venerdì 27 giugno 2014

Orley Farm di Anthony Trollope

In questi giorni non ho parlato di fumetti, perché i pochi momenti liberi della giornata li ho dedicati alla lettura di un romanzo , che nonostante la mole di pagine non indifferente (in tutto 1141) mi ha rapito completamente e mi ha tenuto in suo potere dall'inizio alla fine. 

Sto parlando di Orley Farm, romanzo di Anthony Trollope del 1862 [1]. Ma prima, lasciatemi introdurre brevemente questo autore:


Anthony Trollope è stato uno scrittore inglese incredibilmente prolifico (in tutto ha scritto 47 romanzi più svariati racconti e libri di viaggio) e questa sua "facilità" di scrittura non è mai stata vista di buon occhio fra i critici, che l'hanno sempre posizionato un gradino sotto rispetto ai grandi scrittori vittoriani del periodo come Charles Dickens William Makepeace Thackeray . 

Ma il passare del tempo gli ha reso giustizia: in anni più recenti, infatti, la sua opera è stata ampiamente rivalutata, e ad oggi viene considerato come l'autore che ha saputo ritrarre con maggior realismo e sobrietà (senza la necessità di ricorrere a personaggi grotteschi e sopra le righe o a vicende pittoresche e melodrammatiche) la società vittoriana, con particolare attenzione nei riguardi della Gentry[2]. 
Henry James criticò (o meglio, canzonò) l'abitudine di Trollope a rivolgersi ai suoi lettori durante la narrazione, ma io non la trovo una cosa fastidiosa, anzi, mi piace e mi fa sorridere.

Per maggiori informazioni su Trollope vi rimando alla biografia su Wikipedia.

In Italia sono stati pubblicati dalla casa editrice Sellerio i seguenti romanzi: 

Tutti i romanzi del «ciclo del Barsetshire»: 
L'amministratore (2003) 
Le torri di Barchester (2004) 
Il Dottor Thorne (2005) 
La Canonica di Framley (2001, 2006)  
Le ultime cronache del Barset (2009)

Romanzi della «serie dei Pallisers»:
Il primo ministro (2014)

Altri romanzi:
Orley Farm (1999, 2013)
Lady Anna (2003, 2011), 
Un'autobiografia (2008) 
La vita oggi (2010)

Inoltre, sono stati pubblicati da altre case editrici (Passigli, Longo Angelo, Nuova Editrice Berti) i seguenti volumi:
Il cugino Henry (1995)
Il termine fisso (2003)
L'ultimo austriaco che lasciò Venezia (2010)
Viaggio in Palestina (2012)
Due ragazze (2012)

Ma torniamo ad Orley Farm:



Il libro ruota intorno alla piccola proprietà che porta lo stesso nome del titolo. Proprietà che in seguito alla morte di Sir Joseph Mason, esquire (l'anziano e ricchissimo proprietario), viene ereditata dalla giovanissima seconda moglie (Lady Mary Mason) e dal figlioletto di pochi mesi (Lucius). Tale lascito è stato autenticato tramite un piccolo codicillo sul testamento (firmato da due testimoni e dal padrone) e scatenerà le ire del figlio maggiore di Sir Joseph che, pur avendo ereditato la maggior parte dei beni del padre si sentirà defraudato di Orley Farm,  e porterà la donna in tribunale. Ma il verdetto sarà il seguente: il codicillo è autentico.  E così, per vent'anni,  Lady Mason regna indisturbata su Orley Farm, insieme al figlio che nel frattempo è diventato un brillante giovanotto. 
In seguito ad una disputa su dei terreni dati in affitto, il vicino avvocato Dockwrath decide di nuocere a Lady Mason, e l'occasione arriva con il ritrovamento di un documento che mette in dubbio la validità del codicillo dato per autentico vent'anni prima (la moglie di Dockwrath è infatti la figlia del defunto avvocato di Sir Joseph). Dockwrath si alleerà con il figlio maggiore dei Mason, e la prospettiva di un nuovo processo prostrerà  non poco la nostra Lady Mason, che chiederà aiuto al vicino amico Sir Peregrine Orme e all'avvocato Mr Furnival. Tutti sono più o meno convinti dell'innocenza della donna, ma il tarlo del dubbio è in agguato.

George Orwell definì il romanzo come "one of the most brilliant descriptions of a lawsuit in English fiction", e spesso quest'opera viene citata come uno dei primi e più riusciti romanzi "giudiziari" .
In realtà questa definizione mi ha spaventato un po': il genere legal thriller  non mi fa impazzire, quindi ho rimandato di molto la lettura di quest'opera (acquistata un bel po' di tempo fa) .
Beh, sono stato uno sciocco.
In realtà il processo vero e proprio arriva solamente a fine storia (tipo a pagina 800) ed occupa pochi capitoli,  mentre nelle rimanenti pagine Trollope mette tutta la cura possibile nel creare un piccolo e credibile universo di personaggi alle prese con l'amore, i dubbi morali e i problemi di tutti i giorni. La vicenda giudiziaria è sicuramente importante e centrale (e con mia grande sorpresa appassionante!!) , e la tensione che si crea pagina dopo pagina ha il suo culmine proprio durante il processo, ma come è scritto nella presentazione del volume, questo è il romanzo della giustizia ma anche dell'amore: l'amore assoluto di Lady Mason per il figlio, quello del giovane Peregrine per la bella e dolce Madeline, quello di quest'ultima per il brutto e squattrinato (ma buono e idealista) Graham e tanti altri che non vi rivelo. Alcune storie non avranno il lieto fine, mentre altre sì. E d'altra parte, e così che va la vita. 
Come dicevo, è un romanzo incredibilmente appassionante, soprattutto in virtù dell'ottima caratterizzazione dei personaggi: la bella e dolente Lady Mason fra tutti, ma anche la dolce vedova Mrs Orme, il vecchio e donchisciottesco Sir Orme (uno dei miei personaggi preferiti) ,  il terribile e formidabile avvocato Chaffambrass, la bella e arida Miss Furnival e lo stesso Lucius , rigido e severo nonostante la giovane età. Personaggi che restano con il lettore anche dopo la fine del romanzo, quasi continuassero veramente a vivere in un universo parallelo .

Per finire, una piccola curiosità: la prima edizione di quest'opera è stata illustrata dal celebre pittore Preraffaelita John Everett Millais. Ecco alcune delle mie preferite (cliccate sopra per ingrandire le immagini):






Bello, bello e ancora bello. Se la  letteratura vittoriana non vi spaventa, e non vi spaventano le mille e passa pagine, provate a leggerlo. Una volta entrati in questo piccolo universo, sarà difficile abbandonarlo!



Note:
[1] Come era d'uso ai tempi, i romanzi uscivano a puntate (in fascicoletti da uno scellino). La serializzazione di questo romanzo è iniziata nel Marzo del 1961 ed è terminata ad Ottobre del 1962.

[2] I cosi detti Gentiluomini di Campagna: possidenti terrieri appartenenti alla piccola nobiltà.

2 commenti:

  1. E' un libro delizioso, come del resto tutto Trollope, secondo me. Classico imperdibile nella sua terra di origine, da noi sottovalutato e/o poco conosciuto, mentre il suo valore è altissimo. Un Dickens che scrive con la puntualità della Eliot, direi. Leggerlo è sempre un piacere.

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    1. Verissimo! Grazie per la visita (e il commento).

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