghetta, che dopo aver evocato uno spirito della foresta  parecchio birbantello (il Francis del titolo) comincerà ad abbracciare lati di se che fino a quel momento aveva ignorato . Carino, soprattutto graficamente!
Al momento non mi viene in mente altro.



H.F: In passato, su questo blog, hai parlato di serie tv e film: Hai segnalazioni da fare?
Al momento seguo due serie tv -e credetemi, visto il periodo di magra degli ultimi mesi non è poco per me - ovvero Feud e Big Little Lies. Il primo è il mio preferito, perché ha per protagoniste Bette Davis e Joan Crawford , ritratte durante il periodo delle riprese e della promozione di "Che fine ha fatto Baby Jane?" . Il mio amore per la Davis è cosa nota, e Susan Sarandon la interpreta in modo magistrale: La voce, la gestualità e le espressioni del volto la rendono davvero identica a Bette! Jessica Lange (nei panni della Crawford) ha una presenza scenica notevole, ma la somiglianza è molto inferiore, anche se è pur compensata dalla sua bravura. E poi la vecchia Hollywood, e Robert Aldrich! Io ho un vero e proprio feticismo per questo regista, ve l'ho mai detto?
Big Little Lies è invece ambientato ai giorni nostri, e direi che rientra a pieno nel genere "bianche ricche sfondate con qualche segretuccio ", anche se in questo caso sono più i personaggi maschili a nascondere gravi turbe mentali. La serie si apre con un omicidio durante una festa, ma la vittima non viene svelata e la trama si sviluppa a partire da un lungo flashback, che inizia con l'arrivo di una scalcinata  mamma single nella sciccosissima cittadina di Monterey. Regia di un certo livello (Jean Marc Vallée, quello di C.R.A.Z.Y e Dallas Buyers Club) , attrici di un certo livello (Nicole Kidman, Reese Witherspoon e una Laura Dern che ruba lo show con la sua nevrotica Renata) e case bellissime e ultracostose. Sono rimasto un po' indietro con gli episodi, ma per ora mi piace!
Cara Helda, di film invece ne ho visti pochi! Segnalo solamente il bellissimo About Elly , dolente thriller del regista iraniano Asghar Farhadi.



H.F: Molto bene. Un'ultima domanda per concludere degnamente questa elettrizzante intervista :Sul tuo profilo instagram non fai che fotografare libri. Oltre a fotografarli li leggi? 

Yue: Nell'ultimo mese ne ho letti pochi.O meglio, mi sono dedicato completamente a opere decisamente lunghette e impegnative , come Middlemarch di George Eliot e a riletture, come Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh. Ma ogni volta che entro in una libreria mi ritrovo sempre a comprare qualcosa, quindi la mia riserva aumenta sempre di più! E tenete conto che vivo in una casa piccolina, quindi potete immaginare le pile di libri nei luoghi più assurdi. Diciamo che fra fumetti e libri sono ad un passo dal finire su Real Time nel programma Sepolti in casa.
Visto che abbiamo toccato l'argomento Instagram, voglio fare un annuncio: a partire da oggi, sul mio profilo , smetterò di postare foto di libri, sostituendole con mie foto sexy. E' tutto! Il tuo tempo è scaduto Helda, quindi fuori dalle scatole!



[fine intervista]

[*] Helda Fopper è l'inviata di punta della nota rivista "Uncinetto ed Evocazioni Sataniche" edita da Zoccolo Edizioni. A lato una sua foto.

domenica 12 febbraio 2017

Intermission 35 - Sciocchezzuole.

All'inizio di Febbraio sono uscite tante cose carine (in generale), quindi ecco l'ennesimo intermission cumulativo, dove parlo brevemente un po' di tutto.

Qualche giorno fa è uscito L'uomo montagna del duo Amélie Fléchais e Séverine Gauthier. Come sapete, amo molto la Fléchais (già autrice di Lupetto Rosso e Il sentiero Smarrito) ed anche questo volume è graziosissimo: una poetica e delicata riflessione sul ciclo della vita, sulle proprie "radici" e le esperienze che ci forgiano. I disegni sono splendidi, ma che ve lo dico a fare? (vedere per credere QUI).  Costo:14 euro, Collana Tipitondi di Tunué (quella con gli angoletti arrotondati) . Ho notato un piccolo refuso, ma nel complesso è un' edizione molto carina. Consigliato!


A inizio Febbraio è uscito anche Soppy, dell'autrice inglese Philippa Rice (che vi consiglio di scoprire QUI). In questo libricino, che alterna illustrazioni a veri e propri fumettini (rigorosamente in bicromia rosso e nero) viene narrata la tenerissima storia d'amore dell'autrice con l'adorabile  Luke Pearson (l'autore della saga di Hilda, edita da BaoPublishing).  Come suggerisce il titolo, sono ritratti quotidiani molto semplici e sciocchini, ma il volume ha un suo perché, e si arriva a fine lettura con il sorriso sulle labbra. L'edizione by Edizioni BD costa 12 euro e nel complesso è un po' mediocre: hanno usato una carta che non tiene bene il colore, e spesso il rosso traspare anche nel retro della pagina, andando a creare un effetto pigmentato in trasparenza fastidiosissimo . Non è un volume imperdibile, ma se amate il genere potrebbe rivelarsi, ad esempio, un graziosissimo regalo di San Valentino (ed esiste pure un seguito: chissà se arriverà mai da noi?).

Febbraio è iniziato bene anche sul fronte film: finalmente infatti sono riuscito a vedere il tanto chiacchierato Arrival di Denis Villeneuve. 
Raffinatissimo film di fantascienza "da camera", tratto da un racconto altrettanto stupendo di Ted Chiang, mi ha veramente sorpreso e commosso, come non mi accadeva da tempo. La storia è lontanissima da quella tipica dei film muscolari di fantascienza, con gli alieni cattivi e gli eroi pronti al sacrificio: qui è più concettuale, ed ha come fulcro il "first contact" e la comprensione di un linguaggio scritto alieno. Non voglio spoilerare altro ,dico solo che la regia quasi pudica e cristallina di Villeneuve è un valore aggiunto ad un film che va assolutamente visto.


Altro film bellissimo visto in questi giorni è Moonlight di Barry Jenkins, coming of age story in tre parti che narra l'infanzia, l'adolescenza e l'età adulta di Chiron, ragazzo di colore nato in un quartiere malfamato di Miami. Da bambino vessato dalla madre dipendente dal crack, a ragazzo bullizzato a scuola e tormentato dal suo orientamento sessuale fino a spacciatore di successo glaciale e solitario , la storia di Chiron, nonostante il contesto duro e spesso squallido  viene narrata con una grazia e asciuttezza incredibile, grazie anche alla bella regia di Jenkins, che omaggia palesemente Wong Kar-wai.
Tratto da un'opera teatrale (derivazione che traspare nei momenti più lirici), è un film intenso e recitato benissimo, vera sorpresa di questo inizio 2017. Lo consiglio a tutti? Non a cuor leggero: mi sembra un'opera parecchio divisiva, ma cavolo, provateci, magari potrebbe piacervi!

Per la cronaca no, non ho visto La La Land: ne state parlando tutti troppo bene, e 'sti capolavori strombazzati all'unanimità mi inquietano e disturbano allo stesso tempo. Lo vedrò, con calma, prima o poi.
In compenso, ho visto The Lego Batman Movie ed è assolutamente brillante e divertente, come già il primo film e forse addirittura di più! Lo consiglio a tutti, anche se c'è una nota dolente: Geppi Cucciari è tanto brava, ma non come doppiatrice. Lo rivedrò sicuramente in lingua originale, appena disponibile. E voglio Robin Lego NOW.


P.S: Non vi siete accorti di niente? Evidentemente no, ma i Best & Worst sono stati sospesi a tempo indeterminato. Forse ritorneranno, forse no, chissà! Alla prossima.

domenica 5 febbraio 2017

Dungeon Food vol. 1



Titolo: Dungeon Food (Dungeon Meshi - ダンジョン飯 )

Autrice: E' Ryoko Kui, che ha esordito nel 2011 con il volume di storie brevi Ryuu no Gakkou wa Yama no Ue (The Dragon's School is on The Top of The Mountain) per la casa editrice East Press. In seguito ha continuato a pubblicare storie brevi, sia per East Press (Hikidashi ni Terrarium) che per Enterbrain (Seven Little Sons of the Dragon) , dove sulla rivista Harta ha iniziato a serializzare Dungeon Food, la sua opera più famosa .  Autrice dotata di una fervida immaginazione e di uno humour tutto particolare, grazie alle sue storie originali e che spaziano in più generi si è guadagnata ben due nomination ai Manga Taisho Awards

Trama: Tutto ebbe inizio da un piccolo villaggio. Un giorno, dopo un boato, si aprì una breccia nelle mura di un cimitero sotterraneo, dalle cui profondità comparve un uomo. L'uomo disse di essere il sovrano di un prospero regno scomparso mille anni prima, e che a causa di uno stregone folle, quel regno un tempo glorioso era tutt'ora confinato nelle profondità del sottosuolo. "Donerò l'intero mio reame a chiunque riuscirà a sconfiggere lo stregone". Con queste ultime parole, l'uomo divenne polvere e scomparve.

Da quel momento, il regno sotterraneo /dungeon è diventato la meta di numerosi avventurieri, fra i quali  il cavaliere Laios e il suo gruppo. Arrivati vicinissimi alla fine del dungeon il gruppo incontra un feroce drago rosso che in poco tempo ha la meglio su di loro (il gruppo è infatti prostrato dalla fame, avendo perduto le provviste durante il viaggio). Ma quando la fine sembra essere ormai certa, Farin, la sorella di Laios, teletrasporta il gruppo fuori dal dungeon, un istante prima di essere divorata dal drago. 
In seguito alla brutta esperienza, il gruppo di Laios si assottiglia parecchio, ma quest'ultimo è deciso a tornare immediatamente nel regno sotterraneo, per salvare la sorella prima che venga digerita dal drago. Ma non c'è molto tempo e i soldi per le provviste scarseggiano , quindi si dovrà adattare cibandosi dei numerosi mostri presenti nel dungeon. Insieme a lui ci saranno l' elfa Marcille e l'half-foot Chilchalk, ma all'inizio della loro spedizione incontreranno anche il nano Senshi, un vero e proprio esperto di manicaretti "mostruosi".  



Commento di Yue: Può un manga dalle premesse così assurde (una sorta di classico GDR fantasy dove i protagonisti, per procedere nella loro avventura devono procacciarsi anche il cibo e cucinarlo nel modo più appetitoso possibile) risultare convincente e soprattutto piacevole? La risposta è sì. E il merito va tutto all'autrice, che non si limita a tirare fuori ricette assurde dai mostri più bizzarri, ma si diverte a creare un bestiario incredibilmente particolareggiato e inserito in catene alimentari e ecosistemi  ben precisi e coerenti. Il tutto condito da un umorismo assolutamente brillante e spesso politicamente scorretto

I personaggi sono squisitamente caratterizzati, a partire dal buon Laios, protagonista bonaccione che grazie alla sua morbosa fascinazione per i mostri da vita ad un paio di scenette comiche assolutamente esilaranti. E poi abbiamo il piccolo Chilchalk, una sorta di hobbit scassinatore che nonostante l'aspetto bambinesco si dimostra il più maturo di tutti, e la caparbia Marcille, maga più teorica che pratica , sarcastica e leggermente viziata. Il nano Senshi è forse il mio personaggio preferito: pratico e fautore di una dieta sana ed equilibrata, è lui il vero chef del dungeon. 


Gli episodi sono un perfetto mix di fase esplorativa, combattimenti (molto brevi) e banchetti, e si susseguono senza mai risultare ripetitivi, grazie anche a situazioni sempre originali e trovate divertenti. Lo dico subito: non è un manga per tutti, ma erano anni che non leggevo un fumetto con il sorriso sulle labbra dalla prima all'ultima pagina. E poi tenete conto che è pubblicato sulla rivista Harta, che negli ultimi anni ha sfornato un sacco di opere belle e particolari . Siamo solamente a Febbraio, ma mi sa che ho già trovato un Yue's Favourite del 2017. 

Edizione italiana: L'edizione italiana della J-pop è molto ben fatta, con una veste grafica estremamente curata. Il prezzo di copertina è 6,90 euro e insieme al primo volume sono stati distribuiti quattro segnalibri diversi con alcuni dei mostri/ingredienti usati nel manga.



martedì 31 gennaio 2017

Intermission 34 - E se c'è un limite lo voglio spostare.

Preparatevi un tè e prendete in braccio i vostri gatti perché questo intermission sarà lunghetto . No, no, tranquilli, non ci sarà nessuno sfogo personale o pippone vario, anche se a forza di post pieni di cose a caso questo blog si sta trasformando in quello che sembra un diario segreto di una tredicenne un po' scema. Credetemi, io ci provo a fare il blogger serio che argomenta meticolosamente tutto quello che legge e che evita di parlare di mille cose insieme, ma... *guarda un punto indefinito e inizia a fischiettare*

Prima di tutto, voglio ringraziare gli amici e le amiche che, prendendosi poco sul serio,  hanno partecipato al premio My Cup of Tea : Le vostre "tazzine" sono state illuminanti, ed ho scoperto tante nuove cose (fumetti, film, serie tv, bevande e perfino app!). Come dice Meryl :


Bene. Dopo il discorso di ringraziamento stile Academy Awards passiamo alle cose serie: cosa state leggendo di bello?

Sul finire del 2016 sono apparse un sacco di belle liste/bilanci sui libri preferiti dell'anno (vedi QUI e QUI) ma nonostante i moltissimi spunti ammetto di essere un po' "bloccato". Ma come accade sempre in questi periodi (dove inizio mille libri senza continuarne uno) ho rivalutato un autore che fino ad oggi avevo evitato come la peste (forse a causa di alcune reminiscenze scolastiche non proprio esaltanti): sto parlando di Emile Zola. In poco più di due settimane ho letto Il paradiso delle SignoreThérèse Raquin, e mi sono piaciuti moltissimo.

Amo le sue descrizioni : sono così vivide  e delicate che sembra di avere davanti un quadro, e non un libro. E i suoi personaggi sono talmente ben descritti  e caratterizzati che pare di sentirli respirare e di vedere il sangue pulsargli nelle vene . Thérèse Raquin in particolar modo mi ha molto colpito: la seconda parte è decisamente orrorifica e grottesca (e un po' troppo lunga) , ma la prima, con la nascita di questa passione travolgente fra Thérèse e Laurent è assolutamente magnifica e perturbante . A proposito, avete visto Thirst di Park Chan-wook? E' un geniale adattamento in chiave vampiresca proprio di questo romanzo!

Sul fronte fumetti, ecco un paio di aggiornamenti: Ho letto il primo volume di Cat Eyed Boy di Kazuo Umezz e mi è piaciuto molto! Sono storielle horror autoconclusive (più o meno lunghe) che hanno come filo conduttore un giovane ragazzo/mostro, dagli occhi di gatto.
Il bricconcello è testimone involontario di numerose vicende misteriose, e spesso e volentieri si ritrova lui stesso nei guai. Non mancano nemmeno episodi sul suo passato e le sue origini, e insomma, mi è piaciuto un sacco, e lo stile di Umezz è sempre piacevolissimo a vedersi. L'ho preso su Amazon, e mi è stato spedito (in tempi record) dalla stessa casa editrice. L'edizione è davvero bella e curata, e mi pare proprio un' iniziativa editoriale degna di essere sostenuta. Se amate gli yokai ed i fumetti simil Kitaro dei Cimiteri, Compratelo!

Ho letto anche gli ultimi tre numeri usciti di Erased: questa serie continua a piacermi e ad intrigarmi molto, anche se il colpevole degli omicidi lo avevo intuito già da un po' (ma sarà lui? non ci metto la mano sul fuoco). I continui salti temporali -che all'inizio mi lasciavano perplesso- devo dire che sono ottimamente gestiti e servono ad aumentare la suspense. Non vedo l'ora di leggere il sesto volume!
Il secondo volume di Requiem of the rose king mi è piaciuto leggermente di più del primo: chiaramente la Kanno ha una visione tutta sua della storia e dei personaggi, ma continua a non convincermi del tutto. Richard è senza dubbio il personaggio più riuscito, ma Henry mi pare proprio un idiota!
Sul fronte novità, ho letto il primo volume di Bugie d'Aprile: un buon inizio, con personaggi interessanti, anche se ho come la vaga impressione che il dramma sia dietro l'angolo. Graficamente non mi fa impazzire, ma prenderò sicuramente il secondo volume. Staremo a vedere!

L'avete vista la prima stagione di Una serie di sfortunati eventi? A tanti miei amici non è piaciuta, ma nel complesso l'ho trovata piacevole e divertente. I libri (soprattutto i primi, ovvero quelli coperti dalla prima stagione) hanno una struttura molto ripetitiva, ma nella serie tv sono riusciti ad aggiungere carne al fuoco, con un paio di trovate a dir poco geniali (non voglio spoilerare ma... genitori) . La "messa in scena" è molto più bella e curata di quella che traspare dal trailer e gli attori sono in stato di grazia (fatta eccezione, forse, per i più giovani , ancora un po' acerbi ma comunque bravini). Certo, non mancano i difetti (il non proprio brillante uso della CG su Sunny , personaggio fra l'altro molto ridimensionato rispetto ai libri), ma come ho detto sopra, gli otto episodi sono volati. Se avete Netflix vi consiglio di dargli un'occhiata!


Bene, arrivati a questo punto, visto che stiamo parlando di serie tv, dovrei dire la mia sulla quarta stagione di Sherlock... Beh, la posso riassumere in una sola parola: cheap. Denunciatemi pure, ma per me Sherlock poteva tranquillamente finire con la seconda stagione. La terza e la quarta sono state  un'ottimo intrattenimento, ma quel brividino di piacere che provavo all'inizio  non è più tornato.
"The Six Thatchers" è un episodio insulso e noiosetto, che pure con il colpo di scena finale  mi ha lasciato piuttosto indifferente.  "The Lying Detective" invece è il più bello di questa stagione, sia per le dinamiche che si vengono a creare fra Sherlock e Watson, e sia grazie al carisma di Toby Jones, nei panni di un villain irresistibile. "The Final Problem" è semplicemente troppo. TROPPO. E mi chiedo: "Ho davvero voglia di vedere altre stagioni di questa serie?". Mi sa di no.




Da grande amante delle sorelle Bronte, ho visto anche To Walk Invisible, film tv che ci mostra la lenta autodistruzione del fratello Branwell, e la nascita delle loro prime ambizioni letterarie. Come tutti i prodotti U.K. è squisitamente confezionato, ed ha sicuramente i suoi momenti anche se avrei preferito un maggior approfondimento della figura di Anne, che anche qui passa per la sorella più insipida delle tre (quando invece fu forse la più devastata dalla morte di Branwell e la più coraggiosa nel pubblicare un romanzo all'epoca scandaloso come The Tenant of Wildfell Hall ). 




Per finire, due parole su alcuni film di animazione visti nel mese di Gennaio: La tartaruga rossa e
Ethel & Ernest . Il primo (diretto da Michaël Dudok de Wit e co-prodotto, fra gli altri , dallo Studio Ghibli) mi ha lasciato freddino: graficamente è bellissimo (adoro la linea chiara), ma il resto -fatta eccezione per alcuni passaggi simbolici e poetici- non mi ha entusiasmato. Il secondo è tratto da un memoir a fumetti del grande autore/illustratore Raymond Briggs, e non è altro che la storia dei suoi genitori: dal loro primo incontro nel 1920 fino alla morte negli anni 70. In mezzo, la nascita di Raymond, la seconda guerra mondiale, gioie delusioni e malattie. Di solito non amo i memoir, ma questo è veramente dolce e commovente. Tecnicamente è ben fatto, e piacevole alla vista: Ok, i disegni di Briggs hanno sicuramente più carattere, ma non si può avere tutto dalla vita.




Bene, anche per questa volta è tutto (e se siete arrivati a leggere fino a qui vi faccio i miei complimenti) . Alla prossima!

giovedì 5 gennaio 2017

Premio "My Cup of Tea" 2016



Un altro anno e passato, ed eccoci quindi arrivati alla quarta edizione del premio "My Cup of Tea". Questo premio è nato tre anni fa, con lo scopo di celebrare non l'opera più bella dell'anno di riferimento (troppo facile) ma piuttosto, quella che più vi ha sorpreso, contro ogni aspettativa e pregiudizio .  Per opera intendo qualsiasi cosa: fumetto, serie tv, film, libro, e quant'altro (ad esempio, volete dare la tazzina ad un blog? Potete farlo!) . E potete fare anche premiazioni multiple, per ogni tipologia (quindi un film, una serie tv e così via). Non ci sono scadenze, cari amici blogger, ma se partecipate fatemelo sapere. E se non avete voglia di scrivere un post sul vostro blog, assegnate le vostre tazzine nei commenti qui sotto!

Ok, cominciamo!

Libro: Nell' anno appena passato non ho avuto tantissime sorprese sul fronte libri, anzi, a voler mettere le letture su una bilancia "immaginaria" ho avuto più delusioni che altro. Ma le poche sorprese sono state comunque piacevoli, e degne di essere menzionate: Ultimo giro al Guapa di Saleem Haddad è una di queste (ne ho parlato QUI) , e il 2016 è stato anche l'anno della riscoperta di Alexandre Dumas, iniziata con il bellissimo Il conte di Montecristo e seguita da tanti altri suoi capolavori. Leggere Dumas a trent'anni viene da molti considerato come socialmente bizzarro (mi è stato detto, fra le altre cose "gli adulti dovrebbero leggere solamente letteratura elevata" ), ma mi ha regalato ore di completa felicità, quindi me ne frego. Ma la tazzina ho scelto di assegnarla al libro che più mi ha sorpreso e tormentato nel 2016 , ovvero Alias Grace (L'altra Grace) di Margaret Atwood. In molti alzeranno gli occhi al cielo, visto che ne ho parlato fino alla nausea qui sul blog , quindi taccio. Se vi siete pers* il mio commento su quest'opera, da me amatissima, leggetelo QUI. Menzione d'onore a Un albero cresce a Brooklyn : sarà anche un libro datato e innocui, ma l'ho adorato (come potete leggere QUI). 

Serie Tv: Anche in questo settore, pochissime sorprese. Ho amato Stranger Things, ma mi aveva catturato fin dal primo, ruffianissimo trailer, quindi più che una sorpresa è stato un amore annunciato. Ho riso tantissimo con la serie tv de L'esorcista, ma anche questa l'ho "abbracciata" fin dall'inizio come guilty pleasure, e così è stata fino alla fine. Ma veniamo a Westworld: sulla carta aveva tutti elementi a me poco graditi, fra i quali una certa aria nerd-filosofica e un'ambientazione western tutt'altro che allettante (un parco divertimenti dove "rivivere il West"? Io non ci andrei mai!!!) . Ma il primo episodio l'ho voluto comunque vedere, e un palpito d'eccitazione mi ha colto, facendomi proseguire nella visione. Non è una serie perfetta, con in molti sostengono, ma è scritta bene ed è intellettualmente stimolante , quindi si merita la mia tazzina. Piccola curiosità: penso di essere l'unica persona al mondo a non aver visto il film originale di Michael Crichton , ma conto di rimediare al più presto.

Film: Sul fronte cinema il 2016 è stato intensissimo nei primi mesi e fiacchissimo negli ultimi. Nel complesso ho visto tante belle cosine (Hausu, 45 Years, Caramel, Weekend, Kubo and the Two Strings , Tomboy, Zootopia, Beautiful Thing, Anomalisa e tanti altri), e ci sono stati anche un paio di film che ho davvero amato alla follia, come lo stupendo Frantz di Ozon (regista discontinuo ma da me molto amato) e The Handmaiden di Park Chan-wook, il mio film preferito del 2016, che altri non è che un adattamento folle, elegantissimo e geniale del romanzo Ladra di Sarah Waters. Ma le tazzine vanno assegnate a film sorprendenti e inaspettati, quindi la scelta è ricaduta su The Witch - A New-England Folktale. Visivamente straordinario e intimamente inquietante, questo horror atipico ambientato in una livida New England del diciassettesimo secolo mi ha -perdonate il gioco di parole- stregato. Il finale poi, è stupendo e liberatorio, e la storia diventa quasi un'allegoria sulla condizione femminile in pieno puritanesimo. Menzione d'onore al bellissimo It Follows, che praticamente non ha vinto la tazzina per un soffio. 

Fumetto: Sul fronte manga non ho avuto grandi sorprese da questo 2016. Il bellissimo Una gru infreddolita è stato più una conferma che una sorpresa, e fatta eccezione per qualche bella novità  (Erased, Amami lo stesso, Himitsu-Top Secret, La torre Fantasma, Mahoromi, Teiichi High School) il resto non mi ha particolarmente entusiasmato. Sul fronte comics, il mio preferito dell'anno è  stato sicuramente Nimona, ma anche qui non sono mancate belle novità come Harrow County, Leonid, e Special Exits. Ma la vera rivelazione per me è stata Thorgal di Rosinki e Van Hamme . Questa serie fantasy storica (che pesca a piene mani dalla mitologia norrena , e allo stesso tempo non si fa mancare parecchie incursioni nel genere fantascientifico) mi ha rapito fin dal primo albo, e pur non avendo dubbi sulla bravura di Van Hamme -uno dei più grandi sceneggiatori viventi- non pensavo proprio mi sarei appassionato così tanto ai suoi personaggi e alle loro avventure! Insomma, una tazzina più che meritata.





Per finire, ecco la lista -sempre aggiornata- di i blog che hanno assegnato le tazzine!

Nei commenti a questo post (e a quello precedente) potete trovare le tazzine di: MikiMoz_yue_, Hong Ngat

domenica 1 gennaio 2017

Best & Worst: December 2016 + Arrivano le tazzine!

Finiamo questo 2016 di disagio con l'ottavo appuntamento della rubrica Best & Worst, sempre in comunella con la misteriosa e affascinante Masha del blog iononsonoquellaragazza


Ebbene sì: lo speciale Natalizio di Sense8 mi è piaciuto. Come la prima stagione , non ha niente di geniale e la trama resta molto esile e character based , ma questa serie -e non mi stancherò mai di ripeterlo- mi piace, e soprattutto ha un bel messaggio, che mi fa sentire bene. 
Come tutti gli speciali natalizi che si rispettano ha momenti più divertenti (non vi dico quanto ho riso con le allegre disavventure di Kala e marito) ed altri decisamente più drammatici (l'odissea di Will e Riley, perennemente in lotta con Whispers ), ma nel complesso, nonostante le due ore e passa,  è volato. 
Se avete amato la prima stagione di Sense8, questo speciale ha tutto quello che desiderate, e davvero, sarà una tremenda agonia dover aspettare fino a maggio per la seconda stagione. Per me è il best del mese!



Dopo Dieci Piccoli Indiani, la BBC torna ad adattare un altro grande classico di Agatha Christie, ovvero Testimone d'accusa (The witness for the prosecution), nato come storia breve e in seguito divenuto famoso come opera teatrale. Questo nuovo film tv è stato diviso in due parti, ed ha un cast molto interessante: oltre al veterano Toby Jones abbiamo la magnetica Andrea Riseborough e il giovane talento Billy Howle. 
Anche tecnicamente è ottimo, con una regia ed una fotografia ambiziose, e una perfetta ricostruzione d'ambiente. Personalmente ho apprezzato molto anche la scelta di mantenere il finale originale del racconto (in seguito rimaneggiato dalla stessa Christie), ma dopo tutti questi pregi , ahimè, arrivano i difetti. Nel complesso infatti, ho trovato la sceneggiatura piuttosto piatterella, sonnolenta e prevedibile,  senza contare che tutta la storyline dell'avvocato difensore (interpretato da Jones) mi è parsa patetica ed un po' superflua. Ora, io trovo  apprezzabile il tentativo della BBC di evitare l'aria patinata dei precedenti adattamenti della Christie, riconsegnando le sue storie ai contesti storici drammatici in cui sono state scritte, ma in questo caso la forma ha un po' "sacrificato" la sostanza. Certo, il film di Billy Wilder con Marlene Dietrich resta inarrivabile, ma anche senza voler fare certi scomodi paragoni, questo nuovo adattamento risulta del tutto innocuo e verrà presto dimenticato. Peccato!

Per finire vi ricordo che, come da tradizione, i primi di Gennaio verranno assegnate le tazzine del premio "My Cup of Tea", arrivato alla sua quarta edizione. Quest'anno abbiamo anche un nuovo bannerino, realizzato grazie all'aiuto di Nyu di Ore-sama! Eccolo:


Come ogni anno, invito tutti gli amici blogger a partecipare, consegnando le loro tazzine: basta riportare il bannerino qui sopra e taggare Say Adieu to Yue. Questo è lo slogan da riportare:

Lo scopo del premio "My cup of Tea" è quello di celebrare non le opere più belle dell'anno di riferimento  (che siano fumetti, film, libri , serie tv o quant'altro) ma bensì quelle che più vi hanno sorpreso, contro ogni aspettativa e pregiudizio. 

Potete tranquillamente fare premiazioni multiple, una per ogni tipologia (ad esempio un film, una serie tv , un libro e così via) e non è obbligatorio premiare solo cose uscite nel 2016

Non ci sono scadenze, ma se partecipate fatemelo sapere! 

Auguro a tutti un Felice Anno Nuovo!



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